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Posts Tagged ‘prandelli’

Alla vigilia della battaglia decisiva, (Giulio?) Cesare Prandelli monta a sorpresa sul cavallo bianco della retorica nazionalista. «L’Uruguay ha un senso patriottico che noi non abbiamo». Hanno anche tante altre cose che noi non abbiamo, per esempio Suarez e Cavani. Ma non è il caso di stare a sottilizzare. Il momento è grave ed è probabile che l’appello del duce calcistico ai suoi manipoli («Giochiamo per la Patria!») abbia scosso nel profondo quei militi ignoti di Balotelli e Cassano, sempre che siano riusciti ad ascoltarlo abbassando per un attimo il volume delle cuffie.   (altro…)

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La bananaLe facce un po’ così di Prandelli e Renzi.

 La foto di Prandelli e Renzi, oltremodo ilari mentre brandiscono una banana, è uno degli scatti più diversamente affascinanti nella storia recente del genere umano. È una foto che trasuda mestizia estetica: Renzi sfoggia con allegrezza giuliva una vigorosa crescita dell’adipe e Prandelli, che comprensibilmente si vergogna come un cane, esibisce un sorriso forzato tipo Manuela Arcuri nell’indimenticabile spot per il libro del Mahatma Marra. È però anche una mestizia contenutistica. Come ha riassunto Il Foglio, il gesto di Dani Alves rischia di essere rovinato “dal circuito del politicamente corretto che pensa di salvarsi la faccia con qualche selfie”. (altro…)

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Il calcio italiano non merita un “premier” come Cesare Prandelli. Che di fronte all’insopportabile e onnipresente cicaleccio sul “biscotto” (per i non addetti: pareggio concordato) tra spagnoli e croati, semplicemente rifiuta di considerare l’ipotesi, parendogli che il pensare male faccia male, e basta. Una sorta di onestà obbligatoria, sicuramente a rischio di ingenuità, ma esemplare in un uomo di sport. Prandelli non può dirlo, ma certamente pensa che il nostro calcio, in questo momento, è l’ultimo al mondo che può permettersi il lusso di fare la morale agli altri. È il calcio più inquisito del mondo, segnato da scandali infiniti nel senso che sono tanti ma anche nel senso che non finiscono mai. È un calcio che non sopporta neanche le proprie regole (vedi l’assurda polemica sulla “terza stella” della Juve). (altro…)

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Il santo furbacchione è un classico tipo italiano. In politica annuncia nobili dimissioni allo scopo di farsele respingere. In amore minaccia romantiche rotture per vedersi riconfermare il proprio fascino. E sul lavoro, indossato uno sguardo umile e offeso, si dichiarerà disposto a fare ciò che non vuole nella certezza che lo scongiureranno di non farlo, così da continuare a fare quello che vuole. Con quella faccia un po’ così, a strapiombo sulle lacrime, temo che il commissario tecnico Prandelli appartenga alla categoria. (altro…)

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