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Posts Tagged ‘repubblica’

Notizie importanti sul mondo dell’informazione.
FCA esce da RCS per dedicarsi al core business, ovvero la produzione e vendita di auto (e magari riaprendo gli stabilimenti oggi in cassa integrazione e investendo quei miliardi promessi).
Marchionne esce da La Stampa e le quote del gruppo verranno vendute ai De Benedetti: nascerà un nuovo polo nell’editoria, che mette assieme La Stampa e Repubblica (e anche il Secolo XIX).
A parte i discorsi sull’occupazione (che forse interessano solo ai giornalisti delle tre testate coinvolte) c’è un ragionamento anche sul futuro dell’editoria e dell’informazione in Italia.

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Il fronteLa legge oggi a Montecitorio. Minoranza dem divisa. Forza Italia verso l’Aventino sulla scia di grillini e Lega.

ROMA – «La fiducia? Solo un’ipotesi. Comunque se l’Italicum non passasse, andrei io al Quirinale contro i nostalgici dell’inciucio ». Renzi rilancia. Da un lato, sgombra il campo dall’ipotesi di una fiducia sulle pregiudiziali di costituzionalità (e neppure slitteranno di una settimana le votazioni). Dall’altro, spiega che politicamente l’ha già messa.
Lo ha detto persino in tv venerdì da Lilli Gruber. Formalmente deve ancora decidere. Però niente trucchi e melina. Il premier avverte soprattutto la sinistra dem: «Se la legge elettorale fosse bocciata non sarei smentito solo io, ma l’intero Pd. Questa legge l’abbiamo cambiata tre volte ascoltando le richieste della minoranza, ora vogliono cambiarla di nuovo, in realtà pensano di tornare daccapo come sempre. Ma non glielo consentiremo».

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Post-it

Per celebrare degnamente il 40° compleanno di Ugo Fantozzi, ieri Repubblica diramava in prima pagina questo tripudiante annuncio alla Nazione intera: “Intercettazioni, si riparte con la voglia di cambiarle. Il governo riapre il dossier e punta diritto a impedire che le conversazioni penalmente non rilevanti finiscano prima nei provvedimenti delle toghe, e dopo sui giornali. Nessuna stretta, però, sui magistrati, come fu ai tempi della legge bavaglio, ma regole rigide per utilizzare le sbobinature nelle ordinanze d’arresto, materia prima per la diffusione giornalistica”. Provate a leggere questo scampolo di prosa con voce stentorea e leggermente nasale, e avrete un Cinegiornale Luce dei tempi moderni. (altro…)

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RepubblicaIl ritornello ritorna sempre (scusate il gioco di parole): “ce lo chiede l’Europa”, anche per le riforme targate Renzi.
Che non sono un optional, ma diventano un obbligo dopo che l’Italia ha strappato la flessibilità europea.
Almeno questo è quello che dice l’informazione embedded.
Perché a guardar bene le cose, la flessibilità non è ancora certa e se i conti non dovessero migliorare, in autunno dovremmo fare una nuova manovra. E oggi dobbiamo cercare 1 miliardo per la cassa integrazione in deroga.
E le riforme sono solo sulla carta: archiviati gli 80 euro (quante cartelle si saranno comprate le famigile italiane? quanti libri? Quante serate in pizzeria?), e il bonus Letta per assumere giovani disoccupati (solo 20000 domande sulle previste 100000), anche le altre riforme sono al palo. (altro…)

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Punti di vista

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Papa FrancescoSe non fosse che rischia di diventare uno stalker, con tutte quelle telefonate in giro, bisognerebbe difendere papa Francesco dallo stalking dei grandi giornalisti. Da quando ha risposto a Scalfari con un bignamino del vecchio catechismo, che il destinatario da buon neofita ha scambiato per una rivelazione rivoluzionaria, non solo il Papa, ma qualunque sottana di cardinale, arcivescovo, vescovo, monsignore, prete di città e parroco di campagna viene inseguita da molesti direttori di giornaloni, preferibilmente atei o indifferenti al tema, che s’improvvisano grandi esperti in teologia, mariologia, liturgia, escatologia nella speranza di vedersi recapitare dal postino, se non una lettera, almeno un telegramma o un pizzino. L’altroieri erano tutti riuniti con le mani giunte al tempio di Adriano a Roma, su invito del cardinal Ravasi, insigne biblista, trombato eccellente all’ultimo conclave ma popolarissimo su twitter. (altro…)

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Sviste di cartaDa il Fatto Quotidiano del 22/06/2013.

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Le balle quotidiane

La retromarcia dei grillini, non bastano 2500 euro mensili. E Beppe: vanno bene 6 mila“. Quante balle si possono infilare in così poche parole? Certamente “la Repubblica” batte ogni record. Ogni candidato del MoVimento 5 Stelle si è impegnato a rispettare il codice di comportamento che prevede 5.000 euro LORDI per l’indennità parlamentare percepita. Il codice non è stato oggetto di discussione, dibattito o revisioni. Consiglio a “la Repubblica” di concentrarsi su notizie fondamentali come l’affare Monte dei Paschi/Santander di cui sulla prima pagina di oggi non c’è cenno. Perché?

Da beppegrillo.it del 08/04/2013.

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Pare che alla prossima “Isola dei famosi” parteciperanno la mamma di Valeria Marini, il figlio di Brigitte Nielsen, il fratello di Materazzi, la figlia di Ambrogio Fogar, la sorella di Balotelli e la nipote di Fabrizio De André. Ciascuna di queste persone merita tutto il nostro affetto, e a conoscerle meglio, avendone il tempo e soprattutto la voglia, sono sicuro che meriterebbero anche la nostra stima. Non è questo il punto.

Il punto è che, nel casuale affastellarsi di cognomi così variamente assortiti, si può leggere la definitiva potenza del Modello Televisivo: una specie di soluzione finale che azzera differenze e retaggi come neppure a Stalin, che evidentemente aveva meno mezzi, sarebbe riuscito. (altro…)

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