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Posts Tagged ‘potere’

Adriano Celentano

DALL’IMPUNITÀ AI BESTIONI CHE SFREGIANO VENEZIA: “FINCHÉ L’UNICO SCOPO SARÀ LA SCALATA AL POTERE, NON CI SARÀ TREGUA PER LA CRISI”.

Il Papa ha chiesto ai vescovi di perdonarlo “se i giovani fanno casino”. Una parola che in bocca al Pontefice assume un significato totalmente diverso dai casini scoppiati in queste ore e dalla rabbia che tal volta essa esprime, specie in certe manifestazioni dove il più delle volte è la violenza ad avere il sopravvento. Ma il casino del Papa no. Il suo è un casino “innovativo”, un casino d’AMORE dove la violenza muore ancora prima di nascere, un casino di GIOIA “infinita” che Pa’ Francesco non riesce a trattenere quando si rivolge ai giovani, ed è per questo che, prima ancora che sui computer, li incita a connettersi sulle tracce di GESÙ. L’unico sentiero dove non esistono cali di “corrente” e i suoni della salvezza ETERNA sono REALI e non mentono. Per cui, ragazzi, avremo di che divertirci!!! Se sapremo meritarcelo. Certo i casini, quelli veri, oscuri e SPORCHI sono tanti. Lo si avverte dal grado di confusione che il nostro paese sta attraversando. (altro…)

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Enrico Letta che fa pagare i ministri «di tasca loro» per andare in Toscana a ‘fare spogliatoio’, nelle stesse ore in cui Capezzone, Formigoni e Cicchitto diventano presidenti di commissione.

Ripeto: stanno tentando una gigantesca operazione mediatica, cosmetica e gattopardesca, fornendo un’immagine di novità e di freschezza (le donne e i giovani nel governo, gli atti simbolici anti casta…) per far digerire la conservazione delle cricche e il peggio della Seconda repubblica al potere.

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli.

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Pesi e misureDiscorso storico del cardinale di Milano su un evento che sconvolge il mondo. Il Prelato annuncia che lo Stato minaccia Dio. Quale Stato? Ma qualunque Stato laico, inclusi gli Stati Uniti di Obama. Non una parola sugli Stati in cui vige la Sharia, ovvero una religione, quella islamica, come legge civile e penale. Non una parola sulla bambina Malala, che è stata quasi uccisa in Pakistan (Paese che ha molti problemi ma che trabocca di Dio, nel senso di Scola) per avere sostenuto il diritto delle bambine ad andare a scuola, diritto negato – secondo gli Scola locali – dal Dio di quel Paese. Noto che il cardinale di Milano dichiara subito che “la laicità dello Stato minaccia la libertà religiosa”. Usa la stessa parola (inspiegabile, dal punto di vista logico) che i cattolici estremisti usano per condannare le coppie di fatto, come se fossero un pericolo per le altre famiglie. (altro…)

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Il Parlamento con l´esecutivo non dovrebbe fare né da predellino né da copertura.

Dalla giustizia alla costituzione: tutto deve essere a disposizione di chi vuole avere potere supremo. Le regole del gioco le fa il giocatore forte altrimenti la sua forza non può vincere. La legge della natura delle cose contro le norme della giustizia: la forza del più forte contro quella della legge. Una storia che si ripete da secoli ma che ogni volta che riappare sembra nuova, inedita e diversa. Le recentissime esternazioni del presidente del Consiglio sono un florilegio da manuale sul rischioso cammino nel quale una democrazia si immette quando consente a un cittadino che ha acquistato già troppo potere economico e mediatico di coprire incarichi di governo. Il rischio si sta dimostrando fatale, soprattutto perché viviamo nell´era della audience leadership, dove la propaganda viaggia non più attraverso partiti strutturati ma invece il fluido mondo delle immagini e delle opinioni dette e non falsificabili. (altro…)

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Due grandi rappresentazioni di un futuro scenario distopico furono “1984” di George Orwell e “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley. Il dibattito, tra coloro che supponevano si stesse andando incontro al totalitarismo corporativo, si incentrava su chi dei due avesse ragione. Saremmo stati, come scriveva Orwell, dominati da repressivi apparati di stato per la sorveglianza e la sicurezza che ricorrevano a forme di controllo dure e violente? Oppure, come immaginava Huxley, ipnotizzati da divertimenti e spettacoli, ammaliati dalla tecnologia e sedotti da consumi sregolati per raggiungere la nostra stessa oppressione? Alla fine sia Orwell, sia Huxley avevano ragione. Huxley aveva previsto il primo stadio della nostra riduzione in schiavitù, Orwell il secondo.

Siamo stati gradualmente espropriati dei nostri diritti da uno stato corporativo che, come previsto da Huxley, ci ha sedotti e manipolati attraverso gratificazione dei sensi, prodotti di massa a buon prezzo, credito sconfinato, teatro della politica e divertimento. Mentre ci distraevamo con intrattenimenti, le regole che prima tenevano sotto controllo il potere predatorio delle corporazioni sono state annientate, le leggi che prima ci tutelavano sono state riscritte e ci siamo ritrovati impoveriti.

Ora che il credito si sta prosciugando, i buoni posti di lavoro per la classe operaia sono finiti per sempre e non ci possiamo più permettere i prodotti di massa, ci ritroviamo trasportati da “Il mondo nuovo” a “1984”. Lo stato, menomato da forti deficit, da una guerra senza fine e dagli atti illeciti delle corporazioni, sta scivolando verso la bancarotta. E’ tempo che il Grande Fratello sorpassi l’universo di Huxley. Stiamo passando da una società in cui veniamo astutamente manipolati da legami ed illusioni ad una in cui siamo apertamente controllati.

Orwell ci metteva in guardia rispetto ad un mondo in cui i libri vengono banditi, mentre Huxley uno in cui nessuno legge libri. Orwell descriveva uno stato di guerra e paura permanenti, Huxley una cultura deviata dal piacere insulso. Orwell dipingeva uno stato in cui conversazioni e pensieri vengono monitorati e il dissenso viene brutalmente punito; Huxley uno stato in cui la popolazione concentrata su banalità e gossip, non si preoccupa più di informarsi e di conoscere la verità. (altro…)

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