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Posts Tagged ‘rincari’

treni

Rincaro medio del 2,7% con picchi del 3,5% sulla tratta Roma-Milano.

Calano le tasse sulla casa ma gli italiani dovranno comunque mettere mano pesantemente al portafogli per gli spostamenti. Tra pedaggi autostradali e biglietti di treni e aerei, gli aumenti generalizzati per i trasporti, secondo le associazioni dei consumatori, costeranno tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo a famiglia da 104 euro.

AUTO

Una vera e propria «stangata», che arriverà dal mix di rincari che ha interessato per il momento 6 tratte autostradali (concentrate in gran parte nel Nord Italia), con aumenti medi dello 0,89% e il “record” della Torino-Milano che costerà il 6,5% in più. Il ministero dei Trasporti ricorda però di avere chiesto ai concessionari di prorogare anche per il 2016 gli sconti per i pendolari.  (altro…)

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Autostrade

Ad affermarlo sono le associazioni Adusbef e Federconsumatori, che chiedono un congelamento delle tariffe per il 2015. “Gli aumenti potrebbero arrivare al 9 per cento”.

“Sotto l’albero di Natale arriverà una raffica di rincari per l’anno nuovo, a cominciare delle tariffe autostradali che scatteranno dal primo gennaio”. Elio Lannuti di Adusbef e Rosario Trefiletti di Federconsumatori denunciano: “Le concessionarie hanno presentato già richieste di aumenti per il 2015 fino al 9 per cento, come nel caso della Roma-Pescara, il cui pedaggio costerebbe 1,6 euro in più”.

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RincariDA IERI IN VIGORE IL (SOLITO) AUMENTO DEI PEDAGGI DATO AI CONCESSIONARI MENTRE TUTTI SONO IN VIAGGIO. E NEL 2014 AUMENTANO PURE LE BOLLETTE.

Puntuale, come certe epidemie di stagione, anche quest’anno è arrivato il consueto aumento festivo delle tariffe autostradali e non si può non notare la coincidenza – per così dire – che festivo significa anche nel momento in cui gli italiani viaggiano di più. Il ministero delle Infrastrutture e quello del Tesoro hanno concesso un incremento medio del prezzo pagato dagli automobilisti – scattato ieri mattina – del 3,9 per cento: niente male in un anno in cui l’inflazione è salita solo di un punto e mezzo. “È una tassa sulle vacanze ingiustificata e ingiustificabile”, sostiene il deputato del Pd Dario Ginefra, che preannuncia per oggi una interrogazione urgente “ai ministri Lupi e Saccomanni per conoscere quali siano stati gli investimenti operati dalle società di gestione autostradali necessari a giustificare tali rincari”.  (altro…)

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GUALDO Tadino si trova ai piedi dell’appennino umbro marchigiano. Da queste parti l’acqua un tempo non si pagava nemmeno perché c’è sempre stata in abbondanza. Pozzi dovunque. Qui c’è la sorgente di una nota acqua minerale. Ebbene qui — anche qui — l’acqua è diventata preziosa. E se dai tuoi rubinetti del terzo piano non sgorga perché ha poca pressione e non riesce a salire,beh, ti paghi i nuovi tubi. Seimila euro sono stati chiesti a uncittadino di Gualdo, che ora si è rivolto alle associazioni dei consumatori. Avere l’acqua a casa non è più scontato. Anche questa è la privatizzazione del servizio. Privatizzazioni innanzitutto nelle logiche di gestione ancor prima che nelle proprietà. Nella Umbria Acque, per esempio, il socio privato, controlla il 42%. Ma — si è visto — non cambia nulla. Ha inciso, un po’, per temperare l’inarrestabile ascesa delle tariffe: in dieci anni, dal 1998 al 2008 — riporta Antonio Massarutto nel suo “Privati dell’acqua”, appena uscito per il Mulino — sono aumentate del 47%. E nel solo periodo 2005-2008 la spesa per il servizio idrico è cresciuta del 12%, circa il 4% in termini reali. Una famiglia di tre persone spende in media 293 euro all’anno per l’acqua. Di quella che si utilizza, perché tanta se ne va persa in una rete idrica che è un vero colabrodo. Circa il 37% dell’acqua immessa in rete non viene fatturata con punte fino al 70% in alcune aree del Mezzogiorno, lì dove la fornitura dell’acqua è anche un business per la mafia e le altre organizzazioni criminali. (altro…)

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Il tasso di riferimento Bce salito all’1,25% avrà conseguenze negative sui mutui. Secondo il Codacons saranno in difficoltà 30mila famiglie in più. Già provate dall’aumento dei prezzi di carburanti, alimentari e abbigliamento. A pesare sono la crisi in Nord Africa, ma anche le scelte del governo.

Mutui in crescita, benzina alle stelle, cotone, grano e mais ai massimi di sempre. Presto l’inflazione potrebbe abbattersi anche sull’abbigliamento low cost, ultimo rifugio per le famiglie con portafogli sempre più magri. (altro…)

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Nei negozi quelli bio arrivano a costare tra i dieci e i venti centesimi l’uno. La Regione ha concesso tre mesi di tempo poi farà scattare i controlli.

Ecologici, sì, ma più cari. Il giorno del debutto, di fatto, dei sacchetti biodegradabili resi obbligatori dal 1 gennaio dal ministero dell’Ambiente. Ma è già in arrivo una “sorpresa” per i clienti: i negozi dove, prima, la classica e inquinante busta di plastica era gratis adesso sono pronti ad aggiungere fino a 10 o addirittura 20 centesimi allo scontrino. “Costano più del doppio di quelli vecchi – spiegano i gestori – e siamo costretti a far pagare la differenza al cliente”.

A far scattare i rincari saranno soprattutto i piccoli alimentari, dalle panetterie alle gastronomie passando per pizzerie d’asporto e fruttivendoli. In periferia come in centro, aspettando giusto il tempo di finire le scorte di plastica già acquistate. Ernesto Colleoni è proprietario della gastronomia “La scelta” di via Tolstoi, zona Lorenteggio. Ogni giorno distribuisce centinaia di sacchetti pieni di formaggi, salumi e piatti pronti di ogni tipo: “Non potrò fare a meno di farli pagare ai clienti – spiega mentre imbusta un etto di prosciutto crudo – mi dispiace, ma non so come potrei fare altrimenti”.

Una musica che non cambia in pieno centro, via Torino, dove per portarsi via un trancio di pizza o un panino ci sarà da frugare tra le tasche in cerca di qualche centesimo in più. Basta entrare in una delle tante “pizzeria-tavola calda” per sentirsi rispondere: “Il sacchetto non l’abbiamo mai fatto pagare: certo, se i costi della versione ecologica sono questi per noi si profilerebbe una spesa davvero eccessiva”. E in Brera c’è addirittura chi sta pensando di rivedere anche i prezzi della merce. “Se prima la borsa era gratis, d’ora in poi costerà tra i 10 e i 20 centesimi – dice Alfonso Ponzin, titolare di una gastronomia in piazza del Carmine – ma stiamo anche valutando la possibilità di ritoccare leggermente i cartellini dei prodotti”. (altro…)

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