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Posts Tagged ‘papa’

A parlare in modo chiaro è stato il papa, con la sua visione (non certo di tutta la chiesa né di tutti i cristiani ) su terrorismo islamico e accoglienza.

Parole chiare, nette, di fronte al presidente polacco, uno dei paesi che dei presunti valori europei accetta solo quelli in euro.

“Abbiamo bisogno di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace, parlo di guerra sul serio, non di guerra di religione.C’è guerra per interessi, soldi, risorse della natura, per il dominio sui popoli. Qualcuno parla di guerra di religione, ma tutte le religioni vogliono la pace. La guerra la vogliono gli altri, capito?”. 

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Filippine
Filippine.
Raduno oceanico sotto la pioggia nella capitale per l’ultimo appuntamento della visita in Asia di Bergoglio, che supera nei consensi numerici anche il precedente di Wojtyla. “Abbiamo il compito di prote ggere i nostri ragazzi. Impariamo a piangere di fronte ai bambini abusati. Cameron: “Esiste il diritto a offendere la religione”.
MANILA . Papa Francesco con la cerata gialla sotto il vento del tifone arrivato a spazzare Manila. E sette milioni di persone impazzite a salutarlo sul lungomare fino al Rizal Park dove si svolge la messa. Insieme alle lacrime di gioia del cardinale filippino Luis Antonio Tagle, che si mischiano alla pioggia e alla commozione di tutto un popolo accorso per festeggiare l’arrivo del Pontefice argentino.

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Papa FrancescoL’ERA BERGOGLIO.

Duecento giorni al lavoro e otto cantieri aperti. Alla riunione del suo “consiglio della corona” di otto cardinali, convocati stamane per discutere di riforma della Curia e principali problemi della Chiesa, papa Bergoglio si presenta con un elenco di cose concrete già avviate. Francesco non è soltanto un personaggio carismatico, ma si è rivelato un grande lavoratore e un leader capace di gestione politica. A 76 anni non si è concesso vacanze, ma ha passato l’estate a studiare i problemi del Vaticano, dello Ior e della Chiesa, consultando più persone possibili e convocando singolarmente e collettivamente i capi dei dicasteri di Curia. Questa stagione ha messo in luce anche il suo metodo. Improntato alla gradualità e impostato sull’inclusione delle forze disponibili. Schivando la tentazione di costruirsi un clan di “amici del papa”. Nelle nomine da lui fatte si trovano uomini di tutte le “correnti”: riformisti, conservatori, centristi, ratzingeriani, bertoniani, diplomatici della scuola Casaroli-Silvestrini-Sodano, esponenti dell’Opus Dei e persino dei Legionari di Cristo. (È legionario,non compromesso con i maneggi del fondatore-abusatore Maciel perché da sempre impegnato nell’attività vaticana, il nuovo segretario generale del Governatorato, Alzaga).  (altro…)

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Inutile perdere tempo in troppi giri di parole: la notizia della nomina del nuovo presidente dello Ior è sconvolgente. Non per la persona scelta, o per il fatto ch’egli provenga da un’azienda che ha costruito navi da guerra. Non è quello il punto che sconvolge. Se anche questo signor Ernst von Freyberg fosse la miglior persona del mondo e quindi la miglior scelta possibile (e ci auguriamo che lo sia), è sconvolgente pensare che la prima cosa che fa la Chiesa dopo le dimissioni (le inaudite dimissioni!) del Vicario di Cristo non è pensare alle anime, in questo momento quantomeno turbate, ma alle proprie casseforti.

Intendiamoci bene. Lungi da noi – migliaia di anni luce – la tentazione di fare facile demagogia o ancor più facile pauperismo.

La Chiesa è un’istituzione che sta nel mondo e non può vivere di sola preghiera; né si può pensare che la scelta di povertà escluda l’esigenza di possedere una banca. La Chiesa dunque deve avere una sua banca; e questa sua banca deve avere un presidente.   (altro…)

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Il gesto profondamente umano di un Papa che salutando dice: “Sento la fatica dell’età” è il tuono che zittisce i rumori di un piccolo mondo. Se nella grande storia c’è un prima e c’è un dopo, ieri mattina, prima dell’annuncio ci affannavamo tutti attorno alle parole della campagna elettorale che adesso, dopo, ci sembrano gargarismi senza senso. Un gesto che non ha precedenti, diciamo tutti ammirati davanti alla grandezza di una rinuncia “per il bene della Chiesa”. Ma anche sgomenti perché sarà difficile “dopo” dare peso alle cose che, ora lo sappiamo meglio, di peso non ne hanno. Se la testimonianza più grande per un cristiano è l’esempio, Benedetto XVI ci sta dunque dicendo che la scala dei valori è un’altra. Scriviamo questo non dimenticando che il Papa teologo forse ha riscaldato le menti ma non i cuori. (altro…)

