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Posts Tagged ‘prestigiacomo’

“Non c’è più traccia del sogno berlusconiano”, spiega una sconsolata Stefania Prestigiacomo abbandonando il Pdl. Spiace contraddirla, ma il “sogno berlusconiano” non è affatto svanito; al contrario si è perfettamente inverato, secondo gli auspici politici, gli indirizzi culturali, perfino i gusti personali del suo indiscusso artefice. Il sogno berlusconiano si è incarnato in Lavitola, Tarantino, le cene di Arcore, la Minetti, la nipote di Mubarak, il Parlamento che spergiura dichiarando che quella, per Berlusconi, era davvero la nipote di Mubarak. Nel conflitto di interessi e nelle leggi ad personam. (altro…)

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La titolare del dicastero dell’Ambiente deve decidere su 40 concessioni per scavare vicino a Egadi e Pantelleria. Mentre aziende amministrate dai suoi parenti lavorano con le compagnie dell’oro nero
Tasse bassissime, poche restrizioni sui profitti: ecco perché ai petrolieri conviene investire in Italia.

In Sicilia le trivelle sono pronte a cercare il petrolio. E’ coinvolta la società di famiglia del ministro dell’Ambiente. La “sua” Coemi ha tra i clienti, colossi come: Eni, Erg, Esso. Tutte aziende petrolifere interessate direttamente ai risultati.

Decine di pozzi di petrolio nel blu del Mediterraneo, per fermare le trivelle si sono mobilitati cittadini e comitati. Ma intorno alla Sicilia pendono 40 richieste di concessioni. Le trivelle sono pronte a entrare in azione a pochi chilometri da gioielli come Pantelleria e le Egadi. (altro…)

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I pm intercettano il ministro dell’Ambiente a colloquio con il faccendierem, che pensava di essere ascoltato.

MILANO – Aveva rapporti con il mondo politico che contava. Ma questo già si sapeva, quello che non era ancora noto è che pensava anche che la magistratura stesse indagando su di lui. «Dobbiamo stare attenti ai telefoni… dicono che Woodcock ci sta controllando i telefoni». È quanto afferma Luigi Bisignani, il faccendiere arrestato nell’ambito dell’inchiesta P4 in una conversazione con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo intercettata il 2 dicembre scorso. (altro…)

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Un tavolo tecnico per condividere i contenuti del decreto dell’esecutivo.

Roma – “Ci siamo impegnati per definire il provvedimento per la prima decade di aprile”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, al termine della riunione con le autonomie locali sul decreto sulle energie rinnovabili.

“Sottoporremo il testo agli enti locali e alle regioni che costituiranno un gruppo di lavoro – ha spiegato – L’incontro è stato positivo e si è svolto in un clima sereno”.

“E’ fondamentale la salvaguardia della filiera industriale importantissima che sta nascendo. Inoltre il fotovoltaico è fondamentale, tanto più dopo i fatti accaduti in Giappone”. E’ quanto ha sottolineato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, al termine del tavolo. (altro…)

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E’ scilipotismo termonucleare, trasformismo atomico. Questo non è un governo che ha cambiato idea e sta responsabilmente e dolorosamente rinunziando al nucleare, ma è un governo che non ha idee e si accoda alle paure e alle emozioni espresse dai sondaggi del momento.
I ministri Romani e Prestigiacomo e, spiace dirlo, con loro anche Umberto Veronesi, non stanno alla testa ma alla coda del Paese. E difatti proprio loro, che non si erano fatti spaventare dall´apocalisse mondiale, si sono terrorizzati davanti ai sondaggi di cortile. Loro che si erano mostrati duri, tecnologi e «proiettati nel futuro», loro che avevano accusato di sciacallaggio gli antinuclearisti («non si specula sulla paura!») loro adesso ci ripensano, ragionano, rinviano. Come mai? «è finita. Non possiamo perdere le elezioni per il nucleare» è sbottata la ministra Stefania Prestigiacomo davanti a Tremonti e a Bonaiuti, senza sapere che i giornalisti dell´agenzia Dire la stavano registrando. (altro…)

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Clamoroso fuori onda del ministro dell’Ambiente: “Basta, non possiamo perdere le elezioni per il nucleare”. Prende posizione il celebre oncologo, presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Il ministro Romani: “Non obbligheremo nessuno a ospitare centrali”.

