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Posts Tagged ‘prescrizione’

CassonL’emendamento del relatore: scatterà quando si scopre il reato. Stop dopo il primo grado.

La maggioranza non ha ancora trovato la quadra sulla prescrizione, ma il senatore Felice Casson assieme al collega Giuseppe Cucca, relatori della riforma penale in commissione Giustizia, entrambi del Pd, ieri hanno depositato degli emendamenti che provocheranno una bagarre politica e magari serviranno a smascherare (se ce ne fosse bisogno) chi non vuole che la giustizia funzioni. Per tutti, la prescrizione si bloccherebbe dopo la sentenza di primo grado. I termini di prescrizione scatterebbero non più da quando è stato commesso il reato, ma da quando viene scoperto. (altro…)

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verdini-renziPolemica sulla presenza di Falanga alla riunione di maggioranza col ministro Orlando. Accordo per sbloccare il testo base, ma Alfano punta i piedi: “No a tempi del processo eterni, per noi vale il ddl varato dal governo”.

ROMA- Passo avanti sulla prescrizione, ma il braccio di ferro tra Pd e Ncd sui tempi più lunghi per i reati di corruzione resta. I fatti nuovi sono tre. Il primo: dopo un vertice di maggioranza – la new entry Ala di Verdini compresa – la commissione Giustizia del Senato sdogana il testo base, votano a favore Pd e Ncd, M5S si astiene, il verdiniano Falanga se ne va. Ma la sua partecipazione viene prima negata e poi scatena le polemiche di M5S e sinistra Pd.

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Prescrizione

Comanda Ncd. La trattativa nel governo va avanti, ma l’accordo ancora non c’è. Matteo vuole il compromesso, qualunque esso sia.

Se vi hanno dato dei numeri, giocateli al Lotto. I numeri non ci sono”. La battuta – riferita ai “nuovi” tempi della prescrizione – arriva ieri sera da una fonte renziana, parecchio impegnata nella pratica. Tra ieri e l’altroieri, il Senato è stato tutta una riunione. Obiettivo di Palazzo Chigi? Arrivare a un accordo sulla prescrizione nella maggioranza. Un compromesso al ribasso, rispetto al testo uscito dalla Camera. Per ottenere da una parte una legge da offrire all’opinione pubblica. (altro…)

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renziLe nuove norme finiranno nel dimenticatoio. Non ci sono i numeri: manca l’accordo con gli alleati di governo, Ala e Ncd.

La riforma della prescrizione si avvia a essere rimandata alla prossima legislatura, quella delle intercettazioni, invece va avanti. Il giorno dopo l’attacco a “25 anni di barbarie giustizialista” di Matteo Renzi nell’aula del Senato, che in un colpo solo ha preso le distanze da Mani Pulite e riabilitato Berlusconi, la direzione di marcia in materia di giustizia sembra chiara. Non ci sono prese di posizione ufficiali. Ma l’osservazione dei fatti: “Visto che abbiamo non vinto le elezioni del 2013, la prescrizione dovremmo farla con Ncd e Verdini. (altro…)

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DECEDUTI per prescrizione. Ben 132.296 processi nel 2014 negli uffici giudiziari italiani. Con un record nel record, visto che, rispetto al totale, 81.879 cadono prima ancora di arrivare al dibattimento.

ROMA – COME si dice tecnicamente, non superano la fase delle indagini preliminari. A leggerle in percentuale le cifre fanno colpo: nell’ultimo decennio sono finiti al macero il 9,2% dei processi.
Ecco gli ultimi dati sulla prescrizione, in possesso di Repubblica, elaborati negli uffici del ministero della Giustizia. Il dossier si apre con il classico prospetto sull’andamento degli ultimi dieci anni, dal 2005, quando a dicembre, dal governo Berlusconi, fu approvata la legge ex Cirielli sulla prescrizione breve, alla fine del 2014. Il dato complessivo, «il totale dell’ultimo decennio», parla di 1.468.220 prescrizioni. Si parte con le 189.588 del 2005, per calare progressivamente alle 113.671 del 2012. Ma dal 2013 il trend cresce, 123.249 nel 2013, e siamo alle 132.296 di due anni fa.

