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Il conduttore.

Sigfrido Ranucci “Dati incompleti sulle reazioni avverse”.

ROMA – «Nessuno mette in discussione l’utilità dei vaccini. Io ho fatto vaccinare mia figlia. Ma vogliamo parlare anche delle controindicazioni?». Travolto dalle polemiche, il conduttore di
Report Sigfrido Ranucci, difende l’inchiesta andata in onda su Rai3 criticata duramente dalla politica e dal mondo scientifico.
Ranucci, vogliamo buttare al vento anni di campagna per far vaccinare le ragazze contro il papilloma virus?

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Democratici di nuovo all’attacco per il servizio su un reclamo alla Ue sulla trasparenza scientifica firmato anche dal farmacologo Silvio Garattini. Il ministro Lorenzin: “Grave disinformazione”. Protestano pure alcuni scienziati, dal presidente dell’Iss a Burioni (San Raffaele) di cui Renzi condivide il post su facebook. Ranucci: “Li abbiamo chiamati, non hanno risposto”.

Report anti-vaccini? No, ma una nuova battaglia è aperta. Questa volta la ragione è la puntata sui vaccini anti-papilloma e in particolare sulla vigilanza dei farmaci. Solo che il messaggio che nella polemica il messaggio finale che passa è di una “campagna anti-vaccini”. Il punto è capire cosa ha raccontato Report e su cosa protestano non solo una parte di esperti, dal presidente dell’Istituto superiore di sanità alla Società dei virologi. (altro…)

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Dopo l’inchiesta sul salvataggio del quotidiano, durissimi attacchi dei dem contro il programma. Se Renzi non ha risposto e minacciato querele, il tesoriere ha pubblicato un video su Facebook. I 5 stelle: “Batteria da scuola berlusconiana”. I sindacati Fnsi e Usigrai: “Quando si dà fastidio a qualcuno scatta il bavaglio”. Il gruppo Pessina, accusato di aver accettato di intervenire in cambio di appalti, ha dato mandato ai suoi legali di avviare ogni iniziativa giudiziaria per tutelarsi. Diaconale: “In cda chiariremo ruolo dell’azienda nel programma”. (altro…)

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Prima dell’importante inchiesta sullaCoca Cola, l’appuntamento con la rubrica “Indovina chi viene a cena”: Sabrina Giannini racconta come le industrie alimentanti sanno stimolare il nostro gusto, con zucchero grasso e sale.
La chiamavano Trinità: il punto G del gusto è il punto massimo del godimento, le industrie lo conoscono bene, miscelando bene sale, zucchero e grassi.
Ma è bene conoscere gli effetti di questi ingredienti sul nostro organismo.

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I grandi sistemi urbani che stanno ridisegnando la geografia del mondo e gli investimenti delle società cinesi in Africa (non è che saranno loro a risolvere i problemi dell’immigrazione per l’Europa?).
Ma prima, Sabrina Giannini e l’inchiesta sul consumo della carne.
 
Indovina chi viene a cena – carnaio
Gli allevamenti inquinano sulla terra: la soluzione è l’hamburger chimico, fatto in laboratorio?
Sabrina Giannini è partita intervistando Sylvie Guillem, ballerina che ha preso la scelta di diventare vegana: come scelta morale, per dare una risposta al problema dell’alimentazione nel mondo.
“Anche se è una goccia nel mare, io faccio la mia parte” – questo il suo pensiero.

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Per fortuna che esistono trasmissioni come Report che ci riportano coi piedi per terra.
Che ieri sera ha raccontato cosa sta dietro gli investimenti in diamanti, i fondi di investimento e il mattone.
Che in America e in vari paesi europei è stata fatta una legge per limitare le commissioni applicate dalle banche per spillare soldi ai risparmiatori e per garantire loro tutta la trasparenza necessaria.
Legge che in Italia non si è fatta perché “ne abbiamo fatte altre”.. (altro…)

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“Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose”
Albert Einstein
Prima chiudere la stagione con i servizi su Ana, Mps .. Milena Gabanelli è tornata alla puntata su Eni che sui social e sul suo sito ha scatenato la sua battaglia contro Report: “quello che report non vi racconterà”.
Eppure Eni ha negato l’intervista a Luca Chianca, si è sottratta al confronto, non ha visto l’inchiesta e ha fatto passare sui media la sua visione mediatica d’assalto, che alla fine è stata solo una grande opera di distrazione di massa.

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gabanelli-report
Si chiude una stagione e si fanno i conti con le inchieste passate, a cominciare da quella sull’Anas.
Nell’intervista concessa a Giovanna Boursier l’ex amministratore Ciucci assicurava: “da noi non ci sono tangenti”. E infatti le chiamavano “ciliegie”, come hanno dimostrato le intercettazioni dell’inchiesta sulla dama nera, Antonella Accroglianò.

