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Posts Tagged ‘sara nicoli’

GalanBOCCIATI A MONTECITORIO GLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAI 5STELLE PER BLOCCARE L’EROGAZIONE, COME NEL ‘CASO GALAN’.

Se ci fosse stata quella norma, sarebbe stato un Parlamento diverso. Con indagati e condannati costretti, anche in caso di voto contrario all’arresto delle rispettive aule, a rinunciare all’indennità parlamentare. Che, in alcuni casi, è addirittura doppia, visto che molti onorevoli sottoposti a misure cautelari sono anche presidenti di commissione, per cui percepiscono un’indennità in più.
Peccato, però, che questa possibilità sia andata in fumo ieri nell’aula di Montecitorio, quando è stato approvato (con 330 voti favorevoli e 120 voti contrari) l’articolo 9 del ddl Riforme costituzionali che modifica l’articolo 69 della Costituzione e disciplina le indennità parlamentari. Durante le votazioni degli emendamenti, sono state respinte tutte le richieste di modifica avanzate dai 5Stelle, che miravano a introdurre una nuova disciplina per i deputati sottoposti “a misure cautelari personali o comunque privati della libertà personale o che siano in detenzione”. (altro…)

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Renzusconi

NEL CENTRODESTRA.

Certo, per Matteo Renzi l’ipotesi non sta né in cielo, né in terra. Poi, però, si sente la voce di Paolo Romani, che considera il tema semplicemente “prematuro”, ma poi non così remoto e ricredersi è un attimo. Tanto che all’interno di Forza Italia la questione tiene parecchio banco, scuotendo una minoranza, quella fittiana, che teme di restare spiazzata da una mossa a sorpresa del Cavaliere. Insomma, il tema dell’ingresso degli azzurri nella maggioranza di governo esiste eccome.   SIA PER CHI LO CALDEGGIA, sia per chi lo ostacola. A maggior ragione dopo che il patto del Nazareno ha superato la prova del voto del Senato sull’Italicum nonostante i voti contrari dei rispettivi dissidenti. Un “avvenimento”, così lo ha chiamato Berlusconi, che ha fatto “tornare Forza Italia a essere centrale”. Anzi, determinante per il futuro dell’esecutivo Renzi. (altro…)

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GrassoIL PRESIDENTE DEL SENATO “SUPPLENTE” PER ALMENO 15 GIORNI MA LA PARTITA RISCHIA DI DURARE MOLTO PIÙ A LUNGO E NON È ESCLUSO CHE NON NE ESCA VINCITORE PROPRIO LUI.

Nelle mani di Pietro Grasso. Per almeno quindici giorni, ma di certo molti di più, l’Italia sarà nelle mani del presidente del Senato, non appena Giorgio Napolitano avrà ufficializzato le sue dimissioni, previste il 14 gennaio prossimo. Succederà così: che non appena Napolitano avrà chiuso la busta con la lettera, consegnandola nelle mani dei corazzieri motociclisti che dovranno scortarla dal Quirinale in prima battuta alla Camera, poi al Senato, dalla Batteria del Viminale (ufficio preposto alla comunicazione d’urgenza con il governo e le più alte cariche dello Stato) partirà la comunicazione “informale” dell’inizio del nuovo corso. Matteo Renzi, insomma, insieme con Alfano, con il presidente della Corte costituzionale e, appunto, con Grasso e Boldrini, saranno i primi a essere informati ufficiosamente dell’avvenuta firma dell’atto. (altro…)

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Siti da bonificare

BONIFICA E MESSA IN SICUREZZA PER INGRESSO, MENSA E UFFICI DEI VERTICI.

