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Posts Tagged ‘rimborsi’

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Il premier Renzi: “Fossi uno di quelli che aveva i soldi lì andrei ad abbracciare Padoan”. Codacons: “Decreto irricevibile, crea inaccettabili discriminazioni tra risparmiatori danneggiati. Lo impugneremo per ottenere l’annullamento dalla Corte costituzionale”. Il consiglio dei ministri ha approvato anche misure per accelerare il recupero crediti: in pegno alla banca i beni dell’azienda.

Il provvedimento approvato venerdì sera dal consiglio dei ministri punta a ”risolvere definitivamente tutti i problemi del mondo bancario”. Così il premier Matteo Renzi, con notevole ottimismo, ha commentato il via libera al decreto banche che contiene tra il resto le norme sui rimborsi per gli obbligazionisti subordinati di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara eCarichieti, “risolte” a novembre azzerando i risparmi di migliaia di clienti. (altro…)

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Alla consultazione hanno partecipato oltre 26mila iscritti certificati: la senatrice è la 37esima parlamentare che il Movimento ‘perde’. E prima della fine del voto lei posta su Facebook un messaggio in cui spiega di avere terminato la rendicontazione.

In pratica, un (quasi) plebiscito. La senatrice Serenella Fucksia è stata espulsa con il 92,6% dei voti dal Movimento 5 Stelle. Il verdetto è arrivato al termine del referendum online lanciato sul blog di Beppe Grillo: su un totale di “26.630 iscritti certificati” che hanno preso parte alla consultazione, il 92,6% (pari a 24.667 voti) ha scelto il , contrario all’espulsione solo il 7,4% (pari a 1.963 voti).

La parlamentare dissidente era accusata di avere “violato ripetutamente il codice di comportamento dei parlamentari 5 Stelle” a causa della mancata restituzione delle “eccedenze degli stipendi di Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre 2015″, nonostante “i diversi solleciti inoltrati con scadenze in data 8, 21 e 26 dicembre”. Lei, però, prima della scadenza del voto online, ha pubblicato su Facebook un post in cui spiega di avere terminato la rendicontazione. Un annuncio pubblicato in extremis che, però, non l’ha salvata dall’espulsione.

Con l’esito della votazione di oggi, sale a 37 il numero dei parlamentari ‘persi’ dal Movimentoda inizio legislatura: 18 deputati e 19 senatori. Con le elezioni del 2013Beppe Grillo era infatti riuscito a mandare inParlamento 109 deputati e 54 senatori: ora tra espulsioni e volontari abbandoni sono rimasti 91 deputati e 35 senatori. Contro la procedura di espulsione la senatrice Fucksia può decidere di ricorrere al comitato d’appello del Movimento.

FINITA RENDICONTAZIONE ED EFFETTUATO BONIFICO…Come avevo anticipato.

Posted by Serenella Fucksia on Lunedì 28 dicembre 2015

La consultazione lanciata questa mattina aveva colto di sorpresa Fucksia: “Davvero è stato aperto un voto contro di me sul blog diGrillo? Non lo sapevo, mi ha colto alla sprovvista”, aveva detto all’AdnKronos. “Sto facendo proprio in questo momento larendicontazione“, aggiungeva, criticando la gestione delmovimento da parte dei vertici, che avrebbero “perso il controllo della situazione. Si sa, quando crescono i numeri nascono anche gelosie…”. Per lei quella procedura di espulsione era “una scusa“, una manovra “costruita ad arte da qualcuno. Evidentemente sono scomoda – proseguiva – dal momento che non sopporto l’ipocrisia”. E dopo la pubblicazione del post sul sito di Grillo parlava già da ex parlamentare, annunciando di volere aspettare “l’esito della votazione online per affrontare il tema in modo più dettagliato”.

Sui motivi della mancata restituzione, diceva di essere “in ritardo perché non ho avuto con me il collaboratore” e in più, “lo sanno tutti”, ha avuto “problemi logistici e disalute“. Stava “quindi approfittando delle vacanze di Natale per ultimare gli inserimenti. Avevo anche mandato una mail a Tirendiconto.it per spiegare che avrei completato tutto. Il voto contro di me comunque è assurdo“.

In passato la senatrice si era più volte discostata dalla linea delMovimento. L’ultimo episodio risale al 18 dicembre, quando suFacebook aveva espresso apprezzamento per l’intervento dellaBoschi nel giorno della mozione di sfiducia per il caso di Banca Etruria. “La ministra Boschi ha fatto, a mio avviso, la sua bella figura. Chapeau!”, aveva scritto, suscitando l’indignazione di molti simpatizzanti M5s. Poi, a differenza di quanto deciso dal suo gruppo, si era opposta fino all’ultimo all’arresto di Giovanni Bilardi (Ncd) coinvolto nell’inchiesta sulle spese pazze nellaRegione CalabriaNel 2014 aveva poi criticato aspramente i vertici del Movimento: “Bisogna confrontarsi, non può essere chetre al Senato e tre alla Camera decidano per tutti, o comanda chi fa parte di una Commissione, ma non ha le competenze in materia”. Parole a seguito delle quali era stata sfiduciata dal meetup di Fabriano.

