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Posts Tagged ‘protocollo di kyoto’

Il grande caldoI Paesi arabi sembrano aver preso la questione del riscaldamento globale più seriamente di noi. Di recente nel Golfo è stata avviata una seria politica di finanziamento delle energie rinnovabili. Ad Abu Dhabi è stata progettata e in parte già costruita un’intera città a impatto zero. Quando il petrolio sarà finito, potremmo ritrovarci ad acquistare da loro anche l’energia solare. In Italia, infatti, dopo il boom degli scorsi anni, la spinta alla costruzioni di nuovi parchi eolici e impianti fotovoltaici si è esaurita, Enel tiene ancora in piedi centrali termoelettriche e, anche nell’ultimo piano industriale, ha confermato la scelta del carbone. (altro…)

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Foreste europee

Si assottiglia un importante bacino d’assorbimento per i gas climalteranti.

Le foreste europee stanno raggiungendo il punto di saturazione di assorbimento di carbonio, almeno stando ai risultati dello studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature”. Dal 2005, la quantità di CO2 atmosferica assorbita dalle piante del vecchio continente sta rallentando. Scrivendo su Nature Climate Change, i ricercatori affermano che questo è stato il risultato combinato della diminuzione della massa degli alberi, la generale deforestazione e l’impatto diffuso dei disturbi naturali. (altro…)

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I paesi aderenti alla «Alleanza bolivariana dei popoli della nostra America», o Alba, sono arrivati con una strategia comune alla conferenza dell’Onu sul clima, che ha preso avvio questa settimana a Durban (Sudafrica). Venezuela, Cuba, Bolivia, Ecuador, Nicaragua, Saint Vincent e Grenadine, Dominica, Antigua e Barbuda hanno concordato una piattaforma comune durante un incontro preliminare ospitato dalla Bolivia. Ed è una strategia chiara: i paesi dell’Alba respingono il pannicello caldo delle «riduzioni volontarie delle emissioni» proposte dalle nazioni ricche (è la linea portata avanti dagli Stati uniti e altre nazioni occidentali: non fissare limiti vincolanti alla quantità di gas serra che ciascun paese può emettere, ma ripiegare sugli impegni volontari). Propongono invece di «far proseguire e rafforzare» il Protocollo di Kyoto in quanto «unico accordo internazionale legalmente vincolante». A Durban occorre agire in nodo «ambizioso, equilibrato, scientifico, equo», dicono, rispettando i principi della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici, approvata nel 1992 a Rio de Janeiro: in particolare i principi di eguaglianza e di responsabilità comune ma differenziata. (altro…)

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È partita mercoledì 30 novembre a Durban in Sudafrica la diciassettesima Conferenza Internazionale sul Clima nella quale 195 Paesi fino al 9 dicembre tenteranno di superare l’impasse che da anni ostacola l’assunzione di impegni necessari per affrontare l’emergenza climatica e avviare un processo di transizione rapida verso modelli produttivi e di consumo capaci di ridurre le emissioni di gas serra. Lo snodo centrale è rappresentato dal difficile accordo per stabilizzare l’aumento della temperatura del Pianeta, Per le associazioni ambientaliste le cose da fare sono tante. Ma c’è la volontà? “A Durban si gioca una partita cruciale, quella per mantenere viva la possibilità di giungere al più presto ad un accordo globale sul clima” ha spiegato negli scorsi giorni Legambiente nel documento La posta in gioco a Durban (.pdf). Una possibilità, oggi, ancora vincolata al rinnovo del Protocollo di Kyoto, fondamentale per sbloccare l’attuale stallo dei negoziati. “Rinnovare Kyoto – ha precisato Legambiente – significa, infatti, dare continuità all’unico strumento legalmente vincolante nell’azione globale contro i mutamenti climatici”. (altro…)

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Doveva ridurre il surriscaldamento globale. Dietrofront degli Stati per carenza di fondi.

L’era di Kyoto è alla fine. Non è stata un successo. Il Protocollo ratificato da 191 Paesi (ma non dagli Stati Uniti) doveva agire da moltiplicatore degli sforzi per limitare il surriscaldamento del pianeta: per qualche tempo c’è riuscito ma non nella misura voluta. Ora sta lentamente spegnendosi. In un rapporto pubblicato ieri dalle Nazioni Unite e dal World Resources Institute di Washington si legge che «le emissioni (di gas serra, ndr) stanno ancora crescendo e gli impegni per azioni di riduzione future, in aggregato, sono inferiori a quanto la scienza suggerisce essere necessari».
Soprattutto, succede che la crisi finanziaria mondiale ha bloccato — anzi, ha fatto retrocedere — molti degli sforzi che si stavano facendo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra: nessuno vuole più prendere impegni, costa troppo. (altro…)

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