Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘rinnovabili’

se-vince

Fratoianni: scopre la Green economy, ma ha distrutto le rinnovabili e boicottato il referendum sulle trivelle.

In questi giorni, l’ex premier ed ex segretario PD Matteo Renzi è in giro per l’Italia e il mondo a vantare l’impegno del suo governo per la green economy e il fotovoltaico e, durante il suo viaggio in California ha asserito che «Durante i mille giorni abbiamo fatto molto per il fotovoltaico ma ne abbiamo parlato poco», ma il presidente di Italia Solare, Paolo Rocco Viscontini ha ribattuto che «Chi conosce e segue il settore sa bene che non è così» (altro…)

Read Full Post »

Greenpeace

Il ministro non risponde, eppure smettere di usare fossili per le piccole isole sarebbe nell’interesse (anche economico) di tutti gli italiani. Le cosiddette isole minori italiane infatti oggi producono la propria energia quasi interamente dal petrolio, energia estremamente inquinante e anche parecchio costosa.

Siamo infatti tutti noi cittadini a farcene carico, con oltre 60 milioni di euro l’anno che gravano sulle nostre bollette energetiche. Soldi che potrebbero essere risparmiati e magari investiti per fare delle nostre isole un modello di sviluppo 100% rinnovabile. (altro…)

Read Full Post »

Greenpeace
Chiediamo al Ministero dello Sviluppo Economico una norma per sbloccare le rinnovabili!

Sembra un paradosso che proprio il nostro Paese, al centro del Mediterraneo, non sia in grado di sfruttare energie pulite come l’eolico e il solare sulle proprie isole, eppure è così: l’attuale sistema dei rimborsi dell’energia continua ad incentivare le fonti fossili.

Non possiamo sacrificare le fonti pulite continuando a privilegiare il petrolio, a maggior ragione in località baciate dal vento e dal sole, come le nostre meravigliose e invidiate piccole isole.

(altro…)

Read Full Post »

Petrolio

Domenica sera, proprio mentre si votava per il referendum sulle trivelle, 600.000 litri di petrolio sono fuoriusciti da una falla dell’oleodotto Iplom e si sono riversati nel fiume Polcevera, provocando danni incalcolabili all’ambiente e alla salute dei cittadini. L’ondata di piena nera è stata talmente intensa che questa mattina, con l’arrivo della pioggia, ha provocato anche l’abbattimento delle dighe di contenimento.

Mentre a Genova si lotta contro il tempo per contrastare lo sversamento del petrolio in mare, nei giorni scorsi il MoVimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione in Parlamento per impegnare il Ministero dell’Ambiente a dichiarare il disastro ambientale. (altro…)

Read Full Post »

MuskRenziprovoca, Greenpeace risponde: il botta e risposta è sui Social Network . Ieri, il premier Matteo Renzi in diretta su Facebook e Twitter con l’hashtag #matteorisponde, ha detto all’associazione ambientalista di essere pronto a affrontare un confronto pubblico su trivelle e rinnovabili. “Renzi è convinto, come ci ha risposto con un tweet, che il solare non possa fare più del 7%. Eppure, numerosi studi dimostrano il contrario. Elon Musk, l’imprenditore che ha lanciato la Tesla, ​ ​sostiene che il solare può coprire il fabbisogno energetico dell’intera Cina”, ha risposto Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. (altro…)

Read Full Post »

rinnovabili-fossili-eolico-sceltaPer l’Onu «l’incertezza politica ha offuscato molti mercati, compreso quello italiano»

Dal 2014 al 2015 calo del 21%: i tagli retroattivi del governo Renzi agli incentivi «hanno contribuito»

Nell’ultimo anno gli investimenti in energie rinnovabili nel mondo hanno tagliato un traguardo mai raggiunto prima, raggiungendo il record di 285,9 miliardi di dollari: finora, la vetta massima era stata raggiunta nel 2011, con 278.5 miliardi di dollari. Nella decima edizione del rapporto Unep (il Programma dell’Onu per l’ambiente) Global trends in renewable energy investment prodotto in collaborazione con la Frankfurt School e Bloomberg new energy finance ci sono molti dati che fanno ben sperare per un presente e futuro rinnovabile, ma si prende atto che il progresso non è stato certo omogeneo. C’è anzi chi ha indietreggiato parecchio, e tra i paesi che secondo l’Unep camminano a passo di gambero spicca l’Italia. (altro…)

Read Full Post »

RinnovabiliDebutta l’associazione parlamentari per lo sviluppo sostenibile che vuole le trivelle offshore.

