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Posts Tagged ‘pensioni’

Oggi vertice decisivo Gentiloni-sindacati ma sul blocco dell’aumento dell’età i margini di trattativa sono stretti.

Accordo in salita tra governo e sindacati sulle pensioni: oggi incontro decisivo, ci saranno anche il premier Paolo Gentiloni, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e quello del Lavoro Giuliano Poletti. «Le aperture del governo sono del tutto insufficienti — rileva il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli — i lavoratori che avrebbero accesso alla pensione di vecchiaia sarebbero poche migliaia, non i 15-20 mila calcolati dal governo.

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Fonti “vicine al dossier” hanno riferito alle agenzie di stampa la cifra necessaria per far slittare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita previsto dalla riforma Fornero. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti per ora se la cava con un “no comment”.

Rinviare l’aumento dell’età pensionabile a 67 anni costa “circa 1,2 miliardi”. Lo hanno fatto sapere all’Ansa fonti vicine al dossier, mentre sale la tensione tra governo e sindacati e a due giorni dall’appello all’esecutivo dei presidenti delle commissioni Lavoro, secondo cui lo scatto previsto per il 2019 è “inaccettabile e irragionevole“. Ma far slittare l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita previsto dalla riforma Fornero, lasciando l’asticella agli attuali 66 anni e 7 mesi, costa. La decisione deve essere presa entro quest’anno. (altro…)

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boeri

Intervenendo a un dibattito del Sole 24 Ore, il presidente dell’Inps ha ribadito che la legge di Bilancio accresce la spesa per gli assegni previdenziali “aumentando la generosità per categorie che hanno già fruito di trattamenti più vantaggiosi di chi ne fruirà in futuro”.

E tre. Per la terza volta, a tre mesi dalle prime critiche, il presidente dell’Inps Tito Boeri attacca le novità contenute nella legge di Bilancio. “Questa è una manovra che fa aumentare il debito implicito e ogni manovra che lo fa scarica oneri sulle generazioni future. (altro…)

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boeriL’economista alla guida dell’istituto previdenziale: “Trattamenti privilegiati concessi per tanti anni. Se si chiede un contributo a chi ha importi molto elevati, potremmo fare qualche operazione di redistribuzione”. Nannicini: “Anticipo pensionistico gratis per i disoccupati. Costerà 50 euro al mese a chi ha assegno da mille euro”.

L’Inps non fallirà, il problema dell’Italia non è la sostenibilità del sistema previdenziale. Piuttosto l’equità, con pensioni e vitalizi – come quelli dei politici – ingiustificati. A dirlo è il presidente dell’Inps Tito Boeri, intervistato da Presadiretta, il programma di Rai3, nella puntata che andrà in onda domani, 12 settembre. “Il problema vero che noi abbiamo oggi in Italia – dice Boeri – è quello dell’equità e non quello della sostenibilità finanziaria del nostro sistema pensionistico”. (altro…)

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Sale il deficit al 2,3-2,4%, investimenti per un miliardo. Risorse da tassi, spending review e rientro capitali. Sanità nel mirino.

ROMA – Meno tasse, più investimenti, pensioni minime, contratti pubblici. Renzi spinge sull’acceleratore della nuova legge di Bilancio. A circa un mese dal varo da parte del governo della manovra 2017,che dovrebbe essere pronta entro il 12 ottobre, la struttura del provvedimento è già sul tavolo dei tecnici: l’intervento a favore dell’economia sarà di circa 25 miliardi. Le coperture, per circa 10 miliardi, arriveranno da spending review, rientro capitali, lotta all’evasione e risparmi sugli interessi, mentre circa un punto di Pil, pari a 16 miliardi, verrà imputato al deficit che sarà fissato – come annunciato dal premier Renzi l’altra sera a Porta a porta – al 2,3-2,4 per cento contro l’1,4 tendenziale stimato nell’ultimo Def (Documento di economia e finanza) dell’aprile scorso.

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Pensionati

Certi solo i fondi per l’Ape, lo scivolo ai lavoratori precoci può costare fino a 1,8 miliardi La quattordicesima agli over 64 vale 800 milioni. Il governo: “Stime preliminari”.

ROMA – A mettere in fila i costi dei «desiderata», di tutto quello di cui si parla e che sarebbe ottima cosa mettere in pratica per far fare un salto di qualità alla previdenza italiana, ci vorrebbero più di 3 miliardi di euro. Una cifra che sembra difficile da raggiungere, visto che si sta ragionando esattamente sulla metà. Bisognerà quindi tener conto delle risorse effettive, delle prospettive di crescita interna e delle regole di bilancio imposte dall’Europa. E poi scegliere, premiare alcune categorie e non considerarne altre.

