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Posts Tagged ‘Paolo Rodari’

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CITTÀ DEL VATICANO
«ADESSO speriamo che non si banalizzi il peccato dell’aborto». Fatica a dire altro quella parte di Chiesa, settori minoritari ma comunque parecchio agguerriti, che non vede di buon occhio i tentativi di Francesco di privilegiare la grazia sulla legge, lo spirito sulla lettera. La pubblicazione del documento Misericordia et misera allarga il solco tra il Papa e i conservatori.

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Papa  francesco

Compromesso sulla comunione ai risposati:si decide caso per caso. “Accogliere i gay ma no alle nozze” Bergoglio: “Superare i complotti”.

CITTÀ DEL VATICANO – Un’apertura prudente, ma comunque messa agli atti, per i divorziati risposati. I padri sinodali hanno consegnato ieri al Papa il testo finale del Sinodo sulla famiglia riunito in Vaticano da tre settimane nel quale, al paragrafo 85, si suggerisce la strada «del discernimento»: è il vescovo locale che deve valutare caso per caso se concedere l’eucaristia oppure no a chi si è separato e ha contratto una nuova unione. Una “delocalizzazione” importante, che toglie oggettivamente potere d’azione a Roma per consegnarlo nelle mani dei vescovi, al popolo di Dio e ai suoi pastori sparsi di Chiesa in Chiesa. Un’apertura sottile, certo, ma non poco per un Papa che si era presentato la sera dell’elezione (il 13 marzo del 2013) anzitutto come «vescovo di Roma». «I divorziati risposati – recita il testo finale del Sinodo – non solo non devono sentirsi scomunicati, ma possono vivere e maturare come membra vive della Chiesa, sentendola come una madre che li accoglie sempre, si prende cura di loro con affetto e li incoraggia nel cammino della vita e del Vangelo.

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Affondo del segretario dei vescovi. Salvini: “Straparla” Dalla Ue 558 milioni.FI:check point sulle spiagge.

CITTÀ DEL VATICANO. «Piazzisti da quattro soldi che pur di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse!».
Così il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, intervistato dalla Radio Vaticana, qualifica i leader politici che in questi giorni hanno affermato la necessità di più efficaci restrizioni all’ingresso in Italia di nuovi immigrati e profughi. Pur senza citare Matteo Salvini e la Lega, Galantino implicitamente reagisce a quanto nei giorni scorsi sia il blog del leader del M5S sia il segretario della Lega avevano detto in merito agli sbarchi. Alle parole di Francesco che domenica all’Angelus aveva detto che respingere i profughi che lasciano la propria terra via mare in cerca di una vita dignitosa è un atto criminoso, Salvini aveva risposto che «respingere i clandestini» è «un dovere». Mentre per il blog di Grillo ci vorrebbe meno accoglienza e più respingimenti.

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Francesco: “Questo è uccidere”. Arrestati gli scafisti Arrivi record in Grecia,Tsipras chiede aiuto all’Ue.

ROMA. Tensioni e conflitti si risolvono «con il dialogo» e «il rispetto delle identità». Respingere i migranti è «guerra, significa uccidere». Così Papa Francesco, ieri, incontrando i ragazzi del Movimento eucaristico giovanile (Meg). Bergoglio, che segue le notizie provenienti dal Mediterraneo, si è poi soffermato sul dramma dei profughi birmani ricordando che respingere chi lascia la propria terra via mare in cerca di una vita dignitosa è un atto criminoso: «Questo si chiama violenza», ha detto. «Speriamo che i naufragi di questi giorni e l’irresponsabilità di istituzioni e politici rimangano una pagina nera di cui fare memoria perché tali tragedie non si ripetano più», ha detto invece padre Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, il servizio dei gesuiti per i rifugiati in Italia.

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Irlanda

Oggi l’incontro su famiglia, omosessuali e divorziati La Chiesa apre il confronto in vista del Sinodo.

