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Posts Tagged ‘profughi’

Strutture

Il piano.

Il Viminale dispone che dal 23 agosto vengano dislocati1.800 bimbi soli finora ospitati negli hotspot.

Duecentocinquanta andranno in Campania, 150 in Puglia e altrettanti in Basilicata, 100 in Piemonte e 100 in Emilia Romagna, 200 verranno equamente ripartiti tra Liguria, Toscana, Marche e Sardegna, altri 200 in Calabria e 650 rimarranno in Sicilia ma troveranno ospitalità in 13 dei 36 nuovi centri previsti dal piano di qualificazione del sistema nazionale di prima accoglienza con il quale il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, diretto dal prefetto Mario Morcone, prova a dare una prima risposta all’emergenza dei minori migranti non accompagnati che ha toccato numeri da record: 11.797 quelli arrivati nei primi sette mesi dell’anno a fronte dei 12.630 del 2015 quando gli arrivi dei piccoli migranti erano già triplicati rispetto a cinque anni fa.

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SolidarietàL’ESODO.

E da Vienna 140 auto di volontari vanno a Budapest a prendersi i migranti.

E ora provate a dire di no al Papa.Sorpassando a sinistra, ancora un volta, tutte le silenziose voci nostrane – che semmai invocano la Fase 2 del programma immigrazione: “Bombardiamoli” – Bergoglio ieri si è appellato “alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa: esprimete – ha detto durante l’Angelus – la concretezza del Vangelo e accogliete una famiglia di profughi”. E non importa se i governanti alzano i muri e danno i numeri, sembra dire il Papa: “Mi rivolgo ai miei fratelli vescovi d’Europa, veri pastori, perché nelle loro diocesi sostengano questo mio appello, ricordando che Misericordia è il secondo nome dell’Amore”. (altro…)

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Migranti

Ungheria

Al grido di “Germania, Germania” a migliaia hanno cercato di salire sui treni. Ma gli agenti di Orbán sono stati inflessibili per fermare uomini, donne e bambini. In molti avevano regolari biglietti comprati con i sacrifici di una vita.

BUDAPEST – L’ODORE di pochi lacrimogeni aleggia appena nell’aria qui a Bàross Tèr, la splendida piazza che ti evoca l’Austria-Ungheria di Robert Musil e Stefan Zweig. Adesso Keleti Palyaudvàr, la monumentale stazione est, è vuotata dei migranti — “clandestini” o négerek li chiamano qui — pazienza se di tasca loro avevano già in tasca il biglietto per la Germania terra promessa, pagato 100 euro a testa e incassato dalle ferrovie ungheresi, una fortuna. «Germania, Germania, viva Angela Merkel », gridano i “dannati della Terra”.
Il blitz è scattato nel mattino: centinaia di agenti della Rendorség, la polizia statale, li hanno buttati tutti fuori. Poche ore dopo, parlava un portavoce del governo: «Non ci pieghiamo ai diktat dei governi di sinistra come quello tedesco». Non importa che Angela Merkel non sia di sinistra, né che abbia appena dichiarato guerra agli xenofobi. Budapest sfida l’Europa di “Angie”, lo vedi in strada, costruendo l’Europa dei nuovi Muri. (altro…)

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profughi

L’Europa, intesa come unione europea, è riuscita ad imporre alla Grecia una linea politica e una linea economica, anche andando sopra l’esito delle elezioni (dove i cittadini avevano scelto per il paese un altra politica).
Contro Tsipras e contro il suo ministro Vaoufakis (definito buffone, stravagante, incompetente) abbiamo puntato il dito, abbiamo tenuto una linea dura, abbiamo usato dei ricatti (i soldi alle banche). (altro…)

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UE

La Commissione approva le misure sull’immigrazione: i rifugiati saranno ridistribuiti. Ma c’è già chi si sfila.

BRUXELLES – Con una decisione storica l’Europa ha finalmente accettato di farsi carico collettivamente della questione dei flussi migratori. La Commissione ha approvato ieri “l’Agenda europea sulla migrazione”: una serie di proposte che finiranno ora all’esame dei governi. Il documento prevede una lunga lista di misure, alcune volte a far fronte all’emergenza, altre destinate ad affrontare gli aspetti strutturali del fenomeno migratorio.
Nell’immediato, Bruxelles propone di ridistribuire tra tutti gli stati membri un contingente di rifugiati ora ospitati in Italia, Grecia e Malta sulla base di una chiave di ripartizione vincolante che terrà conto della popolazione, del prodotto interno lordo, del numero di rifugiati già ospitati e del tasso di disoccupazione.

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La caccia

In discussione l’Agenda, Juncker potrebbe stralciare le cifre L’Italia chiede di ospitare il quartier generale della missione.