Oggi a Roma si è tenuta l’iniziativa “Un salto nel futuro: Dopo Cop21 + efficienza e + rinnovabili”, un evento organizzato dalla nuova Associazione parlamentari per lo sviluppo sostenibile per analizzare le conseguenze della conferenza delle parti Unfccc di Parigi per quanto riguarda  sviluppo sostenibile ed energie rinnovabili. (altro…)

Read Full Post »

record-investimenti-rinnovabiliIl prezzo del petrolio ai minimi non ferma l’energia pulita, ma c’è chi va controcorrente.

Da più di 120 dollari a barile a meno di 30: il prezzo del petrolio sui mercati mondiali ha subito un tracollo impensabile solo pochi anni fa, ma che sembra destinato a rappresentare il new normal – seppur in un mercato sempre più dominato dalla volatilità – per ancora molto tempo. Secondo le ultime previsioni diffuse dall’Energy information administration degli Stati Uniti, un barile di petrolio nel 2017 non costerà più di 50 dollari. A questi prezzi, come reagisce il mercato delle energie rinnovabili?

A quanto pare, splendidamente. A livello globale, suggerisce l’ultima analisi prodotta dall’autorevoleBloomberg new energy finance, gli investimenti nelle rinnovabili sono incrementati di 6 volte rispetto al 2004, raggiungendo nel 2015 il record di 328,9 miliardi di dollari. «Queste cifre sono una splendida replica a tutti coloro che si aspettavano uno stallo negli investimenti in energia pulita, di fronte al calo dei prezzi di petrolio e gas», commenta Michael Liebreich, presidente dell’advisory board di Bloomberg new energy finance. Sottolineano il miglioramento della «competitività dei costi» delle energie rinnovabili, ed «è molto difficile vedere queste tendenze tornare indietro, alla luce dell’accordo sul clima di Parigi». (altro…)

Read Full Post »

greenpeace-energy-revolution

Gli ambientalisti aggiornano il rapporto: combattere il cambiamento climatico costa meno che favorirlo.

Sono passati ormai 10 anni da quando Greenpeace rese noto il suo primo rapporto Energy Revolution, e quello che inizialmente da molti è stato bollato come semplice utopia in realtà sta già prendendo forma attorno a noi. Dal 2005 alla fine del 2014 sono stati installati nel mondo impianti fotovoltaici e eolici per più di 496mila MW, ovvero «l’equivalente della capacità totale degli impianti a gas e carbone in Europa». A questi si aggiungano altri 286mila MW da idroelettrico, biomasse, solare a concentrazione e geotermia, e si avrà un totale di 783mila MW: tutta la nuova energia rinnovabile connessa alla rete nello scorso decennio, abbastanza per soddisfare l’intera domanda di energia elettrica di Africa e India assieme.

 

(altro…)

Read Full Post »

GreenpeacePresentato oggi a Palermo il nostro nuovo rapporto per la rivoluzione energetica dei piccoli paradisi italiani
Ogni anno mettiamo le mani in tasca per finanziare, con oltre 60 milioni di euro l’anno pagati in bolletta (componente UC4), un modello energetico a petrolio per le piccole isole italiane, in tutto 20 paradisi turistici che ancora oggi producono la quasi totalità della propria energia usando generatori diesel. La verità è che una strategia ben diversa, sostenibile e molto concreta, esiste già per le isole di tutto il mondo non connesse alla rete elettrica nazionale

(altro…)

Read Full Post »

Report
L’inchiesta sulle rinnovabili di Roberto Pozzan e Giorgio Mottola ha toccato diversi punti del sistema energia in Italia, partendo dal tema del riscaldamento globale (che oggi sta causando centinaia di morti in India per l’ondata di caldo).
Nonostante si sappia questo, stiamo assistendo ad una nuova corsa all’oro nero (spinta anche dal ribasso del prezzo al barile da parte dei paesi arabi), al polo nord dove si stima si trovi il 30% delle riserve. Il riscaldamento del pianeta favorirà le estrazioni, perché i ghiacci si stanno ritirando: stiamo continuando a non voler vedere il problema.
Il petrolio con le emissioni di co2 è il principale responsabile di quella cappa che sta soffocando il pianeta, dovremmo puntare sull’energia rinnovabile: per questo sono stati creati i certificati verdi (che paghiamo noi consumatori) il cui prezzo è affidato al mercato e dietro cui si è scoperta una truffa ai danni delle casse pubbliche.