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papa_interna_newDodici mesi fa lo scoop del Fatto sul mordkomplot e sulle condizioni del Papa. Oggi le dimissioni legate “all’esame di coscienza sulle sue forze”, come detto da padre Lombardi in conferenza stampa. Dietro alla rinuncia di Benedetto XVI una condizione fisica ormai compromessa. In un libro del 2010 l’ipotesi: “Se un pontefice non è in grado ha il diritto e anche l’obbligo di lasciare”.

“Motivo fondamentale è l’esame di coscienza sulle sue forze in rapporto al ministero da svolgere”. Con queste parole padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha spiegato in conferenza stampa la rinuncia di Benedetto XVI al soglio papale. Di fatto quindi, lo stesso portavoce del Vaticano ha dato riscontro alle voci che cercano una motivazione di questo gesto senza precedenti – se non quello di Celestino V – nelle condizioni di salute di Joseph Ratzinger. Anche se lo stesso Lombardi ha negato l’esistenza di una “malattia specifica”. “Avendolo incontrato spesso in queste ultime settimane posso dire di non aver mai notato segni di depressione in Benedetto XVI – ha detto – credo che tutti possano essere tranquilli sulla piena libertà con la quale ha preso la sua decisione. Non risulta – ha aggiunto – nessuna malattia in corso che influisca sulla decisione”. (altro…)

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Il papa contro il matrimonio gay.

È per lo meno singolare che tra gli attentati alla pace, alla giustizia e alla dignità umana il Papa abbia messo ai primi posti l’estensione alle persone omosessuali del diritto a sposarsi. Era già una forzatura, cui per altro Giovanni Paolo II ci aveva abituato, equiparare il diritto all’aborto e a chiedere di essere aiutati a morire alle uccisioni che si effettuano in guerra e ai genocidi che spesso accompagnano le guerre civili. Perché si confondono feti con esseri umani già compiuti, vittime con carnefici, la libertà di disporre di sé con la violenza su altri. Anche chi non approva l’aborto e l’eutanasia dovrebbe preoccuparsi di questa operazione in cui tutto viene mescolato senza distinzione, con il rischio non già che si salvi qualche feto perché diventi un bambino non voluto, o che qualche malato terminale venga tenuto in vita ad oltranza, ma che guerre e genocidi perdano il loro carattere di violenza arbitraria e cieca, ove le vittime sono pure casualità, specie se appartengono ai gruppi più deboli. (altro…)

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Se al Senato è andata come alla Camera, allora Tedesco è stato “salvato” dalla stessa opposizione. Anzi, dal Pd.  I partiti che avevano detto di votare per il SI’ all’arresto, infatti, erano stati il Partito democratico (101 su 106 presenti), la Lega Nord (23 su 26), l’Italia dei Valori (12), il Terzo polo (12), Unione di Centro, SVP e Autonomie – UnioneValdôtaine, MAIE, VersoNord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano (14). Fanno 162. Tedesco, dunque, avrebbe dovuto essere arrestato, come lui stesso aveva chiesto. I voti per il SI, invece, sono stati appena 127 e 151 per il NO (11 gli astenuti).

Se la Lega ha votato come alla Camera, allora Tedesco – ex assessore nella Giunta di Nichi Vendola in Puglia e coinvolto nello scandalo della sanità regionale – è stato salvato da una frangia dello stesso Partito democratico, in gran segreto. Un calcolo che un Pd in evidente difficoltà ha cercato di scaricare sulla Lega: (altro…)

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Una manina ha escluso le case dei preti dalla nuova imposta federalista voluta dalla Lega: che tempismo, proprio dopo la nuova esplosione del caso Ruby.

caso ruby,Silvio Berlusconi e la sua maggioranza infilano nei decreti del federalismo comunale un piccolo comma che rende esenti gli immobili della Chiesa dal pagamento delle imposte municipali, le nuove tasse che, nella versione federalista dell’ordinamento dello Stato, andrebbero a sostituire l’Ici e tutti gli altri prelievi a favore delle amministrazioni comunali: è sui giornali di oggi. E non è, in realtà, difficile, definire il rapporto che in queste ore affollate vede contrapposti il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il mondo cattolico. Due sono le anime che compongono il popolo di Dio, è noto: la base, i fedeli laici, il basso clero, e le alte gerarchie. E la dinamica del consenso che si instaura fra queste è spesso dialettica e non univoca: come in questo caso, d’altronde.

