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Posts Tagged ‘rifiuti tossici’

 Sopra, la mega discarica di Bussi sul Tirino (provincia di Pescara), dove sono stati gettati per trent’anni rifiuti tossici e pericolosi. Inquinanti che - è l’accusa - penetrarono nel terreno avvelenando la falda acquifera che serve tutta la zona di Pescara. Ben 700 mila persone bevvero e usarono quell’acqua per anni.

Sopra, la mega discarica di Bussi sul Tirino (provincia di Pescara), dove sono stati gettati per trent’anni rifiuti tossici e pericolosi. Inquinanti che – è l’accusa – penetrarono nel terreno avvelenando la falda acquifera che serve tutta la zona di Pescara. Ben 700 mila persone bevvero e usarono quell’acqua per anni.

PER I GIUDICI NESSUNO AVVELENÒ L’ACQUA DISTRIBUITA A 700 MILA PESCARESI, NONOSTANTE IL PARERE CONTRARIO DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ: 19 ASSOLTI.

Il disastro ambientale l’hanno causato, sì, ma senza averne intenzione. E nel frattempo è arrivata la prescrizione. L’acqua sarà pure stata contaminata, come dimostrano le analisi dell’istituto superiore della Sanità, ma loro non l’hanno mai avvelenata: assolti. Il processo sulla mega-discarica di Bussi e sul disastro ambientale causato dal polo chimico della Montedison – Ausimont vedeva imputate 19 persone, tra le quali dirigenti e tecnici della Montedison, ritenute responsabili dello sversamento dei veleni nelle falde acquifere.   L’epilogo   S’è chiuso con con 19 assoluzioni. Eppure, che fino al 2007 l’acqua sia stata “compromessa” e “contaminata da sostanze di accertata tossicità”, l’aveva certificato l’Istituto superiore di Sanità. Carta straccia – dobbiamo dedurne, in attesa della motivazione – visto che ieri la Corte d’Assise di Chieti ha assolto tutti gli imputati perché il “fatto” – ovvero l’avvelenamento delle acque – “non sussiste”. (altro…)

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L'autostrada dei veleni

Indagano le procure di Brescia e Treviso. Via agli scavi sottoterra.

BRESCIA- Non ci sono cartelli sulla terra addentata dalle pale meccaniche. Il sottopasso dove hanno infilato i binari della Tav sembra un cantiere normale. Castegnato, a sud di Brescia. La prima “buca” dell’“autostrada dei veleni” è qui. L’hanno trovata tra Natale e Capodanno. Scarti di lavorazione, scorie di fonderia. Centinaia di tonnellate. Cromo esavalente 1400 volte oltre i limiti. L’hanno ficcato sotto l’autostrada più trafficata d’Europa 25 anni fa e forse continuano a farlo. Lungo tutta la bretella che da Venezia porta a Milano (e poi a Torino). Perché ormai questa A4 è diventata la “tana” preferita: una specie di discarica tombale. Asfalto omertoso, sicuro. In particolare la terza corsia, l’ultima realizzata un quarto di secolo fa (e la più recente, la quarta tra Milano e Bergamo?). (altro…)

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Carmine SchiavoneCARMINE SCHIAVONE, IL BOSS PENTITO CHE DENUNCIÒ LO SMALTIMENTO DI MATERIALE TOSSICO IN CAMPANIA GIÀ NEL 1993, ACCUSA IL COSTRUTTORE.

Lo dice senza problemi che in vita sua ha ammazzato almeno cinquanta cristiani, e per altri quattrocento ha dato l’ordine di farli fuori. Lo giura con un sorriso che è scampato alla morte tante volte, per miracolo: “Pure con la stricnina in carcere ci hanno provato, e un’altra volta con un lanciamissili”. Carmine Schiavone ha retto a tutto dopo l’affiliazione alla mafia, con pungitura a Milano nel 1974 per mano di Luciano Liggio. Non un camorrista, dunque, ma un mafioso che gestiva il comparto costruzioni e opere pubbliche a Caserta e dintorni: dieci miliardi di lire al mese da spartire e investire.  (altro…)

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Ci vorrebbe un intero dipartimento universitario in scienze della comunicazione per provare a ricostruire la storia paradossale della “Terra dei fuochi” prima che si chiamasse “Terra dei fuochi”, conquistando un marchio (a suo modo) così affascinante, e vendibile nei titoli di giornale. Per esempio: secondo l’ambientalista Massimo Scalia, ex presidente della Commissione parlamentare sulle ecomafie, le catastrofiche rivelazioni del camorrista Schiavone sull’interramento di rifiuti tossici in Campania risalgono a ben prima della sua audizione (secretata) con quella Commissione; furono pronunciate pubblicamente già nel 1995 nel corso di un processo. Perché lo scandalo non esplose allora? E perché non esplose dopo la circostanziata, fremente denuncia di Roberto Saviano (“Vieni via con me”, novembre 2010) di fronte a dieci milioni di persone? (altro…)

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cecigian

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Non trovate che questa notizia, dei cittadini campani condannati a morte (o comunque ad ammalarsi) tra 20 anni per colpa delle ecomafie (ma anche degli amministratori), non stoni un po’ col clima politico attuale?
Le larghe intese, il paese da salvare, la pacificazione, l’agibilità politica di un condannato, un partito che si divide in falchi e colombe e un altro che si divide e basta ..

Tra 20 anni rischiano tutti di morire nel casertano, dice il boss Schiavone, in una seduta di fronte alla commissione per le ecomafie del 1997.
Un pò come i cittadini di Casale, che sono morti e moriranno per colpa dell’amianto e di una imprenditoria senza problemi di coscienza.
Come i cittadini di Marghera, come quelli di Taranto. Che si ammalano per i fumi e i veleni dall’Ilva. (altro…)

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Napoli, tutti prosciolti i 95 imputati. “Escluso l’inquinamento delle falde”. Un’indagine durata tredici anni. Fra i reati ipotizzati dalla procura, quello di disastro ambientale. Nulla sembrava più difficile del provare in tribunale le responsabilità del nord Italia.

A UN PASSO dalla verità tutto si è fermato nella prescrizione. Cassiopea, l’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che nel 2003 svelò il più grande traffico di rifiuti tra nord e sud Italia, è finita senza colpevoli. Eppure il meccanismo è lì, semplice, registrato dalle telecamere, evidente. Assai più di un milione di tonnellate di rifiuti tossici del nord Italia tra il 1999 e il 2000 partivano a bordo di camion.  (altro…)

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