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Foto Piero Cruciatti / LaPresse 29-01-2016 Milano, Italia Politica Incontro organizzato da ‘Sinistra è Cambiamento’ con Maria Elena Boschi Nella foto: Andrea Orlando Photo Piero Cruciatti / LaPresse 29-01-2016 Milano, Italy Politics Incontro organizzato da ‘Sinistra è Cambiamento’ con Maria Elena Boschi In the Photo: Andrea Orlando

Il Guardasigilli a Palermo: “La politica ha mostrato forse troppa timidezza nell’intervenire e stabilire le regole che poi è chiamato ad applicarle”.

La giustizia penale, in Italia, “restituisce un quadro di sostanziale stabilità dei procedimenti pendenti. Ma il dato relativo alle prescrizioni, pur attestandosi sui livelli dello scorso anno, continua a destare preoccupazione”. Così il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, interviene  all’inaugurazione dell’anno giudiziario di Palermo. I dati infatti parlano del 49% dei procedimenti definiti a Venezia e del 30 a Roma che finiscono al macero mentre giace in Parlamento la legge sulla riforma che consentirebbe di non vanificare il lavoro dei magistrati e di riconoscere più giustizia ai cittadini. (altro…)

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In discussioneA VOLER essere ottimisti verrebbe da pensare che sono dei cretini. A voler essere pessimisti viene invece da dire che le scelte cervellotiche in materia di prescrizione dei reati contro la Pubblica amministrazione (prima aumentata e poi diminuita), che il Parlamento si accinge ad approvare dopo un accordo di massima tra Pd e Ncd, sono frutto di un conflitto d’interessi preciso: i troppi mascalzoni che popolano le file dei partiti e ne condizionano la linea. Gente che, come dimostrano le candidature di tanti impresentabili alle prossime Regionali, non può sopportare l’idea di veder funzionare la giustizia penale, perché in caso di processi e inchieste celeri correrebbe il rischio di venir individuata e condannata.   Qualunque sia il vostro punto di vista, un fatto è comunque certo: in Italia la giustizia non funziona perché vengono celebrati troppi dibattimenti. (altro…)

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orlando-alfano

È stato trovato un accordo nella maggioranza per avviare un tavolo tecnico con l’obiettivo di rivedere l’allungamento eccessivo dei termini per gli illeciti penali tipici dei colletti bianchi e dei politici. La “giustificazione” a questo cambio di marcia è che una prescrizione troppo lunga avrebbe influito in maniera negativa sulla ragionevole durata dei processi.

Prima l’hanno allungata, ma adesso la prescrizione dei reati,solo quelli per la pubblica amministrazione, potrebbe subire una sforbiciata. È stato trovato un accordo nella maggioranza per avviare un tavolo tecnico con l’obiettivo di rivederel’allungamento eccessivo dei termini per gli illeciti penali tipici dei colletti bianchi e dei politici: corruzione in primis. La “giustificazione” a questo cambio di marcia è che una prescrizione troppo lunga avrebbe influito in maniera negativa sulla ragionevole durata dei processi. (altro…)

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Prescrizione

LA CAMERA APPROVA LA LEGGE, MA ALFANO MINACCIA E ORLANDO PROMETTE CORREZIONI: AL RIBASSO.

Nasce come un giro di vite ma rischia di rivelarsi un’ammuina. Era il 20 novembre 2014, Renzi prometteva: “Mai più prescrizione”, dopo la sentenza Eternit (duemila morti a Casale Monferrato); poi quattro mesi di teatrino. E ieri un testo perfetto per strappare titoli in giorni di scandali e manette, ma pronto a tramutarsi in un brodino. Per di più dal futuro incerto, nel Senato dove il ddl anticorruzione è parcheggiato da 740 giorni. Parte già claudicante, la legge sulla prescrizione approvata ieri in prima lettura alla Camera. Perché Ncd rumoreggia e con Alfano minaccia “battaglia”a Palazzo Madama. Mentre il ministro della Giustizia Orlando già promette correzioni in seconda lettura per tacitare l’alleato.
LA CERTEZZA è che ieri pomeriggio la Camera mezza vuota (300 votanti) ha approvato la legge che riforma la prescrizione con 274 voti favorevoli, 26 contrari e 121 astenuti. (altro…)

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Prescrizione lunga

No al progetto di stop dopo la prima condanna
I Cinque Stelle avevano offerto un’apertura, così come preannunciato da Grillo. I Democratici, però, rispondono rifiutando il dialogo. La replica è secca: “Voteremo solo norme condivise”.