Da ilfattoquotidiano.it

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Tasse

Renzi intenzionato a non aspettare le elezioni regionali Verso il recupero pieno fino a 1500 euro, poi gli scaglioni.

ROMA – «Non siamo la vecchia politica. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. Dobbiamo decidere e lo faremo». Queste parole del premier Matteo Renzi in una riunione ristretta a Palazzo Chigi fanno capire che il governo non aspetterà che si svolgano le prossime elezioni regionali (il 31 maggio) per approvare il decreto con lo scopo di depotenziare gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni. Senza decreto salterebbero i conti pubblici: un buco di oltre 10 miliardi di euro, quasi un punto di Pil. Gradualmente e parzialmente si dovrà trovare una soluzione per restituire ai pensionati il mancato adeguamento all’inflazione deciso dal decreto “Salva Italia” del governo Monti. E Palazzo Chigi vuole che questa decisione arrivi entro la prossima settimana.

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I numeriUn decreto per disinnescare la mina dell’indicizzazione Le misure a giugno. La Ue non chiederà manovre all’Italia.

ROMA – Nel giorno in cui la sentenza della Consulta sulle pensioni viene pubblicata in Gazzetta Ufficiale, il governo ha trovato il modo per disinnescare la mina che farebbe saltare il bilancio dello Stato. Al momento il piano elaborato da Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan rimane custodito nelle stanze del Tesoro e Palazzo Chigi, ma qualcuno ne è a conoscenza anche a Bruxelles e informalmente lo avrebbe già promosso. Perché il piano diventi operativo, e pubblico, sarà però necessario pazientare ancora qualche settimana, fino ai primi di giugno.
Il dato di partenza fa tremare i polsi. L’altro ieri sulle scrivanie di Via XX Settembre sono arrivati i calcoli definitivi della Ragioneria generale sul costo della sentenza che ha bocciato lo stop all’indicizzazione delle pensioni superiori ai 1.490 euro dal 2012: 19 miliardi lordi.
Una botta che farebbe crollare l’impianto di finanza pubblica in un solo colpo visto che la posta non può essere spalmata sugli anni scorsi, almeno per i rimborsi dal 2012 come inizialmente sperava il governo, ma impatterebbe tutta sui conti 2015. Con 19 miliardi di aggravio quest’anno il deficit schizzerebbe al 3,9% del Pil. Un dato che porterebbe l’Italia dritta al commissariamento europeo tramite procedura per deficit eccessivo e capace di mandare in tilt i mercati.

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Indagati

I CONSIGLIERI DEL PIEMONTE INDAGATI PER I RIMBORSI REAGISCONO CON INSULTI E SCHIAFFI ALL’INTERVENTO DELL’EX GOVERNATORE MERCEDES BRESSO, AGGREDITA.

 Torino –   Nome omen. All’origine del tafferuglio al Consiglio regionale del Piemonte c’è un consigliere di Fratelli d’Italia che si chiama Botta, Franco Maria Botta. Come altri 42 eletti è indagato dalla Procura di Torino per i rimborsi dei gruppi politici. Dopo la conclusione delle indagini la scorsa settimana la pressione sugli eletti è talmente alta che ieri, alla prima seduta del consiglio, l’assemblea è degenerata in un’azzuffata, con insulti, spintoni, botte. Scene da saloon, viste al massimo al parlamento ucraino, a quello italiano o – pochi giorni fa – al consiglio comunale di Roma, dove il sindaco Ignazio Marino è stato persino colpito da una gomitata sferrata da un altro esponente di Fratelli d’Italia. (altro…)

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Il salvadanaio

IL BOTTINO DEI TECNICI, L’ASSEGNO-SPERANZA PER LE CANDIDATURE, IL SOSTEGNO DELLE IMPRESE. ASPETTANDO LA MANNA DEI RIMBORSI ELETTORALI.

Irimborsi ai partiti esistono ancora, anche se Enrico Letta vuole tagliare e controllare. Non vi preoccupate: a luglio sarà staccato il primo assegno per la prima rata a chi l’ha chiesto: tutti, tranne il Movimento Cinque Stelle. La torta di 91 milioni – tra spese per la campagna elettorale e finanziamenti ai gruppi – sarà divisa per porzioni più grosse. La legge prevede che al sostegno pubblico si affianchi il contributo privato: vanno dichiarate le donazioni oltre i 4.999 euro. In queste pagine troverete un resoconto – nome per nome e cifra per cifra – dei 40 milioni di euro versati ai partiti per le ultime votazioni. Non manca nessuno. Tranne, ancora, il M5S che ha organizzato lo Tsunami di Grillo con sottoscrizioni di poche decine di euro.  (altro…)

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Dieci indagati in Calabria. “Dai detersivi alla Tarsu tutto a spese della Regione”.

