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Posts Tagged ‘sarkozy’

Giannelli

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Francia

PARIGI – Colletto sbottonato e barba incolta, Nicolas Sarkozy si è infilato ieri mattina alle otto in una macchina dai vetri scuri che lo ha portato negli uffici della polizia giudiziaria di Nanterre. Al nono piano dell’anonimo palazzo, l’ex Presidente è stato messo in stato di fermo e sottoposto a un lunghissimo interrogatorio. Le due pm, Patricia Simon e Claire Thépaut, ipotizzano pesanti accuse contro di lui: violazione del segreto istruttorio e “ trafic d’influence”, corruzione in atti giudiziari.
È una clamorosa svolta nello scandalo sulle intercettazioni di Sarkozy e del suo avvocato, Thierry Herzog, sospettati di aver corrotto dei magistrati per ottenere informazioni riservate dentro alla Corte di Cassazione. Nella storia della République altri ex presidenti sono stati indagati ma mai sottoposti all’umiliazione della custodia cautelare. I pm hanno 48 ore di tempo per decidere se iscrivere Sarkozy nell’inchiesta come semplice testimone, testimone “assistito” oppure indagarlo ufficialmente. Lunedì erano già stati fermati Herzog e due magistrati della Corte di Cassazione, Gilbert Azibert e Patrick Sassoust. (altro…)

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Presidenziali francesi, vi dico solo che nello scontro catodico decisivo, naturalmente in diretta planetaria, il candidato socialista Hollande ha attaccato il Presidente Sarkozy dandogli dell'”amico di Berlusconi“, mentre l’altro negava prontamente, della serie “chi, io?, ma chi lo conosce Berlusconi!“. Sempre per quella storia dell’ autorevolezza.

Berlusconi è un tuo amico! Rispondi!” … “No, non è mio amico, e poi ha detto che voterebbe per te” … “In Europa è nel tuo partito, il Ppe!” … “Non è nel mio partito, Berlusconi è berlusconiano e basta!” … (altro…)

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Ambasciata di Francia, piazza Farnese, Roma. Ecco Daniela Santanché e Giuliano Ferrara – in versione Sarko-Sandwich – microfonati e piazzati sul cassone di un camion dell’ortofrutta, alla presenza di qualche centinaio di pensionati. Sono lì per protestare contro le risate diplomatiche sbattute in faccia al Premier Berlusconi dall’accoppiata Merkel-Sarkozy. Vedrete come lo rispetteranno, d’ora in avanti.

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Ieri riportavo la squallida scenetta (vista da tutto il mondo) a Bruxelles … e “squallida” è naturalmente per noi Italiani che dobbiamo esser rappresentati da un Premier deriso da tutti i leader mondiali (qui trovate il filmato delle risate della Merkel e di Sarkozy(e di tutti i presenti), alla domanda di un giornalista che chiede se Berlusconi li ha rassicurati sui provvedimenti che prenderà il governo Italiano) …

Beh, guardate un po’ come hanno taroccato il servizio quelli del Tg1! Vorrei solo ricordare chequesto è il più importante Tg della televisione pubblica Italiana …!

Da stopcensura.com

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L’Europa che è uscita dalla settimana finanziaria conclusasi ieri è un’Europa ben diversa da quella di una settimana fa. Due giorni fa, infatti, in quello che è stato definito il «supervertice» di Francoforte, è nato l’embrione operativo di un governo europeo, una sorta di «esecutivo di fatto», privo di qualsiasi investitura, di durata forse limitata ma dotato, appunto, di forza esecutiva. Tale anomalo governo detiene la chiave delle politiche economiche: nei prossimi mesi, i governi ufficiali di tutta Europa saranno chiamati solo più a mettere a punto nei dettagli, e i Parlamenti soltanto a ratificare, le manovre restrittive – possibilmente con qualche «ricostituente» espansivo – che rappresentano la via europea per tentare di uscire dalla crisi. (altro…)

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Un prelievo fiscale compreso tra l’1 e il due per cento ai redditi superiori al milione di euro. E’ la manovra allo studio del governo francese che, rispetto all’Italia, già “tartassa” i redditi alti con la patrimoniale

Se Berlusconi volesse farsi venire qualche idea su come concretizzare la promessa di un pareggio di bilancio entro il 2013, non ha che da sbirciare a quello che sta architettando il vicino di bancoNicolas Sarkozy, suo alter ego (ma solo da certi punti di vista) in terra di Francia. Questa non ha certo gli stessi problemi di un’Italietta qualunque. Parigi resta ancora nel club dei “virtuosi” che possono vantare la tripla A di Standard & Poor’s sul debito pubblico. Sarkozy, però, non vuol finire come il premier italiano.  E una delle soluzioni allo studio è quella di imporre una nuova tassa ai ricchi. In un Paese che già applica, senza gridare allo scandalo e in maniera costante dal 1982, la patrimoniale. (altro…)

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A Parigi si è tenuto l’EG8 dedicato a Internet con “i Grandi della Terra“. L’evento è stato voluto dal bombardiere francese Sarkozy, reduce dalle imprese in Libia e in Costa d’Avorio, per regolamentare a livello internazionale la Rete, in particolare per la pubblicazione dei contenuti. La Francia ha fatto approvare una legge censoria, detta “three strikes and you are out“, che impedisce per sempre l’accesso a Internet attraverso i service provider a chi si collega per tre volte a siti P2P per scaricare contenuti ritenuti illegali. Per questo scopo è stata addirittura creata un’agenzia che invia due mail di avviso e poi ti stacca la spina. (altro…)

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Il premier al summit con Sarkozy: ne riparleremo tra un paio d’anni, i sondaggi dicono che la gente è influenzata da Fukushima.