I CINQUE STELLE: TRE MODIFICHE E VOTIAMO LA LEGGE. MA I DEM TIRANO DIRITTO.

I Cinque Stelle bussano, il Pd non apre. Niente trattativa sulla prescrizione. Perché le distanze sul provvedimento restano siderali, e perché sulla giustizia la maggioranza del dopo Lupi deve procedere con passi cauti. E allora, no ai Cinque Stelle che si sono offerti di votare la legge oggi in aula alla Camera, in cambio di “tre piccole modifiche”.   PRIMA tra tutte, la sospensione senza limiti del decorrere della prescrizione dopo la sentenza di condanna in primo grado, al posto dei due anni di interruzione previsti dall’attuale testo. Un segnale in linea con il Beppe Grillo del nuovo corso (più) dialogante, come chiarito dal fondatore nell’intervista al Corriere della Sera di tre settimane fa: “Siamo pronti al dialogo con tutti, anche con il Pd”. (altro…)

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CaselliROMA – Una grande toga come Gian Carlo Caselli legge le parole di Renzi e subito, nella sua voce, si avverte stupore e contrarietà. Poi, con la puntigliosità che ha contraddistinto la sua vita nelle indagini sul terrorismo e sulla mafia, ribatte punto per punto.
La polemica sulle ferie, Maddalena contro il governo, Renzi contro Maddalena. Che ne pensa?
«L’intervento di Maddalena è di ben 19 pagine, fitte fitte. Dove si parla di un’infinita di argomenti, spesso con un taglio critico anche nei confronti della magistratura. Reagire esclusivamente sulle ferie significa fare ancora una volta black propaganda, con scopi di distrazione di massa».

Ma sulle ferie chi ha ragione, Renzi o Maddalena?

«L’intervento di Maddalena è molto argomentato e lo condivido. Lui lamenta che, nelle priorità del governo, la prima riforma da varare nei primi cento giorni, poi diventati mille, avrebbe dovuto essere la prescrizione. Invece la prima è stata la riduzione delle ferie.

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reatiambientaliTutti prescritti per i morti dell’Eternit. Tutti prescritti per la discarica di Bussi. Tutti assolti per i veleni di Marlane. Ambiente, leggi inutili e processi inutili.

QUANTO COSTA allo Stato la prescrizione per i reati ambientali? Secondo il calcolo dei Verdi 220 miliardi di euro. Tra il 2004 e il 2013, i procedimenti penali di questo tipo chiusi con prescrizione sono stati circa 50 mila. Sostiene il portavoce dei Verdi Angelo Bonelli: “Dopo la prescrizione penale c’è la prescrizione economica”. Lo studio prende in considerazione i costi delle bonifiche, di ospedalizzazione dei cittadini ammalati a causa dell’inquinamento e i costi ambientali come previsto dalla direttiva europea che applica il “principio chi inquina paga”. (altro…)

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Mai approvate

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29 giugno

Mercoledì, a una mia domanda a Bersaglio Mobile su La7, Renzi ha risposto che contro la corruzione non occorrono nuove leggi. Ieri ha annunciato una nuova legge contro la corruzione. Non mi illudo che mi abbia dato retta: molto più probabilmente ha fiutato, da quel notevole annusatore che è, l’aria che tira e ha capito che sventolare il bel nome di Raffaele Cantone e mandare in giro il commissario Orfini non basta a frenare l’ondata di discredito che tracima dalle carte di Mafia Capitale. La paura fa 90. Sia come sia, è una buona notizia il fatto che abbia cambiato idea.  Anche se, per diventare un fatto, l’annuncio deve tradursi in un disegno di legge e, soprattutto, il disegno di legge deve passare al vaglio del Consiglio dei ministri poi della Camera poi del Senato, dove gli allergici agli inasprimenti di pena per i colletti bianchi sono legione. Molto meglio sarebbe stato ricorrere a un decreto, i cui requisiti di necessità e urgenza non c’è nemmeno bisogno di spiegare: basta leggere i giornali. (altro…)