LA BASE E LA CROCE – Da una parte, le lettere inferocite che i fedeli mandano ad Avvenire, e gli editoriali che il direttore Marco Tarquinio, rischiando di trovarsi immerso in una riedizione del metodo-Boffo che per analoghi motivi scoppiò, verga quotidianamente per mettere alla sbarra morale il Silvio Berlusconi in versione bunga-bunga.

I lettori di Avvenire conoscono bene le nostre battaglie contro l’infame industria della prostituzione, contro le lusinghe e le violenze tese a indurre qualunque persona a fare mercato del proprio corpo (…) Il metro con il quale misuriamo fatti e problemi è sempre lo stesso, e anche solo l’idea che un uomo che siede al vertice delle istituzioni dello Stato sia implicato in storie di prostituzione ferisce e sconvolge.

Questo l’editoriale di Marco Tarquinio, solo l’altroieri. (altro…)

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Esempi:

Ermete, Zosimo, Cunegonda, Emerenziana, Paolo Miki, Policarpo, Gliceria, Carlo Lwanga, Medardo, Simmaco, Pammachio, Pulcheria, Oddone, etc etc etc.

pasquinoweb

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Premio Nobel.

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Tra Maurizio Cattelan e la città di Milano c’è un rapporto speciale quanto proficuo, almeno a livello di comunicazione. Ricordate i fantocci di tre bambini impiccati in piazza XXIV Maggio? Si gridò all’orrore, ma il risultato fu centrato. E tra dinfesori dell’arte e detrattori orripilati, se ne parlò a lungo, con buon conto dell’artista veneto, non nuovo certo alle provocazioni. L’ultima delle quali ci porta direttamente a Carrara, dove nei mesi scorsi, in occasione della Biennale di Scultura sul tema Post-Monument, Cattelan ha realizzato un monumento a Craxi.

E mentre da un lato il Comune di Milano tenta di limitare la provocatoria esplosività dell’artista, imedendogli ad esempio di affiggere in città manifesti con un Hitler inginocchiato a pregare, dall’altro promuove massicciamente la mostra che dal 24 settembre porterà a Palazzo Reale tre delle sue opere più note ed  un inedito in piazza Alfieri: L.O.V.E.  Il giorno dell’inaugurazione è in programma un approfondimento all’accademia di Belle Arti di Brera, promosso dall’assessorato alla Cultura per presentare la mostra. L’appuntamento, ad ingresso libero, è per le ore 16  nella Sala Napoleonica, dove l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, assieme a Maurizio Cattelan e Francesco Bonami, curatore dell’esposizione, presenteranno l’evento agli studenti e ai docenti.

Dedichiamo questa mostra a coloro che studiano l’arte contemporanea e all’Accademia, luogo di formazione di un pensiero libero, indipendente e artisticamente consapevole”, annuncia l’assessore Finazzer Flory.

Maurizio Cattelan, contro tutte le ideologie” è la mostra che per la prima volta porta uno spazio pubblico milanese l’artista contemporaneo italiano che – piaccia o meno – è il più conosciuto e discusso del panorama artistico internazionale.

Scelta da Cattelan come sede del suo ritorno nel capoluogo lombardo, la Sala delle Cariatidi, riaperta per l’esposizione, ospiterà dal 24 settembre al 24 ottobre  “La nona Ora” (1999 ), una delle opere più rappresentative dell’artista.

“La Nona Ora” rappresenta il pontefice Giovanni Paolo II sul pavimento, ricoperto da una moquette rossa, della Sala delle Cariatidi – sala del potere e dei mali per eccellenza, distrutta dai bombardamenti nel 1943 – colpito dal peso di un meteorite che è il simbolo dei mali terreni che non risparmiano nemmeno una delle massime autorità spirituali. Il Papa, però, non soccombe sotto il peso del meteorite, ma si aggrappa al crocefisso e a Cristo in segno di speranza che salva. (altro…)

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