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Posts Tagged ‘premio nobel’

Premio Nobel

Il matematico, premio Nobel, è morto nel New Jersey in un incidente stradale insieme alla moglie. Aveva 86 anni.

JOHN Nash e la moglie Alicia sono morti sabato sera in un incidente stradale nel New Jersey, sbalzati fuori da un taxi che si è schiantato contro un guard rail. Stavano tornando a casa da Oslo, dove il matematico aveva ricevuto la scorsa settimana il premio Abel dalle mani del re di Norvegia, e aveva incontrato il campione del mondo di scacchi, il norvegese Magnus Carlsen. Una morte straordinaria, analoga a quella della principessa Diana, per una coppia straordinaria, che era rimasta unita per più di mezzo secolo nella buona come nella cattiva sorte. Nash, una delle menti più brillanti del secolo, negli anni Cinquanta aveva avuto un inizio sfolgorante di carriera e ottenuto risultati memorabili in aree diversissime fra loro.

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Malala
SONO molto orgogliosa di essere la prima pasthun, la prima pachistana e la prima giovane a ricevere il Nobel per la pace. Sono onorata di condividere questo premio con Kailash Satyarti e felice di dimostrare al mondo che un indiano e una pachistana possono essere uniti nella pace e lavorare insieme per i diritti dei bambini.
Questo premio non è solo per me: è per tutti quei bambini dimenticati che desiderano un’istruzione. È per quei bambini spaventati che vogliono la pace. È per quei bambini senza voce che vogliono un cambiamento. Sono qui per far valere i loro diritti, far sentire la loro voce… Non è il momento di compatirli. È il momento di darsi da fare affinché questa sia l’ultima volta che vediamo negata l’istruzione a un bambino.

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La terra

Incontro con il premio Nobel per la pace impegnato nella difesa di chi non ha voce.

ADOLFO Perez-Esquivel, premio Nobel per la pace nel 1980 per aver denunciato gli orrori della dittatura militare argentina degli anni ‘70, si occupa da sempre della difesa dei diritti di chi non ha voce, dei non rappresentati, degli ultimi, e oggi con la sua associazione, Serpaj, promuove forme di ritorno alla terra come strumenti di prevenzione del disagio e promozione dei diritti nelle realtà più difficili dell’America
Latina. (altro…)

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Il bosono di Higgs

La rivincita di un genio normale “Così gli avevano bocciato le sue teorie rivoluzionarie”.

I FISICI teorici insigniti del Nobel sono esseri particolari.
Se li immaginate come menti geniali che vedono il mondo attraverso formule matematiche, che passano l’intera esistenza a dibattere con arroganza, beh, quasi sempre ci avete azzeccato.

TUTTAVIA, la storia di Peter Higgs è molto diversa.
All’inizio degli anni 60, i fisici cominciarono a capire che il concetto matematico di simmetria giocava un ruolo centrale nel mondo delle particelle. L’utilizzo pratico della simmetria nelle teorie fisiche era però inibito da un teorema, dimostrato nel 1962 da Goldstone, Salam e Weinberg. Questo teorema legava indissolubilmente alcune forme di simmetria con la presenza di speciali particelle a massa nulla. Il nodo della questione era che queste particelle non esistevano per niente in natura. (altro…)

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MontalciniLA FINE è importante in tutte le cose. A 103 anni Rita Levi-Montalcini ha completato la sua nel modo che posso immaginare avrebbe voluto: addormentandosi. L’aveva preparata da tempo dentro di sé, con la leggerezza che le persone speciali sanno usare nell’affrontare le cose gravi. Non si era stancata della vita, tutt’altro, aveva deciso di dimenticarsi di vivere per sfiorare la presunzione filosofica dell’immortalità. La vita per lei era qualcosa in cui si sta indefinitivamente anche quando finisce. È la ragione per la quale a più di dodici anni dalla scomparsa continuava a parlare e a scrivere alla sorella gemella Paola, la sua «Pa adorata». Di lei portava sempre sul polso destro un bracciale con incastonato nel centro il giglio di Firenze. «Il cuore di quella vagabonda continua a battere dentro di me», diceva. Consapevole che si vive per sempre, Rita Levi-Montalcini ha cercato di occupare un piccolo posto nel mondo. È stata una donna curiosa e schiva, tanto essenziale da apparire dura, affilata nell’animo come nelle risposte, quasi sempre caustiche, distanti. (altro…)

