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Posts Tagged ‘piemonte’

ChiamparinoFirme false, ora si indaga E Chiamparino tace.
LA MAGISTRATURA PIEMONTESE APRE L’INCHIESTA SULLE PRESUNTE IRREGOLARITÀ NELLE LISTE DEL GOVERNATORE. IL PD: “IL PROBLEMA NON ESISTE, VITTORIA LIMPIDA”

REGIONE PIEMONTE.

Sergio Chiamparino non vuole commentare. Il presidente della Regione Piemonte non esprime giudizi sulle presunte firme false e le altre possibili irregolarità delle liste a suo sostegno. L’entourage dice che lo fa “per buon senso”, ma anche in attesa della procura di Torino che, come anticipato dal Fatto giovedì, ha aperto un’indagine dopo aver ricevuto l’esposto dell’europarlamentare leghista Mario Borghezio. Il procuratore aggiunto del gruppo specializzato “Pubblica amministrazione” Andrea Beconi ha assegnato il caso ai pm Patrizia Caputo e Stefano Demontis.   OLTRE a Chiamparino, resta cauto pure il Partito democratico. Il segretario regionale Davide Gariglio sminuisce e afferma che “il Pd non aveva neanche l’obbligo di raccogliere le firme” e che la raccolta “è stata una scelta politica di mobilitazione”. (altro…)

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CotaI GIUDICI DEL CONSIGLIO DI STATO HANNO CONFERMATO LA SENTENZA DEL TAR: ANNULLATE LE REGIONALI DEL 2010.

Roberto Cota non è più il presidente del Piemonte. Si dovrà tornare presto al voto. Ieri sera il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar del 10 gennaio con cui venivano annullate le elezioni del 2010 e ha respinto il ricorso del governatore leghista. Per il Partito democratico è “la fine di un’agonia, sotto molti punti di vista”, mentre per il capogruppo leghista Mario Carossa “è davvero assurdo”: “Ormai la magistratura in Italia comanda”, ha commentato. (altro…)

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chiamparinoDunque, sempreché il centrodestra non riesca a resuscitare Cavour o Giolitti o Einaudi (che peraltro difficilmente accetterebbero di mischiarsi a questa banda), Sergio Chiamparino sarà il prossimo presidente della Regione Piemonte. Le elezioni saranno una pura formalità, così come le eventuali primarie del Pd (che probabilmente non si faranno, in barba allo statuto): nessun rivale interno può vantare la sua notorietà, la sua rete di potere e la stampa genuflessa ai suoi piedi. Il Reuccio della Mole ha già ricevuto l’investitura del segretario Matteo Renzi, che lo volle accanto a sé due anni fa alla Leopolda e l’anno scorso lo fece votare dai suoi nei primi scrutini delle presidenziali contro Marini. (altro…)

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Lega Nord

Il retroscena
Esclusa la ricandidatura di Cota alle regionali. L’ex segretario: macroregione anche con Chiamparino.

MILANO— «Le speranze sono minime, ma noi il ricorso lo presentiamo lo stesso». Nello staff di Roberto Cota si respira un’aria cupa. Oggi il governatore del Piemonte riunisce la giunta, chiamata ad approvare il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che annulla le elezioni del 2010. Ma sembra un po’ inutile, perché nella Lega, al di là di quel che dice il segretario Matteo Salvini («Io ci credo, l’obiettivo di ottenere una sospensiva è a portata di mano»), sono tutti più o meno convinti che il verdetto di appello della giustizia amministrativa confermerà quello di primo grado. (altro…)

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CotaMANIFESTAZIONE A TORINO CONTRO LA SENTENZA DEL TAR CHE HA ANNULLATO L’ELEZIONE DI COTA AL GRIDO DI “GOLPE ROSSO” E “MAGISTRATI DEI CENTRI SOCIALI”.

Il più arrabbiato è il segretario Matteo Salvini: “Al prossimo leghista che toccheranno – dice dal palco di fronte alla prefettura di Torino – nel giro di dodici ore non solo noi, ma mille, duemila, diecimila persone pacifiche ma non tanto si muoveranno e allora qualcuno dovrà avere paura”. Annuncia querele milionarie contro Carlo De Benedetti e La Repubblica (che ieri in prima pagina titolava “La truffa della Lega”) e chiede ai militanti di mettere a disposizione la propria libertà personale per il bene dei figli e dei nipoti. (altro…)

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CotaHa ragione il giovane segretario leghista Matteo Salvini, «non si vince con i giudici». Ma non si dovrebbe vincere neanche con la frode; e lamentare l’onnipresenza della magistratura, in Italia, ha un senso solo se si ragiona anche sull’onnipresenza dell’illegalità, tanto per ristabilire il nesso tra causa ed effetto. Quanto alla politica: la Lega, che è un partito ridotto ai minimi termini, deve le sue tre presidenze di Regione (salvo, forse, il Veneto) alla sua fedeltà a “Silvio”, e a nient’altro. Dipendesse solo dal proprio peso elettorale il Carroccio, nella famosa Padania, potrebbe governare al massimo qualche comunello di crinale o di fondovalle, non una sola città grande o media, non una sola delle tre regioni. (altro…)

