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Posts Tagged ‘ricostruzione’

Un altro imprenditore contento e divertito racconta la ricostruzione dopo il sisma abruzzese.

Ancora risate sul terremoto. Stavolta non nell’immediato del sisma, ma qualche tempo dopo. All’epoca della “ricostruzione” (soprattutto mediatica) del governo Berlusconi. “Grasse risate”, annota l’agente che sta intercettando, così come riporta Giuseppe Caporale su Repubblica:

È l’estate del 2009, quella dei cantieri “miracolo” del governo Berlusconi. In tv, gli italiani seguono con commozione il conto alla rovescia per la consegna delle case e delle scuole. Ma al telefono, pensando agli affari, Carlo Strassil (che in quel momento non sa di essere indagato per la vicenda di un’opera pubblica fantasma in provincia di Pescara) se la ride. “So che lì all’Aquila si procede alla grande…” gli dice al telefono, con tono molto allegro, un interlocutore. “Un film…” risponde Strassil, aggiungendo altre “grasse risate”, annota ancora l’agente all’ascolto. Da questa intercettazione in poi, un altro appalto finisce sotto i riflettori del magistrato Gennaro Varone (titolare dell’indagine): quello dei “certificati di agibilità” delle scuole dell’Aquila. Ventiquattro scuole. Un appalto pubblico (da 600 mila euro) che in pochi mesi si scopre essere stato ideato proprio da Strassil. Per affidarlo a se stesso. E così lo Stato paga, con i soldi del terremoto, un lavoro “inventato”, e costato trecento volte di più del necessario, sostiene l’accusa. (altro…)

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No della Camera all’uso delle intercettazioni di Denis Verdini.

L’AQUILA – Costi che raddoppiano, triplicano fino a passare da 3 a 18 milioni di euro. Troppo per la procura dell’Aquila che ha aperto una inchiesta sull’appalto per la ricostruzione della Questura. Nel registro degli indagati sono stati iscritti per abuso d’ufficio 9 persone. Nell’inchiesta su presunte irregolarità nell’affidamento dei lavori di ricostruzione della questura del capoluogo, il reato ipotizzato è abuso d’ufficio.

I nove indagati sono Giuliano Genitti, 57 anni, responsabile del procedimento, Lorenzo De Feo (55), direttore dei lavori, Carlo Clementi (55), rappresentante del Provveditorato che ha sottoscritto l’affidamento all’impresa Inteco Spa, tutti residenti all’Aquila. Poi, come componenti del comitato tecnico amministrativo (Cta), organismo che si è espresso sulla validità del percorso: l’ex provveditore Giovanni Guglielmi (57), Maria Lucia Conti (55), Massimo Lombardi (57), Roberto Tartaro (51), Eugenio Cimino (57), tutti di Roma e Sabino Di Bartolomeo (63) di Bari. (altro…)

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Post-terremoto /LA MISERIA NEL CRATERE   L’AQUILA. 

 Basta con il commissariamento. Basta con Chiodi, Cicchetti (commissario alla ricostruzione) e Letta: «Incapaci, andatevene». L’Aquila, 27 mesi dopo il terremoto, sbotta che è stufa di «questa gente», «I poteri vengano restituiti agli enti locali». Questo chiedono i cittadini e gli striscioni della nuova mobilitazione promossa dai comitati. Così L’Aquila riporta per strada la propria rabbia, la solleva dalle macerie che fasciano le vie e la urla più che può. Stavolta sott’accusa c’è anche il Comune. La protesta, quella che chiede case e lavoro, comincia da lì. Con un lancio di palloncini pieni d’acqua colorata contro la facciata del municipio, nella sede di Villa Gioia, imbrattata con la scritta «Complici». Complici dell’immobilismo, delle non scelte, della ricostruzione – soprattutto economica e sociale – che non c’è. «Vogliamo riappropriarci del futuro di questa città e degli altri centri del territorio. (altro…)

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A un anno dalla manifestazione romana in cui le forze dell’ordine usarono i manganelli sui manifestanti, la città torna a farsi sentire. Sempre gli stessi i motivi: non c’è lavoro, la ricostruzione è ferma, il futuro un’incognita.

