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Posts Tagged ‘Rodolfo Sala’

Le tappeIl sindaco di Verona ufficializza la sfida a Zaia per conquistare la Regione “Io uomo libero, il Carroccio non è più quello di Miglio e del vero Bossi”.

VERONA  – Parla al plurale, Flavio Tosi, quando viene al dunque: «Da uomini liberi, siamo qui a candidarci alla presidenza della Regione Veneto ». Si candida lui, come va dicendo da un paio di mesi, da quando ha capito che nella Lega lo stavano facendo fuori. Si candida nel tripudio dei suoi sostenitori (l’auditorium ne tiene 600 seduti, ma ce ne sono altri in una saletta attigua, e qualcuno resta fuori), venuti da tutto il Veneto con gerbere all’occhiello, chissà se quel fiore giallo diventerà un simbolo, in questa campagna elettorale. Ma oggi, nella giornata dell’annuncio ufficiale all’auditorium della Fiera di Verona, il sindaco vuole mettere l’accento sulla novità politica della sua scelta anche sullo scenario nazionale. Così le regionali in Veneto diventano un «laboratorio», il tentativo di aggregare «un nuovo centrodestra che costituisca un’alternativa credibile a Renzi», ma anche il rifiuto del «populismo» ormai entrato nel dna della Lega. Che, e qui Tosi pare in preda a una plateale commozione, «non è più quella di Miglio, e neppure del vero Bossi, uno che ha sempre cercato di mediare, anche stavolta ». Quel «noi» vale come risposta ai «dittatori» di via Bellerio.

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SalviniOggi la convention del sindaco di Verona. Che annuncerà la sua discesa in campo cercando alleati nel centrodestra.

VERONA – È il giorno di Flavio Tosi, stamattina il sindaco di Verona cacciato dalla Lega raduna i suoi sostenitori alla Fiera di Verona per dare l’annuncio. Si candida a governatore del Veneto, contro Luca Zaia, e mette un sigillo di fuoco sulla faida sanguinosa che si sta consumando tra leghisti in terra veneta. Gli ultimi dubbi, se mai ce ne fossero stati, vengono spazzati via in serata, quando Tosi riunisce in una località segreta del Padovano un gruppo di sostenitori: parlamentari e amministratori ancora iscritti al Carroccio, ma a lui fedeli, e pronti a seguirlo in una nuova avventura. Del resto, già quel che nel pomeriggio Tosi anticipa “in chiaro“ alla vigilia dell’appuntamento di stamattina, lascia ben pochi margini di incertezza sulle sue intenzioni: alla Fiera di Verona «comincia un nuovo percorso, abbiamo chiesto a tanti amici di essere presenti e spero che lo saranno; per ora posso solo dire che escludo l’ipotesi di ritirarmi a vita privata e non fare più politica, con questo incontro qualcosa si porta avanti».

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TosiAnnuncio da Strasburgo. La reazione: “Sei un Caino travestito da Abele”. Il governatore: si volta pagina.
MILANO – Showdown, è finita: Salvini caccia Tosi dalla Lega. Lo fa da Strasburgo, in tarda serata, parlando di scelta inevitabile, dal momento che il sindaco di Verona, e segretario della Liga veneta, non si schioda dai suoi no agli ultimatum e alle condizioni poste di via Bellerio per la sua permanenza nel partito. Su tutte: accettare il commissario che gli han messo in Veneto, esautorandolo dal potere di decidere sulle alleanze e sulle liste elettorali per la Regione; scegliere tra la Lega e la sua fondazione. Tosi lo ha ripetuto ieri sera a Otto e mezzo, ospite di Lilli Gruber: condizioni inaccettabili, il massimo che il sindaco è disposto a concedere è un passo indietro sulla presentazione della lista che porta il suo nome alle regionali di maggio. E a quel punto il segretario federale rompe gli indugi, e con sette ore di ritardo rispetto all’ultimatum (scadeva ieri alle 14) decide che è arrivato il momento di rompere.

