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Posts Tagged ‘sanità’

Giornaloni – Le statistiche e i numeri sulla “salute malata” attribuiti alla giunta M5S da “Messaggero” e altre testate.

Più si avvicina la campagna elettorale, più aumentano gli scontri sui dati: Pil, occupati, sanità, con titoli di giornale e dichiarazioni indignate. Il caso del presunto degrado sanitario della Capitale è un utile esempio di quello che ci attende: “Caso salute, Roma, peggiora”, era il titolo di apertura del Messaggero di ieri, quotidiano sempre ostile alla giunta M5s di Virginia Raggi. (altro…)

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Il governo annuncia più prestazioni per tutti. Ma i soldi sono pochi e, al di là delle parole, nei fatti il servizio ai cittadini peggiora progressivamente. Con beneficio di sanità privata e assicurazioni.

Sulla sanità lo Stato promette di più, ma è in grado di dare sempre meno. Lo dicono gli esperti del settore, lo sa perfino il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. E intanto gli spazi per il privato si fanno sempre più ampi a scapito dell’universalismodel Servizio sanitario nazionale. “È facile ampliare i diritti, è un po’ più difficile essere sicuri che quei diritti siano reali”. (altro…)

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Lunedì 13 marzo alle 21.15 su Rai3, l’ultimo appuntamento della stagione invernale di PresaDiretta con una puntata ricchissima. Tre le inchieste: Ciao Maschio, Sanità tradita e Telemedicina. Vi proponiamo un’anticipazione della seconda: Sanità tradita di Giulia Bosetti con la collaborazione di Marianna de Marzi. Un viaggio di PresaDiretta nella sanità privata accreditata nella Regione Lazio, tra morti sospette, accuse di mancata assistenza, testimonianze esclusive sul pagamento di tangenti, intercettazioni inedite, parlamentari che denunciano truffe a danno dei lavoratori e dei contribuenti e tanti, tantissimi soldi pubblici spesi ogni anno.  (altro…)

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La norma pro-governatore al voto nella notte. L’Antimafia chiede informazioni in Procura.

Alla fine dovrebbe aver vinto Vincenzo De Luca: l’emendamento ribattezzato col suo nome che gli consentirà – grazie ai buoni uffici del governo – di esautorare gli attuali commissari alla Sanità prendendone il posto è andato al voto nella tarda serata di ieri, quando questo giornale era già in stampa, col parere favorevole di governo e relatore. Insomma, dopo “il fiume di soldi” inviato da Renzi in Campania – di cui il governatore ha parlato agli amministratori locali per convincerli a fare campagna per il Sì – ieri sera il nostro ha incassato anche il futuro controllo sulla sanità (due terzi dei budget regionali). In tempi di referendum non si va tanto per il sottile a Palazzo Chigi, anche quando si tratta di smentire se stessi. (altro…)

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cantoneCorruzione per sei mld l’anno. Sprechi per un mld l’anno. Complessivamente, considerando anche le inefficienze, il danno per il Ssn è di 23,6 mld l’anno. La ministra della Salute, Lorenzin: “Reato di corsia odioso. Ecco il mio piano anticorruzione”.

ROMA – “La sanità, per l’enorme giro di affari che ha intorno e per il fatto che anche in tempi di crisi è un settore che non può essere sottovalutato, è ilterreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma”. Lo ha affermato il presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, intervenendo alla presentazione del Rapporto di Transparency Italia, Censis e Ispe-Sanità in occasione della prima giornata nazionale contro la corruzione in sanità. Secondo i dati del governo, sprechi inefficienze e corruzione presenti nella sanità ci costano complessivamente 23,6 miliardi di euro l’anno.  Solo per infezioni e epidemie in corsia, il costo è di due miliardi l’anno. (altro…)

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Sanità, gli affari segreti della cricca lumbardSocietà off shore e traffici internazionali. Gestiti da una holding del malaffare in Lussemburgo, con a capo un amico del governatore Maroni. Mentre “Lady dentiera” vende tutto a un fondo francese.