REGGIO CALABRIA — Dai soldi per i “Gratta e Vinci”, ai biglietti della “lap dance”. E poi viaggi in Italia e all’estero, auto di lusso, vini pregiati e immaginette sacre, pranzi e cene da 20 a 25 posti a tavola. Persino le multe della Stradale per eccesso di velocità sono finiti nei bilanci dei gruppi del Consiglio regionale della Calabria.
Gli specialisti della Guardia di Finanza hanno trovato di tutto nei conti dei politici. Dal singolo caffè da 70 centesimi a fatture da diverse migliaia di euro. Un elenco sterminato di rimborsi, ottenuti tra il 2010 e il 2012. Dal quale spuntano iPhone, iPad, ricariche del telefono, bollette della Tarsu, detersivi, il tagliando della berlina e i pieni di carburante. Tutte spese giustificate per attività politico-istituzionali. Nell’inchiesta sono coinvolti politici di entrambi gli schieramenti, al momento due di centrosinistra e otto di centrodestra, alcuni dei quali poi chiamati in giunta o eletti in Parlamento. (altro…)

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Pioggia di Rimborsi.

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Tra i 29 indagati dell’opposizione ci sono molti esponenti democratici, tra cui il rottamatore Civati. Nel partito esplode la questione morale: “Ma non è nulla di paragonabile allo scandalo Pdl-Lega”.

Tra imbarazzi e confusione il centrosinistra tenta la difesa.

Poco a che vedere con le spese pazze del centrodestra, ma nel centrosinistra si apre il dilemma. Pippo Civati, rottamatore della prima ora e candidato alla Camera: “Stiamo valutando anche un’ipotesi di sospensione temporanea della campagna elettorale”. Ma Il capogruppo Pd, Luca Gaffuri, congela l’ipotesi: “La linea ufficiale è quella di Ambrosoli. Andremo dai magistrati e spiegheremo”.

Sospendere la campagna elettorale o proseguire seguendo la linea Ambrosoli: dimissioni in caso di rinvio a giudizio. Il centrosinistra lombardo prova una difesa tra imbarazzi e confusione. Le spese contestate ai consiglieri dell’opposizione, 29 in tutto quelli iscritti dalla Procura di Milano, sono di entità inferiore, per esempio, rispetto ai 6000 euro spesi (e poi restituiti) dal leghista Galli per il matrimonio della figlia o i quasi 1000 euro spesi dalla Minetti per una cena al Principe di Savoia. Ma pongono immediatamente un dilemma morale e politico:  si può fare la campagna elettorale con un avviso di garanzia in tasca? Il centrosinistra dovrà stabilire se un invito a comparire davanti ai magistrati è una patente di impresentabilità tale da compromettere le candidature, quelle regionali ma soprattutto quelle per un seggio a Roma che sono vincolate alle preferenze. (altro…)

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Nardi

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IL LEGHISTA STEFANO GALLI HA PAGATO LO SPOSALIZIO DELLA FIGLIA: NULLA DA DIRE

La segretaria, è colpa della segretaria. Lo ripetono quasi tutti i consiglieri regionali lombardi indagati per i rimborsi allegri con l’accusa di peculato. Saranno pure “quasi tutte spese lecite perché la legge che ci siamo dati le consente”, come dice il capogruppo del Pdl lombardo Paolo Valentini, indagato per 115 mila euro di rimborsi vari chiesti (e ottenuti) negli ultimi cinque anni, ma le ricevute presentate dai consiglieri appaiono grottesche rispetto alle voci per cui sono state chieste: spese di rappresentanza e attività politica. E grottesche sono le giustificazioni. Così il libro di Paolo Guzzanti, Mignottocrazia , rimborsato a Nicole Minetti, rientra nella voce “aggiornamenti professionali”, spiega l’ex igienista dentale raggiunta telefonicamente sull’iPhone 5 anch’esso pagato dal Pirellone. Quel libro “parla anche di me ed era necessario che io lo leggessi, non c’è nulla di illegale”. (altro…)

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Renzo Bossi, per l’inchiesta sui rimborsi elettorali in Lombardia, si è difeso dicendo che lui, i soldi li ha usati per fare politica
Siccome le carte dicono che ha  comprato dei video giochi, coi rimborsi, la domanda che ci facciamo è, che idea ha della politica, il trota?

Che idea hanno della politica e del bene comune lorsignori?

Da unoenessuno.blogspot.it

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Il terzo polo sciolto da Casini con un tweet.
La lega spazzata via dalla storia dei diamanti, della Tanzania, del brokeraggio con la ndrangheta.
Il PDL che in pochi anni ha perso i suoi elettori e che se sono finiti da Grillo non sono poi così moderati.
Infine, il PD che vince ma anche “non perde” dove spunta un candidato outsider (o un usato sicuro come Orlando a Palermo).
Abbiamo vissuto il crollo della bolla politica, alla stregua di quella immobiliare o finanziaria. (altro…)

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