Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘pil’

crescita-zero

Dopo i pessimi segnali degli ultimi mesi, Padoan cede: a settembre taglierà le stime di crescita. Il problema è sul 2017: si rischia un buco da 3-5 miliardi, e ne servono 25 per le promesse.

Finalmente se ne accorge anche il governo: quest’anno il Pil crescerà meno di quanto ha previsto nei documenti di bilancio e dunque dovrà tagliare le sue stime. Ad aprile, il Documento di economia e finanza prevedeva un aumento dell’1,2% nel 2016, bene che vada sarà intorno allo 0,8-0,9% o forse più basso. E la cosa non sarà indolore per i conti pubblici. (altro…)

Read Full Post »

PIL

Economia – Nonostante le pressioni degli ultimi giorni, l’Istat conferma lo zero, ma rivede le stime sull’anno. E Palazzo Chigi respira.

Nel secondo trimestre di quest’anno, l’economia italiana espressa con il Prodotto interno lordo (Pil) è rimasta ferma. A nulla è servita la “spinta” che il governo ha provato a dare ai numeri prima che l’Istat li diffondesse pubblicamente ieri: un’ingerenza che ha avuto il risultato di trasformare un dato atteso in una figuraccia. Tecnicismi a parte, questi numeri sono una pessima notizia e stridono con la narrazione di Palazzo Chigi. (altro…)

Read Full Post »

istat

L’Istat conferma la crescita zero dell’economia italiana. Nel secondo trimestre del 2016 il pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. L’Istat ha invece rivisto al rialzo la stima di crescita delpil del secondo trimestre 2016 rispetto al secondo trimestre 2015. In base ai nuovi calcoli, l’economia italiana è cresciuta nel periodo dello 0,8% contro il +0,7% indicato in via preliminare il 12 agosto scorso. L’aumento del pil finora acquisito nel 2016 è dello 0,7% (la stima preliminare del 12 agosto parlava di +0,6). (altro…)

Read Full Post »

PILLa notizia di oggi è che il PIL non cresce.
Ovvero dopo tre Governi mai passati per le elezioni che dovevano rilanciare l’economia, siamo di nuovo al punto di partenza.

Forse perché non dobbiamo più inseguire un indice ma il benessere del nostro popolo?

Il PIL cresce anche se aumenta la vendita di armi, il traffico di stupefacenti o lo sfruttamento della prostituzione. Così facendo cresce il benessere degli italiani? Non credo proprio.

 

(altro…)

Read Full Post »

renziNuovo post propagandistico del premier che tenta di usare i dati come gli fa più comodo: “Le chiacchiere stanno a zero”.

Un quotidiano è una brutta bestia. Ti costringe a seguire qualunque cosa accada, anche la più superflua. Ieri, per dire, Matteo Renzi – stavolta via Facebook e in un italiano tanto volgare quanto legnoso – ha fornito la solita pletora di numeri anti-gufi per dimostrare che lui è “il miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni” (copyright: Silvio B.). Fuori da un quotidiano uno potrebbe ignorare il cherry picking – scegliersi il dato che fa più comodo – del premier, lasciando che sia la realtà a rimetterlo a posto. In un quotidiano no: tocca ogni volta tentare di separare la realtà dalla propaganda (“le chiacchiere stanno a zero”, come dice lui) e spiegare, per quanto è possibile, come sta l’Italia a marzo 2016. (altro…)

Read Full Post »

pil-in-volume

Il presidente del Consiglio pubblica su Facebook un post “urticante per i gufi” in cui rivendica di voler fare chiarezza sui dati dell’economia italiana. Ma la sua selezione lascia fuori, su ogni argomento, molte informazioni altrettanto importanti. Per esempio l’Italia è quartultima in Ue per crescita del prodotto, che resta inferiore a quello del 2000. E se le imposte indirette sono scese, quelle dirette sono salite, Irpef compresa.