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pensionebanche

40 anni di contributi, lavori usuranti, 65 anni, gli acciacchi dell’età e la voglia di godersi finalmente una serena vecchiaia con famiglia e nipotini. Questa la storia di tantissimi lavoratori italiani, quando scocca l’ora della meritata pensione. Ma ahinoi, il Governo sembra sempre più concentrato a trasformare l’agognato assegno (frutto, lo ricordiamo, di decenni di versamenti contributivi) in una caccia al tesoro dal premio irraggiungibile. (altro…)

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L’INTERVISTA/ PARLA IL SEGRETARIO GENERALE DELLA FIOM
ROMA – «È un passo avanti, ora passiamo ai fatti ». Maurizio Landini, leader della Fiom, vede nel vertice fra governo e sindacato due aspetti positivi, ma assicura che la strada per arrivare ad un accordo condiviso è lunga e passa attraverso un principio indiscutibile: «La flessibilità sulle pensioni non deve penalizzare i lavoratori ».

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I soldi, La destra gioca sui costi della nuova legge, ma mente: lo dice l’Inps.

L’ultima frontiera dei contrari alle unioni civili – destra religiosa o soi-disant religiosa in primis, ma anche un pezzo di quel che resta di Forza Italia – è il loro costo: pensioni di reversibilità, maggiori sgravi Irpef e altro. Ammesso che si possa negare un diritto in base al suo costo – cosa pacificamente esclusa dalla Costituzione – come vedremo si tratta di spiccioli.

 

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Approvata la risoluzione di maggioranza sul Def: il Parlamento impegna il governo a dare libertà di lasciare il lavoro in anticipo con ragionevoli penalizzazioni. Avanza l’idea del prestito previdenziale. Landini: “Follia”.

ROMA – Cambiare la riforma delle pensioni prevedendo la possibilità di uscire prima dal lavoro in cambio di penalizzazioni «ragionevoli »: é l’impegno che il Parlamento ha dettato al governo attraverso la risoluzione di maggioranza che ha approvato il Def (documento di finanza pubblica). Il testo, votato da entrambi i rami ( 175 sì, 108 no e 4 astenuti al Senato; 351 sì e 184 no alla Camera), suggerisce – pur nel rispetto «degli obiettivi di finanza pubblica » – interventi mirati, anche selettivi,«in particolare nei casi di disoccupazione involontaria e di lavori usuranti».

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Altan

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pensioneUna generazione cavia, che si è affacciata nel mondo del lavoro proprio mentre il mondo del lavoro veniva cambiato (più flessibilità, addio posto fisso) dalle riforme Treu e poi Biagi, e che ha cominciato anche solo a immaginare una pensione proprio mentre la legge Fornero già gli aumentava l’ età pensionabile…

«Generazione Y», ma per alcuni demografi il termine giusto è un altro: generazione cavia. La linea d’ ombra che divide i salvati (ma con gradazioni molto diverse) dai perduti è il 1980. Quelli nati dopo sono le cavie che rischiano di pagare il conto per tutte le sbornie delle generazioni precedenti.

E di lavorare più del doppio rispetto ai loro stessi genitori, molti dei quali – mezzo milione di attuali pensionati – godono di un assegno previdenziale addirittura da 36 anni. È il mix micidiale tra riforme del sistema pensionistico, intermittenza del lavoro e un decennio di crisi economica a proiettare sempre più lontano il miraggio di una pensione pubblica per gli «Eighties». (altro…)

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PadoanNannicini: gli 80 euro non sono una priorità Decisione entro il 2018. Sindacati: basta annunci.

ROMA – «Non c’è un’istruttoria sugli 80 euro, il tema è da approfondire, ma non è una priorità, interverremo di qui alla fine della legislatura nel 2018». Tommaso Nannicini, sottosegretario di Palazzo Chigi, di prima mattina in tv sembra congelare le aspettative di 3 milioni e 318 mila pensionati al minimo, ingolositi dalla promessa di Renzi di ricevere 80 euro in più. L’entourage di Nannicini spiega che quello del premier era un annuncio senza data, con molti se e ma. E dunque l’idea scivola più in là nell’agenda del governo. All’anno prossimo, forse a quello dopo.

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renziIl presidente del Consiglio torna a rispondere in rete alle domande degli utenti all’appuntamento #Matteorisponde. E i rilancia, ancora una volta sotto elezioni, l’idea del bonus. I sindacati: “Con i forse e i vorrei non si fa nulla”. Al presidente dell’Inps Boeri che vuole ricalibrare le pensioni inique, invece, dice: “Ricalcolo retributivo? Si ma non possiamo ammazzarli”.Tra i temi trattati dal premier anche il nuovo airbus acquistato: “Non esiste nessun Air force Renzi, c’è un aereo che è a disposizione delle missioni economiche di tutto il Paese”.

