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Posts Tagged ‘Roberto Petrini’

Approvata la manovra da 20,4 miliardi, dimezzati i contributi per chi assume under 35 Camusso: “Siamo preoccupati”. I bersaniani: “Ci hanno sbattuto fuori dalla maggioranza”.

ROMA – Proroga allo stop delle addizionali Irpef di Comuni e Regioni; sgravi del 50 per cento (al 100 per cento al Sud) per le assunzioni, già a partire da novembre e dicembre di quest’anno, di under 35 per il primo anno e a età decrescente per i due successivi; confermati i superammortamenti per le imprese, anche se più bassi ma estesi anche alle auto aziendali.

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In molte Regioni la sovrattassa tocca i ceti medi. Ma c’è anche chi non la applica

Gli scissionisti del Pd chiedono di abolire il prelievo extra da 10 euro Lo pagano 15 milioni di italiani.

ROMA – Sono 15 milioni gli italiani che pagano il superticket, di cui si discute l’abolizione, proposta da Mdp e parzialmente accolta dalla risoluzione di maggioranza al Def. Si tratta esattamente della metà di coloro che ricorrono a prestazioni specialistiche: ogni anno su 60 milioni di italiani, infatti, circa 30 milioni hanno la necessità di fare analisi, Tac, accertamenti per le più svariate patologie. Di questi 30 milioni la metà sono esenti; gli altri pagano.

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Nonostante gli annunci riprendono ad aumentare, in particolare nei Comuni delle regioni meridionali

Il ritorno.

ROMA – La valanga delle auto di Stato non si arresta. Anni di polemiche e denunce hanno solo scalfito un sistema che continua a proliferare nonostante la spending review e la necessità di moralizzare la vita pubblica. A conti fatti parlare di riduzione è stato un bluff.

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A maggio 51 mila posti in meno, il tasso dei senza impiego risale all’11,3%, giovani al 37% Nuova ipotesi per la manovra: una riduzione delle aliquote oltre agli sgravi per neoassunti.

ROMA – L’occupazione segna il passo e il governo accelera per mettere in campo la «contromossa ». Primo obiettivo: sostituire i bonus-assunzioni da oltre 8.000 euro, nati nel gennaio del 2015, che esauriranno la durata triennale dal 1° gennaio del prossimo anno. Secondo obiettivo: evitare che l’aggancio alla ripresa europea, già visibile quest’anno con quota 1,3 per cento di crescita del Pil, si trasformi in quella che i tecnici definiscono “jobless recovery”, un recupero senza lavoro, a danno soprattutto dei giovani.

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deficit

L’Italia

La strategia di Gentiloni e Padoan prevede una serie di interventi diluiti nel tempo Nessuna marcia indietro sulle spese sisma.

ROMA – Un impegno ad intervenire in modo strutturale, con una manovra, per un quarto su tagli alle spese e per i restanti tre quarti con aumenti di entrate. Entro l’«arco temporale » del prossimo Documento di economia e finanza, presumibilmente in aprile, e senza rinunciare alle spese per il terremoto che ammontano ad un miliardo. Si profilano, elencati nella lettera, tagli alle spese dei ministeri, riduzioni delle agevolazioni fiscali, aumenti delle accise (probabilmente benzina e sigarette) e un incremento della lotta all’evasione.

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i-numeri

Il retroscena.

Il governo prova a ridurre l’entità degli interventi smontando una serie di misure adottate da Renzi. “Austerità letale per l’economia”.

La manovra tuttavia si dovrà fare. Come dicono in molti: non possiamo prenderci la procedura d’infrazione per “soli” 2-3 miliardi.

ROMA – Tutto nelle mani del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e del suo Ragioniere generale, Daniele Franco. La missione, quasi disperata, è quella di recuperare nel giro di un paio di settimane i 3,4 miliardi che la Commissione europea sta per chiederci con una lettera ufficiale con la minaccia di estrarre il “cartellino rosso” sui conti pubblici.