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SalviniOggi il verdetto di via Bellerio sul caso Veneto: il tribunale interno sarà presieduto da Umberto Bossi Il segretario: per me la vicenda è già chiusa, io sto già pensando al programma di Zaia.
MILANO – Flavio Tosi fuori dalla Lega, e il sigillo dell’espulsione potrebbe metterlo Bossi, proprio nel giorno del compleanno del suo successore Salvini. Sì, perché sarà il vecchio leader a presiedere il «tribunale» che si riunisce oggi alle 15,30 nella sede di via Bellerio per dare corso all’ultimatum pronunciato una settimana fa dal consiglio federale del Carroccio. L’organismo chiamato a mettere fine alla guerra civile si chiama “Comitato di disciplina e controllo”, e come dice lo statuto a sovrintendere al tutto dev’essere il presidente federale. Cioè Bossi.

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TosiMILANO – Potrebbero essere le sue ultime ventiquattr’ore da leghista. Alla mezzanotte di domani scade l’ultimatum del “federale”, e Flavio Tosi deve scegliere. Per restare dentro dovrebbe disconoscere la sua fondazione, che ha fondato due due anni fa per lanciarsi, con il consenso dell’allora segretario Maroni e di Salvini, nella corsa a ipotetiche primarie del centrodestra. Una corsa con addosso la maglietta della Lega. Non andrà così. Alla premiership ora aspira l’”altro Matteo”, e nel Veneto è scoppiata «la guerra civile», che si concluderà con la cacciata del sindaco.
Ma quello di Flavio Tosi non sarà un addio solitario.
Tra i veneti di un qualche peso, (oltre a tutti i leghisti che amministrano Verona) lo seguiranno i consiglieri regionali Matteo Toscani, vicepresidente dell’assemblea, e Luca Baggio, presidente della Liga veneta, che hanno già formato un nuovo gruppo consiliare. E di sicuro l’assessore regionale Daniele Stival.

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Salvini -Tosi
In Veneto il presidente della Liga fonda una nuova componente. Oggi il vertice finale a Padova.
MILANO – É il primo atto del divorzio ormai imminente tra Flavio Tosi e la Lega. Nel consiglio regionale del Veneto nasce un nuovo gruppo, composto da due fedelissimi del sindaco di Verona: Luca Baggio (che è presidente delle Liga Veneta) e Matteo Toscani. Con loro un ex esponente del Nuovo centrodestra, Francesco Piccolo. Il nuovo gruppo si chiama “Impegno veneto” e la sua costituzione è stata direttamente ispirata da quella Liga Veneta di cui Tosi è ancora segretario, «per raccogliere in consenso dei tanti moderati che non voterebbero più la Lega dopo la sua svolta a destra», spiegano i transfughi. Si tratta dunque di un plateale gesto di sfida dopo il commissariamento del partito regionale deciso lunedì dal “federale” del Carroccio.

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Tosi
Dal Carroccio nuovo ultimatum al sindaco di Verona che incontra al Viminale il leader del Nuovo centrodestra Maroni: se Flavio esce, firma la sua fine politica. Salvini all’attacco della Ue: “A Bruxelles peggio di Mussolini”.
MILANO – Flavio Tosi al Viminale, per incontrare l’odiatissimo (da Salvini) Alfano. Ufficialmente per parlare di sicurezza, in realtà per gettare le basi della sua sempre più probabile candidatura come governatore alle regionali. Sostenuto dalla lista Tosi, dai centristi di Ncd e Udc e forse dal movimento di Corrado Passera. Mentre Forza Italia, con Altero Matteoli, lascia capire che nel Veneto l’accordo con la Lega è ormai cosa fatta: «Sosterremo Zaia anche con Tosi in campo». Dunque il divorzio in casa leghista è ormai cosa fatta. Lunedì scade l’ultimatum di Salvini, che ritiene «incompatibile » con la Lega la fondazione lanciata da Tosi.

