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Posts Tagged ‘parlamentari’

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iban

Questa non è soltanto una vittoria sostanziale (2,5 milioni euro a sostegno delle piccole e medie imprese, una somma che crescerà di mese in mese e che salverà centinaia di posti di lavoro) è una vittoria etica. Abbiamo dimostrato che si può guadagnare il giusto (circa 3000 euro al mese) come Parlamentari della Repubblica. Tremila euro al mese (più la copertura di una serie di spese) sono uno stipendio giusto per un deputato, non 14.000 euro al mese più i rimborsi elettorali e magari i 2 euro per le primarie. Chi lavora nelle istituzioni non è un onorevole, è un onorato di servire il Paese, guadagna il giusto (molto bene direi perché 3000 euro, lo ripeto, sono un fior di stipendio) e il resto taglia e restituisce. Punto! Abbiamo “combattuto” 55 ore presidiando il Ministero dell’economia fino a che Saccomanni ha finalmente fornito l’IBAN (IT61Z0100003245348018369300) dove ogni 3 mesi restituiremo milioni di euro. Si può fare. (altro…)

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Ellekappa

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Piazza Montecitorio

I CITTADINI A 5 STELLE PREPARANO L’INGRESSO IN PARLAMENTO E LO SLALOM TRA I BENEFIT CHE SPETTANO ALLA CASTA.

Tutti in fila indiana nella sala del Mappamondo di Montecitorio. Da domani i parlamentari 5 stelle si ritroveranno assieme agli altri nuovi eletti: sarà lì che dovranno cominciare a familiarizzare con la Casta o a combatterla, fin dai primi adempimenti. Intanto, per ora, l’obbligo di entrare alla Camera con la giacca resta in vigore (al Senato giacca e cravatta). Gli abiti formali sono richiesti dal 1988 e serve una delibera dell’Ufficio di presidenza per aprire le porte a felpe o maglioncini girocollo “stile Marchionne”.

Il conto a zero spese

Una volta in fila i deputati dovranno registrarsi, accettare l’incarico e aprire un conto corrente nella banca in loco per ricevere lo stipendio. Ecco il primo incontro con i privilegi: il Banco di Napoli offre un conto senza spese e, per chi ne facesse richiesta, mutui a tasso agevolato (parecchio agevolato per i parlamentari). Uno dei tanti vantaggi riservati ai politici “vecchio stampo” che ora anche i grilini avranno a portata di mano. (altro…)

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A fine mese la busta paga degli onorevoli sarà la stessa perché la riduzione riguarda solo l’aumento previsto per il passaggio al sistema contributivo. I risparmi sugli stipendi andranno in un fondo che sarà a disposizione degli stessi deputati. Sì al taglio dello stipendio dei deputati, ma labusta paga a fine mese sarà la stessa, non un euro di meno. Con ulteriore beffa finale, perché i frutti del (finto) risparmio andranno in un belfondo che sarà a disposizione – guarda un po’ – degli stessi deputatiLa riduzione di cui si parla è proprio quel taglio delle indennità che tiene banco da mesi tra mille polemiche, come segnale “in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti”.

Come è andata a finire? Alla fine di un lungo percorso costellato da promesse, altolà e dispute sugli importi (con tanto di commissione ad hoc) finalmente la Camera ha deciso: ieri ha detto sì al taglio dello stipendio degli onorevoli proposto dall’Ufficio di presidenza per 1.300 euro lordi, 700 euro netti. Strette di mano, comunicati che di grande soddisfazione. “Ecco, noi siamo in linea con gli italiani”, è il motto. Ma sarà poi vero? No. Perché la decurtazione delle indennità fa uscire quei soldi dalla porta della Camera ma la riforma della previdenza li fa rientrare dalla finestra, paro paro. Non un euro di meno. (altro…)

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Compravendita di Parlamentari. Ossessione del privilegio. Ne parleranno stasera a “Gli Intoccabili“, La7: un deputato ha registrato le parole dei colleghi con una telecamera nascosta. Non era mai successo. Già si parla di “video-shock”. Ecco un’anticipazione del materiale che verrà trasmesso stasera – via Corriere – tra dialoghi che già conoscevamo e materiale “rubato” da quel malefico obiettivo.

C’è un’intervista al deputato di Futuro e Libertà Aldo Di Biagio, che racconta di come una collega lo contattò per farlo rientrare nel Pdl: «Mi ha detto: “Noi ci aspettiamo coerenza da te. Ti consigliamo di aprirti una fondazione e ti faremo avere un contributo di un milione e mezzo da Finmeccanica o da un’altra società”». (altro…)

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Dai corsi di inglese agli smartphone, dai pennarelli alle aspirine, dal facchinaggio al super-ristorante a prezzi stracciati, e ancora traslochi, fotocopie, uffici stampa, costosi cerimoniali e pacchi di biglietti aerei. Nel pieno della crisi, i numeri sono inarrestabili: anno 2011, ecco quanto stanno spendendo i nostri parlamentari.

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ROMA – Il 25 luglio, lunedì prossimo, parlamentari di numerose forze politiche, consiglieri regionali, giornalisti, sindacalisti, associazioni e attivisti della società civile saranno davanti ad alcuni CIE (Centro di identificazione ed espulsione) e CARA (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) per reclamare il diritto agli operatori dell’informazione di entrare per far conoscere le condizioni di vita in queste strutture, dove vivono le persone che vi sono trattenute. I Centri che verranno presidiati sono quelli di: Roma, Bologna, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari, Cagliari, Santa Maria Capua Vetere, Trapani, Catania, Lampedusa, Porto Empedocle. (altro…)

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L’hanno già ribattezzato così, il “taglio con il gettone”. Non perdono mai il senso dell’ironia i parlamentari italiani quando utilizzano il loro preziosissimo tempo non solo per garantire il pieno funzionamento della macchina democratica del Paese ma, soprattutto, per studiare il modo di recuperare, senza scosse e senza scandalo, i soldi che la manovra di Tremonti ha tagliato dai loro faraonici stipendi. E anche stavolta ci sono riusciti.
15.000 euro in busta paga meno 1.000. Da ieri, intanto, è ufficiale; sono mille euro netti al mese che usciranno da una busta paga di circa 15mila e composta di una serie innumerevole di indennità. 500 euro saranno sottratti alla voce “diaria di soggiorno” e altri 500 da quella di tremila circa che serve per pagare i cosiddetti “collaboratori”, meglio noti come portaborse. Mille euro sono tanti? “Sì, sono tanti – ci racconta alla Camera un Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl, che quando si parla di soldi non scherza mai – e io me lo ricordo bene come era il mio 730 quando non ero ancora parlamentare e facevo il giornalista! Ci ho guadagnato almeno il 30% e mille euro al mese, fatte le debite proporzioni, sono davvero tanti!”. Ecco, allora, che si capisce perché fin dall’8 di giugno scorso, l’ufficio di presidenza della Camera dei deputati, annusata l’aria dei tagli in vista, abbia subito cominciato a studiare come mitigare il rigore annunciato dai presidenti delle Camere per le tasche dei componenti della “casta”.

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