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Posts Tagged ‘saviano’

«BEATO chi ha sete di giustizia, poiché sarà giustiziato ». La provocazione di Roberto Saviano, che propone di incidere questa scritta nelle aule giudiziarie, è dura, ma fotografa in nove parole una vergogna spalmata in dieci anni. Quella del processo per le minacce che un avvocato, per conto dei boss camorristi Bidognetti e Iovine, gli rivolse, addirittura in un’aula di tribunale, il 13 marzo 2008. Condanna in primo grado a Napoli il 10 novembre 2014, poi la sorpresa in appello, la Corte si dichiara incompetente perché sarebbe dovuto toccare a Roma, che processa gli altri due minacciati, le toghe Cantone e Cafiero De Raho, a giudicare anche Saviano.

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Saviano

Roberto Saviano – Lo scrittore a Torino: “Ha la prassi dei partiti berlusconiani”. “Farcela a ogni costo ha un prezzo: serve un’altra selezione della classe dirigente, ma è faticosa e non dà risultati veloci”.

Mentre la politica fa spallucce, le fiction Gomorra 2 e Felicia Impastato sbancano gli ascolti in prima serata. Segno che ai cittadini il tema sta molto a cuore. Al Salone del libro la circostanza è confermata dall’accoglienza riservata a Roberto Saviano, qui per la nuova edizione di Gomorra, che esce a dieci anni dalla prima: la fila per entrare al suo incontro è lunghissima. (altro…)

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savianoLa presa di posizione dello scrittore dopo il caos nell’amministrazione campana. Intanto i Cinque Stelle annunciano un flash-mob.

“Il sindaco di Quarto deve dimettersi. Se non lo fa il #M5S aggiungerà una black star al suo simbolo”. A scriverlo, su Twitter, è lo scrittore Roberto Saviano. Saviano non è solo un simbolo dellalotta alle mafie. E’ anche colui che dopo la vittoria dei grillini nel Comune campano scrisse, quella volta su facebook, che il Movimento Cinque Stelle vinceva a Quarto (come in Sicilia, aGela o ad Augusta) “perché non si è rivolto al voto di scambio, perché è stato l’unica vera alternativa alla vecchia politica. Questo, anche chi non condivide le istanze del Movimento e il suo modo di agire, deve riconoscerlo”. Il post, all’epoca, fu ripreso anche dal blog di Beppe Grillo. (altro…)

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Duro botta e risposta fra i democratici e lo scrittore campano. L’ex Scelta civica Romano: “Torni a darci bei libri e riponga il mattarello”. Anche Bersani in difesa del governo: “Conclusioni esagerate”. Ma il protagonista ribatte: “Se rifiuterà spiegazioni vorrà dire che nulla è cambiato nella nuova classe dirigente”. Il ministro alla Leopolda è accolta da un lungo applauso e parla d’altro.

La Leopolda cambia verso, la rottamazione si fa potere e lecritiche all’azione del governo risultano sempre più indigeste alla nuova classe dirigente. A farne le spese Roberto Saviano, reo diaver chiesto le dimissioni del ministro Maria Elena Boschi a causa del conflitto d’interessi venuto alla luce nella gestione della crisi della Banca popolare dell’Etruria di cui suo padre è stato vice-presidente con annesso il decreto salva-banche in seguito al quale migliaia di risparmiatori hanno visto i loro risparmi volare via. (altro…)

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L’autore di Gomorra affida al quotidiano online le critiche per il conflitto di interessi nella gestione della crisi della Popolare dell’Etruria, di cui il padre del ministro è stato vicepresidente. E ricorda: “Peppe D’Avanzo inchiodò il berlusconismo a dieci domande che non hanno mai ricevuto risposta. Come siamo passati dai politici tutti marci a tutti intoccabili?”. Solo nel tardo pomeriggio il sito del giornale di Largo Fochetti di cui è collaboratore, ha pubblicato un suo analogo commento audio.

