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Posts Tagged ‘rivoluzione’

La gente non ne può più dei partiti che negli anni sono stati in grado di fare i loro interessi e quelli delle grandi corporation, ma non quelli dei cittadini. La rivolta spagnola presto in Italia.

Non mi stupisce molto quello che sta accadendo in Spagna, perché sono abbastanza convinto che si tratta di un fenomeno serio che avrà sviluppi di grande portata. Stiamo assistendo alla fine del patto sociale che ha retto l’Europa in tutti questi anni. Il patto sociale è stato rappresentato da un accordo tra le elite politiche dominanti e la popolazione nella sua accezione più generale di ogni singolo paese europeo, (parlo dell’Europa occidentale, non parlo dell’Europa orientale). L’accordo è questo: una parte dei redditi delle nostre società viene distribuita alle classi subalterne con un particolare rilievo e attenzione per i ceti medi che si devono costruire. E’ avvenuto durante il miracolo economico italiano, ma anche in Francia, in Germania, ecc. (altro…)

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Domenica 13 febbraio eravamo tutte e tutti nelle piazze italiane, per ricordare a Berlusconi che la dignità delle cittadine e dei cittadini, delle donne e degli uomini di questo paese non è in vendita e non è sindacabile…non quella di tutti almeno.

Abbiamo cantato, saltato, urlato che noi siamo nostre, che vogliamo lavorare e creare per i nostri meriti intellettuali e le nostre capacità, non per le nostre tette, che ogni giorno corriamo tra lavoro, spesa, casa, figli, manifestazioni, anche…che insomma siamo noi le donne reali.

Catarsi pura dopo mesi, settimane, anni di indicibile patimento e indignazione.
Sono stata a molte manifestazioni, presidi, proteste in questi anni bui, ma domenica 13 eravamo in tanti e dicevamo: “la misura è colma”, “se non ora, quando?”. (altro…)

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L’inizio è il momento migliore, quando tutto sembra possibile. Quando ogni cosa è illuminata. Quando il dittatore scappa di notte e corre all’aeroporto con la moglie e i figli. Quando scappa così rapidamente che viene da chiedersi perché nessuno ci abbia pensato prima: ogni regime si fonda
sulla paura, ma se si è in tanti la paura passa. Di rivoluzioni non ne abbiamo viste molte. E quelle poche sono spesso andate a finire male: quando è arrivato il momento dei compromessi, quando i furbi di professione sono riusciti a trovare la porta sul retro per tornare da dove erano stati cacciati. (altro…)

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Era Rousseau colui che istituì la professione della fede civile. Nessuno può essere neutrale, nessuno può escludere l’opposizione. La volontà generale non ha limiti e il castigo di chi si oppone ad essa non è che la rivolta, la deificazione della ragione universale. Il nuovo dio sta nell’emancipazione.

Eppure ragioniamo così solo per quanto riguarda l’Occidente. Per quanto riguarda quella che consideriamo essere la civiltà. La fede civile, ammesso che ancora ci sia,  è sempre stata esclusiva, mai inclusiva. Se ogni popolo potesse avere come dono l’espressione, l’autorealizzarsi, ognuno dovrebbe diventare assassino per trarre il re a morte.

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Mi dispiace, perchè l’unica chance di una transizione ordinata e non sanguinosa alla terza repubblica ( o quel che sara’, ehm) ce la stiamo giocando in questi mesi. Nessuno pensi che da noi non possa succedere quel che e’ rapidamente successo in Tunisia.
Sarebbe un grave errore, e sarebbe, dato il contesto storico, una affermazione eccezionale che va contro gli ultimi secoli di storia, anche italica. Richiederebbe insomma una misura di ottimismo davvero eccezionale e prove straordinarie a sostegno.

Cosi stando le cose coloro a cui è dato il compito di riportare ad un minimo di decenza e progettualità la politica, cosi escludendo automaticamente tutti queli che NON sono genericamente indicati come “radicali” dai media, farebbero bene a costruire un programma all’altezza delle sfide che abbiamo davanti. Giustappunto un programma “radicale”.

Cosi non è, segnatamente, e non ci resta che, nel nostro piccolo, essere testimoni ne passivi ne silenziosi ma proattivi dei nostri difficili tempi.
Il segno, più di qualunque chiacchiera, l’hanno dato i lavoratori di Mirafiori. Quando la maggioranza delle persone arriva al punto di mettere sul piatto il posto di lavoro, pur di non cedere all’ennesimo ricatto, vuol dire che è davvero con le spalle al muro ed ha già capito che, comunque vada, l’attuale situazione non offre alcuna ragionevole speranza di futuro per le persone normali.

Quando questo succede, ci metta secoli o millenni a succedere, l’esito storico è sempre lo stesso, sotto tutti i cieli ed in tutti i contesti.

Il trepido confronto con gli anni di piombo da parte dei nostri pavidi “decisori” fa capire cosa succede a non studiare né conoscere né, sopratutto COMPRENDERE la storia.

Se la conoscessero/comprendessero avrebbero dovuto ricordarsi di uno scambio di battute famoso:

« C’est donc une révolte ?»
« Non, Sire, c’est une révolution!»

E si sarebbero dati un poco più da fare, al di fuori delle seratine del bunga bunga.

Pietro Cambi

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La speranza è una trappola inventata da chi comanda, ci vorrebbe la rivoluzione.

 

pasquinoweb

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