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Posts Tagged ‘penati’

penatiPolitica e pm – Da Tangentopoli a oggi il falso dibattito su giustizialismo e garantismo.

Da un quarto di secolo, ormai, lo scontro tra giustizialismo e garantismo poggia su due pilastri estremi, in totale opposizione. Da un lato l’automatismo avviso di garanzia uguale sospensione o dimissioni. Dall’altro il vessillo della presunzione d’innocenza fino all’ultimo grado dietro cui nascondere persino chi viene beccato in flagranza di reato. Affidarsi così alla magistratura, inquirente o giudicante, significa annullare l’autonomia non solo della politica, ma anche dei media e più in generale dell’opinione pubblica. (altro…)

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Filippo-PenatiRequisitoria del pm contro l’ex presidente Pd della Provincia di Milano “Mercimonio della funzione pubblica”. La difesa: “Nessuna prova”.

Milano – Per anni Filippo Penati “ha fatto mercimonio della funzione pubblica”. Non solo: “Ha abusato del proprio potere, collocando suoi uomini nella filiera di comando delle società partecipate”. Col tempo ha affinato il sistema di finanziamento illecito. È partito dal denaro di Piero Di Caterina per arrivare allo “schermo” di Fare Metropoli “un’associazione culturale la cui attività è sconosciuta alla storia”. Un “lungo filo rosso” che si è fatto sempre più raffinato con l’arrivo dell’architetto Renato Sarno “un vero consulente globale” colui che “garantisce la nuova operatività di Penati”.Tra i due esiste“un patto di sangue” e per questo “Sarno non ha mai detto dov’è finita parte del denaro” che lui stesso ha veicolato all’estero.   

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Penati

“ Sistema Sesto”, la Cassazione respinge l’istanza dell’ex dem.

MILANO — La conferma, inevitabile, è arrivata ieri. La sesta sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso con cui Filippo Penati chiedeva di annullare la sentenza di prescrizione del Tribunale di Monza, pronunciata lo scorso 22 maggio. Quel giorno, l’ex presidente Pd della Provincia di Milano ed ex braccio destro di Pierluigi Bersani, non si presentò in aula per rinunciare alla prescrizione e «difendersi nel processo», come ripeteva spesso nelle interviste, e i giudici non hanno potuto far altro che dichiarare l’estinzione del reato. (altro…)

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La procedura seguita dai giudici di Milano è corretta. La Suprema corte non avrebbe margini per ordinare nuove valutazioni.

ROMA— Filippo Penati? La legge anticorruzione che accelera, anziché allungare come dovrebbe, la prescrizione? Passate 48 ore dalla notizia — Penati non è più sotto processo per concussione — continuano a non esserci reazioni. Solo la grillina Giulia Sarti chiede di cambiare la legge. L’appello cade nel vuoto. In compenso, in Cassazione, è un fiorire di pour parler sul ricorso che Penati ha annunciato contro l’avvenuta prescrizione. Se ne parla in conversari riservati come di una «mossa esclusivamente mediatica » che in concreto non ha chance giuridiche di riaprire il processo contro l’ex segretario di Bersani ed ex presidente della Provincia di Milano.
Non sono chiacchiere da bar quelle di piazza Cavour. Ma valutazioni di giuristi che stroncano l’annunciato passo di Penati. (altro…)

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ferranti-finocchiaro

In perfetta coerenza con la sua missione di depistare i lettori anziché informarli, la gran parte della stampa titola sul falso scandalo di Filippo Penati che incassa la prescrizione a sua insaputa dopo aver giurato che vi avrebbe rinunciato, anziché sul vero scandalo della legge Severino, umoristicamente chiamata “anticorruzione”, che gli ha regalato la prescrizione anticipata. Penati ha lasciato la politica, è tornato a fare l’insegnante (non osiamo immaginare di quale materia) e, in un paese dove neanche i politici rinunciano alla prescrizione di reati gravi, figuriamoci se possiamo pretenderlo dai privati cittadini. Lo schifo è un altro: la legge bipartisan del governo Monti che “spacchettò” il delitto di concussione, lasciando intatta quella “per costrizione” e scorporando quella “per induzione” (quando il pubblico ufficiale estorce denaro al privato con le buone maniere, forte del suo potere intimidatorio, cioè nella maggior parte dei casi). (altro…)

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penatiL’ex presidente della Provincia di Milano era accusato per presunte tangenti legate alle aree ex Falck e Marelli. Ma Penati fa sapere: “Farò ricorso in Cassazione per annullare la sentenza di prescrizione voluta dai Pm per i fatti di 13 anni fa”.

