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Posts Tagged ‘processo’

Lo spartiacqueDenis Verdini glielo ripete come un mantra in questi giorni cupi: “Silvio stai tranquillo che Matteo manterrà i patti”. Verdini è toscano, è senatore, è plurinquisito, è amicissimo del premier ed è la faccia impresentabile del patto del Nazareno. Per un po’ di tempo è stato emarginato, anzi epurato dal cerchio magico, ma da quando si è staccato da Raffaele Fitto, l’anti-Toti con l’eterna faccia da bimbo che vuole le primarie, è ritornato con più frequenza alla corte del Condannato.
Il mantra di Verdini è una sorta di palliativo per l’umore nerissimo di Silvio Berlusconi. La svolta c’è stata la scorsa settimana dopo lo scontro in aula al processo napoletano a “Valterino” Lavitola, il faccendiere dei due mondi.

Il botta e risposta con il presidente del tribunale, culminato con quella frase che potrebbe costargli cara, “la magistratura è incontrollata, incontrollabile, irresponsabile e ha l’immunità piena” ha generato un’ossessione che sul lungo periodo potrebbe seriamente logorare il patto sottoscritto con Renzi sulle riforme: “Com’è possibile che un giorno faccio il condannato a Cesano Boscone e l’altro invece sono un padre della patria?”. (altro…)

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BerlusconiVia il mensile da 2500 euro per le testi al processo
Forza Italia.

ROMA— Da alcune settimane, Silvio Berlusconi non corrisponde più la paga alle oltre trenta cosiddette “olgettine”. Dalla fine del 2013, a quanto pare, le ragazze che hanno percepito in questi ultimi anni 2.500 euro al mese, in media, hanno visto chiudersi i rubinetti dai conti correnti personali del leader di Forza Italia. Troppo alto il rischio di finire ai domiciliari fin dai prossimi giorni, avrebbero intimato gli avvocati Ghedini e Longo.
Il fatto è che domani con molta probabilità la Procura di Milano deciderà se aprire formalmente le indagini per corruzione di testimone nel filone cosiddetto Rubyter. (altro…)

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ECCO COSA SUCCEDE.

Meno cinque. Il conto alla rovescia di Silvio Berlusconi è cominciato in vista della Cassazione che già martedì prossimo potrebbe mettere la parola fine al processo Mediaset-diritti Tv. Il condizionale è d’obbligo: le variabili sono tante e opposte fra loro. Anche i tam tam pidiellini di ieri dicono che il Cavaliere sia propenso ad affrontare il giudizio che potrebbe condannarlo all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Ora pensa che un rinvio sia inutile in concreto e dannoso mediaticamente: le probabilità che sia comunque la sezione feriale ad emettere il verdetto sono molto alte (può giudicare entro il 15 settembre i processi in prescrizione fino al 15 ottobre) e una eventuale sentenza di condanna in piena estate, con gli italiani più distratti, cadrebbe nell’oblio più rapidamente che in autunno. Ma la decisione finale la prenderà tra sabato e domenica. In ogni caso è sempre possibile che a chiedere il rinvio siano i coimputati Frank Agrama, Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano attraverso i loro avvocati: Roberto Pisano, Filippo Dinacci, Luca Mucci e Luigi Fenizia. L’aggiornamento può essere richiesto perché i calcoli eseguiti dalla cosiddetta sezione “spoglio” della Cassazione, secondo la quale per la frode fiscale 2002 la prescrizione scatterebbe “il primo agosto”, sono diversi da quelli dei difensori. Si sa che secondo l’avvocato Niccolò Ghedini la prescrizione scatta il “26 settembre”.  (altro…)

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Maramotti

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La nipoteA TRE ANNI DALL’INIZIO DELL’INDAGINE, OGGI È IL B-DAY: SI GIUDICA BERLUSCONI. LE ACCUSE SONO GRAVISSIME: CONCUSSIONE E PROSTITUZIONE MINORILE. AL CENTRO DELLA VICENDA L’ALLORA MINORENNE RUBY, CHE UNA TELEFONATA DELL’EX PREMIER AVEVA DEFINITO COME LA NIPOTE DI MUBARAK.