Viale Mazzini, Roma, il leggendario palazzo della Rai, è pieno di amianto, lavori di messa in sicurezza e bonifica sono stati fatti, ma soltanto per l’ingresso principale, per la mensa all’8° e per il “mitico” 7° piano, quello di presidenza, direzione generale e cda. Il resto, amen: non ci sono i soldi.   “AMIANTO? È stato fermato tutto quando Renzi ha tolto i 150 milioni del canone. Senza risorse non possiamo bonificare più nulla”, Claudio Baldasseroni è il segretario generale dello Snater, il sindacato autonomo dei lavoratori Rai. La sentenza Eternit lo ha colpito profondamente, così come il collega Piero Pellegrino, segretario nazionale dello stesso sindacato, da anni in prima linea sulle questioni di sicurezza sul lavoro in Rai: “Non ci sono soldi davvero – rincara – e i colleghi continuano a lavorare a viale Mazzini in una struttura coibentata con l’amianto; in direzione generale è stato bonificato solo il piano terra, cioè gli ingressi dove passano gli ospiti e i conduttori, mentre gli altri otto piani sono tutti da bonificare”. In pratica “vengono tutelati i vip, mentre i lavoratori devono sorbirsi l’amianto”. La questione, nel dettaglio, è un po’ diversa da come la racconta Pellegrino. (altro…)

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MarinoTRASCRIZIONI NOZZE ESTERE, LINEA DURA (E SURREALE) DEL PREFETTO DI ROMA IL GIURISTA AZZARITI: “COSÌ IL VIMINALE TENTA DI EVITARE LA BOCCIATURA AL TAR”.

È muro contro muro. Che non si scalfisce e promette sorprese. A Roma il prefetto Giuseppe Pecoraro ha intimato la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni tra omosessuali contratti all’estero al sindaco Ignazio Marino. Che gli ha risposto no: “Abbiamo già avviato tutte le verifiche per opporci alla cancellazione delle trascrizioni – ha spiegato – perché ritengo ancora che la non trascrizione di certificati di matrimoni regolarmente redatti in Paesi quali Francia, Portogallo o Belgio, sarebbe un atto illegittimo, contrario ai principi dell’Ue; non accettiamo in questo momento l’ordine del prefetto di Roma di cancellare le trascrizioni già avvenute”. “Una delle ragioni che il prefetto indica – ha aggiunto Marino – è legato al fatto che la trascrizione rappresenta un pericolo per l’ordine pubblico e onestamente non riesco a capire quale pericolo possa costituire per la città di Roma l’esistenza di una coppia che si ama e che ha dichiarato il proprio amore”. (altro…)

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Falso in bilancioGIUSTIZIA RINVIATA.

L’appuntamento è per domani. Quando la commissione Finanze della Camera darà (forse) il via libera all’emendamento con cui è stato riformulato, per l’ennesima volta, il reato di autoriciclaggio. Il voto della commissione è atteso come un evento, anche perché il compromesso raggiunto ancora scricchiola da più parti. E non è detto che all’ultimo non si decida di rinviare ulteriormente la partita. Il ministro Orlando, ieri a Vienna, ha risposto in modo piccato alle critiche che gli sono arrivate da più fronti sul tema, annunciando, non senza una dose di vera temerarietà, che “la norma sull’autoriciclaggio vedrà la luce in settimana”. (altro…)

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LegniniPER LA PRIMA VOLTA COME VICEPRESIDENTE DELL’ORGANO DI AUTOGOVERNO DEI MAGISTRATI È SCELTO UN MEMBRO DEL GOVERNO: LEGNINI. RINVIATO A OGGI IL VOTO SULLA CONSULTA.

Le mani di Matteo Renzi sull’organo di autogoverno della magistratura, il Csm. Per la prima volta un membro del governo, il sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini, viene spostato dall’esecutivo per commissariare Palazzo dei Marescialli, in qualità di vicepresidente, alla vigilia della riforma della giustizia, ma soprattutto nel nome del riequilibrio delle correnti interne al Pd che Renzi vorrebbe inaugurare nella nuova segreteria del Nazareno. E così un bersaniano mai davvero convertito al “giglio magico” come l’avvocato abruzzese Legnini – prima senatore e componente della Giunta delle autorizzazioni di Palazzo Madama, ottimo mediatore sul caso Lusi e dopo sottosegretario all’Editoria del governo Letta, bravo a far di conto al punto da immaginarlo commissario straordinario di Roma (dalla poltrona dell’Economia ha controllato lui il piano di risanamento della capitale preteso dal governo) in caso di fallimento di Ignazio Marino – adesso è di nuovo catapultato sulla poltrona di un posto che scotta, come il Csm, direttamente da una poltrona di governo.  (altro…)

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InciucioIL SINDACO DI AREZZO GIUSEPPE FANFANI, NIPOTE DI AMINTORE, VERSO IL CSM.

