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Posts Tagged ‘primarie pd’

Primarie Pd? Il mio timore è che si sia trattato di un esercizio democratico molto nobile, ma un po’ una conta interna. E quindi rischia di essere un elemento solipsistico e autoreferenziale, dietro il quale però c’è la celebrazione di un uomo che nel frattempo ha perso il contatto con la realtà e con il Paese“. E’ l’analisi del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, intervenuto a Otto e Mezzo (La7) assieme a Tommaso Cerno, direttore dell’Espresso, e a Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri. (altro…)

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In un video pubblicato da Fanpage, un ospite del centro d’accoglienza del comune vesuviano racconta: “60 di noi condotti al seggio con l’auto della struttura”. Il sindaco Bonajuto: “Orgoglioso del loro voto”.

Per il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto quelle lunghe file di migranti in un seggio del suo Comune per le primarie Pd erano un “importante segno di integrazione e di partecipazione”. Poche parole per sottolineare quanto gli extracomunitari sul territorio fossero ben inseriti nel tessuto sociale e civile e smorzare così le polemiche intorno a quelle immagini che ritraevano giovani ragazzi di colore aspettare il loro turno per votare. (altro…)

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Gli attacchi all’Unione Europea, le tasse, la patrimoniale: nel confronto tv in vista del 30 aprile, l’ex premier ha proposto toni e soluzioni cari agli avversari del Pd. E alla fine non rifiuta la grande coalizione con Forza Italia.

No alla patrimoniale, assalto all’arma bianca contro le istituzioni dell’Unione Europea, perfino una nuova legge sulla legittima difesa e, perché no, un’alleanza con Silvio Berlusconi, se serve. Avviso agli spettatori di Sky: Matteo Renzi non è candidato alla guida del centrodestra. Era lì, al confronto tv, proprio perché è ancora candidato alla segreteria del Pd, principale partito di centrosinistra, fondato da comunisti e cristiano-sociali, ex sogno di Romano Prodi. Fondamentale per capire che non fossero le primarie del centrodestra da una parte il fatto che le primarie del centrodestra non esistono in natura e dall’altra che a un certo punto Renzi ha indicato Obama come figura ideale da stampare su un poster da tenere in camera. Perché per il resto la metamorfosi appare quasi completa. (altro…)

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Primarie-Napoli

Cari elettori delle primarie del Pd,

alcuni di voi hanno votato i candidati indicati in cambio di soldi. Il motto del M5S “Uno vale uno” è diventato col Pd “Uno vale un euro” (peraltro poi restituito al Pd, tutto torna).

Alcuni di voi i soldi li hanno presi da rappresentanti di centrodestra, presenti ai seggi. Loro le primarie non le fanno, ma quando si tratta di votare per i candidati di Renzi, si mettono una mano sulla coscienza (e nel portafoglio) pur di far funzionare la democrazia.

Alcuni di voi sono proprio di centrodestra.

Alcuni di voi sono usciti di casa con la pioggia, hanno aspettato diligenti il proprio turno (meno male che non c’erano file eccessive), pagato 1 o 2 euro e poi hanno votato scheda bianca. Strenui sostenitori della partecipazione, masochisti o semplici fantasmi per dopare l’affluenza? (altro…)

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seggi sono più vuoti, ma vincono i renziani. Alle primarie per scegliere i candidati a sindaco del Pd alle Comunali di giugno vincono Roberto Giachetti a Roma, Valeria Valente aNapoli, Roberto Cosolini a Trieste, Raffaele Del Vecchio aBeneventoLorenzo Mascagni a Grosseto. A Bolzano unica sorpresa con la vittoria dell’outsider Renzo Caramaschi, ex city manager sostenuto da Sel, Idv e altre liste civiche. Il segretario Matteo Renzi ha telefonato ai vincitori nei capoluoghi di regione, congratulandosi e lasciando al presidente Matteo Orfini il compito di analizzare soprattutto il calo dei votanti. La flessione più vistosa è proprio nella Capitale dove dai 102mila del 2013 (quando fu scelto Ignazio Marino) si è passati ai 50mila circa di ieri. (altro…)

