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Posts Tagged ‘rinnovabili’

piattaformaSe il ministro Guidi e il premier Renzi pensano realmente di improntare la politica energetica dell’Italia puntando sull’estrazione degli idrocarburi presenti nel Paese stanno realmente raschiando il fondo del barile. Se estraessimo gli 11 milioni di tonnellate di riserve petrolifere stimate nei fondali marini del nostro Paese, ai consumi attuali li esauriremmo in soli 55 giorni, ma ci guadagnerebbero molto e senza rischio d’impresa i petrolieri, per i quali l’Italia è una sorta di paradiso fiscale: le prime 20 mila tonnellate di petrolio prodotte annualmente in terraferma, come le prime 50 mila tonnellate di petrolio estratte in mare, i primi 25 milioni di metri cubi di gas in terra e i primi 80 milioni di metri cubi in mare sono esenti dal pagamento di aliquote allo Stato. (altro…)

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Produzione-rinnovabili-Italia-1-sem-2014Rinnovabili in leggera crescita,ma il traguardo è stato raggiunto soprattutto per la riduzione del termoelettrico fossile.

Sulla base dei dati Terna da poco resi pubblici, le fonti rinnovabili nei primi sei mesi del 2014 hanno contribuito per poco più del 40% alla produzione nazionale, raggiungendo un nuovo record; nel 2013 si era raggiunto il 36%.

Si tratta di una importante pietra miliare nella transizione energetica e questo fatto dimostra che la rete italiana, anche se non particolarmente “smart” è in grado di assorbire abbastanza bene il contributo oscillante di acqua, sole e vento. (altro…)

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La nuova Rainbow Warrior, la nave ammiraglia della flotta di Greenpeace, è a Genova, per il lancio del tour “Non è un Paese per Fossili”, che vedrà l’imbarcazione impegnata lungo le coste italiane per promuovere una profonda trasformazione energetica, in Italia e in Europa.
La campagna inizia in concomitanza con la seduta del Consiglio Europeo in cui i leader UE saranno tenuti a decidere come accrescere la sicurezza energetica europea, dopo la crisi tra Ucraina e Russia. In ballo, sottolinea l’associazione, ci sono anche i nuovi impegni UE in materia di clima ed emissioni. E proprio a questo proposito Greenpeace si dice preoccupata per la posizione dell’Italia. (altro…)

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Non è troppo tardi per rinunciare a un provvedimento insensato.

Ambientalisti, industriali e investitori per una volta sullo stesso fronte.

La pietra dello scandalo della norma spalma incentivi sulle rinnovabili è riuscita ad attraversare in un sol colpo l’Oceano Atlantico, andando a sbattere dritta nell’occhio guardingo del più noto quotidiano finanziario al mondo: il Wall Street Journal. Con un articolo al vetriolo, Bonte-Friedheim – Ceo di NextEnergy Capital Group, una banca d’affari internazionale (con sede anche in Italia) – accusa il premier italiano Renzi di un atteggiamento irresponsabile verso il futuro delle energie rinnovabili nel Paese. Paradosso vuole che un finanziere/imprenditore critichi un governo per un provvedimento che nasce con lo scopo di abbassare il costo di un servizio, in questo caso dell’energia elettrica. (altro…)

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Rinnovabili“Dannoso per la green economy”, “causa di almeno 10.000 licenziamenti” e, last but not the least, “incostituzionale”. Le associazioni ambientaliste e del settore delle rinnovabili sono sul piede di guerra per il provvedimento in fase di definizione da parte del governo Renzi che, con l’obiettivo di ridurre la bolletta energetica delle PMI del 10%, andrebbe a penalizzare l’industria delle energie verdi. L’esecutivo, infatti, sarebbe orientato ad approvare una norma di spalma-incentivi obbligatorio sugli impianti fotovoltaici, allungando il periodo di incentivazione da 20 a 25 anni, con la conseguente riduzione retroattiva dell’incentivo annuo. In alternativa, le aziende potrebbero avere la possibilità di pagare una tassa. (altro…)

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“Vi invito ad ascoltare questo messaggio di Giorgio Garuzzo, possibilmente fino alla fine, prestando particolare attenzione ai numeri, utili per sfatare dei falsi miti. Tra pochi giorni il ministro Guidi dirà come “tagliano” le bollette del 10% alle PMI. Saranno dei regali straordinari ai fossili. Tagliando retroattivamente gli incentivi al fotovoltaico colpiranno migliaia di aziende, agricole e industriali, che avevano trovato nel fotovoltaico un aiuto a tenere in questo periodo di crisi, in primis abbassando i costi delle loro bollette. Non potranno più ripagare i finanziamenti o, se potranno continuare a farlo, non avranno più alcun beneficio e ancora più rischi. Guardate fuori dalla finestra. Oggi è domenica e c’è il sole (sono a Oristano e la giornata è bella): un buon 60/70% dell’energia italiana che stiamo consumando è prodotta dal fotovoltaico. (altro…)

