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Posts Tagged ‘ricatti’

Andrea Franzoso era un funzionario di Ferrovie Nord Milano, dentro l’Audit: denunciò le spesse illegali del presidente Achille prima seguendo la via gerachica e poi presentanto un esposto alla procura di Milano.

Ora Franzoso non lavora più per FNM, alla presidenza della holding c’è un’altro manager di nomina politica. Mentre l’ex presidente Achille “rischia” una pena di poco superiore a due anni, per spese pazze contestate che sommano a 500mila euro.  (altro…)

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Oggi Repubblica, il Corriere e altri quotidiani scrivono che Ignazio Marino conserva gelosamente alcuni scottanti faldoni di raccomandazioni indicibili, favori privati e altre porcherie provenienti dal Pd e dintorni. Carte con cui nei prossimi mesi potrebbe fare il giro dei talk show per sputtanare chi l’ha silurato.

È possibile – e da cittadino mi auguro che ciò avvenga, se questi faldoni esistono e se contengono comportamenti indegni da parte di politici o altri potenti. (altro…)

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La vigilia in compagnia dei figli, mercoledì il videomessaggio su Forza Italia
Il retroscena.

Berlusconi e figliLA TRATTATIVA con il Pd e con il Quirinale la portano avanti colombe come Alfano, Quagliariello e Schifani. Berlusconi punta sempre a un unico obiettivo — la grazia tombale, estesa anche alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici — e tutti i ricorsi degli avvocati sono soltanto diversivi. Servono a prendere tempo. Così come le questioni pregiudiziali che il Pdl presenterà in giunta.
Perché le colombe glielo hanno spiegato e rispiegato. Sarebbe «un errore drammatico» far precipitare tutto questa settimana. Tirare la corda fino a spezzarla con una richiesta ai ministri di dimettersi dal governo. E Berlusconi sembra aver ascoltato il suggerimento, a dispetto della pressioni dei falchi: «Io non voglio far cadere Letta, ma mi serve una risposta. Mi dicono che per la grazia serve tempo, va bene prendiamolo ma mi devono indicare una soluzione ». (altro…)

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I BERLUSCONIANI PREPARANO “RITRAT T I ” CONTRO MAGISTRATURA DEMOCRATICA E SENATORI. NEL MIRINO ANCHE LA PEZZOPANE.

L’ossessione, nascosta, della vendetta. Quella che Silvio Berlusconi, rinchiuso ad Arcore ormai da giorni consuma di notte. È una lettura, dicono i suoi, che gli serve per meditare e ricaricare le pile, nel segno di quel “non mollo!” che ostenta, al telefono, con tutti quelli che lo chiamano. L’amena lettura che concilia la veglia di un (ex) Cavaliere profondamente scosso e assetato di rivalsa, sono le biografie dei magistrati iscritti a Magistratura democratica, le “regine” tra le toghe rosse, gli uomini che – secondo lui – rappresentano il vero partito che tenta di disarcionarlo da vent’anni. “Ma anche stavolta – ha ripetuto ieri alla Santanchè, l’ufficiale di collegamento tra lui e la direzione del Giornale – non ci riusciranno”. Tra le righe di quelle storie di ordinaria giustizia, Berlusconi cerca di trovare collegamenti, episodi, cadute, errori professionali o addirittura scandali utili alla costruzione del “dossier giustizia” che ha intenzione di issare, come una bandiera, durante la prossima campagna elettorale. Che conta di consumare a breve. Nel frattempo, però, sono pronti i dossier.  (altro…)

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Il comune di Milano concederà alla moda milanese, i suoi spazi: la Scala, la Galleria.
Alla fine ha funzionato la minaccia (ricatto?) dei due stilisti di andarsene da Milano, per le polemiche sorte con l’assessore D’Alfonso.
Il comune dice che non c’entra nulla.

Dopo la sentenza della Consulta sulla Fiat , in merito alla rappresentanza dei sindacati ( anche non firmatari degli accordi) negli stabilimenti , Marchionne sta valutando l’ipotesi di andarsene dall’Italia.
Altra minaccia (o ricatto).