Roma, 26 aprile 2011 (TMNews) – Lo stop del governo italiano al referendum non è un addio definitivo all’energia prodotta dall’atomo. Piuttosto è una pausa temporanea per evitare che il referendum di giugno, dopo la tragedia di Fukushima, affossasse definitivamente il piano italiano di ritorno al nucleare. A chiarirlo è stato lo stesso premier Silvio Berlusconi nel corso dell’incontro bilaterale Italia-Francia a Villa Madama. “Se fossimo andati oggi – ha detto Berlusconi – a quel referendum il nucleare non sarebbe stato possibile per molti anni a venire”. Berlusconi ha infatti voluto sottolineare che il governo italiano resta convinto che “l’energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo”. (altro…)

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DURERÀ molto il balletto di dispetti e ripicche tra Berlusconi e Sarkozy, leader in crisi di nervi lanciati all’inseguimento delle peggiori pulsioni populiste dei rispettivi elettorati. Ieri l’Eliseo ha prima comunicato di voler sospendere Schengen per fermare l’afflusso degli immigrati tunisini che l’Italia manda in Francia.

Poi ha parzialmente corretto il tiro spiegando che intende proporre una modifica delle norme del Trattato sulla libera circolazione in modo da prevederne la sospensione qualora un paese non riesca a far fronte al flusso di immigrati irregolari. Il vertice italo-francese di martedì si annuncia frizzante. Ma certamente non sarà risolutivo. (altro…)

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Intervista a Gino Strada di Emergency:

“Sono Gino Strada di Emergency, era necessario attaccare la Libia? Io credo proprio di no, io credo che la scelta della guerra avvenga casualmente e non credo che la guerra sia una necessità, non lo è mai, è sempre una scelta per tanti ragioni che possono essere anche diverse.”

La guerra è sempre una scelta

“La guerra è sempre una scelta, questa in particolare, bastava avere voglia di evitarla, ma insomma c’era già chi si era abbondantemente preparato. Il triste è che si continua a pensare a questo strumento come risoluzione dei problemi e questo è tipico di cervelli meno che mediocri tra i politici e i militari governanti.I danni dell’intervento saranno dei danni umani e dei danni politici. Il danno umano sarà un carico presumibilmente ancora una volta enorme di sofferenze per una popolazione, al di là di quale sia l’appartenenza tribale o le connessioni politiche, le preferenze, sarà il popolo della Libia che pagherà un carico di sofferenze disastroso. (altro…)

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Carla Bruni non è più di sinistra. Ecco la classica notizia insignificante che piomba sul tavolo della redazione in una giornata plumbea e riesce quantomeno a provocare una smorfia. Madame Sarkozy non è più di sinistra, lo ha dichiarato lei in un’intervista, ed è una bella sorpresa, specialmente per la sinistra, che perso il voto di Carlà potrà dedicarsi a recuperare quelli della colf, della parrucchiera e della sarta di Carlà, che da decenni votano a destra, non foss’altro per reazione ai discorsi di Carlà.

Premessa: un maschio torinese non è la persona più obiettiva per giudicare colei che incarna la casta delle «cremine», come venivano chiamate ai tempi della mia e sua adolescenza le torinesi ricche, snob, enigmatiche e sostanzialmente stronze, nel senso di crudeli, per le quali la rivoluzione e i rivoluzionari erano un giochino cerebrale con cui ingannare la noia di esistenze facilitate dal destino. (altro…)

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Prosegue il complotto del mondo intero contro il piccolo B. Tre giorni fa, mentre lui volava a Mosca per denunciare al “Forum internazionale della democrazia” (un ossimoro, vista la presenza sua e dell’amico Putin, “un dono del Signore”) la persecuzione giudiziaria ai suoi danni, a Parigi la Brigade Financière dava una plastica dimostrazione di cos’è una democrazia: i suoi agenti irrompevano nella sede dell’Ump, il partito del presidente Nicolas Sarkozy, per perquisirla su richiesta della Procura di Nanterre che indaga su presunti finanziamenti illeciti alla campagna presidenziale del 2007. La Guardia di finanza transalpina cercava l’originale di una lettera inviata da Eric Woerth (all’epoca tesoriere dell’Ump, oggi ministro del Lavoro) all’allora ministro dell’Interno e candidato presidente Sarkozy, per sollecitare il conferimento della Legion d’Onore a Patrice de Maistre, gestore dei beni della miliardaria Liliane Bettencourt, erede dell’immensa fortuna L’Oréal, secondo patrimonio di tutta la Francia. La lettera è datata 12 marzo 2007. Subito dopo la Bettencourt – come ha raccontato la sua ex contabile, prima di ritrattare tutto – consegna a De Maistre una busta di 50 mila euro per finanziare la campagna di Sarkozy (prima tranche di un finanziamento complessivo di 150 mila euro di fondi neri). (altro…)

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