CITTÀ DEL VATICANO – Un summit con inviti mirati, nel cuore di Roma, per discutere sui temi più sensibili del prossimo Sinodo sulla famiglia, compresa quale pastorale adottare verso le coppie omosessuali e i divorziati risposati. Un incontro programmato da tempo e a cui sono stati invitati esponenti di primo piano della Chiesa tedesca, francese e svizzera, e che cade significativamente oggi, quarant’otto ore dopo quel sì alle nozze gay dell’Irlanda che ha aperto in tutto il mondo cattolico una riflessione che non può essere scontata: «Ci dobbiamo fermare, guardare ai fatti e metterci in ascolto dei giovani. Non si può negare l’evidenza », ha dichiarato l’arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, alla televisione nazionale irlandese. Del resto, anche Francesco l’ha detto a chiare lettere: il Sinodo non è un Parlamento nel quale fazioni diverse si contrappongono. Piuttosto, è un’assemblea che su tutti i temi inerenti la famiglia, compresi quelli mediaticamente più scottanti, deve confrontarsi liberamente e all’insegna di uno stile veramente sinodale.

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Papa Francesco
CITTÀ DEL VATICANO – Non solo parole ma anche fatti. Li auspica papa Francesco per la famiglie con più figli.
Chiamati in causa sono «politica e amministratori pubblici, ad ogni livello», che troppo poco fanno in merito.
La Costituzione italiana «chiede un particolare riguardo per le famiglie numerose», ma «questo non trova adeguato riscontro nei fatti» e pertanto serve «una maggiore attenzione della politica e degli amministratori pubblici». Così ha detto ieri Francesco, durante l’udienza dedicata straordinariamente di domenica all’associazione Famiglie numerose.

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Il torrioneBloccati i conti correnti dell’ex presidente della banca Caloia e dell’ex direttore generale Scaletti Sono indagati per peculato. Gli immobili poi ceduti a valore di mercato con guadagni per 60 milioni.
CITTÀ DEL VATICANO – Il Promotore di Giustizia del Tribunale vaticano ha aperto un’indagine nei confronti di due ex dirigenti dello Ior per operazioni immobiliari avvenute nel periodo 2001-2008. Pesante l’ipotesi di reato: peculato. Gli indagati sono l’ex presidente dello Ior Angelo Caloia e l’ex direttore generale Lelio Scaletti, insieme all’avvocato Gabriele Liuzzo per concorso. In sostanza, si tratta della dirigenza che ha governato la banca vaticana nell’era di Karol Wojtyla e, in parte, sotto il pontificato di Joseph Ratzinger: Caloia è stato presidente dal 1989 al 2009, poi dimissionato in favore di Ettore Gotti Tedeschi.

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Papa FrancescoMonsignor Pennisi: “Dopo le sue parole indietro non si torna” Don Di Noto: “È una rivoluzione, le colpe non vanno negate”.

CITTÀ DEL VATICANO – «Ha ragione il Papa. Seppure la pedofilia nella Chiesa sia diminuita, anche solo pochi casi lacerano il cuore e pesano sulle nostre coscienze. Oggi la linea è della non tolleranza e indietro non si torna. Se non fosse così non si spiegherebbe il caso clamoroso dell’ex nunzio nella Repubblica Dominicana, monsignor Jozef Wesolowski, da poco ridotto allo stato laicale per abusi sessuali». Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale e membro della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università della Cei, commenta l’ultimo colloquio del Papa con Eugenio Scalfari, spiegando che, «fra l’altro, la non tolleranza in questi casi è del dna del diritto ecclesiale: la prescrizione per i reati di abusi sessuali su minori è praticamente inesistente nella Chiesa, non così nel diritto penale». (altro…)

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Papa FrancescoFrancesco incontra a Santa Marta sei vittime di abusi sessuali “Le omissioni pesano sul mio cuore e su quello della Chiesa”.

