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Posts Tagged ‘precari’

lavoro-precario

Il Dis-Coll era stato introdotto nel 2015 per Co.co.co e contratti a progetto, e riproposto nel 2016. In assenza di nuova proroga, l’Istituto annuncia la fine delle erogazioni per i “licenziati” quest’anno. Il ministero del Lavoro: “Garantire la continuità in attesa di nuova norma”.

Era stata istituita dal governo Renzi con il Jobs act in via sperimentale in caso di disoccupazione. Avviata nel 2015, era stata prorogata per il 2016. Ma non per il 2017: per i collaboratori non sarà più possibile ricevere l’indennità di disoccupazione Dis-Coll istituita nel 2015 a fronte delle cessazioni involontarie di contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Pertanto, in assenza di previsione normativa, spiega l’Inps, “non sarà possibile procedere alla presentazione delle domande di indennità Dis-Coll per le cessazioni involontarie dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, verificatesi dal 1°gennaio 2017″. (altro…)

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ScuolaInsufficienti gli insegnanti di sostegno e di matematica, soprattutto alle medie. Nessun posto per le materne Il ministero: “Il prossimo concorso si allargherà a 80mila candidati”. Le graduatorie dei precari restano aperte.

ROMA . Dopo cinque giorni, ferie comprese, il ministero dell’Istruzione ha completato la prima analisi delle 71.643 richieste di assunzione inviate dai docenti precari. E ha scoperto che mancano profili professionali per riempire diverse classi di concorso, che poi sono le materie da insegnare. In particolare mancano insegnanti di sostegno e prof di matematica. Il primo controllo restituisce, quindi, un risultato inaspettato: le assunzioni non saranno 102.734, come scritto sulla legge 107, ovvero la “Buona scuola”, ma 15-20 mila in meno.

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RENZI-SCUOLACol consueto disprezzo per la democrazia, Matteo Renzi impone la fiducia anche sulla scuola. Così potrà incolpare della mancata assunzione dei 100mila precari chi dirà no alla controriforma. “L’ennesimo ricatto”, riassume oggi Il Fatto. Se lo avesse fatto Berlusconi i Nanni Moretti sarebbero scesi in piazza, ma se lo fa Renzi (cioè il Pd) va tutto bene. La solita storia: complimenti, “intellettuali” di sinistra. Ma c’è di più. Renzi è costretto a sperare in ogni modo che il governo duri perché, se si va al voto, non è più sicuro di vincere. In neanche un anno è cambiato tutto: non può più alzare la voce. Non lo dicono solo i risultati (per lui ridicoli) di Regionali e ballottaggi. Lo rivelano anche i sondaggi. Oggi Repubblica, tramite il puntuale Ilvo Diamanti, racconta uno scenario assai inedito. Renzi è crollato al 32%, facendo perdere al Pd 9 punti in un anno. Il M5S è salito al 26% (suo record, persino superiore alle Politiche 2013) e Salvini più Berlusconi arrivano al 28%. Le sue “riforme cosmetiche” piacciono giusto a Farinetti e Baricco. (altro…)

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SondaggioOggi l’ultima spiaggia al Senato. Il presidente di commissione: se ritirano gli emendamenti si va avanti Il premier: “All’inizio di luglio una grande consultazione”. La legge ripartirà a settembre, ma sarà modificata.

ROMA . Cita Lula, il presidente del Consiglio Matteo Renzi: «Farò una grande, sola e ultima giornata di ascolto, ma poi deciderò, come mi ha detto l’ex presidente del Brasile». A “Porta a porta” il premier nasconde l’immagine della sconfitta, ma il rinvio della sua Buona scuola, una creatura personale, annunciata il primo giorno di insediamento del governo — il 22 febbraio 2014 — somiglia a una resa. Da due settimane pensava al ritiro delle 101.701 assunzioni, l’ha maturato negli ultimi due giorni. In commissione
Istruzione al Senato non c’erano i numeri per far passare i provvedimenti più sensibili: 14 teste per l’opposizione e 12 per la maggioranza. Perché i due Pd di scuola comunista — Walter Tocci e Corradino Mineo — non si erano fatti ammorbidire dai tentativi di mediazione di Francesca Puglisi, e anche il senatore a vita Carlo Rubbia, pur assente in questi giorni, era fortemente critico.