Sul Giornale, nei giorni che precedono la decisione della Cassazione sul processo Mediaset, esce l’intervista di Pomicino dove si parla della maxitangente Enimont. E dove si tira dentro il presidente della Repubblica.
Un messaggio perché ciò che deve? (altro…)

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Ellekappa

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In attesa di sapere se sappiamo proprio tutto del sequestro più pazzo del mondo, quello del ragionier Spinelli (“Spinaus” per gli amici e soprattutto le amiche), un elemento balza subito agli occhi: i rapitori dovevano conoscere davvero bene non solo i movimenti di Spinaus, ma anche l’indole profonda del Caimano. Intanto sapevano benissimo che, chiamato al telefono dal suo contabile e accortosi – come dice lo stesso Spinelli ai pm – che era tenuto in ostaggio da qualcuno, non avrebbe avvertito le forze dell’ordine (come nel 1975, quando evitò accuratamente di denunciare il primo attentato alla sua villa di via Rovani a Milano). Sapevano anche di potergli tranquillamente chiedere un riscatto senza timore di essere denunciati. Forse avevano letto le intercettazioni del 1986, quando B., subito dopo il secondo l’attentato in via Rovani, chiamò Dell’Utri per attribuirne la colpa all’amico Mangano (“un segnale acustico… ma fatto con molto rispetto, quasi con affetto”) e raccontare di aver detto ai carabinieri: “Se (Mangano) mi avesse telefonato, io 30 milioni glieli davo!”. (altro…)

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Ce la faremo da soli? Molti ci sperano, magari per scaramanzia. Oppure per quel “dover essere” che implica un richiamo alla coscienza morale, ma è chiaro e l´abbiamo scritto più volte che da questa crisi si può uscire tutti insieme o tutti insieme affonderemo perché l´economia internazionale è a tal punto intrecciata da costruire un unico sistema di forze e di debolezze.
Lo si è visto venerdì scorso, quando cinque Banche centrali – la Fed americana, la Bce europea, la Banca d´Inghilterra, la Banca giapponese e quella svizzera – hanno inondato di liquidità il sistema bancario europeo con prestiti in dollari a tre mesi per cifre illimitate. I mercati hanno respirato, le Borse sono ritornate in positivo, gli “spread” sono diminuiti. La via di salvezza è questa? Stampare moneta per tirare i Paesi fuori dalla recessione che li minaccia, magari a prezzo di scatenare l´inflazione?  (altro…)

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Il grande scagionatore. L´ultima promessa di Silvio Berlusconi precipita la parabola del Cavaliere in un finale di definitivo squallore. Dall´«Italia che amo» al «paese di merda».E ora dai posti di lavoro e meno tasse per tutti garantiti a milioni di cittadini, al «vi scagiono tutti» assicurato a una piccola banda di ricattatori. La telefonata fra il premier e Lavitola, letta e riletta, è la prova che nel caso di Berlusconi le peggiori fantasie, le più malevole e prevenute, sono sempre inferiori alla realtà. Il capo del governo invita davvero un personaggio indagato dalla magistratura, Valter Lavitola, a non tornare in Italia. Nelle conversazioni usa una sim straniera nella speranza, fallace peraltro, di non essere intercettati. (altro…)

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I pm depositano gli atti sul presunto ricatto al premier da parte di Tarantini per mentire sulle escort a Palazzo Grazioli. Le intercettazioni confermano la conversazione con il Cavaliere. La segretaria: “Il direttore dell’Avanti parlò di foto. Il presidente capì subito e mi disse di prelevare 10mila euro”.

“Sono tutte cose che non esistono e su cui io scagionerò naturalmente tutti”. Con questa frase Silvio Berlusconi rassicurava Valter Lavitola al telefono lo scorso 24 agosto. E’ quanto emerge dai nuovi atti sul caso Tarantini depositati dai pm napoletani che indagano sulla presunta estorsione al premier. Sentita dai pm di Napoli, la storica segretaria del premier Marinella Brambilla afferma che il direttore de L’Avanti, parlando di “foto”, faceva in realtà riferimento a una richiesta di denaro. La documentazione (che farà parte del materiale a disposizione delle parti in occasione dell’udienza davanti al Tribunale del Riesame chiesta dai legali di Tarantini per la revoca della misura cautelare), contiene anche l’intercettazione di una telefonata del 24 agosto scorso tra il presidente del Consiglio e Lavitola, tuttora latitante, anticipata da un servizio la scorsa settimana da L’Espresso. (altro…)

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La conferma arriva dal portavoce della Commissione europea: l’appuntamento è stato fissato “tenendo conto delle agende dei due leader”. Il presidente del consiglio: “Ho dovuto farlo per colpa dell’opposizione e dei giornali”.