Holding a Panama, società in Lussemburgo, conti a Montecarlo, progetti a Dubai, traffici assortiti tra Cina, Russia, Brasile e Romania. Eccola, la multinazionale lumbard. Una multinazionale del malaffare. E il capo era lui, Fabio Rizzi, leghista della prima ora, amico e stretto collaboratore di Roberto Maroni, il presidente della Regione Lombardia.

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Scandalo sanità in Lombardia, spunta un contributo elettorale al sindaco di Verona. Ne parlano gli indagati Nella carte il tentativo di coinvolgere anche Berlusconi nell’affaire dentiere: “Silvio verrà al nostro evento”.

MILANO – Il bisturi del presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone, pronto a commissariare commesse per 135 milioni alla Servicedent dall’ospedale di Desio e dagli Icp, comincia a incidere. Ma non c’erano solo dentiere e sanità lombarda nelle mire di Fabio Rizzi, plenipotenziario del governatore Roberto Maroni, e del suo alter ego Mario Longo. Giocano la partita veneta, dove si vuole espandere la zarina Paola Canegrati, e puntano sul cavallo Tosi. Che batte cassa. «Mi ha chiamato Flavio T. — scrive Longo alla Canegrati in un sms del 25 maggio 2015 — segnalandomi che i 10k non sono ancora arrivati. Puoi verificare per cortesia?». (altro…)

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SalviniGentile Antonio Padellaro, non crede che lo scandalo leghista delle “dentiere d’oro” in Regione Lombardia sia l’ennesima dimostrazione di un Carroccio che predica bene e razzola male?

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Che Matteo Salvini e i suoi amici padani stiano attraversando un pessimo periodo è dimostrato almeno da tre disastri. Primo, lo scandalo della sanità lombarda che, come lei dice, è soltanto l’ultimo di una serie di episodi di corruzione e malversazione che hanno coinvolto la Lega. O direttamente o nel ruolo di alleato solidale, come nelle vicende legate alle vacanze pagate dagli amici imprenditori che hanno finito per travolgere l’ex presidente Roberto Formigoni. Il suo successore, Roberto Maroni, si diverte invece a fare la figura del finto tonto, o a scelta quella del tonto col botto. (altro…)

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Maroni

A caccia del tesoro a Panama. Così parlava Longo con l’affarista Lorusso: “Devo essere sicuro che non sparisci”.

Passi pure per le tangenti. Il giochetto non è complicato. Le difficoltà arrivano dopo, perché gestire i “soldi sporchi” non è facile. Il leghista Mario Longo ne parla con Stefano Lorusso affarista con residenza in Florida. Le telefonate fotografano il sistema mettendo sul banco un bel risiko di nomi. Il presidente Bobo Maroni non è mai palesemente legato dagli investigatori alla rete di società estere, eppure il suo nome compare due volte in un’unica intercettazione. (altro…)

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RizziOra si stracciano le vesti. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, si dichiara “incazzato e deluso”. Promette indagini interne e tuona: “È stato infangato il nostro lavoro, Fabio Rizzi ha tradito la mia fiducia”. Matteo Salvini dice che “chi sbaglia davvero non merita la Lega”. Il Pd e il Movimento 5 Stelle chiedono le dimissioni del governatore, mentre Fratelli d’Italia getta acqua sul fuoco e assicura che ci troviamo davanti “a un problema giudiziario e non politico”. (altro…)

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DISGUIDI, errori, criticità. Il risultato dell’indagine del ministero della Salute sulla morte di parto di 4 donne è allarmante.E ora si aggiunge anche la ragazza uccisa durante un aborto.

FATTA eccezione per il caso di Angela e della piccola Elisa a Torino, negli altri tre casi — si legge nella relazione preliminare della task force ministeriale — si sarebbe in presenza di manchevolezze da parte del personale ospedaliero sia da un punto di vista organizzativo, sia da un punto di vista di gestione delle complicazioni. Ma com’è possibile? Come si può nel 2016 morire di parto, o in seguito a un aborto come accaduto ieri al Cardarelli di Napoli a una ragazza diciannovenne?