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rinnovabiliDal punto di vista energetico, quello che si è fatto in questo Paese è un errore dietro l’altro. Un vecchio adagio dice che una visione senza un piano è un sogno e un piano senza una visione è un incubo: in Italia noi siamo riusciti negli ultimi 20 anni a fare entrambe le cose. Per abolire il nucleare, all’indomani di Chernobyl, abbiamo lanciato il progetto di metanizzazione del Paese con enormi capitali pubblici concessi a mani basse e con una produzione da energia elettrica che è passata dal 2002 al 2012 da 53 Gw a 78 Gw,  un caso unico nel mondo. Recentemente il gigantesco progetto da 15 mila megawatt del nucleare in Italia è stato abbandonato per Fukushima, ma altrimenti sarebbe stato realizzato anche in presenza di studi che avevano già analizzato il fenomeno della curva della produzione energetica e che avrebbero detto in anticipo che quei 15 mila Megawatt non sarebbero serviti. L’altro errore è la SEN: una strategia senza un piano. (altro…)

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RinnovabiliPrima la riduzione del 15% del credito di imposta a favore dei cittadini allacciati alle reti di teleriscaldamento a biomassa, ora la modifica dell’aliquota in cui viene tassato il reddito agricolo definendo la soglia del 25%.

La bozza del DL Irpef (comma 1 dell’articolo 22- vedi allegato), modifica a partire dal periodo di imposta 2014, la determinazione del reddito imponibile derivante dalla produzione e cessione di energia elettrica e calore da fonti rinnovabili agroforestali,  fotovoltaiche e biocarburanti prodotti da imprese agricole. Ciò significa che tutte le entrate che derivano dalla produzione di energia pulita saranno tassate al 25%, mentre finora quelle entrate, costituendo ‘reddito agricolo’, erano tassate tramite rivalutazione delle rendite catastali  al 4%! (altro…)

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ue-climaGli ambientalisti: «Scelta miope. Urge accordo chiaro e ambizioso in vista del vertice di New York».

Il tanto atteso Consiglio europeo che doveva decidere sul pacchetto clima-energia dell’Ue per il 2030 ha scelto di rinviare a «non oltre ottobre 2014».  Legambiente l’ha subito definita «una scelta miope che rischia di compromettere il processo verso il nuovo accordo globale sul clima da sottoscrivere a Parigi nel dicembre 2015. Serve con urgenza – come sottolineato nella dichiarazione congiunta dello scorso 3 marzo di 13 paesi tra cui Italia, Germania, Francia e Regno Unito – un accordo che consenta all’Europa di dotarsi di obiettivi chiari e ambiziosi in vista del Vertice di New York del prossimo 23 settembre, promosso da Ban Ki-Moon per rilanciare l’azione globale sul clima». (altro…)

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spagna
Questa mattina siamo entrati in azione in sei nazioni europee – Belgio, Svizzera, Svezia, Francia, Spagna e Paesi Bassi – per chiedere ai governi UE di non investire più su reattori nucleari ormai vecchi e pericolosi e puntare su fonti di energia pulite e sicure come le rinnovabili.

In contemporanea in tutta Europa, 240 nostri attivisti hanno preso parte alle proteste per evidenziare i rischi dell’invecchiamento degli impianti nucleari in Europa.

Mantenere in attività queste centrali nucleari obsolete, mette tutti noi cittadini europei di fronte ad enormi rischi dovuti a possibili incidenti. (altro…)

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Action against CO2 Storage in Kiel Aktion gegen CO2 Lagerung in Kiel

La proposta della Commissione europea è davvero deludente. È persino un arretramento rispetto a quella che nel 2008 fissava il famoso “pacchetto 20-20-20” e non è coerente con l’obiettivo di mantenere sotto i 2°C l’aumento della temperatura media globale.