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GabbabisIeri il confronto tra aziende pubbliche sugli affari in Nigeria. Ma la notizia diventa la controffensiva sui social dell’azienda che risponde colpo su colpo con documenti, slide, precisazioni. E gli esperti sono concordi: “A prescindere dalle ragioni, per l’Italia è un punto di passaggio. I due media hanno pesi diversi, ma anche il più piccolo non va sottovalutato”.

Il telecomando in una mano, lo smartphone nell’altra. Ed è guerra mediatica senza esclusione di colpi e di mezzi (di comunicazione). Mentre ieri sera, sul piccolo schermo, scorrevano le immagini dell’inchiesta del team Gabanelli sugli affari dell’Eni in Nigeria su quello piccolissimo degli smartphone andava in onda una sorta di contro-puntata dell’ufficio stampa del colosso energetico, con tanto di repliche, documenti, accuse e commenti. La replica dell’Eni è servita a caldo, in diretta e in 140 caratteri. “Ma stasera su Rai3 danno una fiction su @eni? Ah no, è #report. Se non vi interessano le fiction qui trovate i fatti”. (altro…)

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Report di Milena Gabanelli, in onda su Rai3 subito dopo le stragi di Parigi, ha anticipato tutti sul traffico d’armi. Renzi e Alfano hanno assicurato gli italiani che saranno vigili. La   propaganda non   serve, per combattere l’Isis occorrono più fondi   all’intelligence, alle   forze di polizia e alla magistratura.Il governo non solo non investe, fa la guerra alle intercettazioni telefoniche che sono uno strumento fondamentale per le indagini. Sigfrido Ranucci è il giornalista che ha realizzato l’importante inchiesta dal titolo:Finché c’è guerra c’è speranza.Il giornalista Rai ci ha abituato a grandi reportage: dal traffico dei rifiuti alla mafia, dall’uranio impoverito al fosforo bianco usato durante i combattimenti a Fallujah in Iraq. (altro…)

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leggiCome vengono pensate e scritte le norme? L’anticipazione dell’inchiesta di Report in onda stasera alle 21.45 su Rai3 di Emanuele Bellano e Luca Chianca.

Oltre 215 milioni di euro. Tanto spende ogni anno lo Stato per rimborsare ai celiaci gli alimenti dietetici senza glutine. Più di 5mila prodotti inseriti nel registro del ministero della Salute, fra cui pasta sostitutiva fatta di farine di mais e di riso, ma anche arancini, crostatine, bignè e cioccolatini che costano fino a 110 euro al chilo.È dal 2001, con il decreto Veronesi, che il Servizio Sanitario Nazionale garantisce ai celiaci un budget di spesa mensile per comprare prodotti senza glutine. I celiaci diagnosticati, che hanno diritto all’esenzione, nel 2013 erano poco più di 164mila e oggi, visto che ogni anno le diagnosi aumentano del 10%, potremmo essere sui 190mila, con un aumento costante della spesa sanitaria.
I prodotti senza glutine si trovano nelle farmacie e anche nei supermercati.

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Due inchieste nel mondo dell’informazione: i debiti dell’Unità e il nuovo canale italiano della tv albanese, Agon Channel.
Chi ha pagato i debiti del giornale e chi sta pagando le cause civili?
Chi è l’imprenditore dietro Agon Channel, da dove arrivano i suoi soldi?
La storia del cane che ha ereditato i soldi dalla contessa tedesca è una balla: veri sono i 133 ml che Mian incassa vendendo la sua azienda ad una multinazionale tedesca e compra quote de l’Unità.
Due anni dopo l’Unità porta i libri in Tribunale: si presenta oggi un nuovo editore, Veneziani, che però ha sempre gestito quotidiani di gossip.
L’idea è di avere un giornale a 360 gradi con un linguaggio popolare” – dice Veneziani.
I soldi arrivano da una fideiussione: ma la sua holding ha 35 ml di debiti, a luglio i lavoratori di Rotoalba sono andati in sciopero. Alcuni di questi, dopo lo sciopero, sono stati licenziati.

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Il truccoVia Modesta Valenti (una senzatetto), da non confondere con la partigiana Modesta Rossi, non esiste per lo stradario di Roma. Eppure lì risiedono migliaia di immigrati stranieri e italiani senza fissa dimora, ma anche centinaia di aziende. Via Dandolo 10, invece, esiste: c’è la mensa di Sant’Egidio, ma in Comunità hanno appena scoperto – anche grazie all’inchiesta di Report in onda stasera – che a quell’indirizzo hanno sede 1.200 imprese. Per l’Agenzia delle Entrate via Valenti e via Dandolo sono dei paradisi fiscali perché non riescono a risalire ai proprietari che intestano immobili, terreni e attività commerciali agli immigrati e ai senzatetto, che per ottenere una carta di identità e l’assistenza sanitaria devono richiedere una residenza anagrafica, seppur fittizia. (altro…)

