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Posts Tagged ‘saccomanni’

Saccomanni e Carrozza Acceleratore, freno, frizione. Freno. La giornata di ieri inizia con il governo costretto a fare dietrofront sui 150 euro degli scatti di anzianità del 2013 chiesti indietro ai professori, dopo la denuncia di Renzi. Prosegue con una lite pubblica tra il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza e il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni che si continuano a rimpallare le responsabilità del pasticcio. Si accompagna con voci di dimissioni dello stesso Saccomanni, crisi di governo, rimpasto. Si arricchisce con un annuncio ufficioso e poi una smentita ufficiale dell’incontro tra Renzi e Berlusconi sulla legge elettorale. Tra i due uomini chiave del momento, Enrico Letta e Matteo Renzi, la tensione sale fino a sfiorare il crac e poi scende vertiginosamente. I due si dovrebbero vedere oggi (al più tardi domani) e a quel punto (forse) si capirà qualcosa in più dei destini del governo e della legislatura.

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Docenti

SACCOMANI RIVUOLE GLI SCATTI DI ANZIANITÀ: 150 EURO IN MENO AL MESE M5S E PD PROTESTANO. IL MINISTRO CARROZZA: FERMATEVI. IL MEF: ATTO DOVUTO.

Idocenti devono restituire i soldi allo Stato, 150 euro al mese. Nonostante le proteste e la evidente ingiustizia della norma, il Ministero non sente ragioni. “Si tratta di un atto dovuto” spiega il Mef. Punto e basta. Quei soldi devono tornare indietro, anche se chi li ha ricevuto li attendeva da anni e ne aveva tutto il diritto. Se poi, spiegano gli uomini di Saccomanni, il ministro Carrozza trova risorse nel suo ministero, bene.  (altro…)

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I numeri

La manovra
I Comuni decideranno detrazioni per i più deboli.

ROMA— E’ scontro su Saccomanni. La promessa di riduzione delle tasse a partire da quest’anno, annunciata nell’intervista di ieri a Repubblica,
non convince la destra che continua a picchiare sul ministro. «Viene da Marte? Non si rende conto delle condizioni del paese?», ha attaccato il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta. Il Pd si schiera invece a difesa del ministro: «Bene Saccomanni, continuiamo a lavorare con Letta», ha commentato Matteo Colaninno. Cauta la Confindustria: «Speriamo che sia vero», si è limitato ad osservare il presidente dell’organizzazione Squinzi. (altro…)

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Letta-Saccomanni

SE I DUE S’ACCORDANO SULLA LEGGE ELETTORALE POSSIBILI ELEZIONI A MAGGIO SE IL GOVERNO RESTA, RISCHIA COMUNQUE DI ANDARSENE SACCOMANNI.

Paolo Naccarato è uomo dalle multiformi e sempre brillanti carriere politiche: al governo col centrosinistra, parlamentare col centrodestra, ribaltonista qualche volta (ora è alfaniano), cossighiano (nel senso di Francesco Cossiga) sempre. Quel che non manca al nostro, insomma, è la pratica del mondo politico e dei suoi aspetti tattici. Detto questo, la sua spiegazione della fase attuale è la seguente: il nodo è la legge elettorale e “su questo mi sia consentito di dare un suggerimento: piaccia o no bisogna attendere senza innervosirsi l’esito della trattativa Renzi-Verdini-Berlusconi e se la pregiudiziale di election day posta dal grande Silvio viene accolta o meno”. Fino ad allora, al “governo Letta-Alfano conviene occuparsi d’altro”.  (altro…)

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le scadenze

Confedilizia: dalla casa gettito da 28 miliardi, più che con l’Imu.

ROMA— Quarantotto ore di fuoco sul versante della casa. Il dibattito sull’Imu, che tanto spazio ha occupato nel governo Letta, sarà al centro delle polemiche anche nei prossimi due giorni. Mercoledì prossimo, 8 gennaio, il decreto Imu-Bankitalia arriva al Senato e in quella occasione l’esecutivo — come confermato dal ministro Saccomanni a Repubblica
— presenterà un emendamento sulle aliquote massime della Tasi (la tassa sui servizi che fa parte della Iuc, l’imposta unica comunale), dando la possibilità ai sindaci di aumentarla dell’1 per mille. (altro…)

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Nardi

ARRIVA IL VERDETTO DELLA COMMISSIONE DI BRUXELLES SULLA LEGGE DI STABILITÀ: TUTTO SBAGLIATO.

Tutto sbagliato, tutto da rifare. Il giudizio della Commissione europea sulla legge di Stabilità per i prossimi tre anni è molto più duro del previsto: le stime di crescita su cui si basa il governo sono troppo ottimistiche e per rispettare gli obiettivi sul debito mancano almeno 8 miliardi, quindi il premier Enrico Letta può scordarsi la deroga di 3 miliardi al tetto sul deficit per fare investimenti, togliere l’Imu è stato un errore. O l’Italia cambia subito approccio oppure il prossimo anno tornerà sotto procedura di infrazione. (altro…)

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SaccomanniFLOP DELLE MISURE CHE DOVEVANO FAVORIRE LA CRESCITA, PEGGIORANO LE STIME.