CITTÀ DEL VATICANO  – Nel suo incipit la Chiesa era intransigente verso gli stupratores puerorum, gli stupratori dei bambini. Poi qualcosa è cambiato, soprattutto a causa dei peccati di omissione di alcuni vescovi che al posto di punire spostavano i colpevoli di diocesi in diocesi facendo finta di non vedere che, in questo modo, moltiplicavano crimini e sofferenze. Il morbo, non estirpato, si diffondeva. Lo ha riconosciuto ieri anche papa Francesco in una delle omelie più gravi del suo pontificato: «I capi della Chiesa non hanno risposto in maniera adeguata alle denunce di abuso presentate da familiari e da coloro che sono stati vittime di abuso». (altro…)

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abbraccioL’APPELLO / FRANCESCO AGLI AMBASCIATORI.

CITTÀ DEL VATICANO  – «Ci sono storie che ci fanno piangere e vergognare: esseri umani, nostri fratelli e sorelle, figli di Dio che, spinti dalla volontà di vivere e lavorare in pace, affrontano viaggi massacranti e subiscono ricatti, torture, soprusi di ogni genere, per finire a volte a morire nel deserto o in fondo al mare». Mentre Papa Francesco pronunciava ieri queste drammatiche parole all’interno della Sala Clementina in Vaticano, non aveva innanzi a sé un uditorio qualunque. Fra i nuovi ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, infatti, presentavano le proprie lettere credenziali anche i diplomatici di Paesi in grande sofferenza, come ad esempio il Sudan dove una donna, giusto poche ore fa, è stata condannata a morte per apostasia. (altro…)

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Le tappeEsperti da tutto il mondo.

L’intervista
Marie Collins: contro l’omertà molto è stato fatto, ora bisogna proseguire.

ROMA — «Sono onorata, ma sento anche il peso della responsabilità. E della storia: non è scontato che la Chiesa chieda a una vittima della pedofilia dei preti aiuto per migliorare la protezione dei minori. Tuttavia ritengo che questo sia un passo decisivo. Non si può cambiare se la voce di chi ha subìto abusi non è ascoltata».
Al telefono, la voce di Marie Collins, irlandese abusata sessualmente da un sacerdote quando aveva tredici anni e nominata ieri da Papa Francesco nella nuova commissione per la tutela dei minori istituita proprio contro il fenomeno della pedofilia, non tradisce emozioni. Determinata, ma anche gentile e pacata, Collins spiega che «era giusto e doveroso arrivare a chiedere esplicitamente l’aiuto delle vittime. Un passo decisivo».
Perché Francesco ha scelto proprio lei?
«Intanto voglio dire che per me è un onore. Ma perché egli abbia scelto proprio me, posso solo supporlo. Qualche tempo fa ho conosciuto il cardinale arcivescovo di Boston Sean O’Malley. (altro…)

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Unioni civili in Italia

Svolta nell’incontro con i Superiori generali: “Dobbiamo annunciare Gesù a una generazione che cambia”.

 

L’apertura a sorpresa di papa Francesco “Le coppie gay una sfida per chi educa non allontaniamo i loro figli dalla fede”
L’esortazione: impariamo a parlare a una generazione che cambia
Il caso.

ROMA— Papa Francesco apre inaspettatamente alle coppie gay. Nella conversazione con i Superiori generali Bergoglio ha messo in guardia dai pericoli di non considerare la grande novità sociale costituita dalle coppie omosessuali con figli. Coppie che, ha detto, pongono “sfide educative inedite”. Il rischio, ha insistito il pontefice, è che non comprendendo questa novità, si allontanino i figli di queste coppie dalla fede. La sfida da cogliere è saper parlare a una generazione che cambia, ha concluso.  (altro…)

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All’Angelus un passaggio “improvvisato”: basta con l’odio fratricida e con le menzogne.

CITTÀ DEL VATICANO— Papa Francesco toglie la terra sotto i piedi di Barack Obama che, rivolgendosi alla nazione, aveva giustificato l’eventuale attacco in Siria come un gesto doveroso, ammantato di motivazioni umanitarie. «Questa guerra è davvero una guerra per qualcosa o serve a vendere le armi del commercio illegale?», ha chiesto ieri a bruciapelo Francesco parlando a braccio
durante un Angelus nel quale ha messo in chiaro cosa egli pensi dei venti di guerra in Siria e in tutto il Medio Oriente. «Occorre dire no all’odio fratricida e alle menzogne di cui si serve, alla violenza in tutte le sue forme, alla proliferazione delle armi e al loro commercio illegale», ha detto il Papa, forte del fatto che anche in Vaticano i dubbi sono tanti. Oltre il Tevere, infatti, c’è chi ricorda le armi chimiche mai trovate nell’Iraq dopo Saddam, quando l’amministrazione Bush intervenne mostrando prove rivelatesi false. Di qui l’ennesimo appello del Papa per la pace: «Cessi subito la violenza, si lavori con rinnovato impegno per una giusta soluzione al conflitto fratricida». (altro…)