Milano-Bunga-bunga: dal 2010, è l’espressione nata in Italia più diffusa nel mondo. Era una sorta di talent show a luci rosse, un XXX Factor che il padrone della tv riservava solo a se stesso, spettatore unico e unico arbitro. In una saletta sotterranea della sua villa di Arcore, le ragazze si davano da fare, mostravano le loro capacità, si travestivano, ballavano, si spogliavano. Selezione durissima. Una ventina le concorrenti, agguerritissime. Solo poche ottenevano il premio: una notte ad Arcore e relativo generoso compenso, in biglietti da 500 euro stipati dentro una busta gialla preparata dal fedele ragionier Spinelli.

La storia affiora nell’ottobre 2010. Non è voyeurismo giornalistico, intromissione nella vita privata di un cittadino, ma emersione di una segretissima indagine della procura di Milano, che qualche mese prima era incappata in un paio di reati piuttosto gravi: prostituzione minorile e concussione. Una ragazza di 17 anni, marocchina, scappata di casa, senza documenti, in perenne fuga dalle comunità a cui era assegnata, finisce segnalata alla procura della Repubblica. Comincia a occuparsene il procuratore aggiunto titolare dei reati contro i minori, Pietro Forno, a cui la ragazza, Karima El Mahroug detta Ruby Rubacuori, nell’agosto 2010 racconta un sacco di storie, alcune vere, altre inventate. Dice di essere stata ad Arcore, di aver partecipato a feste notturne nella villa del presidente del Consiglio, di avere ricevuto molti soldi e regali.  (altro…)

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In Italia non esiste alcuna norma per impedire a un imputato di fare affari con i testimoni dei suoi processi.

Così dai bilanci 2012 della Dolcedrago (l’immobiliare personale di Berlusconi) emergono i 220 mila euro versati al pianista Danilo Mariani per l’acquisto di un appartamento nel piccolo comune di Sarteano, in provincia di Siena.

Mariani è stato appunto recente testimone al Rubygate, dove ha giurato che in quelle sere non c’era stato sesso, erano tutte cene eleganti etc. (altro…)

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Vittorio FineschiIl perito.

Di una cosa sono sicuro: non si è trattato solo di un episodio di malasanità”. Non ha dubbi Vittorio Fineschi, il consulente di parte che la famiglia Cucchi aveva scelto per far luce nel processo sulle cause della morte di Stefano. Lo aveva detto in aula e lo ribadisce con convinzione: “Le lesioni sul corpo, in particolare quella alla colonna vertebrale, sono direttamente connesse al decesso”. Ma i giudici hanno assolto i tre agenti penitenziari e condannato cinque medici per omicidio colposo. Cucchi sarebbe quindi morto solo per “inanizione” (mancanza di cibo e di acqua). E questa tesi a Fineschi – professore ordinario di Medicina legale all’Università di Foggia, lunga esperienza nelle aule di tribunale come perito – proprio non va giù: “Non si muore di fame e sete in quattro giorni in un letto di ospedale”.  (altro…)

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Natangelo

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Caso CucchiSENTENZA SCONCERTANTE: ASSOLTI AGENTI E INFERMIERI, CONDANNATI SOLO I MEDICI.

