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Posts Tagged ‘Salvatore Settis’

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Salvatore Settis – “Per far risorgere la democrazia in Italia bisogna riportarla nei partiti, dando più voce alla comunità”.

Ci voleva Matteo Renzi per smentire Giulio Andreotti. Il grande vecchio della prima (e perdurante) repubblica sibilava “il potere logora chi non ce l’ha”, Renzi ha mostrato che il potere logora chi ce l’ha: lui. Ma Renzi non è il solo a patire di questo gran rimescolamento di carte post-referendum, e non basta consolarsi pensando che è stato bocciato in diritto costituzionale dal voto popolare e ora anche dalla Consulta. Non stiamo forse rischiando di disperdere lo slancio ideale di chi ha votato No perché crede alle ragioni della Costituzione? Tutti lamentano la crisi della rappresentanza e l’allontanarsi dei cittadini dalla politica, ma come arrestare questo degrado? Come far risorgere dalle ceneri una democrazia costituzionale? (altro…)

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studiosiCERVELLI in fuga, rientri dei cervelli, successi dei ricercatori italiani all’estero. Su questo fronte si scontrano due opposte retoriche, le geremiadi sull’Italia matrigna che costringe all’emigrazione i migliori e l’esultanza sul talento italiano che trionfa nel mondo. C’è del vero in entrambe, ma una più quieta analisi rivela altri elementi. Il tasso di emigrazione (a prescindere dal grado di istruzione) è raddoppiato negli ultimi cinque anni, e intanto l’attrattività dell’Italia è drammaticamente calata. Nel 2014 il saldo migratorio con l’estero nell’età più produttiva registra una perdita di 45.000 residenti, dei quali 12.000 laureati, che hanno trovato impiego in Europa, ma anche in America e in Brasile.

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MILANO invasa da Seveso e Lambro, Genova e la Liguria che spiano col fiato sospeso i loro torrenti, Alessandria allagata.
IL disastro annunciato che colpisce l’Italia a ogni botta di maltempo innesca ogni volta gli stessi effetti: i primi giorni pianti e lacrime, imprecazioni, ipotesi di mega- piani risolutori. Subito dopo, le chiacchiere si dissolvono nel nulla e si torna alla consueta strategia dell’oblio. Eppure quel che è in ballo è la vita dei cittadini, la salute del territorio, la salvaguardia delle generazioni future. Viceversa, ci industriamo a sbandierare alibi: cambiamenti climatici, bombe d’acqua, il fato, la sfortuna.

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Dissesto

Con un territorio allo sfascio dal Cervino a Pantelleria ogni volta si aspetta che i riflettori si accendano sui lutti per metterci una pezza, senza fare piani di prevenzione.

Mentre i fondi per la messa in sicurezza sono dimezzati Nell’Italia dei disastri dove si insegue l’emergenza e nessuno paga il conto.

BOMBA d’acqua” fuori stagione? Forse, anche se l’annessione dell’Italia ai Tropici sembra ormai un fatto compiuto. Ma mentre tutti si stracciano le vesti, non nascondiamoci dietro un dito.

FRANE , fiumi in piena, disastri naturali ritmano la cronaca di questi anni. Ogni volta, proclami e promesse, in attesa del prossimo lutto. «Una devastazione che mai ci saremmo aspettati» dichiara il presidente del Veneto Zaia, dimentico di smottamenti ed esondazioni nella stessa zona
di Refrontolo, lo scorso febbraio. (altro…)

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Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al presidente del Consiglio poteri padronali.
Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti) a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto. (altro…)

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Pompei

SOLUZIONE ELEGANTE, MA ANCORA IMPERFETTA. ORA SERVE UN ARCHEOLOGO.

CON la norma “Valore cultura” il governo Letta ha assegnato a se stesso un compito impossibile: trovare per Pompei un “direttore generale di progetto” preposto non solo all’area archeologica (compresi gli appalti).