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PrecariNel 2014 coinvolto oltre un milione di persone e nel 2015 è già boom Lombardia e Emilia-Romagna in testa. In Veneto +63% in quattro mesi.

ROMA – La «nuova frontiera del precariato», come l’ha definita ieri il presidente dell’Inps Tito Boeri, lievita ormai di due terzi all’anno. E nel 2014 ha toccato la cifra record di oltre un milione di lavoratori, età media 36 anni, donne per la prima volta sopra il 50%, meno di 500 euro netti all’anno a testa, 700 milioni il costo lordo totale. Una frontiera chiamata voucher, l’assegno orario da 10 euro lordi, 7 e mezzo netti (tolti i contributi Inps e Inail e il prezzo del servizio) che si compra sempre più dal tabaccaio, oltre che alla posta, in banca, all’Inps, online. Grazie anche alla riforma Fornero del 2012, il ticket un tempo usato per pagare i vendemmiatori, ora dilaga in tutti i settori. E galoppa nei servizi, turismo e commercio su tutti, sempre più propensi a usarli come sostituti esentasse (zero Irpef e Irap) dei contratti intermittenti e parasubordinati. Non di rado coprendo abusi e mansioni tutto fuorché accessorie e occasionali, come la legge vorrebbe. E dunque nuovo bacino di stagnazione della precarietà.

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NatangeloI numeri sull’occupazione vanno in direzione ostinata contraria alla propaganda governativa. Pare che la gente si ostina a non voler avere un lavoro: a marzo 138000 disoccupati in più e 70 000 occupati in meno rispetto all’anno scorso …
Più 92 mila posti a marzo 2015, disse il ministero del lavoro poche settimane fa. Poi la precisazione: i veri nuovi posti sarebbero solo 19mila, frutto degli incentivi alle assunzioni e non della riforma del lavoro. Che comunque, piaccia o non piaccia, non sta dando effetti. Forse perché è presto per valutare. O forse perché è la soluzione che è sbagliata. Come il famoso contratto a tutele crescenti dove uno può essere licenziato per ogni pretesto, senza giusta causa che tenga.

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Disoccupazione

Sono appena usciti i dati ISTAT: il tasso di disoccupazione torna a salire e si attesta al 13%, il livello più alto da novembre dello scorso anno. Anche la disoccupazione giovanile cresce di 0,3 punti percentuali da febbraio al 43%. Il JobsAct fa aumentare la disoccupazione.
Se al tempo del Duce i treni arrivavano sempre puntuali, con questo governo avviene con la crescita della disoccupazione, Sempre puntuale!

“Ha eroso e corroso. Sottratto e impoverito. Tra il 2007 e il 2014, la crisi economica ha sbranato il potere d’acquisto dei lavoratori e creato una enorme disoccupazione. Per raccontarne gli effetti attraverso i numeri, basti dire che negli anni del “collasso” la disoccupazione in Italia è aumentata del 108,2 per cento, più del doppio rispetto alla media UE. (altro…)

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LavoroLa riforma.
L’indennità per i cocopro che perdono il lavoro doveva essere operativa già a gennaio: non ci sono neppure i moduli della Dis-coll. Beffa per i lavoratori discontinui: la Naspi è dimezzata, e scoppia la protesta.