Bruxelles e Londra -Non ci sono buone notizie per il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni: la Commissione europea presenta le stime economiche d’autunno, che per l’Italia includono già gli effetti della legge di Stabilità spedita a Bruxelles in bozza il 15 ottobre: le misure del governo Letta non spingono la crescita, che sarà nel 2014 soltanto dello 0,7 per cento, contro l’1 o 1,1 annunciato dal Tesoro. Idem nel 2015: l’Italia prevedeva +1,7, la Commissione +1,2. Le misure di Letta non hanno neppure un impatto tonificante sui conti pubblici, visto che il deficit 2014 sarà pari al 2,7 per cento del Pil, invece che il 2,3 previsto da Saccomanni (che poi aveva già messo in conto di salire fino al 2,5), con il debito che continua a crescere arrivando al 134 per cento nel 2014, scende di poco (133,1 l’anno dopo). “Il ritmo del consolidamento di bilancio dovrebbe rallentare nei prossimi due anni”, dice il commissario Olli Rehn. Ma per l’Italia non sono previsti sconti, anzi, visto che è tra i Paesi che “hanno ancora ampio bisogno di aggiustamenti”.

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FucecchiINUTILE LA MINACCIA DI DIMISSIONI DEL MINISTRO: NUOVE PROMESSE DAL GOVERNO.

La minaccia è stata inutile. Neanche 24 ore dopo che il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha detto di essere pronto a lasciare come estremo richiamo alla serietà, a non giocare con i conti pubblici, i partiti di governo fanno quello che riesce loro meglio: promettono di spendere soldi che non hanno. Pd e Pdl trovano l’accordo sull’ennesimo rinvio dell’aumento dell’Iva dal 21 al 22 per cento previsto per il primo ottobre. Un miliardo di euro, che il governo di Enrico Letta non sa ancora dove prendere. E rinviare l’aumento del-l’Iva era proprio una delle cose da evitare, come diceva Saccomanni al Corriere della Sera : “Io non mi metto alla disperata ricerca di un miliardo se poi a febbraio si va a votare”. (altro…)

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Giallo sul secondo decreto del fare: rinviato, norme troppo costose.

ROMA-TUTTAVIA la tensione sui conti pubblici, attestati nelle stime del governo per quest’anno a quota 2,9 per cento, può innescarsi da un momento all’altro. Lo testimoniano l’allarme della Bce, le preoccupazioni di Bruxelles ma anche il continuo braccio di ferro, sul quale devono vigilare i tecnici della Ragioneria generale dello Stato, e che può dar corso da un momento all’altro ad un preoccupante sforamento del deficit.
E’ il caso del cosiddetto decreto del «fare 2», circolato in bozze ieri abbondantemente, ma decisamente smentito dal ministero per lo Sviluppo economico. Al di là del merito il «giallo» sul decreto riguarda proprio i conti pubblici: una norma prevede infatti la stabilizzazione dei 350 mila precari della pubblica amministrazione (già prorogati fino a giugno e dunque fino al 31 dicembre) il cui costo (circa 30 mila euro ciascuno) raggiungerebbe i 3 miliardi. (altro…)

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TASK FORCE IN PANTALONCINI PER FARE TUTTI CONTENTI: L’IDEA DELLA COUNCIL TAX.

Il governo è determinatissimo ad andare avanti, tanto è vero che non farà le ferie. “Uno di noi due sarà sempre a palazzo Chigi”, ha promesso Enrico Letta riferendosi al suo vice, Angelino Alfano. Cosa farà, però, questa task force “in pantaloncini corti”? Visto che la scadenza di legge del 31 agosto si avvicina – quella, s’intende, in cui trovare una soluzione per l’Imu o preparare la fila agli sportelli per la rata del 16 settembre – tornare alle fonti è sempre una buona idea.
Nel palazzo del governo, dunque, potranno intanto analizzare con le migliori tecnologie ermeneutiche a disposizione le tavole della legge, vale a dire il discorso programmatico di Letta in Parlamento: disse abolizione? o piuttosto rimodulazione? voleva toglierla a tutti oppure sostenne che i ricchi devono pagare? Ebbene, il problema è che disse tutto: “Superare l’attuale sistema di tassazione sulla prima casa con lo stop ai pagamenti di giugno per dare tempo a governo e Parlamento di elaborare una riforma complessiva che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto le meno abbienti”. (altro…)

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Tremonti aveva accusato Brunetta di essere l’ispiratore (nonché l’autore) della famosa lettera inviataci dalla BCE (e Draghi) nell’estate del 2011.
Quella che ha poi portato allo smantellamento di pensioni di anzianità e tutele sul lavoro, poi applicate da Monti.
Ora Brunetta accusa Saccomanni di aver chiesto un aiutino all’FMI, per la loro dichiarazione a favore del mantenimento dell’IMU. (altro…)

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