MA ANCHE al rilancio economico- sociale e alla riqualificazione ambientale e urbanistica di un’enorme area «Grande Pompei», con relativo piano strategico, turistico e di gestione. Cucito questo vestito troppo grande per chiunque, era press’a poco impossibile trovare chi vi stesse dentro: donde la girandola di candidature dei giorni scorsi. Può far scalpore che le sorti di Pompei siano affidate ad un carabiniere: ma in terra di grande criminalità organizzata in realtà è una scelta che non deve stupire. (altro…)

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Pomperi_Domus_GladiatoriScadono l’8 dicembre i tempi per la nomina del nuovo direttore generale di Pompei, ma non si arrestano i crolli nella sfortunata città: adesso è toccato al muro di una bottega in via Stabiana e all’intonaco della Casa della Fontana piccola. Per sanare questa vergogna, ci sono già fondi (in parte europei) per 105 milioni di euro, ma si richiedono altissime competenze specializzate. Eppure, a quel che pare, il governo non cerca archeologi per Pompei, ma diplomatici o banchieri.
E non è un caso isolato: nella corsa all’incompetenza che è fra gli sport più amati dagli italiani, si ritiene che gli incarichi di vertice nei beni culturali non vadano agli esperti ma a manager tuttofare, pronti a saltare agilmente da McDonald’s o da una banca ad alte responsabilità ministeriali. (altro…)

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Per firmare ilfattoquotidiano.it

Voci critiche.
Salvatore Settis.

Ho firmato l’appello del Fatto Quotidiano con grande convinzione perché ritengo che la Costituzione sia davvero in pericolo”. Salvatore Settis, studioso di fama internazionale e importante voce critica del nostro tempo, ha parole chiare e dure sulla vicenda.
Professore, che sta succedendo con il disegno di legge di modifica dell’articolo 138?
Sta avvenendo una forzatura. Questo è un governo di necessità e di scopo che doveva fare un certo piccolo numero di cose fra cui al primo posto c’era sempre stata la riforma di quell’orrenda legge elettorale che ci ritroviamo. Ora invece scopriamo che la prima cosa che deve fare è cambiare la Costituzione – e non è cosa secondaria, parliamo della forma dello Stato e di governo – mentre la riforma del porcellum , così chiamato non per caso, viene demandata alla stessa commissione come se fosse un pezzo della Costituzione. (altro…)

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La demeritocrazia incalza e, col favore delle “larghe intese”, occupa il Palazzo, e già il Pdl torna a intonare la litania dei condoni. Qualche curriculum: Giancarlo Galan ha presieduto la regione Veneto negli anni (1995-2010) che l’hanno issata in cima alle classifiche per la cementificazione del territorio, 11% a fronte di una media europea del 2,8 %; da ministro dei Beni culturali, ha chiamato come consigliere per le biblioteche Marino Massimo De Caro, che col suo consenso è diventato direttore della biblioteca dei Girolamini a Napoli, dove ha rubato migliaia di libri (è stato condannato a sette anni di galera per furto e peculato). Per tali benemerenze, Galan oggi presiede la Commissione Cultura della Camera. Maurizio Lupi ha presentato nel 2006 un disegno di legge che annienta ogni pianificazione territoriale in favore di una concezione meramente edificatoria dei suoli, senza rispetto né per la loro vocazione agricola né per la tutela dell’ambiente. (altro…)

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L’Aquila è ancora in Italia? Il sindaco Cialente ha ammainato la bandiera italiana dalla sua città in rovina e riconsegnato la fascia tricolore al capo dello Stato per esprimere «preoccupazione, rammarico e mortificazione» per l’abbandono in cui giace la città deserta, dove da ottobre, nonostante il (buon) provvedimento Barca, non arriva un centesimo per la ricostruzione, paralizzando i cantieri e consegnando i cittadini a una condizione di «scoramento, sfiducia, rabbia, disperazione, povertà». «Lo Stato ci ha abbandonati», scrive il sindaco; «nella nostra Costituzione si respira la responsabilità istituzionale e democratica che si esprime nei diritti e nei doveri delle istituzioni e dei cittadini. (altro…)