ROMA – I due buchi neri nel Jobs Act si chiamano Dis-coll e Naspi. Sono i nuovi ammortizzatori sociali e rischiano di travolgere i lavoratori più deboli: i precari. Il primo doveva essere operativo sin da gennaio, in via sperimentale per quest’anno, destinato a cococo e cocopro che perdono il posto (un quarto dei 300 mila con i requisiti di legge, calcola il governo). Ma ad oggi nessuno l’ha visto, non esistono neanche i moduli. La Naspi invece contiene una beffa clamorosa, sin qui sfuggita alle analisi: varrà la metà di Aspi e mini-Aspi (a cui subentrerà dal primo maggio) per i lavoratori discontinui. Se ne sono accorti per primi gli stagionali, ora furiosi con il governo, circa 355 mila in tutta Italia (dato Inps 2013). Ma la norma impatterà su tutti i saltuari. Compresi insegnanti e vigili del fuoco precari, che da qualche giorno hanno chiesto di potersi aggregare al gruppo di protesta degli stagionali nato su facebook (oltre 9 mila iscritti) e alla petizione online su change.org (7.600 firme). (altro…)

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GianniniROMA – Graduatorie dei precari della scuola nel caos. E potrebbe anche saltare il mega piano da 100mila assunzioni voluto dal premier Renzi. Con una sentenza di tre giorni fa, i giudici del Consiglio di Stato hanno stabilito che l’esclusione dall’ultimo aggiornamento delle liste provinciali ad esaurimento dei diplomati magistrali, con titolo conseguito prima del 2001/2002, è illegittimo. E, secondo i sindacati della scuola, il ministero dell’Istruzione dovrà riaprire le liste dei supplenti per consentire ai 55mila possessori del diploma magistrale di inserirsi nelle graduatorie da cui verranno reclutati i 100.701 nuovi insegnanti che realizzeranno la Buona scuola renziana.

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ElusioneSENZA DIRITTI.Vale 70 miliardi l’anno, per i sindacati è la nuova frontiera dello sfruttamento. La riforma di Renzi estende ancora la possibilità di usarli.

Riviera romagnola, estate 2014. Un bagnino di 19 anni racconta al Fatto che, per assistere i bagnanti dalle 8 del mattino alle 8 di sera, sarà pagato con i voucher lavoro. “Faccio orario completo per tre mesi e il datore di lavoro mi paga a fine stagione – racconta –. Mi dà 2 mila euro tutti in voucher. Poi mi richiama l’anno dopo”. Il ragazzo, per riscuoterli, dice che dovrà andare in almeno dieci diverse tabaccherie. O dividersi tra posta, banca e tabaccai. “Altrimenti si insospettiscono – dice –. Non che cambi nulla. Lo sanno tutti come funziona il sistema dei voucher. O mi accontento di questo metodo oppure il capo chiama un altro. Lavorare qui è sempre meglio che stare a casa senza fare niente”. (altro…)

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Precari

Tagliati fuori dal ddl 70mila supplenti che stanno lavorando quest’anno. I sindacati: quelli che restano a casa saranno il triplo degli assunti. Docenti pronti a ricorsi e sciopero della fame: “Il nostro futuro è svanito nel nulla”.

ROMA – Quando il premier, la sera a Palazzo Chigi, ha detto: «Io sono un leader e un leader fa delle scelte», Claudia Pinna, 41 anni, ricercatrice microbiologa di Sassari, ha smesso di respirare. Alcuni secondi. «Ho scoperto che gli idonei non erano più previsti nelle assunzioni degli insegnanti e tutto è diventato una nuvola. I programmi per il futuro, il mutuo per accedere alla casa, l’idea di un altro figlio». Nel vortice delle anticipazioni si era già detto: Renzi vuole distinguere tra vincitori residui del concorso 2012 (1.700) e idonei (8.300). Poi è arrivata la conferma, a Palazzo Chigi: la stabilizzazione dei centomila precari non prevedeva gli idonei. «Chi è fuori è fuori, ciao ciao». Ha detto così il premier, mentre argomentava.