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De LucaIL SUCCESSO A SORPRESA DI DE LUCA NONOSTANTE LE PRESSIONI PER RITIRARE LA CANDIDATURA.
«RITIRARMI ? Sarebbe come far uscire Maradona durante la finale di Champions», aveva detto Vincenzo De Luca nella fase più aspra dello scontro politico che aveva preceduto le primarie per la Regione Campania. Ma lo “sceriffo” di Salerno, il sindaco decaduto per incompatibilità, condannato in primo grado per abuso d’ufficio e dunque non ancora al riparo dalle tagliole della legge Severino, non ha accettato di farsi da parte. È rimasto in campo, ha giocato. E anche se tutti lo davano per battuto, ha puntato con determinazione sulla remuntada .

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Primarie PDPer quanto incredibile, è successo veramente. Mentre Matteo Orfini, commissario inviato da Matteo Renzi (inviato si fa per dire: non s’è mai mosso da Roma Prati da quando aveva i calzoni corti) a bonificare il Pd romano coinvolto in Mafia Capitale col contorno di tessere false e primarie truccate per scongiurare ogni cambiamento, in Liguria il Pd bandisce le primarie per il candidato governatore con le stesse non-regole che han prodotto lo scandalo romano. E infatti sortisce lo stesso risultato: plotoni di cinesi, ecuadoregni e maghrebini, ma soprattutto orde di scajoliani, ex fascisti e berlusconiani (doc o travestiti da alfanidi) assiepati ai seggi per fare da scudi umani all’Ancien Régime. Cioè al blocco di potere dei due Claudii – Burlando e Scajola – che da almeno dieci anni fa il bello e il cattivo tempo (soprattutto quando piove) e che solo qualche ingenuo poteva vedere in declino per le note disavventure che hanno azzoppato i due Diarchi. (altro…)

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Spese pazze

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I casi più discussi

ORLANDO: “DOVEVANO VALUTARLI I TERRITORI”. CIVATI: “INTERVENIRE”.

Se c’è qualche caso eclatante la direzione nazionale dell’8 dovrà esaminarlo”. Pippo Civati, che a Monza è arrivato primo, sottolinea che il tema “impresentabili” nelle liste del Pd c’è e va affrontato. Tra l’altro, la sede e l’occasione ci sono. Da qui a lunedì nel Pd fervono le trattative per la composizione delle liste, che dovranno essere frutto di un gioco di incastro tra i vincitori dei gazebo e i nomi bloccati, scelti dal segretario (e frutto delle mediazioni tra le correnti). Quale sede migliore per prendere posizione sulla candidatura di Francantonio Genovese, recordman di preferenze a Messina, e pieno di conflitti d’interessi o Vladimiro Crisafulli, ras delle tessere, oltre a vari imputati e inquisiti? (altro…)

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IlvaSicilia, Basilicata, Marche. Oppure Lombardia e Piemonte. I nomi sono lì, nell’elenco, basta volerlo leggere. Ieri sul Fatto abbiamo pubblicato una lista di “impresentabili”, politici del Pd che hanno avuto a che fare o che hanno ancora qualche questione aperta con la giustizia. Eppure sono stati presentati alle primarie. HANNO OTTENUTO voti, molti voti, sono quasi sempre ai primi posti grazie al loro radicamento sul territorio. Quella lista non è ancora terminata. In Basilicata c’è Antonio Luongo (6.296 preferenze), dalemiano, nel maggio del 2012 è stato filmato dalla polizia di Potenza in un autogrill mentre incontrava con l’ex 007 del Sisde, Nicola Cervone, che a detta degli inquirenti “trattava” il suo approdo nel Copasir allora guidato dal lìder Maximo. Luongo è attualmente sotto processo per corruzione nell’inchiesta “Iena 2” su mafia, affari e politica. A carico di Luongo c’è l’assegnazione, nel 2001, di un appalto all’Asl di Matera e l’assunzione da parte della ditta aggiudicatrice di quattro persone, più un contributo elettorale di 15 milioni di lire. Andiamo in Toscana e troviamo Andrea Rigoni (5.466), condannato a 8 mesi di reclusione in primo grado per abuso edilizio sul monte di Porto Azzurro, isola d’Elba, insieme alla madre, alla sorella e al direttore dei lavori. Poi prescritto. (altro…)

