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Posts Tagged ‘poltrone’

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Cottarelli voleva ridurle da 8mila a mille. Renzi twittava: “Sfoltire”. Invece le aziende pubbliche continuano a dare incarichi. Da Poste a Finmeccanica fino ad Atac ed Eur, ecco la carica dei nominati.

Disboscare, ridurre, razionalizzare. Erano le parole d’ordine del governo sulle società controllate dallo Stato e sulle partecipate locali. Ma mentre il commissario alla Spending scriveva i suoi piani la giostra degli incarichi continuava indisturbata. Sulle poltrone, a prescindere dalle competenze, si accomodano fedelissimi del giglio magico e trombati della vecchia guardia. Così le società pubbliche sono sopravvissute ancora.

Era l’occasione buona per disboscare la giungla delle società pubbliche. A dare il “la” è stato il premier Matteo Renzi, fresco di incarico, a suon di tweet. Quello datato 8 aprile 2014 faceva ben sperare: #municipalizzate “sfoltire e semplificare”. A distanza di molti mesi tocca però constatare che il nuovo corso della politica non ha interrotto le vecchia abitudine di utilizzare le partecipate come paracadute per fedelissimi e trombati da sistemare, a spese del contribuente, per 450 milioni di euro l’anno.  (altro…)

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Renzi

RENZI NEL CAOS TRA LEGGE ELETTORALE E CORSA AI MINISTERI. IL PARTITO ENTRA NEI SOCIALISTI EUROPEI.

Ribadendo l’indisponibilità a morire socialdemocratici, auguro a voi tutti di vivere intensamente da democratici”. Così Beppe Fioroni mette agli atti nella direzione del Pd (rigorosamente in streaming) il suo fermo dissenso all’entrata del partito nel Pse. Per un attimo sembra di assistere a una riunione dell’era pre-Renzi, con gli ex pezzi da novanta del partito, ormai rottamati, che si scontrano. Tanto è vero che a rispondere a Fioroni è Massimo D’Alema, che non intende perdere l’occasione di mettere la faccia (e il cappello) su quest’operazione. (altro…)

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BoldriniPOLTRONE IN PALIO.

Un governo di giovani, di donne, di tecnici. Ma non i tecnici a cui siamo stati abituati in questi anni. Moltissime novità. Con qualche sorpresa”. Un fedelissimo di Matteo Renzi descrive così l’esecutivo che verrà. L’incarico ancora non c’è, le dimissioni del premier in atto neanche, ma il segretario e i suoi già ragionano di uomini, di posti chiave, di nuova maggioranza. Si immagina il dream team, ma intanto si fanno e si rifanno i conti dei numeri al Senato. Notoriamente ristretti.  (altro…)

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Top manager

LA GUERRA DELLE POLTRONE Tra poche settimane il governo dovrà decidere se confermare i vertici delle più importanti società controllate dal Tesoro.

Più faccio crescere l’azienda, più guadagno. L’equazione del mercato dovrebbe essere sempre applicata alle buste paga dei manager. Soprattutto se di mezzo ci sono i soldi degli italiani. Ovvero se la società in questione ha lo Stato fra i suoi principali azionisti. Come nel caso di Finmeccanica, Eni, Enel e Terna che tra poche settimane, insieme a un’altra settantina di partecipate pubbliche (tra cui le Poste) dovranno rinnovare i loro consigli di amministrazione.   (altro…)

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Giannelli

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Enrico Letta che fa pagare i ministri «di tasca loro» per andare in Toscana a ‘fare spogliatoio’, nelle stesse ore in cui Capezzone, Formigoni e Cicchitto diventano presidenti di commissione.

Ripeto: stanno tentando una gigantesca operazione mediatica, cosmetica e gattopardesca, fornendo un’immagine di novità e di freschezza (le donne e i giovani nel governo, gli atti simbolici anti casta…) per far digerire la conservazione delle cricche e il peggio della Seconda repubblica al potere.

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli.

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Commissioni

Non si sa bene se ridere o piangere di fronte all’ultima infornata di poltronissime, quella dei presidenti delle commissioni. Non solo perché ci sono tutti i peggiori volti da talk show della Seconda Repubblica, ma soprattutto perché rappresentano una sorta di disvelamento del vero scopo di questo governo e di questa maggioranza, già peraltro abbastanza evidente nella scelta dei numeri due.

No, dico, ma li avete letti i nomi? Alla giustizia del Senato hanno messo Francesco Nitto Palma, ex Guardasigilli di Berlusconi, amico di Nicola Cosentino: all’epoca tentò fino all’ultimo di ricandidarlo per evitargli la galera, ora è incaricato di salvare la ghirba in qualsiasi modo al suo Capo. (altro…)

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