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manifestazione studenti milano - precari

RESTANO GLI SCATTI DI ANZIANITÀ, ARRIVANO 200 MILIONI AGGIUNTIVI AL “MERITO” E PURE 41 EURO AL MESE PER SPESE CULTURALI. LE ASSUNZIONI, INVECE, CALANO.

Alla fine quel che conta è che ci sia l’effetto annuncio, qualcosa da comunicare. E pure stavolta c’è: 500 euro al mese a tutti gli insegnanti in “spese culturali” che consentano la loro formazione. Libri, musica, teatro, cinema. Tutto pur di nutrire lo spirito degli uomini che hanno “la responsabilità dell’educazione dei nostri figli”. E non solo: anche un deciso cambio di segno nelle alleanze con cui Matteo Renzi cerca di costruire la sua riforma della scuola.   All’inizio il premier puntò tutto sui precari contro il conservatorismo dei garantiti: 150mila assunti tra quelli delle graduatorie a esaurimento e gli idonei del concorso 2012; chi è già in cattedra, invece, dovrà accettare di avere aumenti quasi solo grazie al “merito”, che poi sarebbe la valutazione del preside (“leader educativo” nella neolingua renziana).   (altro…)

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Ellekappa scuola

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Scuola_Precari_MagliettaLa storia del merito se la devono mangiare. Merito, merito, merito. Lo sentiamo ripetere tutti i giorni, da persone che hanno meno titoli di noi”. La voce di Danilo Corradi, insegnante precario di 37 anni, vibra di frustrazione. “Matteo Renzi ha una formazione inferiore alla mia. Quando parla di scuola, parla di qualcosa che non conosce. Mi piacerebbe discuterne con lui: lo sfido a duello. Siamo ancora in attesa che il meritevole presidente del Consiglio azzecchi il decreto a cui sta lavorando da mesi”. Danilo è uno dell’esercito dei 150 mila. Per la precisione, 148 mila e 100: sono i docenti della “buona scuola”, quelli che a settembre avrebbero dovuto festeggiare l’assunzione dopo anni in bilico, a contare le ore di supplenze e i punti in graduatoria. Uno dei primissimi annunci di Matteo Renzi. (altro…)

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Renzi - Squinzi

L’ADDIO AI “CO.CO.PRO” RISCHIA DI RIVELARSI SOLO UNA BUFALA: MOLTE DEROGHE, NESSUN OBBLIGO DI STABILIZZARE I CONTRATTI E UN BEL PROBLEMA DI COSTI.

L’ottimismo di Matteo Renzi è quello di un illusionista. Il “giorno atteso da un’intera generazione”, modo con cui il premier ha salutato il varo del Jobs Act, potrebbe essere solo un giorno come tanti vista la scarsa efficacia delle norme approvate venerdì scorso dal Consiglio dei ministri. La “rottamazione” dei Cocopro, la sintesi mediatica del provvedimento, potrebbe essere una parola vuota con scarsi se non nulli effetti sulla precarietà del lavoro. E anche la stima di “200 mila lavoratori che passeranno da contratti precari alla stabilità” rischia di trasformarsi in un mito. Se non in una bufala.  (altro…)

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Vauro

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Jobs act

NIENTE REINTEGRO IN CASO DI RIDUZIONE DI PERSONALE, ANCHE SE IL PARLAMENTO LO AVEVA ESCLUSO. VIA LIBERA PURE AI DEMANSIONAMENTI. VINCE CONFINDUSTRIA.