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voucher

La crisi dell’occupazione

A febbraio arriveranno i dati per capire se la tracciabilità obbligatoria ha dato risultati, subito dopo il disegno di legge per modificare le norme.

Il piano del governo per limitare il ricorso ai ticket si baserà su un sistema di quote Poletti: “Non sarà un maquillage per evitare il referendum”, sette ipotesi allo studio.

ROMA – L’intervento per limitare l’utilizzo dei voucher da parte del governo si avvicina. Sul tavolo di Palazzo Chigi ci sono una serie di ipotesi che si concretizzeranno in un provvedimento nel prossimo mese di febbraio. L’obiettivo è quello di ridurre la platea dell’utilizzo dei “buoni” con l’introduzione di “quote” e circoscrivendo i settori dove è possibile utilizzarli. Per valutare la consistenza della stretta si attende – come spiegano al ministero del Lavoro – il risultato del monitoraggio scattato l’8 ottobre dello scorso anno da quando è in vigore la tracciabilità.

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ROMA – Già cambiano le regole per la rottamazione delle cartelle esattoriali. Il testo del decreto, allegato alla manovra, approvato ieri in Commissione Bilancio della Camera (che lunedì arriverà in aula) allarga le maglie della sanatoria. In primo luogo ci sarà una estensione di un anno della rottamazione che riguarderà oltre al quindicennio 2000-2015 anche l’anno 2016 (fino al 31 dicembre): l’allargamento comporta dunque anche un aumento del gettito che dai 2 miliardi del 2017 sale a 2,3 miliardi e per il 2018 da 400 milioni sale a 1,4 miliardi. Complessivamente dunque l’allargamento al 2016 porta 1,4 miliardi in più nel biennio. Il «bottino» cresce anche perché, oltre ai ruoli, per il 2016 – come è stato precisato ieri in un emendamento – si potranno rottamare anche gli avvisi di accertamento finalizzati alla riscossione di Inps e Agenzia delle entrate .

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Il piano.

Da domani si può aderire alla definizione agevolata dei debiti con Equitalia. Risparmi possibili dal 30 al 50% del dovuto. Boom di richieste di informazioni. C’è tempo fino al 23 gennaio.

ROMA – Multe, canone Rai, bollo auto, Iva, Irpef, Irap, contributi Inps: da domani scatta la Grande Rottamazione. Chi sta sul libro nero di Equitalia, non paga da anni la cartella esattoriale, ha cumulato lettere di richiamo, pignoramenti sul conto corrente, ha in corso il fermo amministrativo dell’auto, può uscire dall’incubo. Nella platea degli inadempienti che potranno mettersi in regola ci sono vittime della distrazione, della crisi economica ma anche evasori seriali cui si dà l’opportunità di redimersi.

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Per il 2017 l’Italia vuole sommare al disavanzo del 2% uno 0,4% di flessibilità per migranti e terremoto.

ROMA – Dopo un rapido consiglio dei ministri, cominciato oltre le 22 con un’ora abbondante di ritardo, Renzi e Padoan hanno deciso una soluzione di compromesso: deficit 2017 al 2 per cento con possibile estensione al 2,4 per cento se il Parlamento dira sì e soprattutto se dirà sì Bruxelles.

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renzi-manovraRenzi: “L’obiettivo è aumentarle fino a mille euro” Manovra economica da 24 miliardi per spingere il Pil.

ROMA – Rush finale per l’aggiornamento del Documento di economia e finanza stasera all’esame dal Consiglio dei ministri. Una vigilia segnata da un ulteriore pressing di Matteo Renzi sull’Europa: «I soldi che spendiamo per i migranti e per il terremoto, soprattutto per le scuole, non li voglio conteggiati nel patto di stabilità. Questo lo abbiamo detto e lo facciamo. La Ue si mette contro? Si fa lo stesso», ha ammonito intervistato ieri sera a “Quinta colonna” su Rete 4.
Il premier è entrato anche nel merito della legge di bilancio esercitandosi in trasmissione in un “patto della lavagna” con tanto di pennarello con cui ha tracciato cifre e misure in ironica contrapposizione con il berlusconiano “contratto con gli italiani” del 2001 da Vespa: «Alle pensioni minime fino a 750 euro viene data una cosiddetta quattordicesima, che è attorno ai 40 euro.