ROMA – Nucleare, ora la parola d’ordine è “riflessione”. E l’agenzia Dire cattura un dialogo fra il ministro Prestigiacomo, il portavoce del premier Boonaiuti e Tremonti: “”E’ finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese”. (altro…)

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La linea italiana sul nucleare “non cambia”. Lo ha detto il ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, a margine del Consiglio dei ministri che ha affrontato anche la catastrofe avvenuta in Giappone. “Nessuna sottovalutazione”, ha aggiunto il ministro, secondo cui non va comunque creato “neppure un allarmismo rispetto a una situazione eccezionale, una calamità che è stata definita un’apocalisse in un paese ad altissimo rischio sismico”. Prestigiacomo ha quindi di nuovo criticato lo “sciacallaggio politico a fini domestici” e la “macabra speculazione” messa in atto in Italia dagli anti-nuclearisti. (altro…)

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I Verdi: “Parole irresponsabili e gravissime”. L’Idv: “Ci vadano loro a Fukushima”. I radicali chiedono di accorpare il voto alle amministrative con quello dei referendum, compreso quello sul nucleare. Vendola: “Finita la leggenda sulla sicurezza”.

ROMA – In tempi di decisioni sulle Centrali nucleari, il disastro in Giappone può cambiare il peso degli schieramenti in campo. Quelli storicamente favorevoli al ricorso all’energia atomica continuano a tirare dritto. Governo in primis. Fanno discutere soprattutto le parole del capogruppo alla Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto: “La nostra posizione rimane quella che è, non si può cambiare ogni volta. Abbiamo problemi energetici non da poco”. Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo non si sbilancia ma mette le mani avanti: “Trovo strumentale e macabra la polemica sul nucleare italiano”. Al di là dei proclami della maggioranza, ci sono già i distinguo. Come il presidente della regione Veneto Luca Zaia (Lega Nord): “Terremoti o no, nella nostra regione non ci sarà mai nessuna centrale”. Sulla stessa linea i governatori di Lombardia e Piemonte, cioè Roberto Formigoni (Pdl) e Roberto Cota (Lega). (altro…)

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La città è ancora piena di macerie, ed edifici pericolanti. Ma il governo ha pensato bene di mandare via (dal primo gennaio) i Vigili del fuoco che da un anno e mezzo aiutavano la popolazione. E la gente protesta.

La notte del 6 aprile 2009,
quando lo scossone ha devastato L’Aquila, in città erano di servizio 13 vigili del fuoco: dieci in pattuglia e tre alla base. Del tutto insufficienti, com’è ovvio, per far fronte alla catastrofe. Poi però arrivarono pattuglie da tutta Italia per estrarre dalle macerie decine di superstiti sepolti sotto tonnellate di cemento e mattoni. E i morti, 308.

A L’Aquila ora li chiamano “gli angeli del terremoto”. Sì, perché in un anno e mezzo sono stati il braccio operativo più flessibile e più vicino alla gente. Dal puntellamento degli edifici pericolanti alla rimozione delle macerie. Hanno scortato nelle case inagibili i residenti per recuperare mobili e oggetti utili o cari. Il rosso delle vetture, il verde e il giallo delle divise per gli aquilani sono sinonimo di assistenza, cortesia, sicurezza. Una gentilezza molto meno presente in altri uomini mandati in Abruzzo dalle istituzioni.

Adesso, però, i Vigili del fuoco se ne devono andare: se non ci saranno proroghe al decreto del commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi, infatti, da gennaio tutte le unità non aquilane ora di stanza nella zona colpita dal terremoto, torneranno nelle zone di provenienza, lasciando l’emergenza in mano al solo comando abruzzese. Una metà delle 125 unità di appoggio ora presenti nel cratere ha già fatto le valigie. Entro la fine del mese se ne andranno tutti. Come se in Abruzzo ormai fosse tutto a posto. (altro…)

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Agenzia per la Sicurezza Nucleare. E’ questo il nome scelto per l’ente pubblico che governerà con poteri assoluti tutti gli aspetti relativi all’energia prodotta in territorio italiano da fonte nucleare.
Come stabilisce l’articolo 1 comma 2 dello statuto dell’Agenzia, il suo compito non si limita alla sovrintendenza degli impianti di fissione; il suo ruolo è quello di “autorità nazionale unica” deputata alla regolamentazione, al controllo e all’autorizzazione alla produzione di energia nucleare, alla detenzione, al trattamento e allo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, alla gestione dei materiali nucleari, alla protezione dalle radiazioni, alla vigilanza su costruzione, esercizio e smantellamento degli impianti e dei materiali nucleari, comprendendo infrastrutture e logistica. (altro…)

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