Ecosì alla fine aveva ragione Giovanardi: Stefano Cucchi ha fatto tutto da solo. Non sono state le botte ricevute dagli agenti penitenziari a costringerlo in quel letto d’ospedale in cui è morto, sei giorni dopo il suo arresto per droga. Non sono stati i vari “sono caduto dalle scale”, o i commenti di altri detenuti, “hai fatto un frontale con un treno” a provocare quell’incredibile percorso che ha portato poi alla sua morte. Stefano Cucchi in quel letto d’ospedale ci è finito da solo. E poco importa se quello era il reparto detentivo del Sandro Per-tini, inaccessibile ai genitori che invano hanno bussato ogni giorno a quelle porte. Poco importa se quel ragazzo di 31 anni col sogno della boxe aveva la faccia martoriata dai lividi, aveva lesioni vertebrali, tracce di sangue sui jeans. Stefano Cucchi è morto di malasanità. A ucciderlo, secondo la terza Corte d’assise di Roma che ieri ha pronunciato il suo verdetto di primo grado, in un’aula bunker blindata per paura di chissà cosa e dopo sette ore e mezza di camera di consiglio, sono stati i medici negligenti che non gli hanno somministrato le terapie giuste e necessarie, che non si sono accorti del suo deperimento, che non hanno arrestato con semplici mosse quel processo che ne ha determinato la morte. (altro…)

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Processo eternitDURA CONDANNA PER SCHMIDHEINY. I LEGALI DELLE VITTIME DELL’AMIANTO: “CAPITALI BLINDATI IN SUD AMERICA. SARÀ DURA”.

Ieri pomeriggio, alla fine del processo d’appello contro l’Eternit, sull’autobus verso Casale Monferrato, Romana Blasotti Pavesi e i suoi concittadini non sanno se rallegrarsi o rammaricarsi. Da una parte c’è la condanna a 18 anni appena inflitta dalla Corte d’appello di Torino all’ultimo proprietario di Eternit spa, Stephan Schmidheiny, e il riconoscimento delle vittime di Bagnoli e Rubiera inizialmente escluse. Dall’altra, i risarcimenti a rischio per familiari di chi è morto, per i comuni, per chi si è ammalato per aver lavorato nello stabilimento sotto la dirigenza (fino al ‘72) del barone belga Louis de Cartier de Marchienne, deceduto lo scorso 21 maggio a 92 anni. I giudici hanno confermato le responsabilità dei manager per il disastro ambientale doloso permanente che ha colpito la città alessandrina. E anche Cavagnolo (To), Rubiera (Re) e Bagnoli (Na).  (altro…)

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Fotomontaggio Minetti suoraBUSTE CON SOLDI, BALLETTI HOT “MA NIENTE CONTATTI FISICI” LA TESTIMONE FA ARRABBIARE I PM. TROPPE BUGIE E “NON RICORDO”.

Mancano pochi minuti alle 11 quando Karima El Mahroug detta Ruby Rubacuori entra nell’aula del Tribunale di Milano dove si celebra il processo parallelo a quello Berlusconi: imputati Le-le Mora (presente) Emilio Fede e Nicole Minetti. Per la prima volta la ragazza, parte offesa ma non parte civile, testimonia. Ammette solo l’evidenza, inchiodata dalle celle telefoniche: sono stata ai “Bunga Bunga di Arcore 5, 6, 7 volte”. Per il resto è la solita storia raccontata in Tv: mai fatto sesso a pagamento, “30 mila euro per aprire un centro estetico”. E i 5 milioni di cui parlava al telefono e scriveva sull’agenda? “Cavolate”.
È stato il collegio presieduto da Annamaria Gatto a chiamarla sul banco dei testimoni. (altro…)

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RubyNella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore funzionava “un sistema prostitutivo organizzato per il soddisfacimento sessuale di Silvio Berlusconi”. E Ruby “certamente” si prostituiva. Lo afferma il pm Ilda Boccassini nella requistoria al processo sul caso Ruby in corso a Milano. La requisitoria arriva dopo lo speciale andato in onda ieri su Canale 5, tutto rivolto a dimostrare l’innocenza del proprietario di Mediaset.

