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Posts Tagged ‘Pomigliano’

MarchionneDOCUMENTO FIAT-SINDACATI: NON SARÀ ASSUNTO ALTRO PERSONALE A RISCHIARE LA MOBILITÀ NON SONO PIÙ SOLO I 19 ISCRITTI ALLA FIOM.

L’ammissione è di quelle che faranno gelare il sangue ai lavoratori di Pomigliano. La Fiat e le organizzazioni sindacali, firmatarie dell’accordo del luglio 2010, ieri hanno sancito nero su bianco, in un’intesa siglata presso la Regione Campania, che per 1400 di loro il rientro in Fabbrica Italia Pomigliano è “oggettivamente impossibile”. Avendo verificato, infatti, “un andamento della domanda di mercato decisamente ridotto rispetto alle previsioni” e una prospettiva di ripresa che “non è ipotizzabile prima del 2014”, la Fip, rappresentata dal direttore di Fabbrica ltalia Pomigliano, l’ing. Giuseppe Figliuolo e i rappresentanti di Fim-Cisl, Uilm, Fismic e Ugl, ha constatato “l’obiettiva impossibilità di ulteriori incrementi di organico in Fabbrica Italia”. (altro…)

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La Fiat potrebbe non uscire più dai tribunali. Dopo la vicenda dei 19 operai Fiom per cui il Tribunale di Roma ha ordinato l’assunzione a Pomigliano e dopo la minaccia di effettuare un numero analogo di licenziamenti, ora anche la Procura di Nola, come anticipato ieri da Repubblica , ha deciso di accendere i riflettori sulla procedura di mobilità annunciata dall’azienda, cioè sul licenziamento di 19 operai di Pomigliano. A quanto risulta al Fatto , però, la Procura campana non si starebbe muovendo attorno ai profili di anti-sindacabilità ma perseguirebbe dei reati penali legati alla discriminazione e alla rappresaglia ravvisabili nel modo in cui la Fiat si è mossa a Pomigliano. Si potrebbe addirittura ipotizzare violenza privata o estorsione. La Procura ieri ha precisato di non aver aperto nessun fascicolo ma solo che starebbe “valutando la situazione”. Un’eventuale indagine andrebbe così ad aggiungersi alle tante cause che ormai impensieriscono Marchionne tanto che nel bilancio Fiat la sezione processi è indicata alla voce “costi inattesi”. (altro…)

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RESPINTA LA RICHIESTA DELLA FIAT DI SOSPENDERE LA SENTENZA CHE CERTIFICA LA DISCRIMINAZIONE DEGLI ISCRITTI AL SINDACATO.

Le disavventure giudiziarie della Fiat continuano. Ieri la Corte d’appello di Roma ha dichiarato inammissibile il ricorso della Fiat che chiedeva la sospensione della sentenza sulla riassunzione di 145 operai Fiom nel sito di Pomigliano per riparare alla discriminazione che ha escluso dalla fabbrica gli iscritti al sindacato di Maurizio Landini. SI TRATTA di una “decisione semplicemente tecnica” ha subito precisato l’azienda, paradossalmente dovuta alla magnanimità della Fiom. Non avendo, il sindacato di Landini, prodotto atti concreti per assicurarsi l’esecutività della sentenza, la Corte ha ritenuto che non ci fossero gli estremi per concedere la sospensione della stessa alla Fiat. Che continua ad attendere il responso della sentenza di appello in programma per il 9 ottobre prossimo. (altro…)

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QUESTA voltala Fiatha perso seccamente. Aveva quattro fattori contro: troppi anche per la sua potenza legale ed economica. C’erano le ragioni della Fiom: come si fa a escludere da una fabbrica meccanica il sindacato più rappresentativo del settore, come si può pensare di impedirgli di nominare i propri rappresentanti? C’era una direttiva della Commissione europea, che non ammette discriminazioni di sorta nell’assunzione di lavoratori. Si è aggiunto un professore di statistica inglese, che ha ridicolizzato le affermazioni dei capi di Pomigliano secondo le quali non c’era stata nessuna discriminazione: era un puro caso se su oltre duemila assunti nella nuova società nata nella vecchia sede nemmeno uno risultava iscritto alla Fiom. Infine c’è stato un Tribunale che sembra non abbia guardato in faccia nessuno: ha trovato una direttiva europea favorevole ai lavora-tori Fiom e su di essa ha fatto leva per emettere la sua sentenza. (altro…)

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Ai meno giovani la vicenda di Pomigliano (con la Fiatcostretta da una sentenza a non discriminare gli iscritti alla Fiom, il sindacato più combattivo) ricorda tempi duri e remoti. Quando in fabbrica gli operai comunisti erano destinati a una sorta di confino produttivo, e presentarsi al lavoro con l’Unità in tasca rendeva la vita davvero difficile. Ma era decisamente un’altra epoca:c’era l’Unione Sovietica, il Pci, Valletta,la Celere di Scelba, l’Italia era territorio di confine tra due imperi contrapposti, le tensioni politiche e sindacali erano il prodotto di un braccio di ferro ideologico, storico e geografico che a entrambe le parti pareva ferale. Non si capisce, nel 2012, come abbia fattola Fiat di Marchionne, che ha già problemi non da poco da affrontare, a ficcarsi nello sgradevole budello dal quale ora deve sortire (malamente) su ordine della magistratura. (altro…)

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IL LINGOTTO NELL’ERA MONTI .Marchionne realizza la sua «rivoluzione» e con una lettera disdice gli accordi vigenti.

Dopo l’uscita dalla Confindustria, l’ultima doccia fredda sulla Fiom: dal 2012 tutto il gruppo passerà al «modello Pomigliano». Pause ridotte e più straordinari, la Cgil non avrà Rsu. Il sindacato di Camusso si appella al nuovo premier Maurizio Landini «Metteremo in campo qualsiasi azione. Il governo deve cancellare l’articolo 8» La Cgil a Palazzo Chigi: «Il nuovo governo chieda conto a Fiat del piano industriale e la faccia desistere dalla disdetta» Il momento è arrivato: Sergio Marchionne entra pienamente nel «dopo Cristo» più volte annunciato, e forse cogliendo anche al volo la novità di un governo Monti appena insediato, sferra l’attacco finale al suo nemico numero uno, la Fiom. L’amministratore delegato della Fiat – e ormai pluridecorato manager globale grazie alla presidenza della Chrysler – ha deciso di disdire, a partire dal primo gennaio 2012, tutti i contratti attualmente vigenti nel gruppo. Per poter ripartire da zero, applicando presumibilmente a tutti il «modello Pomigliano», e mettendo così definitivamente fuori dalla rappresentanza riconosciuta (ma non certo dalle fabbriche) la Fiom.  (altro…)

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