“Post urticante per gufi e talk”. E’ la premessa con cui il premierMatteo Renzi apre un post su Facebook in cui invoca “chiarezza sui veri numeri dell’economia italiana” nel giorno in cui l’Istat ha diffuso i numeri definitivi su pil e conti pubblici del 2015, oltre che sugli occupati e sull’andamento del mercato del lavoro, mentre l’Agenzia delle Entrate ha ufficializzato i risultati dellalotta all’evasione, che lo scorso anno ha portato nelle casse dello Stato 14,9 miliardi. “Dopo mesi di editoriali, chiacchiere, ricostruzioni, possiamo finalmente fare chiarezza“, scrive il presidente del Consiglio. Ma la disamina che segue, ancora una volta, è una selezione dei dati più favorevoli scelti tra quelli diffusi da diverse fonti. E lascia fuori molte informazioni altrettanto rilevanti. (altro…)

Read Full Post »

renzi-pinocchio

Con la realtà a fronte La favola raccontata ieri contrapposta a numeri e fatti: due mondi con pochissimi punti di contatto.

Come forse i lettori più avvertiti sanno, colui che sorride nelle difficoltà ha già trovato qualcuno a cui dare la colpa. Matteo Renzi, uomo di multiformi sorrisi, non fa eccezione: il suo dito indica la Germania o l’Unione europea, non a torto considerate bestie assai contigue.Ieri,nella sua conferenza stampa di fine anno, ha citato Ue o Berlino – come ostacolo–praticamente di continuo. Il resto è la solita vie en rose dell’Italia col “segno più” condita con una serie di imprecisioni, alcune delle quali sarebbero forse meglio rubricate nella categoria fandonie. Un breve riassunto – con la realtà a fronte – a partire dal tema “banche”.   (altro…)

Read Full Post »

Raccontano balle

Read Full Post »

ANNI di tagli alla spesa pubblica non compensano il calo del Pil. È la rozza sintesi della lunga crisi italiana, che si avvita su se stessa nel titanico sforzo di rientrare nei fatidici “parametri europei”. Solo la risalita del Pil potrebbe invertire le tendenza. Ma se il Pil non risale? Noi inesperti di economia ci permettiamo di domandarci dove sta scritto che la produzione di beni e di ricchezza sia soggetta sempre e comunque a riprendere la sua corsa verso “le magnifiche sorti e progressive”. Nella Ginestra Leopardi usò quella fortunata espressione come amaro dileggio del cieco ottimismo umano. (altro…)

Read Full Post »

MOLTI storcono il naso per il “ricalcolo” del prodotto interno lordo comprensivo dei proventi illeciti (prostituzione, droga, malavita), sia pure calcolati in modo presunto. Effettivamente, anche se non è quella l’intenzione, l’effetto è di oggettivo sdoganamento di attività non solo fuori legge, ma spesso violente e umilianti. Ma specie in paese come il nostro, qualcosa ci dice che il concetto di “ricchezza nazionale” non può essere misurato solo compulsando scartoffie: e in questo senso anche il precedente Pil “pulito” non era meno discutibile di quello nuovo e “sporco”. La vita delle persone, il loro benessere, la loro salute fisica e mentale, la loro sopravvivenza alla penuria e alla crisi non sono una somma di numeri, sono un intreccio di quantità e di qualità poco percepibili con la mera misura economica. (altro…)

Read Full Post »

Il calcolo del PILIl governo si attende una correzione al rialzo grazie ai dati sull’economia illegale Dalla ristrutturazione dell’indicatore impatti positivi sui parametri di debito e deficit.

ROMA – Un Prodotto interno lordo che si gonfia di almeno 30 miliardi. E di conseguenza, un deficit e un debito più bassi. Il primo di un soffio, il secondo giù di qualche punto. Il passaggio di tutti i Paesi europei al nuovo sistema contabile Sec 2010 riserverà qualche sorpresa, in positivo, anche ai conti italiani. Nel frattempo però la delicata transizione tecnica ha già suscitato qualche evidente problema d’agenda a Istat e ministero dell’Economia. Con il secondo alla fine costretto a posticipare, a sorpresa, il Def.
La querelle va avanti da un po’, sottotraccia. L’Istituto di statistica mette in calendario la presentazione dei nuovi conti nazionali per il 3 ottobre. (altro…)

Read Full Post »

Baraldi

Read Full Post »

GrauweL’economista Paul De Grauwe.