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padoanLo scenario.

Decisiva la partita con Bruxelles: senza flessibilità la legge di Bilancio dovrebbe salire da 7 a oltre 16 miliardi.

ROMA – La Confindustria accenna persino all’eventualità che il mondo sia investito, come dice Larry Summers, dalla maledizione della “stagnazione secolare”. Se lo chiedono le slides che il capo del Centro studi Luca Paolazzi, snocciola inesorabilmente. Scorrono, l’uno dopo l’altro, i mali del pianeta ben catalogati. Aprono le variabili geopolitiche, dal Brexit al golpe turco. Seguono i problemi demografici: un grafico da brividi mostra come, al di là di culture e leggi, e delle previsioni di qualche anno fa, la popolazione del mondo stia diminuendo. Frena il commercio mondiale, anche a causa del ritorno del protezionismo: secondo il Global Trade Alert nei primi otto mesi del 2016 sono state introdotte 350 misure restrittive tra tariffe e sussidi.

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il-cantiereIl governo cerca nuove risorse dopo la frenata del Pil Sacrifici per regioni, stretta su acquisti, salvi i comuni.

ROMA – Scure sulla sanità per 1,5 miliardi nella prossima legge di Bilancio. La misura, filtrata ieri dal governo, trova tuttavia l’opposizione della ministra Beatrice Lorenzin che rilancia mettendo in campo una “compensazione” in grado di mitigare l’intervento: una microtassa da 1 centesimo a sigaretta da cui recuperare 700 milioni da riversare al servizio sanitario per l’acquisto dei farmaci anti tumorali. Il Tesoro non si opporrebbe.

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Sale il deficit al 2,3-2,4%, investimenti per un miliardo. Risorse da tassi, spending review e rientro capitali. Sanità nel mirino.

ROMA – Meno tasse, più investimenti, pensioni minime, contratti pubblici. Renzi spinge sull’acceleratore della nuova legge di Bilancio. A circa un mese dal varo da parte del governo della manovra 2017,che dovrebbe essere pronta entro il 12 ottobre, la struttura del provvedimento è già sul tavolo dei tecnici: l’intervento a favore dell’economia sarà di circa 25 miliardi. Le coperture, per circa 10 miliardi, arriveranno da spending review, rientro capitali, lotta all’evasione e risparmi sugli interessi, mentre circa un punto di Pil, pari a 16 miliardi, verrà imputato al deficit che sarà fissato – come annunciato dal premier Renzi l’altra sera a Porta a porta – al 2,3-2,4 per cento contro l’1,4 tendenziale stimato nell’ultimo Def (Documento di economia e finanza) dell’aprile scorso.

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tasseIl piano.

Nella legge di bilancio previste per spa e srl la riduzione di 3,5 punti dell’Ires, oggi al 27,5% e l’Iri, di analoga entità, per le imprese individuali.

ROMA – Un’unica aliquota fiscale dal Brambilla quotato in Borsa al droghiere dell’angolo. E’ pronto il pacchetto dedicato alle imprese da inserire nella prossima legge di Bilancio che prevede una flat tax, cioè una tassa “piatta” e proporzionale uguale per tutte le imprese, al 24 per cento. L’operazione si poggia su due pilastri: il primo è noto, fin dalla legge di Stabilità 2016 e prevede di abbassare l’Ires cioè la tassa che pagano le società di capitali, dalle spa alle srl, dall’attuale 27,5 per cento al 24 per cento. Il costo è già calcolato nei tendenziali di finanza pubblica in circa 3 miliardi, la norma scatta dal 1° gennaio del 2017 e il governo ha sedato il dibattito sollevato da chi voleva destinare la somma ad altre finalità, ribadendo più volte che la riduzione dell’Ires si farà.