L’AQUILA – Gli aquilani torneranno in strada a manifestare un anno dopo la manifestazione romana in cui le forze dell’ordine usarono i manganelli sui manifestanti. L’appuntamento è per domani, 7 luglio, alle ore 15 in Viale Corrado IV a L’Aquila.
Sempre gli stessi i motivi che spingono alla mobilitazione. “Non c’è lavoro e non c’è futuro, per i giovani semplicemente non ci sono prospettive – spiegano i ragazzi del comitato 3:32, promotori insieme ad altre associazioni della manifestazione-. I soldi per la ripresa socio-economica del cratere vengono sistematicamente dirottati altrove senza alcun imbarazzo: è il caso della sanità, della ferrovia, delle scuole e dell’università. (altro…)

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Oltre 20mila persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata dal Comitato 3.32. Stufi del “catastrofe show”, in attesa di una ricostruzione che non arriva, gli aquilani hanno presentato una legge d’iniziativa popolare.

 

L’Aquila chiama Italia. E l’Italia risponde. Dai No Tav torinesi alle mamme di Terzigno, dai terremotati irpini ai genitori dei piccoli morti dopo il crollo della scuola di San Giuliano Marche. Dalla vicina Capitale alla lontana Sicilia. Oltre 20mila persone sono giunte alla manifestazione organizzata dai cittadini aquilani per ricordare che il capoluogo abruzzese, dal tragico sisma delle ore 3.32 del 6 aprile 2009, è una città morta, abbandonata a se stessa, sotto “macerie di democrazia” appunto, come recita il titolo scelto dai promotori della giornata.Anche il cielo ha pianto insieme a parenti e amici delle vittime, accompagnando il corteo partito da piazza d’Armi alle 2 del pomeriggio sotto una pioggia battente. Un numeroso spezzone si è allontano dal percorso stabilito, entrando nella zona rossa, nessun ostacolo sul cammino, ai lati un cimitero di palazzi abbandonati, i resti di una città fantasma. Quasi 12mila case totalmente danneggiate nei centri storici per cui non sono ancora cominciati i lavori.

“Il progetto C.A.S.E. accoglie 14.205 persone, non 30mila, come aveva dichiarato ad agosto del 2009 il nostro premier Silvio Berlusconi e da gennaio molto probabilmente dovranno tornare a pagare l’affitto, mentre ci hanno fatto la carità di prorogarci il pagamento delle tasse per altri 6 mesi”, racconta una ragazza del Comitato 3.32, promotore insieme ad altri della manifestazione. Mentre parla indica i negozi chiusi e mezzo crollati lungo la strada. Solo un bar è rimasto aperto.

“Quasi 7mila persone vivono nei Moduli Abitativi Provvisori, 1.410 alloggiano in appartamenti in affitto concordato con la Protezione civile, quasi 3mila vivono ancora in albergo, per lo più anziani. E dei single non si sa più niente. Ormai la gente lascia L’Aquila, non c’è più lavoro né futuro”, le fa eco Angelo, di Epicentro Solidale. “Nessuno vuole più venire qua, ma noi vogliamo restare”. (altro…)

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La disperazione degli aquilani a Roma. Le forze dell’ordine caricano, tre feriti.

In serata il contentino: Il sottosegretario Gianni Letta, ‘emendamento alla finanziaria, tasse arretrate in dieci anni anziché cinque’.

Giornata di tensioni ieri a Roma. Tremila aquilani sono scesi in piazza per chiedere una legge sulla ricostruzione. Nel mirino delle proteste, oltre alla politica, anche la stampa e in particolare il Tg1 del direttore Augusto Minzolini, che anche oggi non ha messo in evidenza la manifestazione.
Ma alla fine è arrivato solo un contentino, ovvero l’ennesima retromarcia. Dopo una intera giornata di protesta, con scontri, cariche della polizia e feriti, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, d’intesa con il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato che il recupero dei tributi e dei contributi non versati per effetto della sospensione disposta a causa del terremoto che ha colpito la provincia dell’Aquila nell’aprile 2009, sara’ effettuato in 120 rate mensili a decorrere dal gennaio 2011. (altro…)

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