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OTTO metri quadrati al secondo, per ciascun secondo degli ultimi cinque anni: questo il ritmo del forsennato consumo di suolo che sta consumando l’Italia. Questo dato, che colpisce come una mazzata, emerge dagli studi dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che ricostruiscono l’andamento del consumo di suolo in Italia dal 1956 al 2010. Siamo passati da un consumo di suolo di 8.000 kmq nel 1956 a oltre 20.500 kmq nel 2010, come dire che nel 1956 ogni italiano aveva perso 170 mq, nel 2010 la cifra è salita a 340 mq pro capite. Tra i divoratori di suolo trionfa la Lombardia, seguita dal Veneto e dal Lazio. Cifre impressionanti, che trascinano l’Italia fuori dall’Europa, dove il consumo medio del suolo è del 2,8%, a fronte di un devastante 6,9 % per il nostro martoriato Paese. È come se ogni anno si costruissero due o tre città nuove, delle dimensioni di Milano e di Firenze, e questo in un Paese a incremento demografico zero. (altro…)

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La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. Questo viene in mente leggendo il disegno di legge del ministro Catania sulle aree agricole. Le buone intenzioni dichiarate all’inizio sono state accolte con approvazione da Carlo Petrini e da altri (fra cui anch’io); ma il ddl, nella forma in cui è stato varato dal Consiglio dei ministri, porta dritto all’inferno. Due gli intenti dichiarati: arginare il consumo dei suoli agricoli e abolire la norma che consente ai Comuni di dirottare sulla spesa corrente gli oneri di urbanizzazione anziché usarli per opere infrastrutturali, com’era invece nella legge Bucalossi. Belle idee, buoni principi. Ma il dispositivo della legge va in tutt’altra direzione. Proclamando di voler «contenere il consumo di suolo» e «tutelare i terreni agricoli», inciampa sin dall’art. 1 nell’infortunio di definire come terreni agricoli «quelli che sono qualificati tali in base a strumenti urbanistici vigenti». (altro…)

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Nel ddl sulle semplificazioni resta la formula del silenzio-assenso.

IL DISEGNO di legge sulle semplificazioni appena approvato dal Consiglio dei ministri si scontra con un piccolo intoppo: la Costituzione. Il ddl modifica la normativa sui permessi di costruire nelle zone con vincolo paesaggistico. Ma insiste nella “dottrina Confindustria” secondo cui la tutela del paesaggio è un inutile freno all’edilizia, considerata contro ogni evidenza come il principale motore dell’economia del Paese. Tre sono gli strumenti escogitati negli ultimi anni per vanificare la tutela del paesaggio in barba alla Costituzione: la devoluzione di fatto ai Comuni delle procedure autorizzative, la diluizione dei pareri tecnici dei Soprintendenti in “conferenze dei servizi” dominate dalle istanze della politica localistica, e infine varie forme di silenzio-assenso (“chi tace acconsente”). (altro…)

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Le mani della ‘ndrangheta sui cantieri Tav: la denuncia di Roberto Saviano è un grido d´allarme che costringe a ricondurre sul piano suo proprio, quello degli affari, ogni discorso sull´alta velocità. Gli affari sporchissimi (delle mafie) e quelli, si suppone puliti, delle imprese e delle banche. Ma che vi siano fra gli uni e gli altri intrecci e convergenze di interessi non occorre dimostrare. La storia del riciclaggio di denaro sporco di tutte le mafie, in Italia e fuori, semplicemente non esisterebbe, se non si fosse trovata ogni volta l´impresa “pulita” ma disponibile a trasformare capitali sporchi in condominii, alberghi, autostrade.  (altro…)

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