I giudici del Tribunale di Monza hanno dichiarato la prescrizione per il reato di concussione contestato a Filippo Penati, imputato per il cosiddetto “Sistema Sesto”. L’ex presidente della Provincia di Milano era accusato per presunte tangenti legate alle aree ex Falck e Marelli, due grandi aree industriali del milanese.

Penati, assente in aula, ha comunque fatto sapere che “come annunciato, già nei prossimi giorni, farò ricorso in Cassazione per annullare la sentenza di prescrizione voluta dai Pm per i fatti di 13 anni fa”. La prescrizione arriva per effetto della nuova legge varata dal governo Monti, che riforma proprio il reato di concussione, prevedendo una distinzione tra concussione per costrizione (il pubblico ufficiale che obblighi un cittadino a pagare una tangente) e concussione per induzione (la semplice richiesta di tangente). La seconda ipotesi prevede un abbassamento delle pene, con conseguente riduzione dei tempi di prescrizione. (altro…)

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Mentre i ministri discutono dentro l’abbazia e a Roma si parla della diaria dei grillini, della manifestazione di Brescia, dei magistrati politicizzati e dell’esecutivo che non può essere appeso alle sentenze, nel resto del paese le cose vanno avanti come prima. Peggio di prima, forse.

Sappiamo che non verrà toccata la legge elettorale, non verrà fatta la legge sul conflitto di interessi e una vera legge contro la corruzione.
In Campania il PDL vuole riaprire i termini dei condoni.
Si vorrebbe anche una bella riforma della giustizia che finalmente separasse i politici dal rischio di essere indagati.
Non verrà toccata nemmeno la legge Fornero (che tanto bene ha fatto agli italiani), se non per piccole modifiche. (altro…)

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Anticorruzione

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I COLLABORATORI: Gli uomini di Penati nel partito: da Matteo Mauri, oggi nella segreteria politica di Bersani, al senatore Luigi Vimercati.

Roberto Formigoni ha un nuovo insospettabile alleato: il Pd. Il Partito democratico, impossibilitato ad assolversi sul caso Penati, “è costretto all’imbarazzo”. I consiglieri lombardi si dicono “in difficoltà: fin quando Filippo non se ne va dalla Regione noi come facciamo anche solo a chiedere le dimissioni di Formigoni?”. Non a caso l’ex segretario politico di Pier Luigi Bersani insiste nel chiedere il rito immediato: “Prima comincia il processo e prima posso dimostrare la mia estraneità ai fatti”, confidava ancora ieri Penati alla buvette del Pirellone. Ha fretta, l’ex sindaco di Sesto San Giovanni, perché sa che dall’interno del partito le pressioni per farlo dimettere dal consiglio lombardo aumentano sui suoi uomini. (altro…)

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Leggendo del caso Penati e del cosiddetto “sistema Sesto”, si cerca (invano) traccia di una qualche percepibile differenza rispetto ad altri “Sistemi”. Non sto parlando solo del tasso di (il) legalità, degli eventuali reati commessi, delle violazioni delle norme sugli appalti pubblici. Parlo delle differenze politiche: se cioè gli attori della vicenda (amministratori e imprenditori) avessero in testa un’idea di città, di società, di destinazione delle aree dismesse, riconoscibile come “di sinistra”. Perché – dico un’ovvietà – il rispetto delle leggi è importante, ma è una precondizione uguale per tutti. È la politica, invece, che dovrebbe essere diversa per tutti, costruire alternative di sistema, immaginare paesaggi differenti, mutare il peso dei poteri (e se si è di sinistra, mutarlo a vantaggio dei poteri deboli). (altro…)

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Dopo l’ennesima inchiesta che ha travolto il Pirellone, i partiti dell’opposizione trovano la quadra e con una campagna di affissioni pubbliche chiedono un passo indietro del presidente e di tornare al voto.

