Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘poltica’

Lettera a Renzi: lei ha il dovere di intervenire e ancora prima di ammettere che nulla è stato fatto. Ci sono tante persone che resistono: le ringrazi una a una. Liberi gli imprenditori capaci da burocrazia e corruzione.

Caro Presidente del Consiglio Matteo Renzi, torno a scriverle dopo quasi due anni e lo faccio nella speranza di poter ottenere una risposta anche questa volta. La prima volta Le scrissi quando il suo governo aveva appena iniziato la propria azione di “riforma radicale della società italiana”. Oggi non si può certo pretendere dal Suo esecutivo la soluzione di problemi endemici come la “questione meridionale”: ma non ci si può neppure esimere dal valutare le linee guida della sua azione.
Game Over. Questa è la scritta immaginaria che appare leggendo il rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno. Game Over. Per giorni i media di tutti il mondo sono stati con il fiato sospeso in attesa di un accordo che scongiurasse l’uscita della Grecia dalla zona euro: oggi apprendiamo che il Sud Italia negli ultimi quindici anni ha avuto un tasso di crescita dimezzato rispetto a quello greco. La crisi è ben peggiore: ed è nel cuore dell’Italia. Il lavoro come nel 1977, nascite come nel 1860.

(altro…)

Read Full Post »

SUL limite tra libertà di stampa e tutela della dignità delle persone si discute da sempre e sempre si discuterà, essendo quel confine suscettibile di grandi variazioni a seconda dei punti di vista (è come la questione dei “limiti della satira”: nessuno sarà mai in grado di disegnarli con precisione sulla mappa della pubblica sensibilità). Proprio perché la questione è complicata, e di bruciante interesse pubblico, si potrebbe fare un passetto in avanti evitando di definire “legge bavaglio” qualunque provvedimento che intenda offrire una difesa alle vittime di diffamazione. Essere diffamati, o leggere notizie false sulla propria persona, non è un incidente indolore, è un’offesa grave.

(altro…)

Read Full Post »

TotoEn travesti. “Il mio più grande errore? Non fingermi di sinistra” (Silvio Berlusconi, FI, Libero, 1-10). Comunque Renzi ci è cascato lo stesso. Ossimori. “Berlusconi chiede cautela ai suoi: l’opposizione sia ‘intelligente’” (Corriere della sera, 30-9). Gasparri, non fare quella faccia: a te lo spiego poi dopo, con calma. L’acqua asciutta. “I   nodi della deposizione al Quirinale: chiedono di assistere i boss mafiosi. La ‘tranquillità’ di Napolitano” (Corriere della sera, 3-10). “Trattativa, ira del Quirinale per i boss alla deposizione” (Repubblica, 3-10). Una tranquillità iraconda, anzi un’ira tranquilla.   Il ciuccio. “Renzi sfida la Merkel: non siamo studenti” (Corriere della sera, 3-10). Infatti non studia.   No, merci. “Renzi: sto con la Francia” (Corriere della sera, 3-10). La Francia: grazie del pensiero, ma non è il caso, abbiamo già un sacco di casini per conto nostro.   I complessi. “Ho inventato le mie lauree per un complesso d’inferiorità” (Oscar Giannino, Libero, 4-10). (altro…)

Read Full Post »

Rai

CAMBIA IL METODO PER RICALCOLARE I CANONI DELLE CONCESSIONI TELEVISIVE: IL BISCIONE RISPARMIERÀ 80 MILIONI, LA TV DI STATO UN CENTINAIO. CHI PAGA? LA7 E LE PICCOLE EMITTENTI.