Una trattativa serrata, nella notte, per evitare una nuova fumata nera e un nuovo, inesorabile, monito di Napolitano. Ma il gioco d’incastri appare più complicato del previsto in questa partita doppia per l’elezione dei membri della Consulta e del Csm; il via libera a Luciano Violante alla Consulta, in coppia con Antonio Catricalà benedetto da Gianni Letta, avrebbe eliminato Massimo Brutti dalla corsa alla vicepresidenza del Csm. Troppi, per il Cavaliere, due “comunisti” storici alla guida dei due organismi di garanzia. Ecco che, quindi, si è fatta avanti, con maggiore credibilità, la candidatura di Giuseppe Fanfani – giovane sindaco di Arezzo, margheritino della prima ora, amico di sempre di Maria Elena Boschi – a possibile successore di Vietti sullo scranno più alto di Palazzo dei Marescialli. Il suo nome è vissuto in modo meno ostile da Berlusconi. (altro…)

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I nazareniL’aspirazione è andare, se possibile, oltre il Patto del Nazareno. Cioè: se Renzi, a settembre, dovesse trovarsi in una situazione critica, legata ai conti pubblici ma anche alla spinta elettorale della fronda interna al Pd (e non solo), Forza Italia – nel volere del “Cavaliere” – dovrebbe farsi trovare pronta a fare da stampella alla maggioranza di governo pur di garantire il buon fine del percorso riformatore. E, ovviamente, non solo quello. Ogni giorno che passa, infatti, il premier diventa sempre una maggior garanzia per Silvio Berlusconi che ha dato preciso mandato ai maggiorenti del partito di agevolare in ogni modo possibile l’azione di governo. E su ogni fronte. (altro…)

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BerlusconiUNA VOLTA ALLA SETTIMANA LE FORZE DELL’ORDINE CONTROLLERANNO SE BERLUSCONI È EFFETTIVAMENTE IN CASA.

Dura la vita del condannato. Già “lo fanno andare a dormire con le galline, lui che ha sempre tirato tardi – è parola di un forzista di alto lignaggio – poi vengono pure a controllare… e poi vogliono che lui non parli male dei magistrati? Ma come si fa…”. Davvero, è dura per il Cavaliere. Il 30 aprile, dopo le 23, le forze dell’ordine gli hanno suonato a palazzo Grazioli solo per sapere se era lì, come previsto dal magistrato di sorveglianza, e quella visita, che ha indispettito non poco la compagna Francesca (Dudù, pare, abbia abbaiato a lungo), altro non è che la prima di una lunga serie.   (altro…)

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RenziNUOVA STRATEGIA..

IL PREMIER TEME IL TESTA A TESTA E L’ASSE TRA M5S E MINORANZA PD SUL SENATO. OGGI SARÀ OSPITE TIVÙ AD “AMICI”.

Li vede così, “due facce della stessa medaglia”, Grillo e Berlusconi. Perché pescano “nello stesso bacino”, quello di un’elettorato in fuga da Forza Italia e pronto a dare il voto al leader grillino anti europeista, rafforzandolo nel ruolo di secondo partito italiano e rendendolo pronto, così, a ricevere l’incarico di premier: “Se vinco le Europee – è infatti la parola di Grillo – vado al Quirinale e chiedo l’incarico; prepareremo una squadra di governo”.   (altro…)

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BerlusconiSENZA PIÙ FEDELISSIMI

Sarà convalidato questa mattina l’arresto di Marcello Dell’Utri, avvenuto a Beirut, in seguito al mandato di cattura internazionale spiccato dai giudici di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa, condanna che dovrebbe essere confermata domani dalla Corte di Cassazione. E nelle stesse ore in cui comincerà la battaglia per l’estradizione di Dell’Utri (nel codice penale libanese non è contemplato il reato commesso dal “fondatore ” di Forza Italia), un’altra colonna berlusconiana del calibro di Paolo Bonaiuti, portavoce storico del Cavaliere, avrà il suo primo colloquio con Angiolino Alfano per concordare il suo passaggio nel Nuovo Centro Destra, traghettatrice d’eccezione, l’amica di sempre Beatrice Lorenzin.  (altro…)

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votoscambioRISSA IN SENATO

I DEMOCRAT HANNO QUALCHE DUBBIO SUL PROVVEDIMENTO, CALDEROLI APPLICA LA TAGLIOLA.