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SalviniIl sindaco ribelle: “Se calpestano il Veneto reagirò sabato a Roma ci sarò, non presto il fianco ai miserabili”.
ROMA – Ancora a pesci in faccia, nonostante la promessa (condita al veleno) di Flavio Tosi. Il leghista in guerra con il leader Salvini e il governatore del Veneto Zaia dice che sabato sarà in piazza del Popolo, alla marcia su Roma targata Lega: «Farò l’impossibile per andarci, nonostante i miei impegni da sindaco, e lo farò per non prestare il fianco a dei miserabili che, e non parlo di Salvini, fanno polemiche strumentali e penose». Ma il segretario è netto: siccome resta in piedi la minaccia di Tosi di candidarsi contro il governatore uscente (ipotesi «abominevole», la definisce Zaia), ecco l’avvertimento di Salvini: «Chi si mette contro Zaia è fuori dalla Lega, io non espello nessuno, ma c’è qualcuno che si autosclude».

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Le accuseSecondo i giudici costituzionali è inammissibile il quesito che puntava a abolire la riforma Fornero sulle pensioni L’ira di Salvini: “Questa Italia fa schifo, vaffa… l’ex ministro si vergogni”. E anche il Pd pensa a cambiare le norme.

MILANO – Era l’ultimo scoglio, ma la Lega non l’ha superato. La Corte costituzionale boccia il referendum per chiedere l’abrogazione della legge Fornero, che ai tempi del governo Monti aveva cambiato il regime pensionistico. Le migliaia di firme raccolte da Salvini e dai suoi (con l’aiutino della Fiom) non sono bastate: la Consulta dichiara inammissibile la richiesta, anche se per conoscere le motivazioni occorre aspettare il deposito della sentenza. «Decisione positiva per il Paese, la Corte costituzionale avrà avuto le sue buone ragioni», commenta a caldo l’ex ministro del Lavoro. Mentre dalla Lega si spara a palle incatenate.

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BersaniBordata dell’ex segretario contro il patto Renzi-Berlusconi. “Dopo il loro incontro quel titolo è salito del 6% mentre la Borsa calava” Ma dall’assemblea della minoranza stop alla tentazione di rottura. “Il Jobs Act l’abbiamo migliorato. Fiducia? Se necessario si vota”.

MILANO – L’affondo più duro contro Renzi porta la firma di Pierluigi Bersani, ospite d’onore al meeting milanese di Area riformista. Nel mirino dell’ex segretario c’è il Patto del Nazareno: «Non ce n’è alcun bisogno. Occorre parlare con tutti per fare le riforme. Nel giorno del rinnovo di quel Patto la Borsa ha segnato meno 2,9, mentre Mediaset ha guadagnato il 6». Conclusione: «Se funziona così, allarghiamo il Patto del Nazereno a tutte le imprese».
Quello di Bersani è l’acuto della polemica, in questo raduno milanese dove una componente della minoranza del Pd — il capogruppo alla Camera Roberto Speranza, il ministro Maurizio Martina, il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio Cesare Damiano, tutti e tre presenti — non lesina critiche al segretario-premier, rivendicando però i «passi in avanti» compiuti sul Jobs Act.

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Bossi

Lo scontro sul vitalizio con Salvini. Il segretario: ci costituiremo parte civile contro Belsito Confermato l’atto di citazione dell’avvocato del fondatore: “Mi devono 6milioni di euro”.

MILANO – «Tra me e Umberto ci sono rapporti ottimi e trasparenti, non abbiamo tempo da perdere in beghe di partito», taglia corto Matteo Salvini a proposito dell’ultima rissa scoppiata nella Lega. Con Bossi, come rivelato ieri da Repubblica, che attraverso il suo avvocato Matteo Brigandì vuole trascinare in tribunale il nuovo segretario, intenzionato a tagliare drasticamente i fondi messi a disposizione del vecchio leader e attinti dalle casse del movimento. È tutto nero su bianco, lo racconta l’atto di citazione depositato al tribunale di Milano da Brigandì contro Salvini. (altro…)

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SalviniIl segretario rieletto per un altro biennio: “Il vecchio centrodestra è morto Berlusconi e Piersilvio assolti dopo il loro appoggio alle riforme di Renzi”.