Ecco il cambio di verso per la televisione: i ricchi pagano di meno, i poveri pagano di più. Oppure: mercato sempre più comodo per i ricchi e sempre più scomodo per i poveri. Anzi, impossibile per i poveri.   Questo clamoroso cambio di verso, nonostante i rimproveri dell’Unione europea e la ribellione dei piccoli editori, verrà ratificato la settimana prossima dall’Autorità di garanzia (Agcom) che applicherà uno sconto milionario a Mediaset e Rai sul canone per la concessione delle frequenze televisive, un bene pubblico: in sette anni, il Biscione potrebbe risparmiare almeno 80 milioni di euro, la Rai addirittura più di 100 (quasi 126). (altro…)

Read Full Post »

"A Belo Horizonte, con la nazionale verdeoro in campo nella semifinale contro l’Uruguay, 40mila persone si sono riunite per protestare contro il governo"

“A Belo Horizonte, con la nazionale verdeoro in campo nella semifinale contro l’Uruguay, 40mila persone si sono riunite per protestare contro il governo”

Proseguono senza sosta le rivolte popolari in Brasile. La presidente Dilma Rousseff ha aperto il dialogo con i manifestanti e sta spingendo verso le riforme richieste dalla popolazione. Ma le proteste non si fermano e c’è chi azzarda che dietro ad esse ci sia la mano degli Usa. Tuttavia ai brasiliani non mancano certo i motivi per protestare.

Mentre volge al termine la Confederation Cup, in Brasile proseguono le proteste. Sono almeno 18 le città in cui si svolgono quotidianamente le manifestazioni. A Belo Horizonte, con la nazionale verdeoro in campo nella semifinale contro l’Uruguay,40mila persone si sono riunite per protestare contro il governo. La polizia brasiliana ha fermato 24 manifestanti in possesso di sassi, spranghe e maschere antigas ed ha respinto con i gas lacrimogeni un tentativo di sfondare il cordone di sicurezza attorno allo stadio Mineirao. (altro…)

Read Full Post »

Il padre costituentePer la prima volta nella sua lunga carriera di imputato, Silvio B. è stato condannato in appello, ultimo grado di merito, a conferma della prima sentenza che gli infliggeva 4 anni di reclusione, 5 di interdizione dai pubblici uffici e 10 milioni di danni da pagare al fisco per una mega-frode fiscale durata dieci anni. Ora gli resta soltanto la Cassazione, presieduta proprio da ieri da un vecchio amico di Previti. Che però può valutare solo i profili di legittimità, mentre i fatti sono definitivamente accertati, così come illustrati dalle motivazioni del Tribunale: B. è un criminale matricolato che ha mostrato “particolare capacità di delinquere nell’architettare” e “ideare una scientifica e sistematica evasione fiscale di portata eccezionale” che gli ha procurato “un’immensa disponibilità economica all’estero, ai danni non solo dello Stato, ma anche di Mediaset e, in termini di concorrenza sleale, delle altre società del settore” tv. Il noto delinquente ha governato l’Italia, direttamente o indirettamente (nascosto dietro Monti e Letta jr.), per 11 anni su 19. È con questo delinquente che il mese scorso il Pd s’è appena alleato per rieleggere Napolitano e fare il governo che deve “pacificare” l’Italia dopo vent’anni di “guerra civile”. La guerra fra guardie e ladri, fra chi non paga le tasse e chi le paga anche per lui. Mentre plotoni di finti tonti rimuovono la biografia penale e politica di B., chiamando “pace” l’impunità al delinquente, e mentre si attende che il Pd trovi le parole per definire il suo pregiato alleato, è il caso di ricordare l’oggetto del processo Mediaset. Checché ne dicano i servi di Arcore, la Procura ha dimostrato “con piene prove orali e documentali” che nel 1995-’98 (quando B. era già in politica da un pezzo) la Fininvest e poi Mediaset acquistarono 3mila film dalle major Usa con 13mila passaggi contrattuali per gonfiare i costi, abbattere gli utili, pagare meno tasse e accumulare una fortuna per B. e famiglia nei vari paradisi fiscali, con due diversi sistemi: i film rimbalzavano da una società fittizia all’altra, aumentando ogni volta di prezzo (le decine di offshore create ad hoc dall’avvocato Mills, tutte riferibili al mandante B.); e altri passaggi- fantasma venivano assicurati da “intermediari fittizi” come il produttore Frank Agrama, prestanome di B., anche lui condannato. Risultato: costi maggiorati per 368 milioni di dollari, con evasioni fiscali sulle varie dichiarazioni fino a quella del 2004. L’inchiesta partì nel 2002, il dibattimento nel 2006. In origine i reati erano tre: falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale. Poi i primi due caddero in prescrizione, così come gran parte delle frodi (restano 7,3 milioni). E non solo per il naturale passare del tempo: anzi è un miracolo che il processo sia giunto in fondo, visto che in 11 anni s’è trasformato in una corsa a ostacoli, costellata da ben 11 leggi ad personam. Nel 2001 il primo scudo fiscale. Nel 2002 la controriforma del falso in bilancio che, per le società quotate, abbatte le pene e dimezza la prescrizione; il condono fiscale, che sanava un bel po’ di frodi berlusconiane. Nel 2003 il condono fiscale per i coimputati; il lodo Maccanico- Schifani; lo scudo fiscale-bis. Nel 2005 la ex-Cirielli che tagliava ancora la prescrizione e salvava dall’arresto i condannati ultrasettantenni. Nel 2006 l’indulto del centrosinistra, che condonava 3 anni ai condannati passati e futuri (perciò, se questa sentenza diventerà definitiva prima della prescrizione nel luglio 2014, B. non andrà in galera, ma dovrà lasciare il Senato). Nel 2008-2010 il “lodo” Alfano, il legittimo impedimento (due leggi scritte dall’attuale vicepremier e ministro dell’Interno, poi dichiarate incostituzionali) e lo scudo fiscale-tris. Ora, per pacificarci definitivamente col delinquente evasore, manca soltanto l’ultimo passaggio: che l’amico Napolitano lo nomini senatore a vita. S’è liberato il posto di Andreotti, lo impone l’ordine alfabetico.