Un “compromesso al ribasso” che finisce in rissa. Il rush finale del ddl sul voto di scambio politico mafioso è rinviato a martedì. Doveva essere ieri, ma improvvisamente il presidente di turno, il leghista Roberto Calderoli ha deciso di interrompere bruscamente la discussione generale del provvedimento per passare direttamente al voto finale sul testo. Insomma, la famosa ghigliottina, utilizzata anche stavolta per mettere in mora le forze del Movimento 5 Stelle che avevano tutte le intenzioni di fare ostruzionismo, chiedendo ripetutamente, senza ottenerlo, che il testo tornasse in commissione. Nel mirino del gruppo c’è in particolare l’alleggerimento delle pene detentive per il reato di voto di scambio politico mafioso, il famoso articolo 416 ter del codice penale, la cui nuova declinazione aveva fatto storcere il naso anche al Pd (in particolare al senatore Felice Casson). (altro…)

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Il voto di scambio

Doveva diventare un decreto, per rendere subito operativo lo svuotamento del reato di scambio politico mafioso (416 ter) riscritto (da Alessia Morani del Pd su ordine di Renzi) per non disturbare il garantismo peloso di Forza Italia che minacciava sfracelli alla vigilia delle Europee. Poi ieri, nel giorno dell’arresto di Nicola Cosentino, Denis Verdini e Matteo Renzi si sono trovati d’accordo a Palazzo Chigi anche sul contenuto di questo provvedimento. E sono giunti subito applausi e approvazione lampo del ddl con una maggioranza bulgara: 310 sì, solo 61 contrari (i Cinque Stelle). Il momento di maggiore tensione in aula è stato registrato quando i grillini hanno lanciato accuse di contiguità con le mafie ai parlamentari del Pd e di Forza Italia. (altro…)

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seggi-consiglio

Delrio elimina le Province ma aumenta seggi e nomine in giunta per i municipi fino a 10mila abitanti. 
Infornata che significa molto in termini di ritorno elettorale in vista dell’election day del 25 maggio.

Perché tanta fretta per il ddl Delrio? A sentire Renzi perché altrimenti si sarebbero dovute indire le elezioni provinciali. Ma non è vero. In realtà la riforma ha anche un altro effetto. A fronte di un taglio di 2159 poltrone con la cancellazione delle Province, aumentano i seggi per i consiglieri e i posti da assessore nei Comuni fino a 10mila abitanti. Eppure il presidente del Consiglio aveva parlato di 3mila politici in meno.

Abolizione delle Province? Nei Comuni 25mila consiglieri e 5mila assessori in più.

Perché tanta fretta, da parte del governo, per l’approvazione del disegno di legge per l’abolizione delle Province? A sentire Renzi, tutto nascerebbe dalla necessità di arrivare alla cancellazione degli enti prima dell’election day del 25 maggio, quando i cittadini, in caso di mancata approvazione della legge, si sarebbero trovati a dover rieleggere anche i consigli provinciali e i loro relativi presidenti, con conseguenze a cascata facilmente immaginabili.  (altro…)

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Beppe GrilloLE REGOLE.

L’esperienza insegna: i prossimi parlamentari europei a Cinque Stelle dovranno sottoscrivere un impegno formale al versamento di 250 mila euro (da devolvere poi in beneficenza) se una volta sfiduciati dagli attivisti del territorio, rifiutassero poi le dimissioni. Un po’ clausola anti-tradimento, un po’ guinzaglio corto per chi sarà eletto a Strasburgo, che di fatto rappresenta l’unica, vera tagliola che Beppe Grillo ha deciso di imporre nella nuova cernita di “cittadini” da inviare nel cuore dell’Europa.
Per il resto, le regole che ieri il leader stellato ha postato on li-ne sul suo blog consentono un’ampia platea di candidabili, con apertura al doppio turno e inserimento in lista in ordine alfabetico. Regole insindacabili , sulla cui applicazione vigilerà Grillo con uno staff di “iscritti al Movimento”, ma di certo ne faranno parte alcuni deputati e senatori molto vicini al leader (tra gli altri Roberta Lombardi, Vito Crimi, Roberto Fico, Luigi Di Maio, Riccardo Nuti e Alessio Villarosa) oltre allo staff della comunicazione.

