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Posts Tagged ‘paolo borsellino’

Strage di Via D'Amelio

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Per cosa è stato ucciso Paolo Borsellino?
Per cosa sono stati sacrificati gli uomini della sua scorta?  Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
In nome di quella ragione di stato (con la s minuscola) che, secondo alcuni illustri penalisti) porta a giustificare persino la trattativa con la mafia?
Perché, prima di tutto, ci sono le istituzioni (sempre con la minuscola)?

E allora, l’importante è salvare la politica, lo status quo, i partiti. Cambiare la facciata delle cose (i nomi dei partiti), rendere inoffensivi i mafiosi che hanno fatto il lavoro sporco, trovare qualche capro espiatorio da dare in pasto all’opinione pubblica (il depistaggio su via D’Amelio, il falso pentito Scarantino) .. (altro…)

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Da biagioraucci.com

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Le Agende Rosse manifestano per non dimenticare una strage che colpì al cuore il Paese. Insieme al giudice morirono cinque agenti della sua scorta.

Il 19 luglio 1992, esattamente 19 anni fa, a Palermo si consumò una delle pagine più tristi del nostro Paese. In via d’Amelio, una Fiat 126 imbottita di tritolo, esplose nel pomeriggio, investendo e uccidendo il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. Oltre al giudice morirono gli agenti Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Soltanto Antonio Vullo è sopravvissuto all’esplosione, risvegliandosi in ospedale, in gravi condizioni. La bomba fu azionata a distanza e Borsellino era a conoscenza di un carico di esplosivi arrivato a Palermo appositamente per far saltare lui e la sua scorta. (altro…)

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Tre giorni di manifestazioni, incontri e dibattiti per commemorare il diciannovesimo anniversario della strage di via D’Amelio. Quest’anno il presidio nella strada dell’attentato durerà l’intera giornata del 19 luglio accanto all’ulivo del giudice. Il fratello Salvatore: “Niente corone di Stato per una strage di Stato”.

Tre giorni per “fare memoria del sacrificio di Paolo, di Agostino, di Claudio, di Emanuela, di Vincenzo e di Eddie Walter, uccisi per mano della mafia e di schegge deviate di quello Stato che con la mafia aveva scelto di venire a patti piuttosto che combatterla”. Così, il sito “19luglio1992 lancia la tre giorni  – 17, 18 e il 19 luglio 2011 – di manifestazioni, incontri e dibattiti per commemorare il diciannovesimo anniversario della strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta (Aderisci all’evento su Facebook). Solo due mesi prima, il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29 che da Capaci porta a Palermo, era stato ucciso il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta (Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro). (altro…)

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Un ricordo di Falcone e Borsellino a 19 anni dalla strage di Capaci.

Occhi osservano dall’alto della collina.

Occhi minacciosi, pieni di odio.

Occhi che hanno il colore del tritolo incrociano occhi buoni di uomini e donne.

Sono dentro un’automobile che corre verso la morte.

L’ultima corsa di Giovanni Falcone inizia all’aeroporto di Ciampino, a Roma, sabato 23 maggio 1992.

Sono le 16:50.

Un jet dei servizi segreti decolla con a bordo il giudice e la moglie Francesca Morvillo.

Destinazione Palermo, aeroporto di Punta Raisi.

Atterrerà 53 minuti dopo.

Li attendono 6 agenti con le loro auto, 3 Fiat Croma blindate.

Le vetture si muovono dall’aeroporto alle 17:50.

Falcone sceglie la Croma bianca.

Lui è al volante, la moglie gli siede di poco accanto. (altro…)

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Oggi il giudice Borsellino avrebbe compiuto 71 anni. Mai come adesso sarebbe stato prezioso in un Paese nel baratro. Ecco come verrà ricordato in diverse città d’Italia.

 

«Ai miei figli, ancora troppo piccoli
perché possa iniziare a parlargli del nonno, vorrei farglielo conoscere proprio tramite i suoi insegnamenti, raccontando piccoli ma significativi episodi della sua vita tramite i quali trasmettergli i valori portanti della sua vita. Caro papà, ogni sera prima di addormentarci ti ringraziamo per come ci hai insegnato a vivere». Ha scelto queste parole Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, per ricordare il compleanno del padre, procuratore aggiunto di Palermo ucciso nella strage di via D’Amelio del 19 luglio del 1992.

Oggi, 19 gennaio, Paolo Borsellino avrebbe compiuto 71 anni (1940-1992). La sua morte, 57 giorni dopo quella dell’amico e collega Giovanni Falcone, ha segnato la seconda strage della serie di attentati che ha colpito la Sicilia e l’Italia tra il ’92 e il ’93 in quella stagione culminata con la trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa nostra di cui si stanno occupando le indagini delle procure di Palermo e Caltanissetta.

«Ho iniziato a piangere la morte di mio padre con lui accanto mentre vegliavamo la salma di Falcone nella camera ardente allestita all’interno del Palazzo di Giustizia. Non potrò mai dimenticare che quel giorno piangevo la scomparsa di un collega ed amico fraterno di mio padre ma in realtà è come se con largo anticipo stessi già piangendo la sua» ha scritto Manfredi nella testimonianza per il libro “Era d’estate”, curato da Roberto Puglisi e Alessandra Turrisi, con prefazione di Pietro Grasso (Pietro Vittorietti editore). (altro…)

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Giorgio Napolitano parla di anticorpi contro la corruzione: dice che l’Italia ne è dotata. Se intende che ne è dotata a sufficienza, sbaglia. Se fosse vero, non saremmo caduti così in basso. Se fosse vero, ogni volta che il capo della cricca si esibisce in pubblico ci sarebbe un popolo in rivolta. E allora sarebbe più complicato per la gendarmeria escludere i dissidenti dalle inquadrature. Ecco come alcuni cittadini con funzione di anticorpi democratici sono stati ricacciati indietro da piazza Duomo il giorno del diciottesimo anniversario dell’assassinio di Paolo Borsellino. A proposito di anticorpi (e di auto-bavagli), nessun giornale ha dato notizia di quest’abuso. Le inquadrature sono nostre. Il video è in due parti.

pieroricca.

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Il presidente dell’Anm distrettuale Nino di Matteo: “Spezzare la catena dei giudici
che frequentano i salotti per avere benefici”

 

Un’ovazione per i magistrati che  sono entrati nell’aula magna del Palazzo di giustizia di Palermo. Così si è aperta “Via D’Amelio. Strage di Stato”, la tre giorni di commemorazione per Paolo Borsellino, il giudice ucciso assieme a cinque membri della scorta nella strage del 19 Luglio 1992. L’incontro è stato organizzato dalla direzione distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati. Presenti, nella sala gremita di gente, alcuni rappresentanti dell’associazione, come il presidente Antonino di Matteo e altri magistrati come Antonio Ingroia e Francesco Messineo. Pochi magistrati, secondo Salvatore Borsellino, fratello di Paolo. Un’assenza però compensata dalla massiccia partecipazione della società civile, a partire dai sostenitori del movimento delle Agende rosse e di Antimafia 2000, le organizzazioni promotrici della tre giorni.
Al centro degli interventi la figura del giudice, lo stato dell’arte delle indagini sulla strage e gli ultimi istanti della sua vita quel 19 luglio di 18 anni fa. Particolarmente commuovente l’intervento di Salvatore, che fa sciogliere in lacrime l’affollata sala del Tribunale di Palermo: (altro…)

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