“Gli 80 euro anche per chi prende la pensione minima”. Dice che è solo un’ipotesi, ma intanto Matteo Renzi la butta lì. A poche settimane dal primo turno delle elezioni amministrative, il presidente del Consiglio sceglie la diretta live su Facebook #Matteorisponde per fare il suo annuncio. “L’idea è allo studio degli uffici”. Il responsabile economico del Pd Filippo Taddei quasi in contemporanea su SkyTg24 si affretta a dire che “sicuramente non sarà per quest’anno”, ma ormai la bomba è sganciata. (altro…)

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Staino

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In Italia praticamente tutti i maschi over 65 ricevono l’assegno previdenziale, per l’altro sesso sono otto su dieci Il gap di copertura è il doppio di quello europeo. Inferiore anche il valore dei trattamenti, -36% sugli uomini.

ROMA – Tutti gli uomini vanno in pensione, le donne no, non tutte. E in Italia ci vanno meno che altrove. La differenza di genere pesa sulla previdenza: sia per quanto riguarda l’entità dell’assegno che per il diritto ad ottenerlo. L’Istat, nel suo rapporto sulla condizione dei pensionati, ha appena fatto notare che in Italia le donne ricevono in media 6 mila euro l’anno in meno rispetto agli uomini, ma uno studio elaborato dall’Università di Siena rincara la dose. Le disparità, precisa, sono notevoli anche guardando alla sola copertura. E la percentuale di donne italiane che restano all’asciutto è doppia rispetto alla media Ue.

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La nuova età
ROMA – Ventidue mesi di lavoro in più per le donne: dal primo gennaio scatta il nuovo gradino per l’accesso alla pensione di vecchiaia delle dipendenti del settore privato. Per andare in pensione dovranno aver compiuto 65 anni e sette mesi contro gli attuali 63 e nove mesi. Va meglio agli uomini per i quali ci sarà solo un mini-gradino di quattro mesi che porterà l’età per la pensione a 66 anni e sette mesi (66 e tre mesi fino alla fine di quest’anno). Per gli uomini è l’effetto dell’aumento dell’aspettativa di vita che verrà aggiornato proprio nel 2016, mentre per le donne l’incremento della speranza di vita (sempre quattro mesi) si combina con la riforma Fornero del 2011 che stabilisce un progressivo aumento dell’età pensionabile fino a raggiungere quella prevista per gli uomini nel 2018: 66 anni e sette mesi.

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Aeroporto Firenze, la maggioranza prova a evitare gli obblighi ambientali, è polemica.

ROMA – Boccata d’ossigeno per 4 milioni di pensionati a basso reddito che percepiscono assegni intorno ai 500-600 euro netti al mese. Un emendamento del governo alla legge di Stabilità anticipa al 1° gennaio 2016 l’aumento della «no tax area» e blinda il recupero dell’inflazione. L’emendamento prevede che il livello di esenzione fiscale per i pensionati sopra i 75 anni salirà da 7.750 a 8.100 euro, attestandosi alla stessa quota dei lavoratori dipendenti, mentre l’esenzione salirà dagli attuali 7.500 euro a quota 7.750 per coloro che anno meno di 75 anni.

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La Penisola è al quinto posto in Europa per pressione fiscale. Secondo Carla Cantone, segretario del sindacato europeo dei pensionati, su un assegno da 1.500 euro “da noi si pagano 600 euro di tasse, in Germania 60”. A Parigi, Berlino, Londra e Madrid sono esentati dalle imposte tutti quelli che ricevono meno di 9mila euro l’anno, in Italia il tetto è a 7.750.

Non sarà certo l’unico motivo dell’esodo, ma di sicuro è una buona ragione per fare le valigie: le pensioni italiane sono tra le più tassate d’Europa. In questa poco gratificante classifica, ci piazziamo al quinto posto. Così è presto spiegato il motivo per cui sempre più anziani si trasferiscono all’estero. L’allarme era stato lanciato da Tito Boeri, presidente dell’Inps: lo Stato sborsaun miliardo di euro all’anno per pagare le loro prestazioni previdenziali(altro…)

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Il presidente Inps ha detto che la “generazione 1980” prenderà in media un assegno più basso del 25% rispetto a quelli della generazione precedente. Per questo secondo l’economista sono necessari “strumenti forti” come il reddito minimo garantito per gli over 50.

Rischiano di lavorare fino a 75 anni e prendere un assegno del 25% più basso rispetto ai pensionati di oggi. Ma quelli che oggi vivono di contratti precari potrebbero addirittura “non avere alcun reddito“. A lanciare il nuovo allarme, stavolta in particolare sul destino della “generazione 1980“, è stato il presidente dell’Inps Tito Boeri, intervenendo al convegno ‘Pensioni e povertà oggi e domani’.  (altro…)

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