E’ stato il governo italiano a chiedere l’appuntamento di domani a Strasburgo fra Silvio Berlusconi e il presidente della Commissione europea José Manuel Barrosoche ha fatto saltare l’interrogatorio del presidente del Consiglio davanti ai pm di Napoli. Lo conferma un portavoce della Commissione: l’incontro “è stato chiesto la settimana scorsa dal governo italiano e fissato per martedì in funzione delle agende dei due leader. E’ sempre molto difficile trovare l’orario e la data giusta per questi appuntamenti a causa delle rispettive agende molto piene”. (altro…)

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NON può ricevere i pm a palazzo Chigi, perché deve andare a Strasburgo. È stata una ricerca frenetica, venerdì sera, a Palazzo Grazioli: tutti lì a cercare fra la posta già buttata le mail cancellate gli inviti nemmeno aperti.  Ci sarà pure un invito istituzionale, no? Trovatelo, guardate anche nel cestino. Eccolo presidente, ci sarebbero Barroso e Van Rompuy disponibili. Chi? Van Rompuy, il presidente del Consiglio europeo. Va bene, funziona. Prendete appuntamento con questo. Preparatemi una scheda personale. “Van Rompuy, fiammingo, cultore di poesia ed esperto di Haiku giapponesi, amante dell’ornitologia, nel tempo libero solito ritirarsi in preghiera in un’abbazia benedettina”. Sarebbe bello assistere al colloquio riservato, sì. Caldamente sconsigliate battute ornitologiche. Meglio, nel caso, la zia suora.  (altro…)

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Così Berlusconi nasconde le sue debolezze.   C´è un problema grosso…Hanno fatto un putiferio… Il capo stava cacato nelle mutande, terrificante. Io sono assolutamente tranquillo…a me possono dire che scopo, è l´unica cosa che possono dire di me. 

ROMA – E vabbè che l´Italia è il paese di Pinocchio, ma c´è un limite nel credere alle favole. Quella dei 500mila euro una tantum e dei 20mila mese fissi “regalati” dal Cavaliere all´imprenditore procura-femmine Tarantini, versati solo «per buon cuore», perché lui «ha i soldi» e «dà una mano a chi è in difficoltà», non sta proprio in piedi. È una “favola” a cui nessuno, che abbia senno, raziocinio, sale in zucca, può credere. Se il presidente del Consiglio, come argomentano i tre pm di Napoli Woodcock, Curcio, Piscitelli, è vittima di un estorsione del duo Lavitola-Tarantini, per certo essa è un´estorsione del tutto particolare. (altro…)

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Buongiorno a tutti. Oggi le parole chiave del Passaparola sono: Vice Re e Ricatti.
I Vice Re chi sono? Sono i personaggi più vicini ai padroni della politica italiana, che sono tutti sotto indagine o sotto processo, alcuni sono già passati per le patrie galere e altri ci stanno, in questo momento, nelle patrie galere e altri, magari, ci finiranno e che se parlassero sarebbero in grado di radere al suolo l’intera classe politica almeno ai massimi vertici.  (altro…)

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Lo stanno spolpando vivo. Altro che “dieta depurativa tisanoreica a base di erbe” di cui favoleggiano i giornali per spiegare il dimagrimento di “quattro chili in otto giorni”. Qui siamo di fronte a una liposuzione di dimensioni industriali, a un’idrovora piazzata direttamente nelle sue tasche che pompa milioni in quantità da oleodotto. Un continuo salasso a opera di centinaia di insaziabili sanguisughe attaccate a quel corpicino mezzo rifatto. Bei tempi quando qualcuna poteva sistemarla a Raifiction con una telefonatina all’amico Saccà perché “sta diventando pericolosa, s’è messa a dire delle cose pazzesche in giro”. Ora gli tocca pagare tutti lui (a parte alcune centinaia di servi travestiti da parlamentari e una da consigliera regionale, che manteniamo noi con tutti gli annessi e connessi). Ecco, la biografia del Grande Compratore si divide in due fasi: quella del palazzinaro parvenu che paga mafiosi, piduisti, politici, giudici, ufficiali delle Fiamme Gialle per gonfiarsi come la rana della fiaba e farsi accettare in società; e quella del politico che paga testimoni, avvocati, papponi, mignotte e complici vari perché non vadano a raccontare in giro quel che sanno di lui o han fatto con lui o per lui. (altro…)

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