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Posts Tagged ‘riforma’

Il nuovo parametro per 57 milioni di immobili Effetti solo sulla Tari. Vani e rendite invariate.

ROMA – Metri quadri accanto ai vani. Nelle visure di 57 milioni di immobili, da ieri, compare anche la superficie catastale. Un primo essenziale passo verso una riforma del catasto che però non c’è. Doveva arrivare entro giugno, come uno dei decreti attuativi della delega fiscale. Invece è stata prima rimandata alla legge di Stabilità, poi affossata. Il nuovo dato che dunque gli italiani troveranno nei documenti catastali (e che possono ottenere anche tramite Fisconline, se registrati, oppure allo sportello) servirà al solo scopo informativo. E certo pure per controllare la correttezza della Tari, la tassa sui rifiuti che da sempre si calcola sui metri quadri, con la possibilità di contestarla se i numeri sono sballati.

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BoschiSENATO Le argomentazioni sbandierate dal renzismo, per giustificare il dannoso ritocco alla Costituzione, smontate punto per punto: verso il bicameralismo confusionario.

Tempi più snelli, procedure più semplici, costi ridotti, modelli europei. Per giustificare il nuovo Senato non elettivo, il governo Renzi ha sgranato un ampio rosario di argomentazioni. Un aforisma sostiene che “una bugia ripetuta mille volte diventa una verità”. Ecco un’analisi delle martellanti verità renziane.   L’abbattimento   della spesa pubblica   Uno dei cavalli di battaglia: il Senato costerà di meno. Chi lo comporrà (consiglieri regionali e sindaci) lavorerà gratis. Il risparmio però è quasi irrilevante. Basta un’occhiata al bilancio di Palazzo Madama: il costo complessivo della struttura è di mezzo miliardo di euro. (altro…)

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GrassoApre sulle competenze. Pressing sulla minoranza del Pd, in ballo le ricandidature. Emendamenti sull’elettività, il premier spera in Grasso.

Non entro nelle tecnicalità, dico che con le riforme dobbiamo fare un Paese più semplice. Punto. Entro il 15 ottobre si decide al Senato”. Abito scuro e cravatta   nera, ospite della prima puntata della ventesima stagione di Porta a Porta, Renzi relega alla fine il discorso sulle riforme. “Il mio autunno tra tasse e immigrazione”, recita il cartello dietro di lui. Una precisa scelta comunicativa.Perché la trattativa con la minoranza dem è in corso, ma l’accordo non c’è e neanche la decisione del presidente di Palazzo Madama, Grasso, sull’ammettere o meno in Aula gli emendamenti all’articolo 2 (quello sull’elettività).E dunque,il premier per prima cosa sposta la data più in là. Negli scorsi giorni aveva parlato di un voto entro la fine di settembre, adesso la dead line è il 15 ottobre. Oggi riapre la commissione Affari costituzionali. Niente voto però, si va alla prossima settimana. Ci saranno solo audizioni dei governatori. Un modo per prendere tempo. E poi, la   maggioranza, al netto dei 3 della minoranza Pd, che non sono compensati dal verdiniano, Riccardo Mazzoni e Patrizia Bisinella, la fuoriuscita leghista che sarebbe pronta a votare sì, non c’è: 14 a 13. “Per Renzi è una gran fortuna che ci siano tutti quegli emendamenti”, spiega un dissidente. Perché gli permette di dare mandato al relatore e andare direttamente in Aula. Stasera, c’è l’assemblea del premier con i senatori del Pd. Ieri il sottosegretario Pizzetti ha provato con una proposta: lasciare inalterato l’articolo 2, e prevedere nella legge ordinaria che diventino senatori i consiglieri regionali più votati. La minoranza non ci sta. Ma Renzi su questo non ha intenzione di cedere, non può cedere.Anche perché sia Lotti (che punta ad estromettere completamente dal gioco la minoranza dem) che la Boschi (che vuole che ad essere approvata sia la “sua” riforma) sono più rigidi di lui.   Il premier spera ancora che in Aula Grasso dichiari inemendabile l’articolo 2. Ma lui non ha deciso.

