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Posts Tagged ‘regime’

Aliya, Zhasaral e gli altri “Così combattiamo il regime nella terra dei dissidenti”.
Kazakhstan, la battaglia dei “nemici” di Nazarbaev.
Il reportage.

ALMATY-ALIYA ha 31 anni, è avvocata, l’avevo incontrata ad Astana, dove la Corte Suprema ha respinto il ricorso di suo marito Vladimir Kozlov. La rivedo ad Almaty, alla vigilia della partenza per Petropavlovsk, dove lui è recluso. Stanno insieme da 11 anni. È incinta, al terzo mese: in Kazakhstan sono permessi gli incontri riservati fra i coniugi.

Mi racconta l’arresto, in un’alba di gennaio 2012, con uno spiegamento tremendo. Non sa dov’è, finché la chiamano per consegnarle cappello, sciarpa, lacci delle scarpe. Un mese prima, il 16 dicembre, giorno dell’indipendenza, erano ad Almaty a deporre una corona al monumento al Zheltoksan — vuol dire dicembre — in memoria della rivolta del 1986 contro l’arroganza del Cremlino. Dalla lontana Zhanaozen arriva la notizia del massacro di lavoratori. «Sentivamo al telefono gli spari, poi hanno tagliato le comunicazioni». (altro…)

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In estrema sintesi sta succedendo questo: il 6 luglio l’AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.
Siccome, con ogni evidenza, si tratta di una misura degna dei peggiori regimi, sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche per evitare che venga approvata.
Cosa puoi fare:

  • se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
  • vai alla pagina di Agorà Digitalein cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  • firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  • partecipa e invita tutti i tuoi amici a “La notte della rete“: 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.

Mi sa che è ora di darsi da fare: altrimenti tra poco rischiamo di essere cancellati.
A me la prospettiva non piace per niente.
E a voi?

Da metilparaben.blogspot.com

 

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Il reclutamento di Ferrara e (forse) Sgarbi nei palinsesti Rai è una buona notizia, perché aggiunge due voci non banali all’ offerta televisiva. Chi non li sopporta (e sono in tanti) potrà rimediare con l’ arma finale di ogni teleutente: cambiando canale. Ma la buona notizia è fortemente condizionata dalle altre scelte della televisione pubblica. Se ai due nuovi ingressi dovessero corrispondere, come è nell’ aria, epurazioni e soppressioni di programmi considerati «di sinistra», Ferrara e Sgarbi si troverebbero in una detestabile condizione: quella di rimpiazzi filogovernativi che vanno a maramaldeggiare su un campo di battaglia coperto dai cadaveri dei vinti. (altro…)

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Il Colonnello arringa poche migliaia di sostenitori. A Tripoli si spara. Fonti locali dicono che Gheddafi controlla ormai solo il suo quartier generale. Tutto l’est del Paese è in mano agli insorti. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon propone il divieto di concedere visti al dittatore e al suo clan.

Continua la guerra civile in Libia e prosegue l’isolamento di Muammar Gheddafi. Il colonnello oggi è apparso nella piazza Verde a Tripoli e ha arringato un gruppo di suoi supporter. Le sue parole sono sembrate più il delirio di un pazzo che l’intervento di un capo di stato. “Chi non mi ama non merita la vita, sarà un inferno”, ha detto alla folla e ha aggiunto che i depositi di armamenti sono aperti per “armare il popolo e assieme combatteremo, sconfiggeremo e uccideremo chi protesta”. Il Rais ha concluso il suo intervento salutando i suoi fans e invitandoli ad andare a ballare: “sono tra voi: ballate, cantate e siate felici”. (altro…)

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Massima gratitudine ai noti statisti Alfano, Maroni, La Russa, Mantovano e Gasparri per avere spiegato agli studenti anti-Gelmini che cosa il governo si aspetta dalla loro manifestazione di martedì: il sangue. Il regime ha bisogno di violenze e feriti (e se ci scappa il morto, pazienza), per portare a termine il suo disegno incostituzionale sull’Italia. Il mercato dei deputati è bastato per la striminzita fiducia del 14 dicembre, ma per conservare le poltrone e approvare le leggi vergogna ancora in cantiere (tra cui la Gelmini) ci vuol altro. Bisogna costringere l’Udc a rimpiazzare Fli, restituendo al governo quella maggioranza di 50-60 deputati necessaria a rimetterlo in sicurezza a Montecitorio. Il Vaticano si sta molto prodigando in tal senso, ma occorre un 11 settembre all’italiana per simulare un clima da emergenza democratica che aiuti B. a gabellare per interessi nazionali i suoi affaracci penali, a farsi scudo delle istituzioni in pericolo per perpetuare la sua voglia d’impunità. Il nemico è alle porte, stringiamoci a coorte. Per questo la banda soffia sul fuoco con proposte impraticabili: vietare le piazze a persone incensurate con provvedimenti da stadio, minacciare i tribunali per cambiare le sentenze a proprio uso e consumo, arrestare preventivamente qualcuno perché Gasparri pensa che potrebbe commettere reati, cazzate così. Roba che una persona normale si vergognerebbe non dico di enunciarla, ma pure di pensarla. Però utilissima a soffiare sul fuoco, nella speranza che domani si scateni il caos, magari con l’aiuto di qualche reduce di quella manovalanza della violenza da sempre pronta a “destabilizzare per stabilizzare”. Ora, grazie a Gasparri & C., chi domani sarà in piazza (speriamo tanti) sa cosa si attende da lui il regime: che sfasci tutto, crani, ossa, bancomat, automobili. La violenza è l’ultima speranza di un governo disperato. (altro…)