(altro…)

Read Full Post »

Participants in the People's Climate March make their way through the streets of New York City. The march, two-days before the United Nations Climate Summit, is billed as the largest climate march in history. The Peoples Climate March is a global weekend of action on climate change. More than 2000 events are planned over 6 continents, including huge rallies in New York and London.  The summit, called by UN Secretary General Ban Ki-moon, will be attended by more than 120 world leaders and will be the largest gathering of world leaders to discuss climate change since the Copenhagen Summit in 2009.

Abbiamo “dato la sveglia” al Governo: è ora di passare alle fonti rinnovabili!
Se i politici “dormono” sulle questioni energetiche, non si può dire altrettanto (fortunatamente!) dei cittadini: tutti sappiamo ormai che carbone, petrolio e false soluzioni come l’energia nucleare ci stanno portando versol’intensificarsi degli eventi climatici estremi, la distruzione di ecosistemi vitali come boschi e foreste, una drammatica diminuzione dei raccolti e un intollerabile inquinamento atmosferico.
Per questo in ventidue città italiane, i nostri volontari hanno organizzato dei flash mob, invitando la classe politica a darsi una mossa abbandonando una volta per tutte l’energia sporca! (altro…)

Read Full Post »

Comuni-rinnovabili

Legambiente: «Ora liberiamo le Fer da burocrazia e barriere all’autoproduzione».

Fonti pulite in tutti i municipi italiani, in 10 anni passati dal 15,4 al 38,2% dei consumi elettrici.

Il decimo rapporto Comuni Rinnovabili di Legambiente, realizzato con il contributo del Gruppo Asja e in collaborazione con il Gsee, analizza la mappatura delle rinnovabili in Italia e la loro crescita costante sul territorio e sottolinea che «negli ultimi dieci anni le fonti rinnovabili hanno contribuito a cambiare il sistema energetico italiano. Oggi gli impianti sono presenti in tutti gli 8.047 Comuni italiani, con una progressione costante: erano 6.993 nel 2009, 3.190 nel 2007, 356 nel 2005 e con risultati sempre più importanti di copertura dei fabbisogni elettrici e termici locali». (altro…)

Read Full Post »

Tar Pit #3Oggi possiamo e dobbiamo operare una scelta; una scelta obbligata che non ammette terze vie, ritardi, incertezze.

Possiamo salvare il clima, lasciando sotto terra tre quarti delle risorse fossili disponibili sul Pianeta, rivoluzionando il settore energetico con rinnovabili ed efficienza; oppure possiamo estrarre carbone, petrolio e gas fino ad esaurirli, prolungando la nostra dipendenza dalle fonti sporche, rinunciando così a difendere il nostro futuro e la vita di chi verrà.

Se per qualche inspiegabile perversione questa seconda opzione fosse la nostra preferita, allora potremmo affrontare con ulteriore determinazione la nostra corsa verso il baratro, e accelerare. Non tutte le fonti fossili sono uguali; quanto a impatti sul clima ve ne sono di veramente letali. Un esempio? Le tar sands – quelli che molti conoscono come sabbie bituminose – hanno un potenziale di emissione di gas serra pari fino a quattro volte quello di altri tipi di petrolio. (altro…)

Read Full Post »

Questo slideshow richiede JavaScript.

Auto, moto, bici, piste, carburanti, vernici. Questo e molto altro nella top ten delle innovazioni del 2014 nel campo della mobilità sostenibile.

Sono state inventate tutte quest’anno: una pista ciclabile fatta di pannelli fotovoltaici, una batteria al litio con autonomia di 1600 chilometri e uno scooter elettrico che diventa una valigia. Il 2014 è stato un anno prolifico per le novità legate alla mobilità sostenibile. Qui trovate una raccolta delle migliori 10 secondo il nostro giornale. (altro…)

Read Full Post »

Greenpeace
“È ora di cambiare, il futuro è rinnovabile”: è la scritta a lettere giganti composta dagli attivisti presso le Linee di Nazca, uno dei siti più famosi del Perù, mentre a Lima è in corso il summit sul clima delle Nazioni Unite.

Se il messaggio delle linee di Nazca resta un mistero, quello diretto ai leader mondiali riuniti a Lima in occasione della Conferenza ONU è chiaro: fermate i cambiamenti climatici!