Come uscire dalla crisi l’hanno capito tutti: inglesi, giapponesi e americani. Tutti tranne l’Europa, che continuerà a essere schiacciata dalle paure di tedeschi e olandesi”. Paul de Grauwe, belga, docente alla London School of Economics, è un economista di fama mondiale. La sua ricetta per uscire dalla spirale di recessione e deflazione è una sola: tornare a spendere. Gli ultimi dati sul Pil di Francia e Germania mostrano che la crisi è davvero europea. Come si è arrivati a questo   punto?   L’azione politica comunitaria è completamente sbagliata da anni. È stato imposto a tutti i Paesi di badare solo alla riduzione del deficit e si è detto ai governi che si sarebbe usciti dalla crisi migliorando la competitività dell’offerta. (altro…)

Read Full Post »

Nardi

NEL SECONDO TRIMESTRE PIL -0,2 %, COME IL NOSTRO. LA LOCOMOTIVA IN REALTÀ È UN VAGONE E ORA SCATTA L’ALLARME CRESCITA IN TUTTA L’EUROPA.

Indietro tutta. La locomotiva tedesca si scopre vagone di un treno che sta rallentando, forse si ferma e rischia anche di scivolare all’indietro. Alla fine, il dato sul Pil (prodotto interno lordo) dei grandi d’Europa è arrivato, e il responso supera le peggiori previsioni: una battuta d’arresto delle due più grandi economie dell’eurozona. Nel secondo trimestre 2014 la Francia registra crescita zero rispetto al trimestre precedente, la Germania subisce una contrazione dello 0,2 per cento: era dal 2009 che il gigante tedesco non tirava il freno in maniera così decisa. È una seria ipoteca sul raggiungimento di una crescita vicina al 2 per cento prevista per il 2014 dal governo di Angela Merkel.   Se si aggiunge la terza economia dell’Eurozona, l’Italia, inchiodata per il terzo anno consecutivo alla recessione, il quadro europeo è desolante. Rispetto al 2008 – anno d’inizio della crisi – l’area euro ha perso il 2,4 per cento del suo prodotto internolordo (l’Italia il 9,1), cioè della ricchezza prodotta nell’anno. (altro…)

Read Full Post »

Renzi

Ieri mattina, in tre ore di discussione appassionata su soglie di sbarramento e preferenze del popolare Italicum, Silvio Berlusconi ha fornito a Matteo Renzi anche alcuni consigli sulla crisi economica. Non è chiaro se si sia trattato di un impulso di generosità del vecchio pregiudicato o se sia stato il giovane premier a chiedere lumi. Certo è che, non appena l’evasore fiscale è uscito da palazzo Chigi con i fidi costituzionalisti Letta e Verdini, l’Istat ha comunicato che l’economia italiana nel secondo trimestre 2014 è tornata al livello del 2000: 14 anni persi. Mentre la politica è da mesi ostaggio di un’incomprensibile rissa sulla riforma del Senato, siamo tornati nel baratro della recessione (due trimestri consecutivi in calo) da cui eravamo appena usciti con il governo Letta, licenziato per scarso rendimento. Così l’Italia ha cambiato verso. Ha messo la retromarcia.   Contrariamente agli strafottenti spot del premier, l’Italia non si divide in cuor contenti e rosiconi. Questa economia che non riparte (unica in Europa) distrugge la speranza di tutte le famiglie, le più gufe e le più renziane. (altro…)

Read Full Post »

PILIl premier: “Difficile confermare il +0,8% del Def” Noi peggio di Francia e Spagna. Giù i consumi.