La requisitoria è iniziata con una disanima sulla normativa che riguarda la prostitituzione minorile – una delle imputazioni del Cavaliere, insieme alla concussione – nella quale il magistrato ha citato anche le modifiche approvate negli anni dei governi Berlusconi. Poi Boccassini ha ripercorso la storia della minorenne marocchina Karima al Marough alias Ruby, tra denunce per furto e affidamenti a comunità. Emilio Fede, che conosce Ruby a un concorso di bellezza in Sicilia nel settembre 2009, “sa che la ragazza è minorenne“, afferma il pm, citando l’intercettazione in cui il direttore del Tg4 diceva che la ragazza aveva “13 anni”.  (altro…)

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Libero (altro…)

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Ellekappa

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Il padre costituentePer la prima volta nella sua lunga carriera di imputato, Silvio B. è stato condannato in appello, ultimo grado di merito, a conferma della prima sentenza che gli infliggeva 4 anni di reclusione, 5 di interdizione dai pubblici uffici e 10 milioni di danni da pagare al fisco per una mega-frode fiscale durata dieci anni. Ora gli resta soltanto la Cassazione, presieduta proprio da ieri da un vecchio amico di Previti. Che però può valutare solo i profili di legittimità, mentre i fatti sono definitivamente accertati, così come illustrati dalle motivazioni del Tribunale: B. è un criminale matricolato che ha mostrato “particolare capacità di delinquere nell’architettare” e “ideare una scientifica e sistematica evasione fiscale di portata eccezionale” che gli ha procurato “un’immensa disponibilità economica all’estero, ai danni non solo dello Stato, ma anche di Mediaset e, in termini di concorrenza sleale, delle altre società del settore” tv. Il noto delinquente ha governato l’Italia, direttamente o indirettamente (nascosto dietro Monti e Letta jr.), per 11 anni su 19. È con questo delinquente che il mese scorso il Pd s’è appena alleato per rieleggere Napolitano e fare il governo che deve “pacificare” l’Italia dopo vent’anni di “guerra civile”. La guerra fra guardie e ladri, fra chi non paga le tasse e chi le paga anche per lui. Mentre plotoni di finti tonti rimuovono la biografia penale e politica di B., chiamando “pace” l’impunità al delinquente, e mentre si attende che il Pd trovi le parole per definire il suo pregiato alleato, è il caso di ricordare l’oggetto del processo Mediaset. Checché ne dicano i servi di Arcore, la Procura ha dimostrato “con piene prove orali e documentali” che nel 1995-’98 (quando B. era già in politica da un pezzo) la Fininvest e poi Mediaset acquistarono 3mila film dalle major Usa con 13mila passaggi contrattuali per gonfiare i costi, abbattere gli utili, pagare meno tasse e accumulare una fortuna per B. e famiglia nei vari paradisi fiscali, con due diversi sistemi: i film rimbalzavano da una società fittizia all’altra, aumentando ogni volta di prezzo (le decine di offshore create ad hoc dall’avvocato Mills, tutte riferibili al mandante B.); e altri passaggi- fantasma venivano assicurati da “intermediari fittizi” come il produttore Frank Agrama, prestanome di B., anche lui condannato. Risultato: costi maggiorati per 368 milioni di dollari, con evasioni fiscali sulle varie dichiarazioni fino a quella del 2004. L’inchiesta partì nel 2002, il dibattimento nel 2006. In origine i reati erano tre: falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale. Poi i primi due caddero in prescrizione, così come gran parte delle frodi (restano 7,3 milioni). E non solo per il naturale passare del tempo: anzi è un miracolo che il processo sia giunto in fondo, visto che in 11 anni s’è trasformato in una corsa a ostacoli, costellata da ben 11 leggi ad personam. Nel 2001 il primo scudo fiscale. Nel 2002 la controriforma del falso in bilancio che, per le società quotate, abbatte le pene e dimezza la prescrizione; il condono fiscale, che sanava un bel po’ di frodi berlusconiane. Nel 2003 il condono fiscale per i coimputati; il lodo Maccanico- Schifani; lo scudo fiscale-bis. Nel 2005 la ex-Cirielli che tagliava ancora la prescrizione e salvava dall’arresto i condannati ultrasettantenni. Nel 2006 l’indulto del centrosinistra, che condonava 3 anni ai condannati passati e futuri (perciò, se questa sentenza diventerà definitiva prima della prescrizione nel luglio 2014, B. non andrà in galera, ma dovrà lasciare il Senato). Nel 2008-2010 il “lodo” Alfano, il legittimo impedimento (due leggi scritte dall’attuale vicepremier e ministro dell’Interno, poi dichiarate incostituzionali) e lo scudo fiscale-tris. Ora, per pacificarci definitivamente col delinquente evasore, manca soltanto l’ultimo passaggio: che l’amico Napolitano lo nomini senatore a vita. S’è liberato il posto di Andreotti, lo impone l’ordine alfabetico.