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BrunettaBRUNETTA MINACCIA MILLE EMENDAMENTI CONTRO LA LEGGE GIÀ APPROVATA DAL SENATO: “È EVERSIVA”.

La sostanza che si fa avverbio. Basta che venga depennato un inoffensivo “consapevolmente” e per il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, il ddl sullo scambio elettorale politico-mafioso, tornato ieri alla Camera in terza lettura, diventa subito un provvedimento “indecente”. Peccato che sia il contrario. E cioè che è stato proprio quel “consapevolmente” a svuotare di ogni sostanza il provvedimento, anche in senso deterrente, rendendo punibile anche il politico di cui non si può provare in tribunale la conoscenza della reale natura di chi gli ha offerto i voti. Però, dalle parti di Forza Italia il garantismo si fa spesso arma d’impunità e così il ripristino del famigerato avverbio diventa motivo d’intransigente lotta politica, tale – anche – da giustificare un ostruzionismo mostruoso, ben mille emendamenti, pur di non vederlo approvato così com’è uscito dal Senato.

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DIFESA

Forse non tutto è perduto. Alla vigilia del delicato Consiglio Supremo di Difesa di dopodomani, Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, apre ad un possibile ripensamento del governo Renzi sull’annosa questione dell’acquisto, da parte dell’Italia, di 90 F35 che dovrebbero andare a sostituire i Tornado e Amx che andranno in pensione a metà del prossimo decennio. Secondo la Pinotti, ci sarebbe ancora spazio per un ripensamento della linea: “È lecito immaginare che si può ripensare, si può ridurre, si può rivedere”. Insomma, sostiene Pinotti, prima di tagliare o ridurre “bisogna chiedersi: vogliamo un’aeronautica? Dobbiamo chiederci che tipo di difesa vogliamo, quale tipo di protezione ci può servire. (altro…)

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VauroAMMACCATA IN PARTENZA, LA LEGGE ELETTORALE SFIDA INSODDIFAZIONI BIPARTISAN.

L’Italicum è già in viaggio per il Senato, passato a Montecitorio con 365 sì, 156 no e 40 astenuti. Ma dentro mancano un sacco di cose. E alcune, a giudicare dai voti che hanno permesso questo impianto finale, non possono che suscitare scandalo. Infatti, a sentire l’altro giorno in aula Davide Ermini del Pd, si aveva l’impressione di sognare. Perché l’esponente renziano, nel momento di votare l’emendamento presentato dal popolare Pino Pisicchio sul conflitto d’interessi nella legge elettorale, motivava in questo modo il rifiuto dem di dare il via libera a una proposta di assoluto buon senso: “Il Pd è da sempre a favore del principio del conflitto di interessi, ma non siamo convinti dalle soluzioni proposte dagli emendamenti; e poi, ci par di capire, c’è qualcuno che confonde il tema del conflitto d’interessi con l’ineleggibilità”.  (altro…)

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Censura

CENSURA ROSA.

Un conto è una (giusta e ponderata) difesa dell’equilibrio di genere nelle istituzioni. Un’altra è invece la difesa d’ufficio di un ministro femmina colpita dalla satira televisiva, che di per sé non può che essere urticante, non certo condiscendente. Eppure ieri la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha sentito la necessità di prendere le parti di Maria Elena Boschi, la bionda responsabile delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento, forse la più vicina al premier Matteo Renzi, secondo lei ingiustamente “attaccata” da una performance dell’imitatrice Virginia Raffaele a Ballarò. Piece che descriveva la stessa Boschi come un’ammaliatrice che ricorre al suo charme ogni volta che deve parlare “concretamente” del modo in cui il governo Renzi intende cambiare il Paese, non avendo argomenti davvero “concreti” da poter mettere sul piatto. (altro…)

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