Per festeggiare il primo compleanno del suo governo, Matteo Renzi ha smantellato lo Statuto dei lavoratori. Il Consiglio dei ministri, infatti, ha approvato, dopo il passaggio nelle commissioni parlamentari, i due decreti delegati che costituiscono il cuore del Jobs Act, regolando il contratto a tutele crescenti e la nuova Aspi. Varato anche un terzo decreto sul riordino dei contratti precari. “Oggi è il giorno atteso da anni” è stato il tweet con cui Renzi ha annunciato la giornata. Poi, in conferenza stampa, ha dato fiato alle trombe della retorica: “È il giorno atteso da un’intera generazione, quello in cui si smette di far la guerra ai precari e la si fa alla precarietà. Ora parole come mutuo, ferie, diritti entrano nel vocabolario di una generazione”. Infine un tocco alla George W. Bush: “Nessuno sarà lasciato indietro”. “L’unico risultato è la liberalizzazione dei licenziamenti”, scolpisce invece Susanna Camusso della Cgil.   Vince Squinzi: addio art. 18, sì ai demansionamenti.

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La protestaMinoranza Pd sul piede di guerra. Fassina: “Le Camere hanno le mani legate, torniamo a parlare con chi sta fuori dai palazzi” Damiano: “I licenziamenti collettivi non erano previsti, servono modifiche”. Gotor: “Vedo una lesione costituzionale”.
ROMA – Un referendum per abrogare il Jobs Act. «È un’ipotesi da valutare con grande attenzione », ammette Stefano Fassina, minoranza pd. D’altro canto, con una partita parlamentare praticamente chiusa «mani legate» le definisce l’ex viceministro dell’Economia forse è opportuno «tornare a parlare con chi sta fuori dai palazzi, a tutti, anche quelli non toccati dalla legge, come fu per la consultazione sull’acqua». E magari spiegare che cos’è il Jobs Act. Ci crede Fassina. Anche perché come ammette Miguel Gotor, senatore bersaniano, «la battaglia politica non può avere più una ricaduta parlamentare ». La delega sul lavoro – il Jobs Act – è ormai legge, la 183 del 2014. Il governo ha approvato i primi due decreti delegati. Alle Commissioni di Camera e Senato spetta un parere, ma solo consultivo.

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RenziIL GOVERNO Più facile licenziare, meno ammortizzatori sociali. Via ai primi due decreti: chi perde il posto senza giusta causa avrà molte più difficoltà per ottenere il reintegro. Potrà sperare al massimo in un risarcimento pari a 24 mensilità.

ARTICOLO 18 E JOBS ACT RIVOLUZIONE A METÀ: MENO DIRITTI PER TUTTI. IL RITORNO IN AZIENDA RESTA PER POCHI CASI: AGLI ALTRI LICENZIATI INGIUSTAMENTE SOLO UN RISARCIMENTO MASSIMO DI 24 MENSILITÀ. E I SOLDI PER I SUSSIDI NON AUMENTANO.

A due giorni dal Consiglio dei ministri della vigilia di Natale arrivano le prime reazioni ai due decreti legislativi con cui il governo attua la legge delega sul Jobs Act. Secondo la Cgil le misure presentate dal premier Matteo Renzi danno “il via libera alle imprese a licenziare in maniera discrezionale lavoratori singoli e gruppi di lavoratori”. I decreti sono due: uno riforma l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e tutta la disciplina sul contenzioso tra impresa e lavoratore licenziato. (altro…)

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ExpoLE BUONE PRATICHE.

Sulle reti Rai sono finalmente partiti gli spot di presentazione di EXPO, l’esposizione universale che si terrà a Milano dal 1° maggio al 31 ottobre 2015.   Tema centrale: il cibo. Lo slogan: nutrire il pianeta, energia per la vita.   Le immagini, i suoni, le suggestioni proposte ai telespettatori in pochi secondi sono coinvolgenti. Un ottimo messaggio, degno di una brillante forza politica ecologista. In pochi frame si diffondono impulsi e stimoli sulla necessità di cambiare paradigma: tutelare le risorse naturali, preservarle per le prossime generazioni, garantire a ciascun abitante del pianeta il diritto al cibo pulito e a buon mercato. Questo è quello che milioni di telespettatori guarderanno dai tinelli in formica e dalle sale da pranzo in noce di tutto il Paese. Gli spot saranno sempre di più. (altro…)

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