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Nel garbuglio delle elezioni piemontesi, tra le dichiarazioni infocate dei frodati e quelle ancora più infocate dei frodatori, non vorrei sfuggisse la monumentale figura di Michele Giovine, il consigliere regionale che con il suo gruzzolo di voti ha determinato l’attuale assetto politico in Regione.
A soli 37 anni egli era già il capo dei “Pensionati per Cota”: e già si ride. Ma in precedenza aveva capeggiato i “Consumatori per Ghigo”, perché nel mondo magico delle liste-civetta si può essere, a seconda dell’uzzolo, pensionati, consumatori, contribuenti, automobilisti, viaggiatori, pedoni, ciclisti, pazienti di ospedale, clienti di trattoria, eccetera. (altro…)

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valsusa-interna-nuova

Sandro Plano, rappresentante “istituzionale” del movimento contrario alla linea Torino-Lione, non è stato ammesso alle consultazioni per la scelta dei parlamentari. Il deputato bersaniano Esposito aveva già detto: “Se il partito lo accoglie, io lascio”.

Nessun rappresentante della Valsusa e nessun No Tav alle primarie dei parlamentari del Partito democratico. È stato escluso dalle liste Sandro Plano, presidente della Comunità montana della Val di Susa e Val Sangone nonché rappresentante “istituzionale” del movimento contrario alla linea Torino-Lione. Una contraddizione interna al partito risolta e un’esclusione che farà piacere a quanti, nel Pd e ai suoi vertici, sono favorevoli alla grande opera. In pochi giorni Plano era riuscito a raccogliere le firme di 412 tesserati del partito nella valle. “Il regolamento è stato pubblicato il 17 dicembre e il 18 sono usciti i moduli. In tre giornate ho dovuto correre come un disperato per raccogliere nelle mie zone le firme di almeno 400 iscritti – spiega il politico ailfattoquotidiano.it -. L’handicap che abbiamo noi montanari, rispetto a quelli di città, è che dobbiamo correre come disperati da un paese all’altro, mentre chi è in città le raccoglie nel giro di pochi condomini o in un quartiere”. (altro…)

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Il segretario ora non ha dubbi. Ma 6 dei 13 fondatori del gruppo che vuole mantenere la risorsa idrica privatizzata sono iscritti al suo partito. Gli stessi che hanno festeggiato una proposta di legge presentata dai Democratici lo scorso novembre, definendola “la Caporetto dei referendari”. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani invita gli elettori a votare ‘sì’ a tutti e quattro i referendum. Compresi i due quesiti sull’acqua. Ma nell’aprile 2010 aveva detto: “Noi non abbiamo una strategia referendaria”, spiegando perché il Pd non aveva contribuito a raccogliere le firme. E sei dei 13 fondatori del comitato per il ‘no’ “Acqua libera tutti”, che vuole che il decreto Ronchi sulla privatizzazione della risorsa idrica resti in vigore, sono iscritti proprio al suo partito. Furono loro a parlare di definitivo affossamento dei referendum, quando il Pd lo scorso novembre presentò una proposta di legge per superare il decreto Ronchi senza passare dalla consultazione popolare. Così ora Giovanni Favia, consigliere regionale in Emilia Romagna del Movimento 5 Stelle, accusa i Democratici di “ambiguità” e di aver cambiato idea per “opportunismo politico”. (altro…)

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Mancano solo i risultati delle schede di Torino. L’ex presidente: “Forse finirà male per loro, noi attendiamo l’esito delle operazioni”. Cota aveva vinto per 9 mila voti ma ora potrebbero essere invalidate circa 9 mila schede.

“Roberto Cota è il presidente, ha vinto le elezioni. Ma se nel riconteggio Mercedes Bresso fosse in vantaggio, allora finisce male…”. Così il leader della Lega Umberto Bossi ha commentato ieri a Montecitorio le operazioni (ancora in corso a Torino) ordinate dal Tar Piemonte, che nel luglio scorso ha accolto i ricorsi di Mercedes Bresso (Pd), decidendo il riconteggio di due delle liste alleate all’attuale presidente. L’uscita di Bossi – che a più riprese, nei mesi scorsi, aveva già invocato la piazza contro la sentenza del Tar – sintetizza bene il nervosismo che in questi ultimi serpeggia tra Lega e centrodestra in Piemonte. Gli esiti della verifica, nella quale vengono controllate soltanto le schede attribuite a due liste minori alleate di Cota (Scanderebech e Consumatori, annullate dal Tar perché impropriamente apparentate a partiti alle quali non appartenevano, e dunque esonerate dall’obbligo di raccogliere firme di presentazione) sono stati fin qui favorevoli a Bresso. Solo il 15-20 per cento degli elettori, infatti, ha tracciato su una scheda sia la croce sui simboli delle due liste “incriminate”, rendendo così il voto potenzialmente nullo, sia sul nome di Cota, mentre la maggior parte si è limitata a un solo segno. Tra il leghista e la presidente uscente ci sono solo 9000 voti di distanza, quelli in discussione sono 15.000, e i conti sono presto fatti e giustificano le parole di Bossi: se il trend si manterrà costante, alla fine saranno invalidate oltre 9000 schede. (altro…)

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