L’obiettivo per le rinnovabili è un modestissimo 27 per cento a livello europeo (gli obiettivi per i singoli Paesi sono tutti da discutere) che non è altro che la proiezione delle politiche già in atto, con nessun nuovo impulso a un settore che, oltre ad aver contribuito per il 40-50 per centoalla riduzione delle emissioni che si sono già registrate in Europa, produce nuova e qualificata occupazione e riduce la dipendenza dall’importazione delle fossili. (altro…)

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greenpeace-energy-revolution
Lo scenario Energy [R]evolution, realizzato con il supporto tecnico dell’Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) e la collaborazione di EREC (European Renewable Energy Council) e GWEC (Global Wind Energy Council), descrive due possibili scenari futuri per il settore energetico italiano: uno di riferimento come evolverà il settore energetico sviluppando gli indirizzi attuali) e uno “Energy [R]evolution”, per centrare l’obiettivo di decarbonizzare l’economia italiana al 2050, contribuendo così alla salvaguardia del clima. Oggi ogni italiano emette in media 6,8 tonnellate di CO2 l’anno, che nello scenario di Greenpeace scendono a 0,5 nel 2050. (altro…)

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Invasione colorata e pacifica ai Fori Imperiali! Sabato 26 ottobre oltre 50 Associazioni sono scese in piazza per raccontare un nuovo modo per produrre e consumare energia.

E’ stato un grande successo la manifestazione che abbiamo promosso sabato 26 ottobre a favore dell’energia pulita. Dalle ore 10.00 del mattino fino a sera i Fori Imperiali hanno ospitato  stand di associazioni e aziende italiane delle rinnovabili, prodotti biologici e sostenibili, laboratori per bambini e ragazzi, ciclofficine, piste per go-kart a pedali e tanto altro ancora. Un’occasione per far conoscere le storie di cittadini, aziende ed enti locali che hanno scelto di investire nelle fonti rinnovabili, in una mobilità nuova, in un’agricoltura di qualità e libera da ogm, in città vivibili dove innovazione, socialità e qualità culturale fanno la differenza. (altro…)

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EnergiaA livello globale le istituzioni internazionali – persino le più attente alle sfide del futuro – sembrano essere in preda a una contraddizione insolubile. Da un lato preoccupa enormemente la crisi economica e quindi si invoca la crescita attraverso i vari strumenti messi in atto (taglio della spesa pubblica oppure intervento statale in economia; aumento della produttività; incentivi ai consumi; sfruttamento più intensivo delle risorse; creazione di zone di libero scambio e così via). Dall’altro lato si susseguono gli allarmi sull’insostenibilità del modello su cui si basa la globalizzazione: l’emergenza ambientale, ormai conclamata, dovrebbe essere affrontata per esempio riducendo le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera; se ciò avvenisse davvero però sarebbe il segnale non tanto di una volontà politica capace di una svolta “verde”, quanto di un rallentamento della produzione industriale e dunque un segno di crisi. (altro…)

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Greenpeace, Legambiente e WWF contestano da mesi gli indirizzi generali, nonché molti dettagli, della SEN proposta dal governo Monti

Si toglie il sostegno pubblico alle rinnovabili per darlo alla costruzione dei rigassificatori e si riconferma anche l’avvio delle trivellazioni per petrolio e gas a mare e a terra, oltre ad incentivare il carbone. Greenpeace, Legambiente e WWF contestano il documento di Strategia Energetica Nazionale (SEN) deliberato ieri.

“La Strategia Energetica Nazionale (SEN) approvata oggi sarebbe un atto inutile, se si prendessero per buone le dichiarazioni dei ministri firmatari, che affermano che il prossimo Governo ha facoltà di modificarla. La realtà è che un governo dimissionario, e in carica solo per l’ordinaria amministrazione, si è arrogato il diritto di completare un atto strategico, travalicando le proprie competenze e senza coinvolgere il Parlamento (ormai sciolto) né nessuno degli interlocutori per dare trasparenza sulle modalità di recepimento degli esiti della consultazione”. È quanto affermano in una nota congiunta Greenpeace, Legambiente e WWF in merito al documento di Strategia Energetica Nazionale deliberato ieri con un decreto interministeriale dai dicasteri Sviluppo economico e Ambiente. (altro…)

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Sono stati firmati il 27 dicembre i due decreti che dovranno dare un forte impulso all’efficienza e alle fonti rinnovabili termiche e che ieri (2 gennaio) sono stati pubblicati in Gazzetta ufficiale (1/2013).

Si tratta del cosiddetto Conto termico, il decreto che riguarda le rinnovabili termiche e gli interventi di efficienza energetica nelle pubbliche amministrazioni, e il decreto sul nuovo regime dei certificati bianchi, cioè i Titoli di Efficienza Energetica (TEE),  titoli negoziabili che certificano i risparmi energetici negli usi finali di energia.

Secondo il ministro dell’ambiente Corrado Clini (Nella foto), «la duplice firma rappresenta un nuovo passo di semplificazione per le rinnovabili e verso l’efficienza energetica, la riduzione dei consumi, il risparmio di risorse e la cosiddetta de carbonizzazione dell’ economia».

