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Posts Tagged ‘pensioni d’oro’

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Gomez

“Il Pd ha un problema con la Corte Costituzionale. I giudici gli hanno impedito di tagliare le pensioni monstre, perché si sarebbe violato un diritto acquisito. E stiamo parlando di quelle persone che hanno versato pochissimi contributi andando però in pensione con l’ultimo stipendio aumentato, come prevedeva la vecchia legge. Questa situazione va risolta. Come? Nella riforma della Costituzione che stava facendo il Pd, e che a me piace poco, bastava inserire due righe e la Corte non avrebbe più bocciato i tagli. Potevate tagliare i vitalizi ai parlamentari e le pensioni monstre dei magistrati. (altro…)

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Coerenzi

Renzi:“Proposta già bocciata” ma l’idea prima gli piaceva Poletti tira dritto, cerca fondi per esodati e cassintegrati.

GIULIANO Poletti, ministro del Lavoro, si è rifugiato nel suo camper in un campeggio in Sardegna. Ha scelto di non parlare per qualche giorno mentre sulla sua proposta di intervenire con un contributo di solidarietà sulle pensioni più alte calcolate con il vecchio metodo retributivo si è scatenata la bufera. Contro i sindacati, contro le associazioni dei manager, contro una parte del suo partito, il Pd, contro gli alleati del Ncd, contro l’opposizione di Fi.

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MeloniSOLO PAROLE Nonostante le promesse del segretario Pd è stata bocciata la norma per inserire il contributo in più.

Nel giorno in cui l’Inps comunica il primo, significativo, dato relativo alla riforma Fornero – un calo del 43 per cento delle nuove pensioni – il Parlamento affronta, e forse archivierà, la pratica delle “pensioni d’oro”. La questione sarà discussa oggi in aula dopo il voto in commissione Lavoro dell’altroieri con cui è stata bocciata la proposta di Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia. In seguito a quel voto, la commissione esprimerà un parere negativo e quindi l’aula, molto probabilmente, sarà chiamata a votare sul rinvio della legge alla commissione dove Fratelli d’Italia teme che venga insabbiata.  (altro…)

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CESTINATA LA MOZIONE PD CHE ABBASSAVA IL CONTRIBUTO SUGLI ASSEGNI SOPRA I 60 MILA EURO BOCCIATE LE PROPOSTE DELL’OPPOSIZIONE. LA VERSIONE ANNACQUATA FA INFURIARE I RENZIANI.

Si sono ricompattati per scongiurare (veri) tagli alle pensioni d’oro. Con buona pace del nuovo corso di Renzi: proprio lui, che dipingeva come troppo alta la pensione di reversibilità da 3 mila euro della nonna (“La prende ancora anche se i figli sono grandi”). Ieri pomeriggio alla Camera la maggioranza delle ristrette intese ha bocciato tutte le mozioni dell’opposizione sulle mega-pensioni. Atti di indirizzo politico (non vincolanti per il governo),con cui M5S, Fratelli d’Italia, Sel e Lega chiedevano misure urgenti per recuperare soldi da destinare altrove. A cominciare dalle pensioni minime (495 euro mensili), che rappresentano il 13 per cento del totale. Distanti anni luce dai 24 mila euro al mese riservati a 300 italiani. Ma Pd, Nuovo Centro destra e Scelta Civica hanno tirato dritto.  (altro…)

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parole_non_dette

Le parole che vorremmo sentire, quelle che non sono mai pronunciate, le parole proibite, messe all’indice dai partiti. Le parole necessarie come reddito di cittadinanza e gli aiuti alle piccole e medie imprese. Le parole indispensabili come il taglio di 100 miliardi di costi inutili, a iniziare dalle province e dall’accorpamento dei comuni sotto i 5.000 abitanti, dall’eliminazione immediata dei rimborsi elettorali e dei finanziamenti ai giornali, delle pensioni d’oro. Le parole di pace e senza tempo come la rinuncia all’acquisto dei cacciabombardieri F35 e al ritiro delle nostre truppe dall’Afghanistan. Queste parole non le sentiamo nei telegiornali di regime, dai pennivendoli che inchiostrano i giornali. I costi della politica e le spese inutili non sono mai messi in discussione. I disoccupati, gli esodati, i nuovi emigranti italiani, la protezione delle imprese che chiudono non sono materia di discussione. Da parole sono diventate bestemmie. (altro…)

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Renzi

IL CANDIDATO ALLA SEGRETERIA DEL PD A “SERVIZIO PUBBLICO” HA VAGHEGGIATO UN INTERVENTO SULLA REVERSIBILITÀ. IERI LA MARCIA INDIETRO.