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 08/09/2015.

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cartelli

La minoranza esce dall’aula, sì dei verdiniani.È la meno votata tra le riforme Il premier:100mila assunzioni,più merito, più autonomia.Ora P.A. e fisco.

ROMA – La “buona scuola” è legge, tra le proteste dei sindacati dei docenti, Cobas in testa, in piazza Montecitorio. L’Aula della Camera, in terza lettura, ha dato il via libera alla riforma del sistema scolastico del governo, con 277 sì, 173 no e 4 astenuti. Contrari, M5S, Forza Italia, Lega, Sel, Alternativa libera, Fratelli d’Italia.
Quattro astenuti. Il premier Renzi esulta: «È il più grande sforzo di riforme strutturali della storia repubblicana. Ora avanti su fisco e Pa». In un tweet, ha sottolineato il risvolto occupazionale: «Centomila assunzioni, più merito, più autonomia». Su questo punto è intervenuto anche ilministro dell’Istruzione. «Le assunzioni – ha detto Stefania Giannini – non sono né dovute né fittizie, sono nuovi posti, risorse umane che vanno alla scuola».

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Domani sciopero per il nuovo contratto.

PediatraPediatri, i bambini non vanno in piazza.

In due settimane due proteste che riguardano entrambe i bambini. Prima la scuola, domani i pediatri. Forse si pensa poco al futuro. Forse è più facile fare le riforme sulla pelle di chi non ha voce e non vota.

Fanno un po’ paura e insieme rassicurano. I pediatri. Ognuno ricorda il proprio: la voce tonante che all’arrivo ti faceva venire una voglia fisica di scappare. Poi quel maledetto cucchiaio in gola. L’odore di alcol e magari la puntura. Le manone sulla tua schiena a sentire i polmoni e il timore che trovasse qualcosa, il male, anche se non ne sapevi esattamente il significato. Infine la mamma che ritrovava il sorriso, e il timore che si scioglieva in sollievo. La febbre che da brivido si trasformava in tepore. Il pediatra che per consolazione con lo stetoscopio ti faceva ascoltare quei battiti misteriosi: il tuo cuore. (altro…)

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Scuola

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Giannelli

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Renzi

L’altra sera da Fazio, Matteo Supercazzola ha voluto mostrare a tutti come sono ridotte le facoltà di Giurisprudenza, o forse rincuorare i somari: se han dato la laurea a lui, c’è speranza per tutti. Purtroppo però il dottore in Legge Matteo Renzi, che non distingue la sospensione feriale dei termini processuali dalle ferie dei magistrati e degli avvocati, fa il presidente del Consiglio e sta riformando la Giustizia. Come se uno che non conosce la differenza fra un bisturi e un paracarro riformasse la chirurgia, o se la Boschi riformasse la Costituzione. La sospensione feriale dei termini dal 1° agosto al 15 settembre non c’entra nulla con le ferie dei magistrati, semmai con quelle degli avvocati: che, se dovessero depositare i loro atti e ricorsi (scadenza 30 giorni) pure d’estate, non andrebbero mai in vacanza. Ora il governo l’ha ridotta dal 6 al 31 agosto. Ergo “giudici e avvocati lavoreranno di più”, come ha detto il premier da Fazio? Neanche per sogno. (altro…)

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La riforma dell'articolo 18

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Toghe

CONSIGLI NON RICHIESTI AL PREMIER DA UN EX MAGISTRATO CON 40 ANNI DI CARRIERA: “NON NE CAPISCI, MA INFORMATI”.