Da Il Fatto Quotidiano del 09/05/2013.

Read Full Post »

Berlusconi evoca un «accordo di ferro» con il leader democratico.

ROMA — «Direi che è fatta con Bersani», annunciava nel tardo pomeriggio di ieri Berlusconi, che proclamava «la fine della fase tattica» e parlava di un «accordo di ferro» per il Colle con il segretario del Pd sul nome di Amato, ritenuto «l’unico spiraglio». Diceva la verità il Cavaliere o stava bluffando? Tutte e due le cose, l’uso del condizionale — quel «direi» — lo testimoniava. E non perché dovesse solo far finta di aver preso una decisione, ma perché la corsa per il Quirinale è sempre piena di insidie: in passato è bastato un niente per far saltare patti più saldi di quello che il leader del Pdl sostiene di aver stretto con il capo dei democrat. (altro…)

Read Full Post »

Dopo Ingroia in Guatemala, manderanno Scarpinato in Colombia?

“Beppe, sicuramente non leggerai queste righe, in ogni modo consiglio di riportare integralmente l’intervento del Magistrato SCARPINATO letto in occasione delle celebrazioni del ventennale della morte di Paolo Borsellino. Credo rispecchi il pensiero degli italiani onesti, che sono la stragrande maggioranza. E’ una lettera che dovrebbe essere pubblicata integralmente fino al giorno delle elezioni politiche del 2013. Si tratta di un documento/testamento di un altro grande Magistrato che ha avuto il coraggio di pronunciare parole dure nei confronti dei responsabili politici a tutti i livelli che “emanano puzzo del compromesso morale” i quali molto probabilmente faranno di tutto per farlo tacere.” Giovanni P., palermo.

Da beppegrillo.itdel 28/07/2012.

