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Posts Tagged ‘procura’

Vi prego: per una volta non minimizziamo, non cambiamo argomento, non dividiamoci fra guelfi ghibellini e menefreghisti, non rimpalliamoci il vuoto citando a mo’ di antidoto le fregnacce golpiste di quell’Asor Rosa. Concentriamoci tutti, invece, su quest’unica frase: «Via le Br dalla Procure». Lo striscione che la contiene campeggiava ieri sui muri di Milano, ispirato dall’ultima devastante boutade di un signore eletto dai cittadini per occupare una delle molte cellule (non l’unica) dell’organismo democratico: la presidenza del Consiglio. Se capisco bene, gli autori del manifesto sono convinti che i magistrati che indagano su di lui siano per ciò stesso paragonabili a degli assassini. Il legame fra due realtà antitetiche – Procure e Br, Stato e Antistato – sarebbe ravvisato da costoro nel furore ideologico. I giudici indagano come i terroristi ammazzavano: per odio di classe nei confronti dell’avversario politico. (altro…)

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Indignato Bruti Liberati: «Ci sono state davvero, ma per assassinare magistrati». Fini: si accerti paternità.

MILANO – Venerdì mattina a Milano, negli spazi riservati alla propaganda elettorale, è stato affisso un manifesto che recita «Via le Br dalle Procure». I manifesti, rossi con scritte bianche, recano la firma «Associazione dalla parte della democrazia», la stessa associazione priva di un sito Internet e di qualunque riferimento che ha firmato in passato una serie di manifesti pro-Berlusconi apparsi a Milano. Il fatto ha provocato l’indignazione del Procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati: «Rammento che a Milano le Br in Procura ci sono state davvero: per assassinare magistrati», è il suo commento. (altro…)

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Voleva il Tribunale dei ministri? Accontentato. Interrompendo un lungo filotto di archiviazioni ai limiti dell’insabbiamento, la Procura di Roma ha trovato finalmente il coraggio di vedere anche i reati di B. I precedenti, degni del porto delle nebbie, non facevano ben sperare. Trasvolate da Roma a villa Certosa sull’aereo di Stato con menestrelli, ballerine e mignotte? Archiviazione. Telefonate a Saccà per sistemare le amichette a Raifiction? Archiviazione. Compravendita di senatori dellUnione per rovesciare Prodi? Archiviazione. Si cominciava a temere che i vertici della Procura capitolina l’avrebbero fatto archiviare anche se fosse entrato nudo in un asilo con l’impermeabile spalancato. 
Invece hanno deciso di fare sul serio almeno nell’inchiesta aperta poco più di un anno fa dalla Procura di Trani e poi trasmessa a Roma per competenza. Le ipotesi di reato, per B., erano e sono minaccia a corpo politico dello Stato e concussione. L’accusa, quella di aver tentato di costringere l’Agcom, Autorità cosiddetta indipendente presieduta da Corrado Calabrò, a fornire al direttore generale della Rai Mauro Masi il pretesto giuridico per chiudere Annozero. Fantasie di una “procura periferica”, ridacchiò il premier. (altro…)

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“Oggi pomeriggio decideremo se solo per concussione o anche per prostituzione minorile” rivela il procuratore. L’inchiesta di Napoli resta separata. Il Pd smentisce la richiesta di audizione della giovane marocchina.

MILANO – La procura di Milano domani inoltrerà la richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi indagato per la vicenda Ruby. Lo ha detto il procuratore Edmondo bruti Liberati. I magistrati quindi si prendono un’altra giornata di riflessione per valutare se chiedere il giudizio immediato per entrambe le accuse che riguardano il premier: la concussione e la prostituzione minorile, o, come era stato ventilato nei giorni scorsi, chiederlo solo per la concussione. “Oggi pomeriggio faremo una riunione conclusiva” rivela il procuratore. Che precisa: “‘Non c’è nessuna seconda parte lesa”. Un riferimento diretto alla possibilità che nel capo d’imputazione possa essere indicata come parte lesa oltre a Ruby, l’altra ragazza all’epoca dei fatti minorenne, Iris Berardi. Quest’ultima sarebbe stata presente nella residenza di Arcore, secondo i magistrati, la notte tra il 12 e il 13 dicembre del 2009. (altro…)

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Il premier e l’ex sindaco mafioso si incontrarono tre volte a Milano, e in due occasioni c’era anche la moglie del politico corleonese, Epifania Scardino, che oggi ha parlato degli appuntamenti d’affari cui lei stessa ha partecipato. La Procura sta indagando sui presunti investimenti illeciti del tesoro del marito che sarebbe in parte finito nel complesso edilizio Milano 2.

I due biglietti scritti da Vito Ciancimino in cui si fa riferimento ad alcuni investimenti di mafia nel cantiere di Milano 2.

L’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino incontrò l’allora imprenditore Silvio Berlusconi in tre occasioni, a Milano, dopo il ’72. A due dei colloqui, avvenuti in un ristorante di Milano, partecipò anche Epifania Scardino, moglie del politico corleonese. A confermarlo ai pm di Palermo Paolo Guido e Nino Di Matteo, durante un interrogatorio che è stato secretato, è stata la stessa vedova. La donna, sentita alla presenza dell’avvocato, ha anche ricordato che i due parlarono di affari.

E’ la prima volta che Scardino rivela ai pm la sua presenza ai colloqui tra Berlusconi e il marito. Interrogata a luglio e settembre scorsi, infatti, aveva riferito di aver saputo dall’ex sindaco che i due si erano visti tre volte, ma non aveva fatto cenno alla sua partecipazione, di cui invece aveva parlato il figlio Massimo Ciancimino durante una trasmissione televisiva su La7.

L’incontro sarebbe avvenuto in un ristorante di via Diaz a Milano. La Procura sta indagando sui presunti investimenti illeciti del tesoro di Vito Ciancimino che secondo il figlio Massimo sarebbe in parte finito nel complesso edilizio Milano 2. Epifania Scardino viene sentita anche dal pm Sergio De Montis e dall’aggiunto Antonio Ingroia sul caso del giornalista Mauro De Mauro, scomparso a Palermo nel ’70. La donna dovrebbe riferire sui rapporti di amicizia tra il marito e l’ex procuratore di Palermo Pietro Scaglione ucciso il 5 maggio del 1971.

La decisione di interrogare la vedova è stata presa dopo la consegna da parte del figlio ai pm di Palermo, che per il delitto processano il boss Totò Riina, degli appunti manoscritti del padre in cui si sostiene che l’omicidio del giornalista inaugurò una stagione di delitti in cui Cosa nostra avrebbe agito su input istituzionali. Massimo Ciancimino, poi interrogato dai magistrati, ha anche raccontato di avere saputo che il padre parlò delle sue intuizioni sul caso De Mauro al procuratore Scaglione di cui era amico. Il figlio dell’ex sindaco deporrà venerdì prossimo al processo de Mauro. Secondo indiscrezioni il boss Totò Riina, in quella sede, potrebbe fare dichiarazioni spontanee. (altro…)

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