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I PROCESSI A RISCHIO.
C’È UN processo, guarda caso di Berlusconi, che mette nel nulla le promesse di Renzi e Orlando sulla riforma della prescrizione. I familiari di chi è morto per l’amianto della Eternit ed è rimasto senza giustizia possono aspettare. L’emergenza è un’altra.
ANAPOLI c’è il caso De Gregorio, l’inchiesta sulla compravendita dei voti, dibattimento di primo grado in corso, l’ex premier alla sbarra, ma una prescrizione in agguato, autunno del 2015. Non avremo mai la certezza che non si cambiano le regole della prescrizione col rischio di coinvolgere anche il suo processo. Ma è un fatto, questo sì storicamente compiuto. Lì, squadernato davanti a tutti: da 90 giorni la riforma della prescrizione è bloccata per via di tre righe, sperdute in fondo a una ventina di pagine. Tre righe pesantissime, con un nome che ha dominato il ventennio berlusconiano e che eravamo convinti di aver ormai consegnato alla cronaca del passato. Parliamodella “norma transitoria”.

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PrescrizioneCsm, prima di Natale si decide sulla Procura di Palermo e sul caso Milano.
ROMA – Il Csm vuole battere in efficienza il governo sulla giustizia. Legnini sfida Renzi e Orlando. Mentre premier e ministro non riescono a mantenere la promessa sulla prescrizione fatta dopo la sorpresa del processo Eternit nel nulla per la prescrizione scaduta. Oggi se ne occuperà il consiglio dei ministri, ma già Ncd punta i piedi e col vice ministro della Giustizia Costa dice «o vanno avanti anche le intercettazioni, o non se ne fa niente». Finirà con un emendamento al testo Ferranti già in discussione alla Camera. Per un governo che annaspa sulla giustizia, il vice presidente del Csm Giovanni Legnini vuole correre. In vista del plenum con Napolitano del 22 dicembre, Legnini vuolechiudere i fascicoli su Palermo, la nomina del procuratore, e su Milano, lo scontro Bruti-Robledo. In settimana sviluppi caldi.

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Natangelo

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Infamia di Stato

Diciamo subito che la Cassazione non era affatto obbligata dalla legge a dichiarare prescritto il reato di disastro colposo per il patron dell’Eternit Stephan Schmidheiny, condannato in primo e secondo grado per la morte da amianto di 2154 persone (bilancio parziale). Anziché allinearsi alla richiesta del Pg Jacoviello, noto annullatore di processi eccellenti, e dell’avvocato Coppi, sempre molto fortunato al Palazzaccio quando fa certi incontri, la Corte poteva sposare l’interpretazione alternativa data dal Tribunale e dalla Corte d’appello di Torino, che con due sentenze molto ben motivate avevano spiegato come il disastro provocato dall’amianto, rimasto a lungo latente e poi esploso con effetti che semineranno malati e morti per tanti decenni ancora, non può cristallizzarsi – come invece ritiene la Cassazione – all’istante in cui le fibre del minerale-killer smisero di depositarsi sul terreno con la chiusura della fabbrica di Casale nel lontano 1986 (ragion per cui il reato, pur accertato, si sarebbe estinto addirittura prima del processo, che dunque non avrebbe dovuto neppure cominciare). (altro…)

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Orlando

Tra le indiscrezioni prima della seduta di oggi, una garanzia che conserverebbe i tempi di scadenza del reato più brevi per i procedimenti in corso, utile anche a molti indagati eccellenti. Arriva la stretta sulle intercettazioni, ma su molti punti manca l’accordo di maggioranza e il governo potrebbe puntare dei ddl delega per rimandare lo scioglimento dei nodi.

E ora spunta pure la “norma transitoria” per garantire che la prescrizione resti corta per gliinquisiti dei procedimenti penali in corso. Come per esempio Berlusconi, Formigoni, Galane vari esponenti dei rispettivi partiti. Sul versante penale della riforma della giustizia, all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di oggi pomeriggio, da un lato non è stato possibile trovare un accordo tra Pd e Ncd (senza contare gli strali di Forza Italia), dall’altro le soluzioni trovate – secondo le indiscrezioni delle ultime ore – sembrano “cambiare verso”sì, ma sempre più a favore del fronte berlusconiano-alfaniano.