BRUXELLES – Dovrà faticare non poco il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker per far approvare oggi dal collegio dei commissari l’Agenda europea per la migrazione così come è stata preparata dai due vicepresidenti Franz Timmermans e Federica Mogherini. I punti che ancora restano da definire sono numerosi. E su alcuni di essi ci si attende una discussione accanita.
La questione politicamente più sensibile è l’attribuzione di quote obbligatorie di richiedenti asilo che ogni Paese dovrà accogliere in base ad una chiave di ripartizione che verrà proposta dalla Commissione. I contingenti da redistribuire sono due. Il primo è composto da rifugiati già ammassati nei centri di accoglienza italiani, greci e maltesi. Il secondo da profughi che attualmente si trovano nei campi al di fuori dai confini della Ue e che intendono chiedere asilo. Per quest’ultimo la Commissione dovrebbe proporre di accoglierne 20mila, come chiede l’Onu. Ma giuridicamente non potrà imporre agli Stati membri di ospitarli. Si limiterà dunque a suggerire una quota per ogni Paese, che però sarà libero di accettare o meno la proposta.

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La Città dei profughi.

Viaggio nei campi del Kurdistan iracheno tra i 250 mila cacciati dalla Siria. Con le tende che sprofondano nel fango e l’incubo polio.

DOHUK FENSA tira fuori un quadro.
C’è una vasca, e dei pesci che fluttuano nell’aria, ma hanno facce di bambini che versano lacrime. Sono i bambini rifugiati, pesci fuor d’acqua. Lei ha 27 anni, sta in tenda con fratello, cognata e i loro tre bambini. Sono arrivati a piedi, un anno fa. Ho imparato a disegnare per insegnare ai bambini, dice. «Non mi sento una rifugiata, mi sento una volontaria, spiego l’igiene, i diritti delle donne». (altro…)

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In fuga da guerra e fame la generazione perduta dei bambini siriani.
Un milione di minori nei campi, 7 mila uccisi.
L’emergenza.

Il milionesimo profugo bambinoC’È MOLTO posto, nel deserto. Però c’è solo posto. Tutto il resto bisogna portarlo. La città di tende si chiama Zaatari, nel deserto giordano, a 12 km dalla frontiera siriana. Era seconda per grandezza nella classifica mondiale dei campi profughi, dopo Dadaab, oltre il confine somalo del Kenya; ora sarà superata da un’altra, Azraq.

MESSA da parte la compassione, rende orgogliosi del nostro progresso guardare Zaatari dal computer di casa, mappe satellitari — clicca per ingrandire — filmati — il giro del campo in auto prende 20 minuti, accelerato 41 secondi — fotografie, interviste. La contabilità dell’Onu ha appena aggiornato le cifre. Due milioni e mezzo di rifugiati fuori dalla Siria, un milione sono bambini, la gran maggioranza sotto i dieci anni — orfani, ma anche affidati dai genitori a qualcuno purché li portasse via, a costo di non rivederli più — quattro milioni e mezzo di sfollati nel paese, e due milioni sono bambini. (altro…)

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Poi, ogni tanto, succedono cose così: un parroco stringe la mano a dei profughi e allora una signora si incazza col sindaco, perché con quelle stesse mani il parroco dà la comunione al figlio.
Io, che non frequento la religione ma due o tre cose le ho lette, continuo a domandarmi perché questa gente si prima professi cristiana, e poi faccia cose per cui Cristo sarebbe inorridito.
Mah.

metilparaben.blogspot.com

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Un immigrato clandestino nel porto di Lampedusa (Italia). AFP.

 Di recente 25 migranti sono morti soffocati nella stiva di un’imbarcazione diretta in Italia. La loro tragica fine non è soltanto l’ennesimo episodio della decennale emergenza dei profughi in viaggio verso le coste meridionali dell’Europa, ma fa parte di una precisa strategia di dissuasione nei confronti dei migranti in cerca di asilo politico.

Venticinque migranti sono morti soffocati nella stiva di un’imbarcazione diretta in Italia. La loro tragica fine non è soltanto un altro episodio della decennale crisi dei disperati del mediterraneo sulle coste meridionali dell’Europa, ma fa parte di una strategia di dissuasione nei confronti dei migranti in cerca di asilo politico. (altro…)

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Da un rapporto di Medici senza frontiere la voce dei profughi intrappolati nel centro per la lentezza della commissione. Abdoul: “Da quando sono arrivato a Mineo, non faccio altro che camminare in circolo, sembra di essere in carcere”.