Renzi, tu di giustizia non capisci niente. Non è colpa tua perché è un mestiere che non hai mai fatto. Però è colpa tua perché non ti informi o ti informi dalle persone sbagliate. Siccome io ne capisco perché ci ho lavorato per 40 anni, ti spiego in breve cosa non va e cosa si deve fare. Se vuoi approfondire, scrivimi: ci vediamo e io ti chiarisco bene come stanno le cose.   Il processo civile non funziona perché è troppo lungo. Ed è troppo lungo perché il codice di procedura è sbagliato e perché la gente litiga molto. In realtà litiga molto proprio perché la procedura è sbagliata: chiunque preferisce pagare tra 8 anni anziché oggi. Quindi si deve cambiare il codice di procedura. Non dare retta agli avvocati che su questo codice ci campano: più cose scrivono, più il processo è lungo, più guadagnano. E inoltre più processi ci sono e più guadagnano.   (altro…)

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RenziPREVISTE 150 MILA NUOVE ASSUNZIONI, MA ANCHE LA RIDUZIONE DEGLI SCATTI STIPENDIALI. AUMENTI SOLO SUL MERITO. TUTTO IL POTERE A PRESIDI E AZIENDE.

Non è una nuova scuola quella presentata da Matteo Renzi nel Rapporto “La scuola buona”. Ma contiene novità di rilievo, soprattutto per il corpo insegnante. Assunzioni in massa dei precari e penalizzazione per i docenti di ruolo che si vedranno riformare drasticamente gli scatti stipendiali (nulla sui “quota 96”). Per il resto è una manifestazione d’intenti, che il premier, nel video di 3,47 minuti con cui ieri mattina ha introdotto le 136 pagine del documento, ha derubricato a “Patto”.   LE NOVITÀ NON MANCANO. Innanzitutto l’assunzione di 150 mila precari “storici” della scuola già dal 1° settembre 2015 con la soppressione delle Graduatorie a esaurimento. Serviranno a eliminare la “supplentite” come la chiama Renzi, ma anche a supportare l’attività delle singole scuole. (altro…)

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NatangeloI 100 MILA PRECARI DA ASSUMERE – SENZA SCATTI DI STIPENDIO, COME FECE IL PDL – COPRONO CHI VA IN PENSIONE O POCO PIÙ.

La riforma della scuola non sarà una riforma. Questa è la prima certezza che si ricava dalla pubblicazione, prevista per questa mattina alle ore 10 sul sito passodopopasso.it  , del Rapporto sulla scuola pubblica più volte annunciato da Matteo Renzi. Si chiamerà la “Buona scuola” e, appunto, invece di una riforma rappresenta le “Linee guida” che saranno messe a disposizione del mondo degli insegnanti, degli studenti, delle famiglie per l’ennesima consultazione popolare che dovrebbe tenersi dal 15 settembre al 15 novembre. Poi, con calma, si tracceranno i vari provvedimenti. Qualsiasi novità, comunque, non potrà che vedere la luce con il prossimo anno scolastico, quello che prenderà il via a settembre del 2015.  (altro…)

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boeriIl docente di Economia del lavoro della Bocconi spiega che i “risultati” rivendicati da Matteo Renzi e Maria Elena Boschi non trovano conferma nei dati: da maggio a luglio “la curva degli occupati è praticamente piatta”. E “c’è una sostituzione tra contratti a termine e a tempo indeterminato”. In più, la liberalizzazione dei contratti a tempo determinato “renderà molto difficile introdurre con successo in Italia quelli a tutele progressive: le aziende non avranno interesse a usarli”.

Matteo Renzi e Maria Elena Boschi lunedì l’hanno rivendicato come un grande successo. Oggetto, il decreto Poletti, noto come “prima parte del Jobs Act”. Quello che permette di stipulare contratti a termine di durata triennale senza indicare la causa. Il premier, presentando il programma dei Millegiorni, ha parlato di “un dl che ha portato dei risultati verificabili immediati con un aumento dell’occupazione da febbraio a oggi”, mentre il ministro delle Riforme ha detto che “grazie al decreto negli ultimi due mesi si è visto un aumento del numero degli occupati”. I numeri? A ricordarli è una finestra ad hoc su passodopopasso.italia.it, il sito web che dovrebbe permettere ai cittadini di seguire l’evoluzione dell’attività parlamentare e delle riforme: “Da febbraio a luglio 2014, gli occupati in Italia sono passati da 22.316.331 a 22.360.459, facendo registrare un aumento dello 0,2%”. Vero, spiega Tito Boeri, professore di Economia del lavoro all’università Bocconi e tra i fondatori di lavoce.info. Peccato che il lievissimo incremento non dipenda affatto dal decreto che porta il nome del ministro del Lavoro. E che, soprattutto, quegli occupati in più siano tutti precari, mentre i contratti stabili continuano a calare. (altro…)