Read Full Post »

Oddio, c’è il processo alla trattativa e non so cosa mettermi: è l’atteggiamento dominante dei giornali alla notizia delle richieste di rinvio a giudizio per la trattativa Stato-mafia. Libero si affida alla sapiente penna del mèchato, che su carta è anche peggio che in tv. Parla di “trattativa fatta non si sa da chi e per ottenere cosa”: per rispondere potrebbe leggere le richieste della Procura, fitte di nomi e moventi, ma è troppa fatica. Meglio invocare “una commissione d’inchiesta per scoprire le responsabilità di chi i veri colpevoli non li ha scovati”. E lui sa già chi sono. Tenetevi forte: “una dozzina di pm e una trentina di giudici” siciliani che han “buttato 20 anni nel cesso”. Ecco: i depistaggi su via D’Amelio e trattativa non sono colpa dei poliziotti che costruirono il falso pentito Scarantino, ma dei magistrati. Fortuna che poi è arrivato Spatuzza con l’“autoaccusa riscontratissima” (da chi? dai pm colpevoli, naturalmente). Che però non è più riscontratissima quando parla di B. e Dell’Utri: lì Spatuzza è stato “ridicolizzato dai fratelli Graviano”, due boss stragisti che negano di essere mafiosi e persino che esista la mafia. (altro…)

Read Full Post »

Crescita o austerità? È ilgrande dibattito di questo periodo. La cosa sorprendente è che viene presentato come se fosse un menù dove i Paesi sono liberi di scegliere il piatto che più gli aggrada.A chi è che piace l’austerità? Pagare più tasse, avere servizi pubblici più scarsi e meno efficienti, perdere sussidi e ridurre le tutele sociali? Ai tedeschi, a   condizione che venga servita al tavolo dei loro vicini europei; e al sistema bancario internazionale, che vuole che quei fondi siano destinati a pagare i soldi che i Governi  gli devono. (altro…)

Read Full Post »

eccesatira.blogspot.it

Read Full Post »

Obiettivi, alleanze, primarie, leadership: il Partito democratico affronta l’Italia post-berlusconiana in una situazione di disagio. Da cui rischia di uscire dissociato. Un soggetto politico “impersonale” in un mondo di partiti personali e di Presidenti senza partito. Che ora è costretto a fare i conti con i nodi rinviati e risolti al suo interno.

IL PARTITO Democratico è attraversato da un disagio profondo. Difficile da dissimulare, ma anche da sopportare a lungo. Rischia di uscirne dissociato. Insieme a questo governo di “tregua nazionale”.
E al sistema politico di questa Repubblica, post-berlusconiana. Montiana. Sono quattro le questioni – meglio sarebbe dire “dilemmi” – che lacerano il Pd. Gli obiettivi, le alleanze, le primarie e la leadership. In questa sede mi limito a tematizzarle in modo schematico. (altro…)

Read Full Post »

Fa una certa impressione leggere questa formulazione al comma 9 del nuovo art.18 nella versione che ho potuto consultare: «Nell’ipotesi in cui annulla il licenziamento perché accerta l’inesistenza del giustificato motivo oggettivo addotto dal datore di lavoro, il giudice condanna il datore di lavoro al pagamento di una indennità risarcitoria». Il giustificato motivo oggettivo è definito dalla legge 604 del 1966 e consiste in «ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa». Si noti che la legge tedesca è più stringente e parla di «urgente necessità aziendale». La versione italiana è più lasca, tant’è che a suo tempo nelle ragioni oggettive fu incluso anche il caso della «eccessiva morbilità del lavoratore», cioè dell’eccessivo ricorso ad assenze per malattia, anche regolarmente giustificate. In ogni caso il nuovo art.18 prevederebbe che il giudice possa ordinare solo l’indennizzo quando il giustificato motivo è appunto «inesistente». (altro…)

Read Full Post »

Read Full Post »