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Mano tesa all’Islam moderato il negoziato nel solco di Wojtyla.
Bergoglio inaugura la sua “diplomazia del dialogo”.

CITTÀ DEL VATICANO-LA CHIESA del silenzio non è più tale, parlerà attraverso la mia voce», disse Giovanni Paolo II pochi giorni dopo l’elezione, il 5 novembre 1978, ad Assisi.

E ORA è Francesco a fare sua, attualizzandola, l’Ostpolitik di Wojtyla, intesa però non più come geopolitica del dialogo con l’Oriente comunista bensì con quello islamico. La lettera di ieri del Papa a Vladimir Putin dove chiede ai leader del G20 riuniti a San Pietroburgo di non rimanere «inerti di fronte ai drammi» della «cara popolazione siriana», e i contatti del Vaticano con il presidente Bashar al-Assad attraverso il nunzio a Damasco Mario Zenari, confermano un attivismo che ricorda quello della Santa Sede all’epoca della Guerra Fredda. (altro…)

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Papa FrancescoIl Vaticano
Giallo sulla telefonata con Assad. Domani veglia e digiuno.

Oltre la preghiera, la diplomazia per scongiurare l’attacco americano in Siria. Papa Francesco attiva tutti i canali possibili per arrivare alla pace. Dopo l’annuncio di una giornata di preghiera e digiuno indetta per domani sera in piazza San Pietro, ha preso ieri carta e penna e ha scritto direttamente al presidente russo Vladimir Putin in quanto presidente del G20 di San Pietroburgo. A lui, e ai leader mondiali, Francesco ha rivolto un «sentito appello» contro «l’inutile massacro» nel paese mediorientale, e ha chiesto di «non rimanere inerti», ribadendo che una «soluzione militare» non servirebbe a niente. Ricevuta la missiva, Putin non è stato a guardare. In scia al Papa ha messo insieme un fronte ampio: dal tradizionale alleato cinese ai Brics, dalla Ue all’Onu. (altro…)

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BertoneIl segretario di Stato uscente: ho imiei difetti ma ho dato tutto.

HA SUBÌTO per sette anni critiche e accuse. E ieri, 24 ore dopo l’annuncio delle dimissioni, ha reagito regalando un amaro canto del cigno. «Ci sono stati tanti problemi, specialmente negli ultimi due anni, mi hanno rovesciato addosso accuse… Un intreccio di corvi e vipere… Però questo non dovrebbe offuscare quello che ritengo un bilancio positivo», si è sfogato il cardinale Tarcisio Bertone.

IL GIORNO dopo l’annuncio della destituzione ha il sapore di una nemesi. Il porporato che ha reinventato i viaggi “in vece” del Papa (Cuba, Croazia e numerose altre destinazioni nazionali ed estere) si ritrova “ex” proprio nell’ennesima trasferta fuori le mura leonine: il sessantesimo anniversario delle lacrime della Madonna a Siracusa, ieri pomeriggio. Furono anzitutto questi viaggi, inusuali per la felpata e discreta diplomazia d’oltre il Tevere, a provocare i primi velenosi dinieghi delle gerarchie. (altro…)

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Papa FrancescoVon Freiberg apre i computer, presto relazione a Bergoglio.