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Orlando

Tra le indiscrezioni prima della seduta di oggi, una garanzia che conserverebbe i tempi di scadenza del reato più brevi per i procedimenti in corso, utile anche a molti indagati eccellenti. Arriva la stretta sulle intercettazioni, ma su molti punti manca l’accordo di maggioranza e il governo potrebbe puntare dei ddl delega per rimandare lo scioglimento dei nodi.

E ora spunta pure la “norma transitoria” per garantire che la prescrizione resti corta per gliinquisiti dei procedimenti penali in corso. Come per esempio Berlusconi, Formigoni, Galane vari esponenti dei rispettivi partiti. Sul versante penale della riforma della giustizia, all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di oggi pomeriggio, da un lato non è stato possibile trovare un accordo tra Pd e Ncd (senza contare gli strali di Forza Italia), dall’altro le soluzioni trovate – secondo le indiscrezioni delle ultime ore – sembrano “cambiare verso”sì, ma sempre più a favore del fronte berlusconiano-alfaniano.

 

Arriva la stretta sulle intercettazioni, anche se sotto forma di un disegno di legge delega, sul loro utilizzo negli atti giudiziari e sulla loro pubblicazione da parte dei media, con il divieto assoluto di pubblicazione delle conversazioni dei non indagati. E, secondo quanto anticipato da Repubblica, con un’udienza stralcio in cui giudici e avvocati decidoneranno quali file distruggere. Nel gioco del do ut des tra alleati di governo, sull’altro piatto della bilancia c’è l’allungamento dei tempi di prescrizione, ma si profila una riforma monca lontana dalle richieste dei magistrati e della associazioni anti-corruzione. Mentre in altri ordinamenti la tutela del cittadino contro un’azione penale a tempo indeterminato è regolata da norme lineari che in sostanza bloccano la clessidra mentre la giustizia procede con atti concreti, la riforma profila un complesso sistema “a fasce” legato all’andamento dei diversi gradi di giudizio. Anche in questo caso, comunque, Renzi pare intenzionato a optare per un ddl delega, in modo da rimandare più avanti la risoluzione dei nodi.

Stessa probabile sorte per la “ripenalizzazione” del falso in bilancio e per l’introduzione del reato di autoriciclaggio, due pillole indigeste per i colletti bianchi (e per il centrodestra), opportunamente edulcorate: in un caso e nell’altro le sanzioni scatteranno solo nei casi più gravi, graziando i piccoli imprenditori e i riciclaggio di denaro sporco proprio di minore entità. Ideale risarcimento per i due nuovi reati, il netto giro di vite sulla responsabilità civile dei giudici. Ancora in alto mare, infine, la riforma cruciale delle fasi del processo, conlimiti alla possibilità di ricorrere in appello e in Cassazione, sia per gli imputati che per i pm. Alla fine, è possibile che nel cdm atteso da settimane l’unico decreto che sarà approvato – quindi subito in vigore – sarà quello sullo smaltimento dell’arretrato nel processo civile. Gli altri testi – a patto che siano davvero resi pubblici nella conferenza stampa conclusiva, dato che in altre occasioni delicate sono passate settimane – imboccheranno vie parlamentari dagli esiti poco prevedibili.

Da ilfattoquotidiano.it

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SupplentiMollo tutto La maestra elementare.

“Ora prego solo di trovare un altro lavoro”.