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Nell’estate del 1994, la prima di B. al governo, Montanelli scrisse sulla Voce: “Oggi, per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul Palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la televisione. Il risultato è scontato: il sudario di conformismo e di menzogne che, senza bisogno di leggi speciali, calerà su questo Paese riducendolo sempre più a una telenovela di borgatari e avviandolo a un risveglio in cui siamo ben contenti di sapere che non faremo in tempo a trovarci coinvolti”. Sette anni dopo, l’ultima volta che s’incontrarono in tv, nel 2001, Biagi gli chiese una previsione. E lui: “Berlusconi, se vince, governerà senza quadrate legioni, ma con molta corruzione” (il direttore di Rai1, Maurizio Beretta, censurò la frase e fece subito carriera in Confindustria). Ecco, quel che è accaduto ieri nel regno dei morti – Montecitorio, l’unico posto al mondo dove B. ha ancora la maggioranza – è una mirabile sintesi del regime Tv & Corruzione denunciato fin dall’inizio da Montanelli. Anche ieri era scontato il risultato: e non perché si prevedesse che le signore Siliquini e Polidori sarebbero state colte da crisi di coscienza last minute alla toilette o dalla manicure, in perfetta simbiosi con i Calearo, i Cesario, gli Scilipoti e i Razzi; ma perché chi si proponeva di abbattere il regime non l’ha mai, in cuor suo, considerato un regime e dunque s’è comportato come se dovesse rovesciare un normale governo. Come se bastasse chiudere una parentesi aperta nel ‘94 per riportare il paese alla normalità. L’Italia, specie ai piani alti, non è più un paese: 16 anni di berlusconismo l’hanno trasformata in quella “telenovela di borgatari” avvolta in un “sudario di conformismo e di menzogne senza bisogno di leggi speciali” profetizzata dal vecchio Indro. Non c’è più arbitro, a regolare la contesa. La Corte costituzionale se la dà a gambe perché “il clima politico è surriscaldato” (dice il neo-presidente De Siervo, noto cuor di leone, che l’altra notte era da Marzullo). (altro…)

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L’apparizione del primo raggio del nuovo quarto di luna sarà funestata dalla morte di Sakineh? Il mese sacro del Ramadan sarà celebrato in Iran con la lapidazione di una donna? L’onore di una società patriarcale sarà santificato con il sangue di una «adultera»? Perché il mondo occidentale, che sobbalza a ogni notizia che riguarda il nucleare iraniano (ma non quello israeliano, pachistano…), non ha chiesto le sanzioni contro l’Iran per la questione ben più valida dei diritti umani, del diritto alla vita?
Non vogliamo difendere le sanzioni come mezzo di costrizione, sappiamo che penalizzano solo le popolazioni e non i potenti, vogliamo solo sottolineare l’ipocrisia del mondo occidentale che fa della democrazia il pretesto per sanguinose guerre (Iraq, Afghanistan, etc.) ma non è disposto a difendere i diritti universali soprattutto quando sul patibolo sale una donna.
Sakineh Mohammadi Ashtiani, 43 anni, vedova e madre di due figli, è stata condannata alla lapidazione per adulterio. Non è il primo
caso in Iran e non sarà l’ultimo. E non solo in Iran, ma anche in Arabia saudita, Afghanistan, Iraq, Bangladesh, Nigeria e molti altri paesi musulmani. Sono sempre le donne a dover salvare l’onore del marito, del maschio, della famiglia. Assolta dall’accusa di complicità nell’uccisione del marito non ha ottenuto la libertà, ha subito prima la fustigazione (99 frustate) e poi, speriamo di no, forse la condanna a morte in una delle sue modalità più atroci. Per completare il macabro spettacolo è stata costretta anche a confessare le proprie colpe in tv.
Ma di quale adulterio si tratta se non aveva nemmeno il marito? L’ossessione del controllo della sessualità rende la donna un oggetto nelle mani di un marito, di un carceriere o di un regime teocratico. (altro…)

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Giorgio Napolitano parla di anticorpi contro la corruzione: dice che l’Italia ne è dotata. Se intende che ne è dotata a sufficienza, sbaglia. Se fosse vero, non saremmo caduti così in basso. Se fosse vero, ogni volta che il capo della cricca si esibisce in pubblico ci sarebbe un popolo in rivolta. E allora sarebbe più complicato per la gendarmeria escludere i dissidenti dalle inquadrature. Ecco come alcuni cittadini con funzione di anticorpi democratici sono stati ricacciati indietro da piazza Duomo il giorno del diciottesimo anniversario dell’assassinio di Paolo Borsellino. A proposito di anticorpi (e di auto-bavagli), nessun giornale ha dato notizia di quest’abuso. Le inquadrature sono nostre. Il video è in due parti.

pieroricca.

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