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lorenzinChiamparino: “Un miliardo non basta, il governo ci riceva subito” Il ministro sugli esami: “Non li taglieremo, solo stop agli sprechi”.

ROMA – Risorse insufficienti: le Regioni chiedono al governo un incontro urgente sulla legge di Stabilità per fare il punto sul finanziamento del Fondo sanitario nazionale per il 2016. «Io ritengo che un solo miliardo su 5 in più non sia sufficiente a ottenere quegli obiettivi che lo stesso governo vuole perseguire», ribadisce il presidente Sergio Chiamparino al termine della Conferenza delle Regioni. Precisando che non si tratta di una «dichiarazione di guerra», ma solo di una richiesta di dialogo. Tanto più che lo stesso ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ospite di Repubblica Tv , ammette che «ci vuole di più» e per l’esattezza «ci sarebbe bisogno di un incremento di due punti di Pil per far fronte alla maggiore domanda della popolazione che invecchia e ha bisogno di più cure e medicine».

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La spesa sanitaria

Domande &risposte

Entro un mese arriveranno i protocolli del ministro Lorenzin che vincoleranno le prestazioni a carico dello Stato. Di fatto, ci sarà una stretta rispetto al passato che riguarderà medici e malati.

ROMA. Rivoluzione nella sanità, cambia tutto per esami di laboratorio, radiografie, Tac e risonanze magnetiche. Ma anche per terapie riabilitative e per i tradizionali ricoveri ospedalieri. Dopo il patto per la salute, recepito dal decreto enti locali, arriveranno entro un mese i protocolli del ministro Lorenzin. La sintesi è che dovremo pagare di tasca nostre molte prestazioni fino ad oggi gratuite. Vediamo quando e perché.
A QUALI ESAMI O RADIOGRAFIE AVRE-MO DIRITTO GRATUITAMENTE?
«Dottore, lei sa quel mio scompenso cardiaco, è vero che abbiamo fatto l’ecocardiografia a febbraio, sono passati sei mesi, ma io non mi sento molto bene. Che dice? Non è il caso di ripeterla?». La richiesta del paziente è quanto di più naturale: un po’ di ansia, la necessità di essere semplicemente rassicurati, oppure la percezione reale di un sintomo.

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I tagli

Oggi in aula misure da 2,3 miliardi quest’anno e altrettanti nei prossimi due.I medici inadempienti avranno decurtazioni del loro stipendio.

ROMA . Un pacchetto di emendamenti al decreto “omnibus” enti locali, presentato nei giorni scorsi, darà la prima spinta alla spending review sulla Sanità. Dopo il via libera tecnico-politico giunto con le parole del Commissario alla revisione della spesa pubblica, Yoram Gutgeld, nell’intervista a Repubblica , si accelera la ratifica del piano concordato dalla Conferenza Stato-Regioni del 2 luglio scorso. Il provvedimento arriva oggi in aula al Senato e non è escluso il ricorso alla fiducia per poi passare alla Camera. «No agli allarmismi – ha rassicurato ieri il premier Renzi – sulla sanità si lavora soprattutto alla razionalizzazione e alla riduzione delle centrali di spesa». Mentre le Regioni si mettono in posizione di guardia: «Abbiamo già dato», dicono in coro gli assessori alla Sanità.
In ballo c’è un pacchetto di misure per 2,3 miliardi nel 2015, altrettanti nel 2016 e nel 2017. Importanti, e in qualche caso dolorosi, i provvedimenti che riguarderanno direttamente i cittadini. In primo luogo c’è il taglio delle prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali ed esami di laboratorio) non necessarie (nel linguaggio tecnico: non appropriate).

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La storia
Nel nostro Paese, nonostante ora sia permessa, non decolla Solo cento i trattamenti fatti, così le coppie tornano a volare altrove, rimborsati grazie a una direttiva europea.