PADOVA – L’hanno appena rieletto segretario della Lega, fino al 2016, e forse non è una buona notizia per gli alleati tradizionali del movimento: «Oggi il centrodestra no esiste più, è una categoria dello spirito — taglia corta Matteo Salvini — e poi come facciamo a rimetterci insieme con chi in Europa sta con la Merkel e in Italia appoggia le controriforme di Renzi?».
Il suo primo atto è uno sberlone a Forza Italia?
«Quello è il passato. Insieme abbiamo patto tante cose buone, ma con questo congresso noi abbiamo cominciato a preparare il futuro. No alla riedizione delle frittate, delle sommatorie di sigle politiche. Ci si allea sulla base di programmi condivisi. Ma questa condizione non la vedo: se vogliono stare con noi, mangino la nostra minestra». (altro…)

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Salvini“Io, cinque volte le preferenze di Lupi: chi fa da stampella alla sinistra rischia di sparire”.
Exploit del segretario, 330 mila voti: “Da Silvio i complimenti” E ora pensa a un ruolo strategico per rilanciare l’alleanza.

MILANO – «La Lega torna al centro della scena, in Europa e anche in Italia». Recordman di preferenze (222mila nel Nordovest, 108mila nel Nordest) il leghista Matteo Salvini è raggiante. Il suo partito viaggia un pochino sopra il 6 per cento, e adesso lui rivendica la costruzione di un «centrodestra nuovo» dove a dare le carte sarebbero i leghisti.
Onorevole Salvini, vi è andata bene, ma con quei voti non potete dettare legge…
«La realtà è che gli altri sono andati indietro, noi no. Il centrodestra, quello che abbiamo conosciuto, in Italia non esiste più. Bisogna adeguarlo al vento nuovo che soffia in Europa». (altro…)

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Maroni

“Scadenze a rischio, intervenga il premier”. Da oggi gli interrogatori.

MILANO — È una gara contro il tempo dopo la retata che ha decapitato i vertici di Infrastrutture lombarde, la società interamente posseduta dalla Regione cui è affidata la regia dei lavori sulla piastra espositiva dell’Expo. È finito in manette Antonio Rognoni, il responsabile di quei lavori, e oggi, in un clima difficile e contrassegnato da uno scontro neppure troppo sotterraneo tra i palazzi della politica milanese, verrà insediato il suo successore. Ma il nome ancora non c’è, Roberto Maroni (cui spetta la nomina) vista l’aria ha deciso di concordare la scelta con Giuseppe Sala, ad della società di gestione dell’Expo. (altro…)

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Calci e pugni

Fiom non invitata all’assemblea dei delegati lombardi, l’ex Cremaschi scatena la baruffa.

MILANO — Fuori programma carico di tensione, ieri mattina, all’assemblea dei delegati lombardi della Cgil: urla e spintoni sotto il palco, nel parapiglia il responsabile dell’organizzazione si prende un calcio e finisce all’ospedale (lo dimettono in serata). Tutto sotto gli occhi di Susanna Camusso, sbarcata a Milano per presiedere l’attivo delle categorie finora escluse dall’accordo sulle rappresentanze sindacali. Assente la Fiom, non invitata, ed è una scelta della Cgil: le tute blu rientrano in questa intesa, che tra l’altro viene criticata duramente dalla federazione guidata da Maurizio Landini, quindi motivano i dirigenti della confederazione – la loro presenza è inutile. (altro…)

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Lega Nord

Il retroscena
Esclusa la ricandidatura di Cota alle regionali. L’ex segretario: macroregione anche con Chiamparino.

MILANO— «Le speranze sono minime, ma noi il ricorso lo presentiamo lo stesso». Nello staff di Roberto Cota si respira un’aria cupa. Oggi il governatore del Piemonte riunisce la giunta, chiamata ad approvare il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che annulla le elezioni del 2010. Ma sembra un po’ inutile, perché nella Lega, al di là di quel che dice il segretario Matteo Salvini («Io ci credo, l’obiettivo di ottenere una sospensiva è a portata di mano»), sono tutti più o meno convinti che il verdetto di appello della giustizia amministrativa confermerà quello di primo grado. (altro…)

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Salvini

Segretario con l’82% dei voti. Ma alle urne solo sei iscritti su dieci
La Lega.