Francesca ha messo le mani avanti. Appena rientra dalle vacanze, la settimana prossima, porterà il curriculum ad alcune cooperative in cerca di un posto da educatrice. Trentaquattro anni, supplente da dieci nelle scuole elementari di Ravenna e provincia, una decina di istituti e paesi cambiati, anche per un giorno di lavoro da 40 euro lordi. L’annuncio dell’altroieri del ministro Giannini sull’abolizione delle supplenze le è piombato addosso come una doccia fredda. Francesca è una dei 400 mila insegnanti precari delle graduatorie d’istituto che, a quanto pare, da settembre dovrà dire addio al mondo della scuola.   Se non trova un altro lavoro, ha un piano C?   Sarò costretta a mettere la mia vita in una valigia e tornare nella casa dei miei genitori, in Sicilia. (altro…)

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ScuolaRenzi alla Ue: non accettiamo lezioni Mogherini a Bruxelles, c’è l’intesa.

Renzi pronto a annunciare venerdì la decisione Ancora incerti i numeri, servirà un miliardo e mezzo.

LA SORPRESA di Renzi sulla scuola è grande: centomila precari assunti subito. Vuol dire in cattedra il prossimo anno, primo settembre 2015. Centomila nuovi insegnanti a tempo indeterminato, alle elementari, medie, e superiori. Il ministro Giannini, anticipando le linee guida al Meeting di Cl, aveva raccontato solo la prima parte della verità.

LA VERITÀ più dolorosa: «Dobbiamo eliminare le supplenze, agente patogeno del sistema scolastico, batterio da estirpare». Ma non aveva aggiunto, spiegando meglio una frase ansiogena per seicentomila precari in attesa, come li avrebbe sostituiti: «Non voglio rovinare la sorpresa al premier», si era giustificata. (altro…)

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GianniniIL MINISTRO DELLA SCUOLA ANNUNCIA LE “LINEE GUIDA”. LA MADIA INTANTO “DIMEZZA” I DISTACCHI SINDACALI NELLA PA.

In meno di 24 ore il governo assesta un micidiale uno-due a sindacati e mondo della scuola. Ieri, mentre arrivava il via libera definitivo al taglio del 50 per cento di permessi e distacchi sindacali nel pubblico impiego, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, annunciava dal meeting di Comunione e Liberazione di Rimini che il governo abolirà le supplenze nella scuola.   La misura è parte integrante dell’imminente “grande riforma dell’istruzione” che il governo annuncerà venerdì prossimo. Nessun decreto o disegno di legge, ma la consueta formula delle “linee guida” e della consultazione pubblica. Per i testi definitivi si vedrà. Finora Giannini ha promesso tutto quello che c’era da promettere, dall’abolizione dei test di medicina all’archiviazione dei concorsi per docenti universitari. Risultato? Nessuno. (altro…)

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Banche

LA DEUTSCHE BANK: “PRIVATIZZARE IL WELFARE E I SERVIZI PUBBLICI PER FARE CASSA”.

Non è solo la grande banca d’affari statunitense Jp Morgan a redigere rapporti che valgono come memorandum politici per governi e parlamenti di mezzo mondo. Il “vizietto” ce l’hanno un po’ tutte le banche. C’è chi dà consigli alla Bce, chi anticipa il governo Renzi. Chi si spinge ad auspicare la chiusura di una fabbrica come l’Ilva. Le più grandi banche del mondo hanno tutte un’analisi più o meno segreta redatta da cervelli di valore, con cui orientare i mercati e con cui influenzare le scelte della politica.   Deutsche Bank:   privatizzare è bello   Dopo il rapporto del 2013 della Jp Morgan che Il Fatto ha pubblicato integralmente ieri e che imputava alle Costituzioni “dei paesi periferici dell’Eurozona” Costituzioni a eccessiva “influenza socialista”, il documento di maggior respiro programmatico è forse quello della Deutsche Bank sulle privatizzazioni europee. Il testo è del 20 ottobre 2011 e si intitola Guadagni, concorrenza, crescita. (altro…)

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