“Formigoni, tempo scaduto”. Gli scandali inLombardia compattano il centro sinistra che chiede a gran voce le dimissioni del presidenteRoberto Formigoni. Dopo l’inchiesta che ha travolto il leghista Davide Boni, portando a quattro su cinque gli uomini dell’ufficio di presidenza alle prese con guai giudiziari, le voci che chiedono un passo indietro al governatore si sono fatte coro: tutta l’opposizione ha sottoscritto un manifesto con un cronometro e la scritta “Tempo scaduto. E’ ora di cambiare, andiamo subito a votare”. Firmato PdIdv e Sel. Che per l’occasione hanno anche rinunciato ai colori di bandiera e usato l’arancione, il colore che ha accompagnato PisapiaDe Magistris e altri esponenti del centro sinistra nell’impresa di espugnare le roccaforti del centrodestra. (altro…)

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Il caso Penati, il sistema Sesto e il caso Milanese: non sono semplicemente due casi di mele marce, dentro un sistema (dei partiti, delle nomine dentro le società pubbliche, della gestione degli appalti) sano.
Sono due emblemi di cattiva politica, di una classe dirigente che non solo non è all’altezza del compito, ma addirittura fa pensare più ad un sistema criminale. Un sistema dove i soldi (nostri), il consenso, il potere politico vengono usati per fini personali.
Report, nel servizio di Paolo Mondani è andato a ricostruire i due casi.

Il sistema Sesto.Il tutto nasce della fine delle acciaierie a Sesto, nel 1996, la ex Stalingrado d’Italia: nasce un piano di riqualifica territoriale laddove veniva prodotto l’acciaio (che oggi, con una grande lungimiranza industriale importiamo dalla Cina che ha preso i nostri impianti). Al posto delle presse e degli altiforni, edilizia residenziale.
A prendere l’appalto il gruppo Pasini che, con molti anni di ritardi, accusa l’ex sindaco Penati, di avergli pagato 20 miliardi di tangenti per favorire l’affare. (altro…)

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Da Milano un modello di democrazia partecipativa. Il segretario democratico colga l´occasione.

ESPLETATA dalla Commissione di Garanzia del Pd la pratica disciplinare, dolorosa ma inevitabile, della sospensione di Penati, ora tocca a Bersani la parte più difficile.
CHE è una interpretazione non reticente – politica e non giudiziaria – della vicenda che vede protagonista il dirigente che egli aveva prescelto come capo della segreteria nazionale del partito. Tanto più che Penati era pervenuto a quell´incarico dopo lunghi anni in cui si era fatto riconoscere come il più fedele interprete nel Nord Italia del sodalizio politico – la “ditta”, come scherza lui – di cui Bersani stesso rappresenta l´evoluzione. (altro…)

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Premessa d’obbligo: l’esistenza in vita di B. e della sua banda, dove i precedenti penali fanno curriculum, fa della ridicola sospensione di Filippo Penati dal Pd una sanzione severissima, feroce, draconiana. Questa in fondo, da 17 anni e un pezzo, è la grande fortuna del centrosinistra: poter rispondere a ogni critica che “gli altri” sono molto peggio. Ma forse è venuto il momento di ignorare B. e la sua banda e di prendere a paragone i paesi civili, o almeno decenti. Chi è Penati? Un dirigente del Pci che divenne, nell’ordine: sindaco di Sesto San Giovanni, presidente Ds della Provincia di Milano, capo della segreteria politica del segretario del Pd Bersani, candidato (trombato) del centrosinistra alla presidenza della Regione, vicepresidente del Consiglio regionale. Da dieci giorni sarebbe in carcere con i suoi coindagati se le tangenti di cui è accusato fossero state considerate dal gip di Monza, come dal pm, concussioni e non corruzioni, o se i fatti fossero avvenuti qualche anno dopo e dunque non fosse scattata la prescrizione. (altro…)