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PER controbattere alle polemiche seguite all’inchiesta di Report sul piumino d’oca, il patron di Prada dice che non è compito delle aziende fare “il carabiniere” dei produttori ai quali si affidano. Il carabiniere no; ma il responsabile ultimo della filiera produttiva sì, è esattamente questo che tocca fare a ogni brand rispettabile se mai volessimo passare dal consumismo cavernicolo nel quale siamo nati e cresciuti a un consumismo civilizzato. Sapere di che cosa è fatto, come è fatto e dove è fatto quello che comperiamo, specie ciò che mettiamo nel piatto o indossiamo, è magari impossibile nei dettagli minuti, ma è grosso modo la direzione obbligata per fare evolvere almeno un poco l’arcaico mondo dei consumi. (altro…)

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Moncler

DOPO L’INCHIESTA DI “REPORT” SU DELOCALIZZAZIONI E OCHE TORTURATE CROLLA IL TITOLO (-4,9%) DELL’AZIENDA DEI PIUMINI CHE RENZI CELEBRÒ COME UN SIMBOLO DEL MADE IN ITALY.

Almeno per ora: Report spiuma Moncler”. Questa la sintesi che si legge su Twitter della giornata trascorsa ieri dallo storico marchio di piumini, chiusa tra polemiche feroci e con un pesante tonfo in borsa (-4,9 per cento). Cosa è successo? Gli investitori hanno prezzato il colpo inflitto all’azienda di Remo Ruffini da un’inchiesta della trasmissione di Milena Gabanelli andata in onda domenica sera. Durante la puntata, la giornalista Sabrina Giannini ha mostrato la catena di produzione dell’azienda italiana – elogiata pochi mesi fa da Metteo Renzi come “esempio del made in italy” – ormai da anni concentrata nei paesi dell’Est e i brutali metodi utilizzati per la raccolta delle piume d’oca. Nei grandi allevamenti dell’Ungheria (che riforniscono mezza Europa) queste vengono spiumate vive e lasciate con la pelle lacerata: quelle che non muoiono di infezione, aspettano la successiva tornata. (altro…)

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concordia

Dopo 3 anni il relitto della Concordia con un’operazione che non ha precedenti è stato portata via per la demolizione. E la politica è accorsa a omaggiare e ringraziare Costa per l’impegno profuso. Costo totale dell’operazione: 1 miliardo e mezzo, a carico di Costa, che però paga grazie all’assicurazione. L’amministratore delegato di Costa, Thamm, dichiara: abbiamo alzato il Pil nazionale di oltre un miliardo. Applausi.

Report ha ricostruito quello che è accaduto la notte del naufragio della Concordia con documenti e interviste inedite. Il comandante Francesco Schettino è accusato di omicidio colposo plurimo per non avere dato l’ordine di emergenza in tempo e avere abbandonato la nave prima che tutti i passeggeri fossero in salvo. (altro…)

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Torino-Lione

I difensori del TAV, e in generale delle grandi (e costose, e spesso inutili) opere dicono che , senza TAV in Val di Susa, saremmo tagliati fuori dall’Europa. Che poi, se non si buca qua la montagna, il TAV passerà da un’altra parte. Che il paese non si può fermare per poche frange estreme e violente.

Che non importa che il traffico merci sia in calo, e che la linea attuale sia più che sufficiente: costruendo questa nuova linea il traffico aumenterà. Dogmaticamente.
A queste ragioni, su cui spesso è difficile discutere a tavolino (il TAV, come le spese militari non possono essere messe in discussioni) si può rispondere punto su punto.
L’Italia è tagliata fuori dall’Europa da mafie, corruzione, un sistema burocratico che risale al secolo passato. Da una classe dirigente che non è all’altezza e una classe politica che si preoccupa solo delle grandi aziende (che spesso vivono di commesse o sovvenzioni pubbliche).
Nel resto dell’Europa, il corridoio 5 da Lisbona a Kiev semplicemente non esiste. Esiste solo un tunnel esplorativo in Francia. (altro…)

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“Il Blog è nato nel 2005. A differenza della maggior parte dei prodotti editoriali italiani televisivi o cartacei non ha mai utilizzato fondi pubblici. Negli ultimi anni la sua gestione è stata sempre in perdita. Nel 2012 i costi erano diventati insostenibili e fu inserita per questo, verso metà anno, la pubblicità, ma non per tutte le categorie, per evitare di chiuderlo. Nel 2011 Casaleggio Associati (CA) ha chiuso in passivo di 57.800 euro con un fatturato di circa 1.400.000 euro. Le perdite del blog sono state sempre coperte da CA. I bilanci di CA depositati alla Camera di Commercio di Milano sono peraltro disponibili a qualunque giornalista interessato ai suoi mirabolanti guadagni.”

Da beppegrillo.it del 21/05/2013.

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