ROMA – Dopo Bankitalia, anche il Fondo monetario gela le speranze di ripresa: aggiornando il suo “World economic Outlook” l’Fmi prevede per l’Italia un Pil 2014 fermo allo 0,3 per cento, contro lo 0,6 stimato solo lo scorso aprile (per via Nazionale si arriverà appena allo 0,2). Invariato il risultato messo in conto per il 2015: l’1,1 per cento. Una previsione, quella di quest’anno, ben lontana dallo 0,8 per cento che il governo ha inserito nel Def. Lo stesso premier Renzi, parlando a La7 ha ammesso che sarà «molto difficile» arrivare a quel risultato e che le statistiche «inizieranno a migliorare solo nel 2015». «Che la crescita sia 0,4 o 0,8 o 1,5 per cento – ha aggiunto in una dichiarazione rilanciata dalle agenzie – non cambia niente dal punto di vista della vita quotidiana delle persone». (altro…)

Read Full Post »

Qui pro quoIL PREMIER NEGA LE DIFFICOLTÀ: “IL PIL CALA? LA RIPRESA C’È” ATTACCA LA CGIL, BENEDICE LA PRECARIETÀ E PROMETTE BONUS A PARTITE IVA E PENSIONATI. INTANTO CROLLA PURE L’EXPORT.

La campagna elettorale, si sa, è attività che assorbe completamente l’animo del propagandista, il quale – a furia di ripetere i propri slogan – finisce senza colpa per scollarsi dalla realtà. Questo, ovviamente, capita anche all’impegnatissimo Matteo Renzi, il quale ritiene che la contrazione del Pil nel primo trimestre 2014 con una decrescita già acquisita dello 0,2% sia “poco significativa in termini di futuro”. Il premier ormai – oltre a vedere nemici e gufi dappertutto – guarda oltre, prevede: “Il mio non è un ottimismo stupido o vano, ma di chi vede 74 mila posti di lavoro in più negli ultimi mesi, un +18% dei mutui. Il mio è un ottimismo che fa i conti con la realtà. Sembra quasi che certi commentatori godano a dare un’immagine negativa dell’Italia”.  (altro…)

Read Full Post »

Renzi-Grillo

Dopo il risveglio di fine 2013, la Penisola torna a camminare all’indietro e si ferma ai livelli di 14 anni fa. Grillo: “Mentre Renzie il bamboccio va in giro per l’Italia a raccontare balle nonostante le continue contestazioni, l’economia italiana affonda”.

Per il governo la doccia, più che fredda, è gelata. Altro che ripresa: nel primo trimestre 2014 ilprodotto interno lordo italiano ha invertito la rotta. Dopo una breve illusione di ripartenza (quel +0,1% registrato a fine 2013) è sceso di nuovo: -0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, -0,5% rispetto allo stesso periodo del 2013. Quando la recessione era conclamata. Se si guarda ai valori assoluti, poi, si scopre che il pil non scendeva così in basso (340.591 miliardi) dal 2000. Indietro di 14 anni. Ciliegina – avvelenata – sulla torta: l’Istat, che ha diffuso i dati, ha comunicato anche che per il 2014 la crescita “acquisita” del prodotto – cioè quella che si avrebbe a fine anno se nei prossimi trimestri l’economia non crescesse – è pari a -0,2 per cento.  (altro…)

Read Full Post »

Ellekappa

Read Full Post »

Il deficit

Il Tesoro blocca i pagamenti ai fornitori. Bankitalia agli istituti di credito: prestiti solo a chi merita.

UN COMPITO ingrato attende la Commissione europea dopodomani: deve indicare il livello di disavanzo che, a suo parere, l’Italia raggiungerà quest’anno. Sembra solo un numero in una casella delle previsioni economiche d’autunno, ma è una scelta carica di conseguenze.

SE I tecnici di Bruxelles concludono che il deficit stia di nuovo superando il 3% del Prodotto interno lordo (Pil), dovranno rimettere il Paese sotto procedura per violazione delle regole europee di finanza pubblica. Il governo perderebbe lo spazio per nuovi investimenti, circa tre miliardi, che sono alla base della manovra sul 2014. I saldi sull’anno prossimo tornerebbero in gioco, le speranze di ripresa si allontanerebbero. (altro…)

Read Full Post »

Older Posts »