CITTÀ DEL VATICANO
Lavorano lì i venti “inquisitori” della società americana di consulenza finanziaria Promontory incaricati di scandagliare, uno per uno, i conti attivi all’interno della stessa banca. Una “operazione trasparenza” dalla quale dipende il futuro di tutto lo Ior: aperto o chiuso, la scelta verterà su quanto Von Freyberg riuscirà a essere convincente soprattutto agli occhi del Papa, che da lontano osserva e attende. I venti “inquisitori” sono ragazzi giovani. Appena un intruso entra nella loro grande stanza spengono i computer. Nessuno, a parte loro, deve vedere. La privacy dei correntisti è garantita, ma la pulizia — dicono — sarà spietata. (altro…)

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Papa FrancescoBurocrati, potentati e conservatori: il partito degli scontenti.
L’inchiesta.

CITTÀ DEL VATICANO-UN PO’ come avvenne dopo la morte di Pio XII, il Papa che — parole che gli sono state attribuite — «non voleva collaboratori ma esecutori». Allora i familiari della corte pontificia si videro interdetti persino l’ingresso in Vaticano. A conti fatti, si tratta del medesimo smarrimento che ha colpito alcuni filoni della curia romana dopo l’11 febbario, il giorno della rinuncia di Benedetto XVI. «Non è facile — ha detto recentemente non a caso Francesco all’amico giornalista Jorge Milia — qui ci sono molti “padroni” del Papa e con molta anzianità di servizio».
La curia ogni giorno deve fare i conti con la “novità Francesco”. Con lui, infatti, è sempre un nuovo inizio. Sono anzitutto le messe a Santa Marta di prima mattina a destabilizzare la routine di una corte secolare, soprattutto dei sui rami più conservatori e tradizionalisti.È qui che il Papa dice a braccio ciò che pensa, spesso riferendosi proprio alla vita interna del Vaticano. Ma le parole non vengono fuori dal nulla. Bensì da più di un’ora di dialogo silenzioso e riservato con Dio. (altro…)

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IOR

Via alla rivoluzione della Curia allo Ior il fedelissimo del Papa Bertello verso la Segreteria di Stato.
Ricca nominato prelato della banca. Cambi anche nei dicasteri.

CITTÀ DEL VATICANO – LA NOMINA di ieri di monsignor Battista Mario Salvatore Ricca come prelato dello Ior non è che il primo atto di una rivoluzione che in autunno porterà la curia romana a cambiare completamente pelle. Il 29 giugno, in particolare, festa dei santi Pietro e Paolo, è data ritenuta importante.

IN QUESTO giorno, infatti, potrebbero essere annunciati gli spostamenti di alcuni capi dicastero, “promozioni” utili a ridisegnare la governance vaticana. Insieme, spostamenti che permetteranno al Papa di convogliare nei posti che contano energie nuove e soprattutto persone di sua stretta fiducia. Sul nome del nuovo Segretario di Stato, invece, vige il massimo riserbo. Così anche sulla data dell’annuncio. A oggi in pole position c’è l’attuale presidente del governatorato della Città del Vaticano, Giuseppe Bertello, che in scia a quanto auspicava la “Pastor Bonus” di Paolo VI (la costituzione apostolica dedicata proprio alla curia romana), se nominato manterrebbe entrambi gli incarichi. (altro…)

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Papa Francesco

Nominato il direttorio. Il nuovo segretario di Stato forse già a giugno.

CITTÀ DEL VATICANO — Il Papa festeggia un mese di elezione al soglio di Pietro riformando il governo della Chiesa nel segno della collegialità. Come anticipato ieri da Repubblica, dal prossimo ottobre (dall’1 al 3 la prima riunione) un gruppo di cardinali in rappresentanza dei cinque continenti sarà a Roma periodicamente per consigliarlo nel governo della Chiesa e studierà un progetto di revisione della Curia romana rivedendo la Costituzione Apostolica “Pastor bonus”. Il nuovo “consiglio della Corona” viene istituito dopo che durantele congregazioni generali pre conclave diversi cardinali hanno chiesto che Roma guidasse la Chiesa ascoltando maggiormente i vescovi sparsi nel mondo, i loro problemi, le loro indicazioni. Jose Mario Bergoglio è stato eletto da coloro che auspicavano una riforma della Curia romana e dell’esercizio del governo, ed egli non ha deluso queste aspettative. (altro…)

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