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Posts Tagged ‘profughi’

In fuga da guerra e fame la generazione perduta dei bambini siriani.
Un milione di minori nei campi, 7 mila uccisi.
L’emergenza.

Il milionesimo profugo bambinoC’È MOLTO posto, nel deserto. Però c’è solo posto. Tutto il resto bisogna portarlo. La città di tende si chiama Zaatari, nel deserto giordano, a 12 km dalla frontiera siriana. Era seconda per grandezza nella classifica mondiale dei campi profughi, dopo Dadaab, oltre il confine somalo del Kenya; ora sarà superata da un’altra, Azraq.

MESSA da parte la compassione, rende orgogliosi del nostro progresso guardare Zaatari dal computer di casa, mappe satellitari — clicca per ingrandire — filmati — il giro del campo in auto prende 20 minuti, accelerato 41 secondi — fotografie, interviste. La contabilità dell’Onu ha appena aggiornato le cifre. Due milioni e mezzo di rifugiati fuori dalla Siria, un milione sono bambini, la gran maggioranza sotto i dieci anni — orfani, ma anche affidati dai genitori a qualcuno purché li portasse via, a costo di non rivederli più — quattro milioni e mezzo di sfollati nel paese, e due milioni sono bambini. (altro…)

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Poi, ogni tanto, succedono cose così: un parroco stringe la mano a dei profughi e allora una signora si incazza col sindaco, perché con quelle stesse mani il parroco dà la comunione al figlio.
Io, che non frequento la religione ma due o tre cose le ho lette, continuo a domandarmi perché questa gente si prima professi cristiana, e poi faccia cose per cui Cristo sarebbe inorridito.
Mah.

metilparaben.blogspot.com

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Un immigrato clandestino nel porto di Lampedusa (Italia). AFP.

 Di recente 25 migranti sono morti soffocati nella stiva di un’imbarcazione diretta in Italia. La loro tragica fine non è soltanto l’ennesimo episodio della decennale emergenza dei profughi in viaggio verso le coste meridionali dell’Europa, ma fa parte di una precisa strategia di dissuasione nei confronti dei migranti in cerca di asilo politico.

Venticinque migranti sono morti soffocati nella stiva di un’imbarcazione diretta in Italia. La loro tragica fine non è soltanto un altro episodio della decennale crisi dei disperati del mediterraneo sulle coste meridionali dell’Europa, ma fa parte di una strategia di dissuasione nei confronti dei migranti in cerca di asilo politico. (altro…)

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Da un rapporto di Medici senza frontiere la voce dei profughi intrappolati nel centro per la lentezza della commissione. Abdoul: “Da quando sono arrivato a Mineo, non faccio altro che camminare in circolo, sembra di essere in carcere”.

Roma – Depressione, solitudine, isolamento e 7 persone che hanno già tentato il suicidio perché “dopo essere stati intrappolati in Libia, i cittadini stranieri sono ora intrappolati nei campi e nei centri di accoglienza, dove vivono condizioni molto precarie, senza prospettive per il futuro”. E’ il ritratto a tinte fosche che arriva da una voce indipendente all’interno del Cara di Mineo (Ct). Si tratta dell’Ong Medici senza frontiere che ha raccolto in un dossier le voci dei migranti “Dall’inferno al limbo”. Msf è presente nel residence degli Aranci di Mineo per un progetto di salute mentale che avrà una sperimentazione di due mesi, con attività psicosociali rivolte a 350 ospiti sul quasi duemila che affollano il mega centro di accoglienza per richiedenti asilo. Il rapporto è un modo per fare arrivare le testimonianze dei profughi ai giornalisti che non possono entrare nei centri a causa del divieto del Viminale. (altro…)

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I ragazzi vagano per il prato dove la scorsa notte hanno dormito un centinaio di migranti tunisini. Distribuiscono cibo, vestiti, bottiglie d’acqua. «Da dove venite?» . Un paese qui accanto, dicono. «Quale?» . Non rispondono. Hanno già dato con i media. Sono di una piccola città che dista appena nove chilometri dalla tendopoli di Manduria. Si chiama Avetrana. Pochi mesi fa divenne famosa per la tragica storia di Sarah Scazzi, e per la follia collettiva che si scatenò intorno a quel delitto. Quando ogni limite nella corsa al voyeurismo fu superato, cominciò un curioso tiro al piccione nei confronti dei concittadini di Sarah, colpevoli di prestarsi al gioco, rintronati e compiaciuti dalla sovraesposizione mediatica. (altro…)

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Se da noi finisse come in Egitto.

Chi l’avrebbe mai detto che i moti d’Africa e il
ribaltone politico iniziato nei paesi della costa
mediterranea, sarebbe sfociato in un cataclisma a
effetto domino del genere? Eppure è successo: ci
troviamo alla metà del 2012, soltanto un anno e mezzo dopo la prima grande ribellione avvenuta in Tunisia, con la cosiddetta “Rivolta del Pane”: migliaia
di cittadini di tutte le classi sociali hanno manifestato per settimane. Ci sono stati numerosi morti e feriti. Subito appresso è esplosa la rivolta in Algeria, altri morti, altri feriti, poi a catena l’Egitto, Iran, Libia, Bahrein e Yemen e anche se apparentemente sembrava non entrarci nulla con le rivolte d’Africa, anche l’Albania. (altro…)

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