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Buongiorno a tutti. Oggi le parole chiave del Passaparola sono: Vice Re e Ricatti.
I Vice Re chi sono? Sono i personaggi più vicini ai padroni della politica italiana, che sono tutti sotto indagine o sotto processo, alcuni sono già passati per le patrie galere e altri ci stanno, in questo momento, nelle patrie galere e altri, magari, ci finiranno e che se parlassero sarebbero in grado di radere al suolo l’intera classe politica almeno ai massimi vertici.  (altro…)

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I politici sono liberi? Non solo «liberi di», ma anche «liberi da»? Vien da chiederselo, a proposito del sistema-Sesto di «sfruttamento della funzione pubblica a fini di arricchimento privato e di illecito finanziamento alla politica», sia nel caso non abbiano torto i pm a ritenere gli imprenditori sotto scacco dei politici (concussione), sia se invece faccia bene il gip a propendere per tangenti chieste e date su un piano di parità (corruzione), sia se abbia ragione il pd Penati a sfrondare qualunque profilo corruttivo dai suoi rapporti con gli imprenditori che ora lo accusano.  (altro…)

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Penati, l’accusa: “Soldi al partito fino alle elezioni regionali del 2010″.

La Procura di Monza ribadisce le contestazioni al dirigente del Pd nel ricorso al Tribunale del riesame. Di Caterina: “Veniva a prendere le buste nel mio ufficio”. Contributi illeciti sarebbero arrivati anche per la corsa vittoriosa alla Provincia di Milano nel 2004. Un altro imprenditore, Paolo Fondrini, conferma le accuse al “sistema Sesto”.

Filippo Penati avrebbe “conti correnti a Montecarlo e a Dubai”. Lo afferma uno dei suoi grandi accusatori, l’imprenditore Piero Di Caterina. E per i pubblici ministeri di Monza è un motivo in più per richiedere l’arresto del dirigente del Pd, a fronte del “pericolo di inquinamento istruttorio”. I sostituti procuratori Walter Mapelli eFranca Macchia hanno fatto ricorso al tribunale del Riesame di Milano ribadendo la richiesta di custodia cautelare per l’ex presidente della Provincia di Milano e per il suo braccio destroGiordano VimercatiUna richiesta che il gip Anna Magelli aveva respinto, mandando in carcere altri due indagati, l’ex assessore Pasqualino Di Leva e l’architetto Marco Magni. (altro…)

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MILANO — Il dirigente del Pd Filippo Penati, il suo ex capo di gabinetto Giordano Vimercati e gli altri esponenti di quello che la Procura di Monza chiama «direttorio finanziario democratico» in «un quindicennio di sfruttamento della funzione pubblica a fini di arricchimento privato e di illecito finanziamento alla politica a Sesto San Giovanni», hanno «un peccato originale» da scontare: «Il peccato originale degli ingenti finanziamenti percepiti durante il duplice mandato di sindaco condiziona tutt’ora le decisioni di Penati indipendentemente dal tempo trascorso e dal ruolo ricoperto».
La vittoria del centrosinistra e la reiterazione del delitto
Al punto che i pubblici ministeri Walter Mapelli e Franca Macchia arrivano a ritenere che «la vittoria del centrosinistra alle recenti elezioni amministrative ampli il rischio di reiterazione del delitto».
A reggere questa prognosi è un sms intercettato il pomeriggio della vittoria di Giuliano Pisapia a Milano, il 13 giugno scorso, tra il non indagato Antonio Rugari (già successore di Vimercati alla presidenza del Consorzio Trasporti Pubblici dei Comuni del Nord Milanese) e Flippo Penati. (altro…)

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Nell’indagine spuntano una trentina di ricevute recenti.

Il «sistema Sesto» dalle lire agli euro Versamenti effettuati fino al 2007.

Nell’indagine spuntano una trentina di ricevute recenti

MILANO – «Big Bruno» s’è messo in tasca sei milioni di lire. «Antonella» soltanto uno. Chi siano i due fortunati signori ancora non si sa. E poi ci sono le ricevute intestate a quella che assomiglia a una solida coppia in affari, «V/P», che dall’imprenditore di Sesto San Giovanni Piero Di Caterina – gola profonda che con le sue dichiarazioni ai magistrati ha scardinato il «sistema Sesto», affari, mazzette e politica – avrebbe beneficiato a più riprese di versamenti di venticinque e trentasei milioni di lire. (altro…)

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