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FIRENZE — «La corsa continua », ripetono i candidati renziani a caccia di voti per un posto in parlamento. Le primarie si tengono domenica 30 in Toscana e non c’è tempo di celebrare Santo Stefano. Si corre, si telefona, si organizzano aperitivi con gli elettori. Matteo Renzi invece no, il suo Santo Stefano è con gli sci ai piedi sui pendii dell’Abetone: l’accordo con Bersani sulla ‘quota nazionale’, cioè sui posti in lista blindati, in fondo ce l’ha già. Sono 17 in tutto, secondo l’ultima versione: 17 caselle ancora da attribuire nella geografia delle regioni, ma da riempire con nomi di suo gradimento. Non c’è ancora stato un faccia a faccia Renzi-Bersani. E neppure una trattativa con il segretario del Pd, che si è riservato cento posti di ‘quota nazionale’ al di fuori delle primarie. Si sono però sentiti, Bersani gli ha offerto 17 caselle in bianco e Renzi l’ha accettate. «Se davvero ci fosse stata una trattativa il segretario avrebbe dovuto partire dal 40 per cento, che è la quota raggiunta al ballottaggio», rivendicano i suoi. E invece neppure il venti per cento, perché un tira e molla sui posti sarebbe stato devastante anche per l’immagine del sindaco-rottamatore. Chi saranno i 17 candidati in quota Renzi? (altro…)

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valsusa-interna-nuova

Sandro Plano, rappresentante “istituzionale” del movimento contrario alla linea Torino-Lione, non è stato ammesso alle consultazioni per la scelta dei parlamentari. Il deputato bersaniano Esposito aveva già detto: “Se il partito lo accoglie, io lascio”.

Nessun rappresentante della Valsusa e nessun No Tav alle primarie dei parlamentari del Partito democratico. È stato escluso dalle liste Sandro Plano, presidente della Comunità montana della Val di Susa e Val Sangone nonché rappresentante “istituzionale” del movimento contrario alla linea Torino-Lione. Una contraddizione interna al partito risolta e un’esclusione che farà piacere a quanti, nel Pd e ai suoi vertici, sono favorevoli alla grande opera. In pochi giorni Plano era riuscito a raccogliere le firme di 412 tesserati del partito nella valle. “Il regolamento è stato pubblicato il 17 dicembre e il 18 sono usciti i moduli. In tre giornate ho dovuto correre come un disperato per raccogliere nelle mie zone le firme di almeno 400 iscritti – spiega il politico ailfattoquotidiano.it -. L’handicap che abbiamo noi montanari, rispetto a quelli di città, è che dobbiamo correre come disperati da un paese all’altro, mentre chi è in città le raccoglie nel giro di pochi condomini o in un quartiere”. (altro…)

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Più di quattro milioni di persone ieri hanno scelto di stare  in fila. È stata una fila lunga, pacifica, democratica. Il  desiderio di esserci e finalmente contare ha vinto su  ogni altra possibile prudenza e riserva. Il verdetto consegna  a Pier Luigi Bersani una mezza vittoria; a Matteo Renzi un  piazzamento buono ma non utile. L’onda ha spinto in avanti il  segretario ma non al punto di farlo giungere a riva. Una forbice  che va dagli otto ai dodici punti percentuali segna la distanza che  lo tiene avanti al sindaco di Firenze. Sono tanti eppure non  sufficienti a evitargli il rischioso turno di ballottaggio in programma  domenica prossima, 2 dicembre. E quel 36 per cento di  Renzi è la base non sensazionale di un voto che le aspettative  della vigilia lo avevano gonfiato al punto da farlo tracimare verso  la gloria immediata, da leader annunciato. Hanno votato in  novantamila a Milano, più che per Pisapia, al tempo della definizione  del nome dello sfidante  della Moratti. (altro…)

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Da eccesatira.blogspot.it

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