FORSE non se ne rende nemmeno conto del tutto e comunque adesso che il bambino tanto atteso è nato ha ben altro a cui pensare. Eppure Vittoria ha aperto una strada. Suo figlio ha un mese ed è venuto al mondo grazie alla fecondazione eterologa, fatta in Spagna ma a spese del sistema sanitario italiano e in particolare dell’Emilia Romagna, la sua Regione. Merito della sentenza della Corte Costituzionale, della sua cocciutaggine, delle nuove regole sulla circolazione dei pazienti in Europa e soprattutto del fatto che in Italia l’eterologa praticamente non è ancora partita. Ma visto che la nostra sanità adesso è obbligata ad assicurarla, le coppie possono chiedere che vengano rimborsati itrattamenti fatti all’estero.
Vittoria c’è riuscita.

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I puntiSpending Review.

Pronta la lista delle misure possibili messa a punto da Gutgeld e Perotti, il tandem tecnico incaricato dal governo Parte degli effetti si avrà dopo il 2016 e altri interventi sono molto impopolari Tocca alla politica sciogliere i nodi.

ROMA – Sono solo due ma stanno lavorando alla spending review a testa bassa, a titolo gratuito, decisi a scendere nei dettagli delle singoli voci di bilancio e puntare a risultati concreti: non a presentare l’ennesimo, elegante rapporto. Hanno per l’anno prossimo un obiettivo di dieci miliardi di tagli o almeno di economie. Eppure, a giudicare dal poco che emerge per ora, hanno anche un problema: con ciò che hanno in mano adesso, i risparmi possibili sul 2016 potrebbero fermarsi a quota sei miliardi. Ne mancano quattro, che dovranno in qualche modo trovare.
Yoram Gutgeld e Roberto Perotti non potranno essere accusati di non averci provato. Il loro lavoro è partito prima ancora che venisse loro affidato formalmente. Gutgeld, 55 anni, nuovo commissario di governo alla revisione della spesa da fine marzo, è un ex manager di McKinsey eletto alla Camera con il Pd e consigliere di Palazzo Chigi. Perotti, 54 anni, dottorato al Massachusetts Institute of Technology con alcuni degli economisti determinanti nella formazione di Mario Draghi in quella stessa scuola, si divide fra la Bocconi e il suo ruolo di consigliere a Palazzo Chigi.

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tagli-sanita

Il Presidente del Consiglio, se ha coraggio, vada in tv a dire la verità agli italiani, quella verità che ieri in conferenza stampa a Palazzo Chigi ha nascosto: cioè che la sua Legge di Stabilità scarica sulle spalle delle Regioni 4 miliardi di tagli e che questi si tradurranno in tagli alla Sanità, cioè sulla carne viva dei cittadini.

La bozza presentata ieri in pompa magna dal premier nasconde una vera e propria trappola per le Regioni, la cosiddetta clausola ‘taglia-sanità’: se entro il 31 gennaio 2015 i governatori non troveranno un accordo per ripartire i 4 miliardi di spending review a loro carico, il governo potrà intervenire‘considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale’. Un vero e proprio ricatto, una porcata che lascia al governo la libertà di mettere mano anche ai fondi che normalmente sono previsti per la sanità e che rischia di mandare in tilt un Sistema sanitario nazionale già ridotto al collasso.

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La polemicaLa minaccia di Zaia e Maroni: “Niente tasse se tagliate un solo euro” Tre mesi di fuoco tra spending review, riforma del lavoro e Legge di stabilità.