Roma – Depressione, solitudine, isolamento e 7 persone che hanno già tentato il suicidio perché “dopo essere stati intrappolati in Libia, i cittadini stranieri sono ora intrappolati nei campi e nei centri di accoglienza, dove vivono condizioni molto precarie, senza prospettive per il futuro”. E’ il ritratto a tinte fosche che arriva da una voce indipendente all’interno del Cara di Mineo (Ct). Si tratta dell’Ong Medici senza frontiere che ha raccolto in un dossier le voci dei migranti “Dall’inferno al limbo”. Msf è presente nel residence degli Aranci di Mineo per un progetto di salute mentale che avrà una sperimentazione di due mesi, con attività psicosociali rivolte a 350 ospiti sul quasi duemila che affollano il mega centro di accoglienza per richiedenti asilo. Il rapporto è un modo per fare arrivare le testimonianze dei profughi ai giornalisti che non possono entrare nei centri a causa del divieto del Viminale. (altro…)

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I ragazzi vagano per il prato dove la scorsa notte hanno dormito un centinaio di migranti tunisini. Distribuiscono cibo, vestiti, bottiglie d’acqua. «Da dove venite?» . Un paese qui accanto, dicono. «Quale?» . Non rispondono. Hanno già dato con i media. Sono di una piccola città che dista appena nove chilometri dalla tendopoli di Manduria. Si chiama Avetrana. Pochi mesi fa divenne famosa per la tragica storia di Sarah Scazzi, e per la follia collettiva che si scatenò intorno a quel delitto. Quando ogni limite nella corsa al voyeurismo fu superato, cominciò un curioso tiro al piccione nei confronti dei concittadini di Sarah, colpevoli di prestarsi al gioco, rintronati e compiaciuti dalla sovraesposizione mediatica. (altro…)

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Se da noi finisse come in Egitto.

Chi l’avrebbe mai detto che i moti d’Africa e il
ribaltone politico iniziato nei paesi della costa
mediterranea, sarebbe sfociato in un cataclisma a
effetto domino del genere? Eppure è successo: ci
troviamo alla metà del 2012, soltanto un anno e mezzo dopo la prima grande ribellione avvenuta in Tunisia, con la cosiddetta “Rivolta del Pane”: migliaia
di cittadini di tutte le classi sociali hanno manifestato per settimane. Ci sono stati numerosi morti e feriti. Subito appresso è esplosa la rivolta in Algeria, altri morti, altri feriti, poi a catena l’Egitto, Iran, Libia, Bahrein e Yemen e anche se apparentemente sembrava non entrarci nulla con le rivolte d’Africa, anche l’Albania. (altro…)

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Forse voi. Io no. Io sono la solita vecchiaccia ipercritica e non ne posso più di tutto questo buonismo, di questi inviti al “volemose bene” che tanto non cambiano la vita di alcuno. Di questa corsa al regalo ed alla tavola di prelibatezze dal costo proibitivo. Che poi magari il tuo vicino ti sta pure antipatico, ma è natale e non glielo puoi dire… e questo è proprio il meno.

Sono stanca di un babbo natale che sarà pure rosso, come dice Crozza, ma è anche parziale e fazioso, visto che continua a portare il superfluo a chi non sa che farsene e agli altri, se va bene, nulla.

Data la premessa, non credo vi stupiranno i miei auguri… che cominciano con una “frase storica”:

“Caro Gesù Bambino, ti ringrazio per aver esaudito i miei desideri dell’anno scorso. Ti avevo chiesto di eliminare la fame nel mondo, ed infatti quelli che avevano fame sono quasi tutti morti.” (Giobbe Covatta)

e adesso, una galleria di immagini. Nemmeno tutte, sono stata attenta a non disturbare troppo la sensibilità di qualcuno…

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http://solleviamoci.files.wordpress.com/2010/12/natale2bnero1.jpg?w=300

Infine gli auguri veri e propri: ai diseredati della terra, agli emarginati, ai diversi, agli studenti incupiti, ai lavoratori cassintegrati precarizzati sfruttati disoccupati mobilizzati, alle parti civili dei processi contro aziende criminali, ai profughi, agli immigrati in cerca di futuro e pace, ai preti di strada, a chi combatte mafia e poteri forti, ai poliziotti democratici, ai malati, ai giudici coscienziosi, ai volontari, agli aquilani traditi, ai napoletani presi per i fondelli, ai comunisti in cerca di casa, a chi fa quello che dice, agli anarchici bastonati, agli ultimi ed agli umili ed a tutti gli amici che condividono le mie passioni e le mie lotte va il mio pensiero e l’augurio che l’anno nuovo ci porti una società più equa e solidale e pacifica (senza scordare che ce la dobbiamo conquistare).

A tutti gli altri, gerarchie ecclesiastiche e politiche, ai potenti della terra, ai sepolcri imbiancati di qualsiasi tipo e natura ed ideologia, alle forze dell’ordine dal manganello facile, ai duri con i deboli e servi con i forti, ai carrieristi, ai liberisti, ai ladri, ai collusi, ai dittatori più o meno in atto… auguro che si possano svegliare un giorno con il dio in cui dicono di credere che chiede loro conto del comportamento tenuto, e che li giudichi con giustizia.

Perché per me, o è natale per tutti, o non lo è per alcuno.

solleviamoci.blogspot.com

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