E alla fine, Matteo Renzi, due giorni dopo la frittata fatta a Servizio Pubblico sulle pensioni di reversibilità è costretto alla retromarcia. Così ieri, fischiettando, finto indifferente, verga sulla sua pagina facebook: “Da due giorni sui social network fioriscono i commenti di chi dice che voglio tagliare le pensioni, che voglio abolire la reversibilità, che voglio affamare i pensionati. Se non fosse una cosa seria, sarebbe quasi divertente!”. I commenti degli internauti al post del sindaco di Firenze, scritto su Facebook nel primo pomeriggio, in serata erano già più di 1500. C’è chi è contro di lui: “Ha detto delle fesserie purtroppo e me ne dispiace molto, perchè ci avevo contato, ma era impreparato”. (altro…)

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GiovanniniIL MINISTRO GIOVANNINI PRESENTA LA CLASSIFICA DEI DIECI IMPORTI PIÙ RICCHI MA AMMETTE: NON POSSIAMO TAGLIARLE. SACRIFICANDO 7 MILIARDI DI RISPARMI.

L’ammissione del ministro lascia l’amaro in bocca. Anche in caso di pensioni da 90mila euro al mese, come quella che l’Inps corrisponde a Mario Sentinelli, ex dirigente Telecom, il governo non può intervenire con contributi di solidarietà ad hoc. Non si può far niente, come ha ribadito recentemente la stessa Corte costituzionale. Enrico Giovannini ha risposto a un’interrogazione della deputata Pdl, Deborah Bergamini, esibendo la classifica delle prime dieci “pensioni d’oro” erogate dall’Inps. La più ricca è di 91.337,18 euro lordi al mese, la seconda “si ferma” a 66.436 mila euro mensili, la terza sfiora i 52mila fino alla decima che è di 41.707,54. (altro…)

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mariolino_cannuli_L’Italia è di fronte a un baratro, ma il governo è fermo come un paracarro. Letta, dedito al gioco del Subbuteo dove il massimo rischio è la slogatura dell’indice, annuncia, annuncia, annuncia. Capitan Findus sembra la versione aggiornata e minimalista della presentatrice televisiva Mariolina Cannuli (che prego di scusarmi per l’irriverente, per lei, confronto). C’è una calma piatta, come in mare quando non vedi un gabbiano, non c’è un’onda, un refolo di vento prima della tempesta. Che aspettiamo? Siamo falliti e lo neghiamo e affossiamo le imprese con carichi insostenibili come l’aumento dell’anticipo dell’Irap, dell’Ires e dell’Irpef definiti dal ministro dell’Economia Saccomanni “Un prestito dei contribuenti che a livello individuale ha un peso molto soft“. Un peso di 2,3 miliardi di euro, soft- soft, una piuma. E’ necessaria attuare subito, entro l’autunno, un’economia di guerra. Tagliare le province, portare il tetto massimo delle pensioni a 5.000 euro, tagliare finanziamenti pubblici ai partiti e ai giornali, riportare la gestione delle concessioni pubbliche nelle mani dello Stato, a iniziare dalle autostrade, perché sia l’Erario a maturare profitti e non aziende private come Benetton o, dove questo non sia possibile, ridiscutere le condizioni, eliminare la burocrazia politica dalle partecipate dove prosperano migliaia di dirigenti, nazionalizzare il Monte dei Paschi di Siena, eliminare ogni grande opera inutile come la Tav in Val di Susa e l’Expo di Milano, ridurre drasticamente stipendi e benefit dei parlamentari e di ogni carica pubblica, cancellare la missione in Afghanistan, fermare l’acquisto degli F35. (altro…)

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“Introdurre il reddito minimo garantito, predisponendo un piano che individui la platea degli aventi diritto, considerando come indicatore il numero di cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà. E’ la prima proposta contenuta nella mozione d’indirizzo al Governo per contrastare la povertà che presentiamo in Senato. Primo firmatario il capogruppo Nicola Morra. La mozione verrà discussa oggi e invita il governo a procedere al riparto delle risorse del fondo nazionale per le politiche sociali concordato in sede di conferenza delle Regioni, al fine di rendere queste risorse immediatamente disponibili alle Regioni e agli enti gestori. (altro…)

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Vittorio Sgarbi, ex parlamentare, in pensione a 54 anni, 8 mila e 500 euro al mese. Mauro Sentinelli, classe ’47, ex manager Telecom, 3 mila euro al giorno di pensione. Manuela Bossi, ex insegnante, moglie del Senatur, in pensione a 39 anni. Alfonso Pecoraro Scanio, ex parlamentare, in pensione a 49 anni, 9 mila euro al mese. Achille Serra, Senatore, stipendio da parlamentare più 22 mila euro al mese di pensione. Clemente Mastella, stipendio da Eurodeputato più pensione da 9 mila e 600 euro al mese: 397 giorni di lavoro per maturarla.

Eccetera eccetera, Presidente Monti.

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