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Posts Tagged ‘sakineh’

Ne dà notizia il presidente della commissione parlamentare iraniana Diritti Umani, Zohre Elahian, in una lettera indirizzata al presidente brasiliano Dilma Rousseff. La donna dovrà scontare dieci anni di reclusione.

TEHERAN – Le autorità iraniane hanno sospeso anche l’esecuzione della condanna a morte per impiccagione di Sakineh Mohammadi Ashtiani, riconosciuta colpevole di adulterio e di complicità nell’uccisione del marito. Lo ha annunciato il presidente della commissione parlamentare iraniana Diritti Umani, Zohre Elahian, in una lettera al presidente brasialiano Dilma Rousseff. “Dopo che la condanna alla lapidazione non è stata eseguita (era stata bloccata l’anno scorso, ndr), l’impiccaggione è stata sospesa grazie al perdono (dei suoi figli)”, si legge nella lettera, secondo quanto riferisce l’agenzia iraniana ISNA.

Elahian ha scritto a Roussef perchè il suo predecessore Luiz Inacio Lula da Silva aveva offerto asilo a Sakineh, imbarazzando Teheran, con cui il Brasile è tra i pochi Paesi ad avere ottime relazione diplomatiche. Il presidente della commissione parlamentare iraniana Diritti Umani, inoltre, ha precisato che Sakineh dovrà scontare una condanna a 10 anni di prigione (la donna è in carcere dal 2006).

repubblica.it

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Dopo settimane di mobilitazione internazionale, il ministero degli Esteri di Teheran annuncia il blocco della condanna per la donna accusata di adulterio. In suo favore anche i premi Nobel e una risoluzione dell’Europarlamento. I deputati iraniani accusano Italia e Francia di interferenze.

STRASBURGO – La sentenza di lapidazione per Sakineh è stata sospesa, lo ha annunciato il il ministero degli Esteri iraniano. E’ il primo risultato della grande mobilitazione internazionale contro la condanna a morte per la donna accusata di adulterio. “Il verdetto riguardo la vicenda di tradimento extraconiugale è stata bloccata ed’ è stata sottoposta a revisione” ha detto il ministro  Ramin Mehmanparast in un’intervista a una Tv locale.

Il Parlamento iraniano attacca Italia e Francia. Non scende intanto la tensione tra Iran e occidente sul caso della donna condannata alla lapidazione. II Parlamento iraniano accusa Italia e Francia di indebita interferenza. “Le posizioni di Francia e Italia sono esempi perfetti di interferenza negli affari interni e nel sistema giudiziario iraniano. Simili interventi sono illegittimi e pura propaganda contro la Repubblica islamica”, ha detto all’Irna Zohreh Elahian, autorevole esponente della commissione Affari Esteri e Sicurezza Nazionale del Majilis. Lo riferisce il sito in inglese del canale televisivo iraniano di Stato. (altro…)

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L’apparizione del primo raggio del nuovo quarto di luna sarà funestata dalla morte di Sakineh? Il mese sacro del Ramadan sarà celebrato in Iran con la lapidazione di una donna? L’onore di una società patriarcale sarà santificato con il sangue di una «adultera»? Perché il mondo occidentale, che sobbalza a ogni notizia che riguarda il nucleare iraniano (ma non quello israeliano, pachistano…), non ha chiesto le sanzioni contro l’Iran per la questione ben più valida dei diritti umani, del diritto alla vita?
Non vogliamo difendere le sanzioni come mezzo di costrizione, sappiamo che penalizzano solo le popolazioni e non i potenti, vogliamo solo sottolineare l’ipocrisia del mondo occidentale che fa della democrazia il pretesto per sanguinose guerre (Iraq, Afghanistan, etc.) ma non è disposto a difendere i diritti universali soprattutto quando sul patibolo sale una donna.
Sakineh Mohammadi Ashtiani, 43 anni, vedova e madre di due figli, è stata condannata alla lapidazione per adulterio. Non è il primo
caso in Iran e non sarà l’ultimo. E non solo in Iran, ma anche in Arabia saudita, Afghanistan, Iraq, Bangladesh, Nigeria e molti altri paesi musulmani. Sono sempre le donne a dover salvare l’onore del marito, del maschio, della famiglia. Assolta dall’accusa di complicità nell’uccisione del marito non ha ottenuto la libertà, ha subito prima la fustigazione (99 frustate) e poi, speriamo di no, forse la condanna a morte in una delle sue modalità più atroci. Per completare il macabro spettacolo è stata costretta anche a confessare le proprie colpe in tv.
Ma di quale adulterio si tratta se non aveva nemmeno il marito? L’ossessione del controllo della sessualità rende la donna un oggetto nelle mani di un marito, di un carceriere o di un regime teocratico. (altro…)

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“Una donna di 43 anni, madre di due figli, Sakineh Mohammadi-Ashtiani, rischia nella Repubblica Islamica dell’Iran l’esecuzione per lapidazione (dopo aver ricevuto come “punizione” pubblica, e in presenza di uno dei suoi figli, a titolo di “esempio”, 99 colpi di frusta)”.
“I suoi crimini agli occhi delle autorità politico-religiose di questo paese? L’adulterio, che non è un crimine né un delitto. Ma, soprattutto, la presunta complicità in un omicidio che è stata costretta a confessare, talmente costretta che ha poi subito ritrattato”.
“Cosa bisogna pensare di questi metodi diretti a estorcere pretese verità? Noi, firmatari di questo testo, facciamo appello dunque alle autorità iraniane perchè mettano fine a questo tipo di procedure, oltre che a queste punizioni inique e barbare.
Ci uniamo a tutte le iniziative già intraprese dalle organizzazioni di difesa dei diritti dell’uomo, quali Human
Rights Watch e Amnesty International, a favore della signora Sakineh Mohammadi-Ashtiani”.
“Per il rispetto della dignità e della libertà di tutte le donne iraniane”.

La Farnesina si sta impegnando per vie diplomatiche con il governo iraniano.  La fotografia della donna iraniana condannata alla lapidazione è esposta da oggi sulla facciata di Palazzo Vecchio.

Sono oltre 40.000 le firme raccolte nel giro di tre giorni dai lettori di Repubblica per chiedere al governo iraniano di non eseguire la condanna a morte per lapidazione nei confronti di Sakineh Mohammadi-Ashtiani. E si moltiplicano soprattutto in Italia e in Francia le iniziative a favore della donna di 43 anni, madre di due figli. (altro…)

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