 

Arriva la stretta sulle intercettazioni, anche se sotto forma di un disegno di legge delega, sul loro utilizzo negli atti giudiziari e sulla loro pubblicazione da parte dei media, con il divieto assoluto di pubblicazione delle conversazioni dei non indagati. E, secondo quanto anticipato da Repubblica, con un’udienza stralcio in cui giudici e avvocati decidoneranno quali file distruggere. Nel gioco del do ut des tra alleati di governo, sull’altro piatto della bilancia c’è l’allungamento dei tempi di prescrizione, ma si profila una riforma monca lontana dalle richieste dei magistrati e della associazioni anti-corruzione. Mentre in altri ordinamenti la tutela del cittadino contro un’azione penale a tempo indeterminato è regolata da norme lineari che in sostanza bloccano la clessidra mentre la giustizia procede con atti concreti, la riforma profila un complesso sistema “a fasce” legato all’andamento dei diversi gradi di giudizio. Anche in questo caso, comunque, Renzi pare intenzionato a optare per un ddl delega, in modo da rimandare più avanti la risoluzione dei nodi.

Stessa probabile sorte per la “ripenalizzazione” del falso in bilancio e per l’introduzione del reato di autoriciclaggio, due pillole indigeste per i colletti bianchi (e per il centrodestra), opportunamente edulcorate: in un caso e nell’altro le sanzioni scatteranno solo nei casi più gravi, graziando i piccoli imprenditori e i riciclaggio di denaro sporco proprio di minore entità. Ideale risarcimento per i due nuovi reati, il netto giro di vite sulla responsabilità civile dei giudici. Ancora in alto mare, infine, la riforma cruciale delle fasi del processo, conlimiti alla possibilità di ricorrere in appello e in Cassazione, sia per gli imputati che per i pm. Alla fine, è possibile che nel cdm atteso da settimane l’unico decreto che sarà approvato – quindi subito in vigore – sarà quello sullo smaltimento dell’arretrato nel processo civile. Gli altri testi – a patto che siano davvero resi pubblici nella conferenza stampa conclusiva, dato che in altre occasioni delicate sono passate settimane – imboccheranno vie parlamentari dagli esiti poco prevedibili.

Da ilfattoquotidiano.it

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orlando-renzi

Pronti un bavaglio sulle intercettazioni e un pasticcio sulla prescrizione. Ma il centrodestra non si accontenta. E la maggioranza è divisa. A due giorni dal consiglio dei ministri, è corsa al salvataggio dei colletti bianchi.

Riforma giustizia, maggioranza divisa: la legge non dev’essere uguale per tutti.

A due giorni dal consiglio dei ministri che dovrebbe approvare il testo, il ministro Orlando ammette le “differenze di approccio” tra Pd e Ncd. I nodi sono sempre quelli cari soprattutto ai colletti bianchi: prescrizione e intercettazioni. Forza Italia: “Tra Erode e Ponzio Pilato”. Berlusconi vigila. M5S sull’Aventino. E la guerra dei vent’anni continua.

La legge non dev’essere uguale per tutti. Si possono toccare le pensioni e le tasse, si possono ammainare le bandiere ideologiche sull’immigrazione e sulla politica estera, ma guai a toccare certi temi sulla giustizia penale: prescrizione, intercettazioni, durata dei processi, responsabilità dei giudici, falso in bilancio. Qui sì che il gioco si fa duro. Mancano due giorni a al consiglio dei ministri del 29 agosto nel quale Matteo Renzi aveva promesso di presentare la riforma complessiva della giustizia, ma l’incontro di oggi al ministero guidato da Andrea Orlando non ha sbloccato due nodi fondamentali: “Su prescrizione e intercettazioni ci sono opinioni e approcci diversi, il Pd ha fatto le sue proposte e Ncd ha fatto le sue sottolineature, sarà il Cdm a trovare la sintesi”, ha spiegato al termine il deputato Pd Walter Verini della commissione Giustizia. (altro…)

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