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Posts Tagged ‘ricchezza’

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I dati di Bankitalia e Istat: un nucleo ogni cinque è nella fascia a basso reddito. In 20 anni ricchezza media aumentata dell’8%. Gli assegni di previdenza valgono quasi il 18 per cento del Pil. E il 25% dei beneficiari ne riceve due.

Il reddito medio delle famiglie ha arrestato la sua cadutadopo due anni. Ma mentre aumentano gli italiani nella fascia a basso reddito, il 5 per cento delle famiglie detiene oltre il 30 per cento della ricchezza complessiva. Nel frattempo quattro pensionati su 10 prende meno di mille euro al mese, ma 13mila italiani ha redditi da pensione di oltre 10mila euro e 4 milioni di persone ha un doppio assegno previdenziale. E’ la sintesi di quanto emerge dalle analisi di Banca d’Italia e Istat su ricchezza delle famiglie e pensioni. (altro…)

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Matteo Renzi e Sergio Marchionne in conferenza a Detroit

Mi ha sorpreso, durante il viaggio americano di Renzi, leggere delle lodi e del compiacimento dedicati al primo ministro italiano da Marchionne, che intanto, per precauzione, ha portato via la Fiat dall’Italia. E ascoltare l’elogio di Renzi al “Made in Italy” della nuova azienda ex italiana, insediata a Detroit (Michigan), e intanto spiegare a Marchionne che in Italia solo i “poteri forti” si oppongono alla sua legge contro il lavoro detta “Jobs Act”. Evidentemente i poteri forti sono Landini e Camusso, Fassina e Cuperlo (con i loro miti ritocchi). E intanto Renzi stava festosamente accanto alla persona che ha sottratto all’Italia l’intera tassazione Fiat. C’è un insegnamento in questa serie di modesti eventi. C’è la storia del come si liquida l’uguaglianza, mito e fatti. Provo a raccontare. (altro…)

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PikettyCon il suo libro sul “Capitale nel XXI secolo”, l’economista francese è diventato un fenomeno planetario perché rivela i segreti della disuguaglianza.

Nel 2012, il premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz ha pubblicato il voluminoso saggio Il prezzo della disuguaglianza – Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuro (Einaudi). Non se n’è accorto nessuno. Due anni dopo, un libro sullo stesso tema firmato da un economista praticamente sconosciuto, con il difetto di essere francese (tutta la ricerca di frontiera è anglosassone), è stato accolto come il contributo più importante degli ultimi decenni: Il capitale nel Ventunesimo secolo di Thomas Piketty continua a essere il primo nelle classifiche di Amazon, da quando è uscita la traduzione inglese (l’originale francese era passato quasi inosservato) non si parla d’altro, il Financial Times ne discute quasi tutti i giorni, nell’ultimo numero l’Economist gli dedica un articolo dal titolo solo in parte ironico Bigger than Marx, più grande di Marx. (altro…)

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Ricchezza e debiti a confrontoSuperiamo americani e tedeschi, sorpasso dei francesi.

ROMA — La recessione colpisce duro, gli italiani sono sempre più poveri. Dalla fine del 2007 e dunque dall’inizio della crisi, fino a tutto il 2012, la ricchezza delle famiglie s’è erosa a prezzi costanti del 9%. E la tendenza è continuata anche quest’anno: nei primi sei mesi il calo in termini reali è dell’1,1%.
Tradotto in quattrini, significa che nel periodo sono stati «bruciati» oltre 800 miliardi di euro. Nel 2007, infatti, secondo i calcoli della Banca d’Italia, ammontava a 9.385 miliardi la ricchezza netta delle famiglie, ovvero la somma di attività reali (case, terreni) e di attività finanziarie (depositi, titoli, azioni) al netto delle passività finanziarie (mutui, prestiti personali). Nel 2012, questa somma, è scesa a 8.542. (altro…)

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È bello che il premio Nobel Stiglitz abbia formalizzato il concetto che se la ricchezza si concentra in pochissime mani, i consumi inevitabilmente calano, e il famoso Pil langue. Per la verità anche noi umani, dal basso della nostra totale ignoranza in scienze economiche, lo avevamo intuito, e per le vie grossolane che ci sono proprie, quelle empiriche: i mercati sono pieni di gente quando molta gente ha soldi da spendere; rimangono vuoti – e tristi – quando la gente non ha più quattrini. Ne discende che meglio distribuita è la ricchezza, più numerose saranno le persone in grado di spendere, più affollati e pittoreschi i mercati, che sono luoghi molto allegri se zeppi di gente, molto tristi se vuoti. (altro…)

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