Potrebbe tornare la politica, la vera politica, la politica dei cittadini e al servizio dei cittadini, la politica come passione civile. Quella politica che, non a caso, pigri giornalisti d’establishment continuano ad etichettare come“antipolitica”, solo perché è alternativa alla morta gora degli inciuci tra nomenklature di partito e all’attivismo delle relative cricche, pingui di malaffare.Il segnale che arriva da Genova è straordinario.L’indipendente Marco Doria, sostenuto da don Gallo, straccia – è il caso di dirlo – le due candidate del Pd, con una campagna di una povertà impressionante, meno di diecimila euro e nessuna organizzazione (solo l’appoggio di Sel), che mobilita però le energie migliori della società civile. Un “nobile” fuori dai giochi e un prete di strada che umiliano l’apparato di un partito che controlla comune e regione, le gerarchie burocratiche sono peggio che incredule: groggy come un pugile suonato.E i vertici nazionali senza parole, perché Genova indica con chiarezza l’unica strada per un partito che voglia davvero riformare un’Italia che collassa d’ingiustizie. Ieri erano pensosamente impegnati nell’attualissima disputa teologica sulla natura del PD, se socialdemocratica o post-Lingotto, riaperta da alcune righe di Eugenio Scalfari: a elucubrare sulla prova ontologica di Anselmo d’Aosta sarebbero meno lontani dalla realtà. È evidente infatti che una politica progressista può tornare a vincere, ed anzi ad esistere, solo a partire da candidati del tutto estranei agli apparati e ai loro riti. (altro…)

Read Full Post »

Se (come giustatnente sollecita il Capo dello Stato) verrà concessa la cittadinanza ai figli di migranti che nascono in Italia, e che sono italiani per logica, per crescita e per educazione, ma non per la legge, dice il Calderoli chela Lega“farà le barricate”. Credo che ci sia un errore, annoso, al quale rimediare. Un peccato di omissione del quale rischiamo, presto o tardi, di doverci vergognare non solo di fronte ai figli di migranti che nascono in Italia,ma anche di fronte ai nostri figli. L’errore è questo:che ogni volta che Calderoli o un altro gerarca verde ha aperto la bocca per minacciare barricate, o schioppettate. o forconate, e sempre per qualche causa ripugnante o qualche ragione tirchia,e sempre con quel ghigno gongolante e quei toni da taverna di chi si sente popolo in mezzo ai fighetti; (altro…)

Read Full Post »

Povero Monti. Non bastavano le consultazioni con 34 gruppi parlamentari affamati come branchi di lupi, le minacce del Cainano ferito e gli attacchi degli house organ berlusconiani. Ora deve pure fare i conti con la salivazione a mille della stampa “indipendente”, che da quando ha avuto l’incarico non fa che leccarlo dalla testa ai piedi. E, quando ha finito con lui, comincia a incensare la sobria Varese che gli diede i natali, la chioma sobria e argentata, la signora Elsa che rifugge sobriamente i riflettori, la chiesa dove assiste sobriamente alla messa, il portamento sobrio ed elegante, il sobrio ed essenziale eloquio, le battute sobriamente spiritose (“ha sense of humour e anche un pò di autoironia”, assicura Repubblica), il sobrio “lei” per tutti (ma “senza supponenza”, garantisce Repubblica) e il tu riservato alla sobria Bonino, che anni fa ebbe la fortuna di ballare con lui un valzer, ma – rivela lei stessa – “in maniera sobria”. (altro…)

Read Full Post »

Ma è davvero italiano? mi chiedeva con malizioso candore un collega straniero a proposito di Mario Draghi. E già: parrà impossibile a chi trova più comodo rappresentarci tutti come macchiette, ma anche Mario Draghi è italiano. L’altro. Quello che sa di cosa parla e che parla solo di ciò che sa. Quello che non cerca immediatamente di trasformarti in suo complice. E che sta sempre attento a non attirare l’attenzione, tanto che molti ne ignorano l’esistenza. Eppure c’è. Nelle imprese, nei mestieri, nelle università (straniere, di solito): dappertutto, tranne che in politica, perché i politici non lo metterebbero in lista e gli elettori emotivi non lo voterebbero mai. (altro…)

Read Full Post »

Read Full Post »

Read Full Post »

Older Posts »