MILANO— Alla fine contano i numeri. E i numeri dicono che Matteo Salvini è il nuovo segretario della Lega, che ha battuto Bossi con l’82 per cento contro il 18, che a votare non sono andati in moltissimi: il 60 per cento degli aventi diritto. Le han chiamate “primarie”, e in effetti per la per la prima volta il capo del Carroccio non è stato scelto dai delegati riuniti a congresso, ma da una platea più larga, con una conta interna riservata ai 17.047 iscritti da almeno un anno (su un totale di circa 22mila). (altro…)

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ProdiCongresso Pse, gli ex Popolari minacciano la scissione
Il Partito democratico.

Cresce la paura per l’affluenza flop ai gazebo dell’8 dicembre.

MILANO— Schiaffoni tra i Democratici. E proprio mentre Prodi divorzia dal partito che ha fatto nascere: «L’8 dicembre non voterò, non per polemica, ma perché ho deciso di ritirarmi dalla vita politica. Non sono un uomo qualunque, se voto alle primarie devo dire per chi e come». E al gran rifiuto del Professore seguono pesantissime polemiche a distanza tra i big. Epifani contro Renzi sul caso Cancellieri, Fioroni contro Epifani sul Pse, Cuperlo contro il sindaco di Firenze sull’idea di partito, che «senza iscritti semplicemente non c’è». In serata Renzi invia una lettera agli iscritti al Pd in vista delle primarie del’8 dicembre: «Basta intrighi del passato », e risponde così a chi, nel Pd, lo accusa di voler tagliare le pensioni: «Se non fosse una cosa seria, sarebbe quasi divertente». (altro…)

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Le date chiave

Schifani: non potremmo stare con chi fa fuori il nostro leader.
Lo scontro.

MILANO— Decadenza di Berlusconi uguale crisi di governo. L’equazione viene rilanciata da falchi e colombe del Pdl, all’indomani del movimentato vertice di Arcore, dove i notabili del partito han fatto quadrato attorno al loro leader, la cui permanenza in Parlamento è minacciata dal voto del 9 settembre della Giunta delle elezioni del Senato. Ecco infatti Renato Schifani, finito nel mirino dei falchi, riproporre l’ultimatum. Sotto forma di minaccia all’indirizzo del Pd. La tenuta dell’alleanza di governo, insiste il presidente dei senatori del Pdl, «non dipende da noi, sarebbe difficile la convivenza con un partito che, senza ascoltare le nostre obiezioni, per di più condivise da illustri costituzionalisti, già annuncia che voterà per la decadenza di Berlusconi ». Insomma, i Democratici dovrebbero offrire una sponda, e votare di conseguenza, a quanti ritengono che la legge Severino (decadenza per i parlamentari condannati con sentenza definitiva) possa essere “rivista” dalla Corte costituzionale. (altro…)

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Vertice di cinque ore ad Arcore, poi il comunicato di Alfano: affondo su Imu e giustizia, ultimatum a Napolitano, Letta ed Epifani.

“Decadenza di Berlusconi inaccettabile”. Il Pd: rispettate le sentenze.

MILANO— Quando il signore di Arcore si alza dal tavolo, dopo cinque ore di vertice con i maggiorenti del Pdl, i figli e gli avvocati, Angelino Alfano ha già in mente il tenore della sua dichiarazione ufficiale: «La decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore è impensabile e costituzionalmente inaccettabile ». Per questo il Pdl («tutti insieme », sottolinea il segretario, nel tentativo di negare le differenze emerse anche ieri tra falchi e colombe) rivolgerà «alle massime istituzioni della Repubblica, al primo ministro e ai partiti che compongono la maggioranza, parole chiare sulla questione democratica che deve essere affrontata per garantire il diritto alla piena rappresentanza politica e istituzionale dei milioni di elettori che hanno scelto Berlusconi ». (altro…)

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