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L'inchiestaPadoan dal G20: “Valuteremo il nuovo quadro di fronte al rallentamento globale”. E sulle banche rassicura: “Non c’è un rischio di sistema, solo casi particolari. Escluso che l’Italia ricorra ai bail in, risparmiatori garantiti”.

ROMA – Il governo è pronto a rivedere le stime di crescita del Pil alla luce dell’incertezza del dopo Brexit e del peggioramento dell’economia internazionale e di conseguenza a stringere i bulloni dei conti pubblici. Il messaggio viene dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan da Chengdu, in Cina, dove si è concluso il vertice dei G20. Il responsabile del Tesoro italiano, in una intervista a Rainews 24via Skype, ha commentato il nuovo scenario dell’economia del nostro Paese e il suo riflesso sui conti pubblici dopo che Repubblicaaveva messo in luce la necessità di 12-13 miliardi di manovra per far fronte a sterilizzazione Iva e calo del Pil, aumentabili a 20 per finanziare tutte le misure annunciate negli ultimi tempi dal governo.

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La mappa del fisco

Dalle imposte addizionali a quelle sui rifiuti e sulle seconde case, così gli aumenti degli ultimi cinque anni hanno pesato sulle famiglie.

ROMA – Negli ultimi cinque anni le tasse locali, da quelle sulla casa, ai rifiuti, all’addizionale Irpef hanno fatto un balzo notevole, con aumenti per una famiglia-tipo, che paga addzionale Irpef, rifiuti e una eventuale secoda casa magari avuta in eredità, fino al 300 per cento: basti pensare che solo negli ultimi tre anni sono stati drenati così circa 7 miliardi dai contribuenti. Il tema è, finora, il grande assente dalla campagna elettorale che porterà al voto tra circa tre settimane, il 5 giugno, 1.300 Comuni, tra i quali grandi metropoli come Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Cagliari.

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Stime Pil del governo “plausibili ma a rischio”. Faro sul debito Confindustria: crescita non basta.

ROMA – Bankitalia apre il ciclo di audizioni del Documento di economia e finanza appena varato dal governo e mette nel mirino le tasse: la pressione fiscale, anche se nel 2014 e nel 2015 è diminuita, ha detto ieri il vicedirettore generale Federico Signorini di fronte alle commissione Bilancio di Camera e Senato, «è rimasta superiore, per circa 2,5 punti percentuali, alla media del decennio precedente la crisi». La voce si aggiunge a quella di altri osservatori che, pur riconoscendo una marginale discesa, puntano l’indice sulle troppe tasse. Bankitalia, mentre il governo sta studiando un piano su Irpef e costo del lavoro, avanza un suggerimento: «Andrà considerata con attenzione l’opportunità di prevedere riduzioni permanenti del cuneo fiscale, a beneficio della crescita dell’occupazione».

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Nel documento possibili interventi del governo sulla flessibilità in uscita Padoan replica a Katainen: “Otterremo flessibilità, tutte le carte in regola”.

ROMA – Il ministro dell’Economia Padoan fa quadrato intorno al nuovo Documento di economia e finanza (Def) varato venerdì sera dal consiglio di ministri, replica alla freddezza del vice presidente della Commissione europea Katainen, ai sindacati che giudicano «deludente » il piano del governo e fa slittare al 2019 il pareggio di bilancio. «Abbiamo tutte le carte in regola per chiedere la flessibilità e credo che la otterremo », ha detto il titolare di Via Venti Settembre a Cernobbio ricordando che il nostro Paese non è sottoposto a procedure di «disciplina fiscale» e che un’Italia forte «fa bene a tutti ». Inoltre ha ripetuto che il Pil quest’anno crescerà più del 2015 e «continuerà a farlo negli anni successivi».

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