Il Conto termico

Con la firma del ministro Clini, giunta dopo il parere favorevole della Conferenza unificata, va verso la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale  ribattezzato Conto termico, un nuovo meccanismo di incentivazione, messo a punto insieme al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e a quello delle politiche agricole Mario Catania per dare impulso alle rinnovabili termiche (biomassa, pompe di calore, pannelli solari termici, condizionamento a energia solare) e agli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica nelle pubbliche amministrazioni.

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Allarme del numero uno di Falck: “Troppa burocrazia e difficoltà nei finanziamenti”.

MILANO — Non si lamenta per il livello degli incentivi. «Non sarebbe corretto, siamo alla pari con gli altri paesi europei». I problemi, secondo l’amministratore delegato di Falck Renewbles, Piero Manzoni stanno altrove: «Le nuove regole approvate dal governo hanno introdotto una serie di ostacoli burocratici che ci penalizzano. Se ci aggiungiamo le difficoltà del sistema bancario a finanziare i nuovi progetti, l’effetto sarà uno solo: spingere le imprese del settore ad abbandonare l’Italia e investire in quei paesi dove ci sono maggiori certezze». L’allarme lanciato a Repubblica dal manager del gruppo Falck (società quotata a Piazza Affari con 253 milioni di capitalizzazione con oltre 700 mw installati), dopo il varo del cosiddetto Quinto conto energia — il provvedimento che ha fissato le nuove regole per la realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile — non è isolato. (altro…)

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È in corso in queste ore nella piazza Montecitorio di Roma una manifestazione per chiedere al Governo la modifica dei decreti sulle rinnovabili

“Più rinnovabili, meno carbone”, “siamo noi l’innovazione dell’Italia, siete voi la rovina dell’Italia”. Questi alcuni degli striscioni presenti alla manifestazione in corso in queste ore nella piazza Montecitorio di Roma per chiedere al Governo la modifica dei decreti sulle rinnovabili approvati la settimana scorsa dal governo: il Quinto Conto Energia per il fotovoltaico ed il decreto per le altre rinnovabili elettriche. Le associazioni ed i rappresentanti del settore delle rinnovabiliscesi in piazza questa mattina contestano in particolare i tagli radicali agli incentivi e quei meccanismi previsti dai decreti che renderanno assai difficile ed incerto ogni tipo di investimento. Sotto accusa è poi la scelta del Governo Monti, ritenuta “poco trasparente”, di non consultare le associazioni per la definizione dei provvedimenti. Sono presenti alla manifestazione di oggi Legambiente, Greenpeace e Kyoto Club, oltre a numerose associazioni del comparto delle rinnovabili, dalla nuova Assosolare, che ha appena formalizzato la fusione con Asso Energie Future, ad ANIE-GIFI, daAPER al Comitato ISI, da ISES Italia a FIPER e AES. (altro…)

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Alle rinnovabili 12 miliardi l’anno, colpito il solare.

ROMA – Per le rinnovabili crescita degli incentivi dimezzata. Ci sarà ancora un aumento, ma non dei 6 miliardi previsti. Tre miliardi di euro all’anno spariscono dalla bolletta elettrica e dai piani di sviluppo dell’energia pulita. Lo stop è particolarmente brusco per il fotovoltaico che oggi viene sostenuto con poco meno di 6 miliardi e si dovrà fermare a quota 6,5 miliardi. Altri 5-5,5 miliardi andranno complessivamente a tutti gli altri settori. Biomasse, idroelettrico e geotermico risultano i meno penalizzati dalla manovra, mentre l’eolico subirà un taglio della remunerazione per chilowattora del 20 per cento. Complessivamente gli incentivi passeranno dagli attuali9 miliardi a 11,5-12 miliardi. (altro…)

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Mentre l’aumento/stangata delle tariffe per gas, energia elettrica e acqua ricorda alle famiglie italiane il prezzo da pagare per la manovra finanziaria di dicembre, il ministro dello sviluppo Passera annuncia un fumoso piano per rimodulare gli incentivi alle energie rinnovabili: “con senso della misura e razionalità, i nuovi decreti ministeriali allineeranno gli incentivi a quelli che si pagano negli altri paesi”.

Questo provvedimento dovrebbe riuscire a diminuire le bollette, in quanto le agevolazioni “verdi” finivano per far scattare un meccanismo di aumento del prezzo delle fonti di energia tradizionali.

Gli ottimi risultati dell’energia verde. Eppure,si legge su tutti i giornali che, se “il boom dell’energia verde ci permetterà di raggiungere in anticipo l’obiettivo del 26% di energia pulita, ha creato 150mila nuovi posti di lavoro e fatto risparmiare 100 milioni di euro alle famiglie che si autoproducono energia, è anche vero che ha creato scompensi nel sistema. (altro…)

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