Da Il Fatto Quotidiano del 09/05/2013.

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GhediniLa difesa aveva chiesto di sospendere il dibattimento per attendere le decisioni della Consulta sul conflitto di attribuzione. L’ex premier  annuncia al Tg5: “Faremo una commissione d’inchiesta in parlamento”.

Nessuna sospensione al processo d’appello sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv da parte del gruppo Mediaset. Lo hanno deciso i giudici della seconda sezione penale della Corte d’appello di Milano, che hanno respinto la richiesta della difesa di Silvio Berlusconi. “La pronuncia della Consulta non risulta decisiva ai fini della definizione della presente fase di gravame”, ha sostenuto la corte presieduta dal giudice Alessandra Galli. I giudici si sono ritirarti in camera di consiglio. La sentenza è prevista dopo le 17: se il verdetto fosse confermato, il Cavaliere potrebbe essere costretto a fare un passo indietro dalla politica. (altro…)

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MEDIASETCASO MEDIASET, RIMANDATO IL VERDETTO SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.

In un periodo di larghe intese agognate e ottenute dal presidente Giorgio Napolitano, la Corte costituzionale si fa dettare i tempi dalla politica. O per ritardare, come ha fatto ieri per il conflitto Berlusconi-giudici di Milano, o per accelerare, come ha fatto negli ultimi mesi per i conflitti Quirinale-Procura di Palermo; giudici di Taranto-governo Monti e Parlamento.

La Consulta, in ossequio all’esecutivo nascente, ieri ha deciso di non decidere su un conflitto che Silvio Berlusconi aveva sollevato nel 2011, come presidente del Consiglio-imputato, per un legittimo impedimento negato al processo Mediaset di Milano.  (altro…)

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E’ del tutto evidente che Berlusconi aveva bisogno di acquistare la casa di Apicella nella popolosa frazione di Cecchina (Albano Laziale), a pochi passi dalla discarica di Roncigliano.

Come potete andare a pensare che l’abbia corrotto per stare zitto?

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli.

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La sorella di Cucchi e la svolta della maxiperizia: “I giudici finalmente ci credono”.

ROMA – Quando ti pestano e poi muori c’è un assassino? Oppure le botte sono solo botte e il resto lo fa l’incuria? Le due verità sul caso Cucchi vanno alla prova. Dopo l’esame di 29 consulenti di parte, praticamente il gotha della medicina legale in Italia, il 9 maggio la seconda Corte d’assise di Roma affiderà una maxiperizia per stabilire se al centro della scena c’è un omicidio.

Quali sono i dubbi di questo processo, i nodi da sciogliere? «Lo Stato se l’è preso vivo e ce lo ha ridato morto», sostiene la famiglia di Stefano. La procura racconta invece la storia di un giovane arrivato in tribunale per la convalida di un fermo per droga, che viene picchiato nei sotterranei e poi abbandonato all’ospedale Pertini di Roma. Una verità terribile, ma «insufficiente», «monca» per chi ha perso un figlio con due fratture alla spina dorsale. La dialettica nel bunker di Rebibbia non si gioca tra Accusa e Difesa, come sempre in un processo. «Ma tra i pm e noi parte civile», dice Ilaria Cucchi. (altro…)

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