Mentre i leaders e i ministri riuniti per #COP20, si interrogano infatti su cosa fare per salvare ilclima del Pianeta, drammatici eventi climatici hanno causato l’evacuazione di oltre un milione di persone nelle Filippine.

(altro…)

Read Full Post »

Greenpeace
In occasione del summit delle Nazioni Unite sul clima, a Lima, siamo arrivati al Tempio del Sole sul Machu Picchu per lanciare un messaggio al mondo intero: l’energia solare è il nostro futuro!

I nostri attivisti hanno proiettato il messaggio “Act for the climate! Go solar!” sul Monte Wayna Pikchu – in cima a ben 3 mila ripidi gradini! – per sollecitare lo stop a carbone e petrolio, in favore delle energie rinnovabili.

Vogliamo chiedere ai ministri che parteciperanno alla COP20 – la ventesima Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico – di iniziare una “nuova era” dienergia al 100 per cento rinnovabile per tutti al 2050, e di farlo cominciando a sfruttare la più grande fonte energetica del Pianeta: il sole.

(altro…)

Read Full Post »

Mappa interattiva

Dati Althesys per Greenpeace: 175 miliardi di valore aggiunto e oltre 100 mila posti di lavoro al 2030.

Le energie rinnovabili non sono un costo per i cittadini e per lo Stato italiano, ma sono una straordinaria opportunità di sviluppo per l’economia e per l’occupazione nazionali, e lo saranno sempre di più se adeguatamente supportate da strumenti adatti e volontà politica.

Questo è quanto emerge dal rapporto “Le ricadute economiche delle energie rinnovabili in Italia”, realizzato dal centro di ricerca Althesys per conto di Greenpeace.

L’analisi economica svolta da Althesys considera il valore aggiunto diretto degli operatori del settore, i consumi indiretti (generati dai salari percepiti dai relativi addetti) e il valore aggiunto relativo alle imprese fornitrici o clienti del settore delle rinnovabili (indotto). La stima ha considerato le diverse fasi della catena del valore e dieci diverse tecnologie.

Nel 2013 le ricadute complessive sono stimate in circa 6 miliardi di euro. Di questi, 4,3 miliardisono di valore aggiunto diretto, 983 milioni sono i consumi indiretti e 660 milioni è il valore aggiunto dell’indotto.

(altro…)

Read Full Post »

GreenpeaceÈ tempo di saluti per la Rainbow Warrior. La nostra nave saluta l’Italia, dopo un’ultima tappa a Brindisi, una città stretta nella morsa di due centrali a carbone estremamente inquinanti.

Anche in quest’ultima visita, abbiamo voluto ribadire il nostro no alle fonti fossili e il sostegno alle comunità locali, organizzando una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il consigliere comunale Riccardo Rossi e il primario di Radioterapia dell’Ospedale Perrino Maurizio Portaluri.

Il futuro è nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica: chiediamo alle istituzioni nazionali e locali una strategia valida per decarbonizzare completamente l’economia entro il 2050 e mettere fine alle politiche energetiche distruttive.

Con la partenza della nostra “guerriera”, che ha viaggiato per il nostro mare e ha denunciato i pericoli che lo minacciano, non smettiamo di sostenere con forza che questo non è un Paese per fossili. E non siamo i soli a pensarlo: continua a crescere infatti la nostra petizione, che ha superato le 55mila firme e non accenna a fermarsi. Perché chi si fossilizza è perduto.

Da greenpeace.org

(altro…)

Read Full Post »

Rainbow Warrior
Dopo aver visitato le coste di Grecia e Slovenia, la nostra Rainbow Warrior fa tappa a Trieste per una veleggiata a favore delle rinnovabili!

La nave ha dato vita ad una piccola veleggiata, la “Flottiglia Sì al vento, No alle fonti fossili”, insieme a una trentina di imbarcazioni e kayak.

Riparte così la seconda parte del tour italiano “Non è un Paese per fossili”, per ribadire il nostro no all’ energia inquinante e per sostenere le comunità locali che ogni giorno pagano le conseguenze dell’uso di queste fonti.
Il governo chiama queste decine di migliaia di persone “tre, quattro comitatini” e sembra voler continuare con la propria politica di trivellazione dei nostri mari ed uso massiccio del carbone, ma noi non ci arrendiamo e non smetteremo di opporci a questa politica miope.

(altro…)

Read Full Post »

Older Posts »