ROMA – La vera corsa comincia ora. Per Matteo Renzi, da oggi si preparano tre mesi di fuoco. Con almeno quattro fronti da presidiare, ben più evidenti dopo la due giorni del vertice Ecofin di Milano. Il primo è l’Europa, che vorrà monitorare le nostre riforme e che a queste condiziona margini e sanzioni. Il secondo è quello sociale, con le agitazioni già innescate dalla Cgil con l’avvicinarsi del Jobs act. Il terzo è parlamentare, con le minoranze interne del Pd, non disposte a fare sconti. Il quarto è istituzionale: i governatori delle Regioni hanno già fatto sapere che, se si toccherà la sanità, si metteranno duramente di traverso. E ieri dal Nord Maroni (Lombardia) e Zaia (Veneto) hanno annunciato lo sciopero fiscale se si faranno tagli alla sanità delle due Regioni: «sono le Regioni del Sud ha detto Zaia – quelle che spendono di più e curano peggio». «Gli scioperi fanno poca strada », ha replicato Alessandra Moretti (Pd).

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I puntiCentrali di acquisto, pagamenti con sconto e stop ai piccoli ospedali Malumore dei ministri di spesa: il 3% in meno non è sostenibile.

ROMA – E’ rivolta contro i tagli alla Sanità, a colpi di lotta agli sprechi e recuperi di efficienza, sui quali sta lavorando il governo. Sono i governatori delle Regioni a scendere in campo con maggiore determinazione nel timore che la scure cada anche sui servizi e che si rimetta in discussione il Patto sulla salute firmato ad agosto. «Il governo non rompa un patto d’onore», ha dichiarato, di fronte alle indiscrezioni filtrate dai massimi livelli del governo, il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino. Una dura presa di posizione che ha costretto Palazzo Chigi a diramare messaggi, che hanno avuto un effetto parzialmente rassicurante: «Nessuno vuole tagliare la sanità ma nessuno vuole gli sprechi».
Così la sortita degli uomini di Renzi non ha sedato le preoccupazioni. I governatori hanno sparato ad alzo zero. «Non ai tagli alla sanità, sì invece ai tagli alle pensioni sopra i 3.000 euro», ha tuonato il presidente della Toscana, Enrico Rossi. «Sarebbe una dichiarazione di guerra», ha minacciato Maroni dalla Lombardia. «Ci metteremo di traverso, con i tagli in Veneto sarebbero a rischio le cure». ha detto Zaia.
A complicare il difficile compito del presidente del Consiglio Renzi e del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, i mugugni che anche ieri emergevano dai ministeri alle prese con la redazione della «lista dei risparmi». «Non so come fare», ha allargato le braccia il ministro per la Cultura Franceschini.
Al ministero della Sanità si preparano le difese, dopo le bordate di avvertimento della giorni scorsi di Beatrice Lorenzin.

La partita del fondo sanitario nazionale, chiuso per il 2015 a 109 miliardi, non sembra avere margini di rinegoziazione. La trincea del fronte del «no» del resto ricorda che la spesa sanitaria in Italia è più bassa rispetto a Francia e Germania: 9,6 per cento del Pil contro l’11,6 dei due maggiori partner. Sul puzzle dell’operazione anti-sprechi si stanno affaticando i tecnici del governo. (altro…)

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OspedaleI CASI PIÙ DRAMMATICI DA FIRENZE A MODENA, DA BOLOGNA A ROMA E MILANO IN ITALIA OTTO MEDICI SU DIECI SONO STATI SOTTO INCHIESTA ALMENO UNA VOLTA.

Da una parte i medici che si difendono, dall’altra i pazienti che si sentono traditi. Scorrendo le cronache e i dossier che si occupano di malasanità, accertata o presunta, sembra che sia in corso da molti anni una vera guerra. Otto medici su dieci con 20 anni di anzianità professionale – stima il Codici, Centro per i diritti del cittadino – sono stati sottoposti a un’inchiesta per un presunto errore, almeno una volta nella loro carriera. Sintomo del fatto che i pazienti non si fidano e che, nel momento in cui sopraggiunge una complicazione, la prima tentazione che viene è quella di dare la colpa al sanitario cui ci si è rivolti. Qualche volta si ha ragione, altre no, o almeno la giustizia penale non riesce ad accertare le reali responsabilità: due cause su tre si concludono, dopo molti anni, con un’assoluzione. (altro…)

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