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Si può dire che il 2011 sia stato l´anno (anche) dei beni comuni. Espressione, questa, fino a poco tempo fa assente nella discussione pubblica, del tutto priva d´interesse per la politica, anche se il premio Nobel per l´economia era stato assegnato nel 2009 a Elinor Ostrom proprio per i suoi studi in questa materia. Poi, quasi all´improvviso, l´Italia ha cominciato ad essere percorsa da quella che Franco Cassano aveva chiamato la “ragionevole follia dei beni comuni”. E questo è avvenuto perché la forza delle cose ha imposto un mutamento dell´agenda politica con il referendum sull´acqua come “bene comune”. Da quel momento in poi è stato tutto un succedersi di iniziative concrete e di riflessioni teoriche, che hanno portato alla scoperta di un mondo nuovo e all´estensione di quel riferimento ai casi più disparati. Si parla di beni comuni per l´acqua e per la conoscenza, per la Rai e per il teatro Valle occupato, per l´impresa, e via elencando. Nelle pagine culturali di un quotidiano campeggiava qualche mese fa un titolo perentorio: “I poeti sono un bene comune”. (altro…)

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Il Premio Nobel per la pace si commuove davanti a migliaia di sostenitori in festa: «Lavoriamo insieme per i nostri obiettivi».

Aung San Suu Kyi è libera. La leader dell’opposizione birmana è stata rilasciata intorno alle 17.15 di oggi (le 11.45 in Italia) dopo sette anni consecutivi di arresti domiciliari, tenendo poi un brevissimo comizio di fronte ad alcune migliaia di sostenitori corsi a riabbracciarla all’esterno della sua villa-prigione di University Avenue, a Rangoon, in un’atmosfera di euforia collettiva. «Dobbiamo lavorare insieme, all’unisono, per raggiungere il nostro obiettivo» sono state le prime parole del 65enne premio Nobel per la Pace – visibilmente commossa per la felicità – a una folla sempre più rumorosa per l’eccitazione, tanto che per diversi minuti Suu Kyi non è riuscita a parlare. La donna ha poi invitato i suoi sostenitori a tornare ad ascoltarla alla sede del suo partito domani a mezzogiorno. «C’è un tempo per il silenzio e un tempo per parlare» ha detto prima di rientrare in casa, mentre all’esterno proseguivano ancora i cori in suo onore e la gente continuava ad affluire nell’area.

Dopo un’attesa durata oltre 24 ore, tanto che molti cominciavano a temere possibili complicazioni in merito alle condizioni del rilascio di una donna, nota per non accettare compromessi con il regime, alcuni funzionari sono entrati nella residenza per leggere al premio Nobel per la Pace l’ordine con cui la giunta militare ha disposto la liberazione, proprio nel giorno in cui scadeva l’ultima estensione di 18 mesi dei suoi arresti, per aver dato breve ospitalità nel maggio 2009 a un intruso americano. Suu Kyi, 65 anni, ha trascorso 15 degli ultimi 21 anni in detenzione.

ilmessaggero.

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Premio per la pace a Liu Xiaobo, che si trova in carcere. Polizia a casa sua, convocato l’ambasciatore norvegese.

Il premio Nobel per la pace va al dissidente cinese Liu Xiaobo. Confermate dunque le previsioni della vigilia, nonostante le pressioni di Pechino. Del resto, prima dell’annuncio ufficiale, lo stesso comitato norvegese aveva affermato che si sarebbe trattato di una «scelta da difendere». Secondo le motivazioni che hanno accompagnato la decisione, Liu rappresenta «il simbolo della campagna per il rispetto e l’applicazione dei diritti umani fondamentali» in Cina. Non si è fatta attendere la reazione di Pechino: la polizia si è subito recata nell’abitazione di Liu, per impedire alla moglie di rilasciare dichiarazioni alla stampa, e le trasmissioni della Bbc sull’annuncio del Nobel sono state interrotte. Poco dopo, è arrivato anche il commento ufficiale del governo, che parla di «oscenità». Secondo il ministero degli Esteri, Liu Xiaobo è «un criminale» che è stato condannato «dalla giustizia cinese». La decisione, prosegue la nota, è destinata a «nuocere alle relazioni tra la Cina e la Norvegia». Infatti l’ambasciatore norvegese a Pechino è stato convocato dal governo: «Hanno voluto esprimere ufficialmente la loro opinione, il loro disaccordo e la loro protesta» ha detto una portavoce del ministero degli Esteri norvegese, sottolineando che il governo norvegese non è responsabile per l’assegnazione del riconoscimento a Liu, stabilita da un comitato indipendente. Il presidente Usa Barack Obama, Nobel per la pace lo scorso anno, si è congratulato per la scelta di Liu Xiaobo e ha chiesto alle autorità cinesi la sua liberazione. (altro…)

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Premio Nobel.

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