Roberto Saviano molla Repubblica e sceglie Il Post per denunciare il conflitto di interessi del ministro Maria Elena Boschi nella gestione della crisi della Popolare dell’Etruria. Sfociata nel decreto “salva banche” in seguito al quale migliaia di risparmiatori hanno perso i loro soldi e che è ora al centro di un duro scontro tra il governo Renzi e Bruxelles. “Perché la banca sia fallita – dopo essere stata oggetto nei mesi scorsi di sospettespeculazioni – è compito degli organi competenti accertarlo”, scrive sul quotidiano online l’autore di Gomorra e collaboratore del giornale di largo Fochetti. (altro…)

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De Luca

Il neogovernatore della Campania in un’intervista a Panorama attacca lo scrittore: “Io credo che abbia grandi meriti, ma anche un grande limite. Si sta innamorando del suo personaggio e della sua immagine”. Attacca Rosy Bindi e sulla legge Severino: “E’ incostituzionale, vale per i sindaci e non per i deputati, i senatori e i ministri”.

“In qualche momento sembra che abbia bisogno di inventarsela la camorra anche dove non c’è, altrimenti rimane disoccupato”. Vincenzo De Luca attacca così Roberto Saviano. Che ribatte: “Sono dichiarazioni che mi fanno tornare indietro ai tempi di Berlusconi. Stesse parole, stesso stile”. Non è più campagna elettorale, ma i colpi continuano: da una parte il neogovernatore Pd della Campania, indicato nella lista dei candidati “impresentabili” dalla commissione Antimafia e presto sospeso per la legge Severino per una condanna in primo grado; dall’altra lo scrittore. “Io credo”, ha detto il politico in un’intervista a Panorama, “che abbia grandi meriti, ma anche un grande limite. Si sta innamorando del suo personaggio e della sua immagine. Faccia i conti con questo suo problema e impari, visto che è giovane, a rispettare la vita di chi ha dedicato l’esistenza intera alle battaglie di legalità e trasparenza”. (altro…)

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Vietato criticare

AL SALONE DEL LIBRO LO SCRITTORE SE LA PRENDE CON IL GOVERNO: ”SOLO NEL FASCISMO DAVANO DEI DISFATTISTI A CHI CRITICAVA”.

Volendo ricorrere a un motto, Roberto Saviano avrebbe potuto dirla così: “Gufo chi molla”. Perché in estrema sintesi, ieri al Salone del Libro di Torino, l’autore di Gomorra ha dato del fascista a Matteo Renzi. L’articolato ragionamento dello scrittore si basa su due pilastri: primo, non si può dare del disfattista a chiunque muova un critica; secondo, succedeva ai tempi di Benito Mussolini.   DEV’ESSERE CHE a Roberto Saviano non è piaciuto il silenzio in cui per un paio di giorni è caduto il suo j’accuse sulle liste in Campania. Solo allora, evidentemente, ha rimesso insieme i pezzi dello spettacolo a cui assisteva da un po’. (altro…)

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SavianoISAIA SALES, SCRITTORE E POLITICO   Chi non parla, tace per pudore Si uccide la storia della sinistra italiana   È COSÌ EVIDENTE che bisogna essere ciechi o in malafede per non vedere cosa sta succedendo in Campania. Questo è il luogo dove Saviano ha costruito la sua identità e se vogliamo anche il suo successo, ha fatto bene a dire quello che pensava. Ma devo ammettere che sul territorio già da tempo un po’ tutti i giornali hanno denunciato la composizione “variegata” delle liste di De Luca.   Il problema forse si pone a livello nazionale, dove il livello di attenzione su certi temi cala. Ma sappiamo tutti che Renzi ha buoni rapporti con la grande stampa: evidentemente qualcuno si è trovato in difficoltà e ha scelto la strada del silenzio, indice di grandissimo imbarazzo. (altro…)

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SavianoL’IMBARAZZO DEI FEDELISSIMI: “IN MERIDIONE CI MANCA LA CLASSE DIRIGENTE”.

La Campania, la Campania è un caso delicato”. Genova, centro convegni dei Magazzini del Sale. Comizio con Raffaella Paita, candidata a governatrice della Liguria. Con Matteo Renzi che fa il punto sulle Regionali. La Paita è indagata per mancata allerta durante l’alluvione di Genova. Anche lei rappresenta il terminale di un gruppo di potere forte (in primis, il governatore uscente, Burlando). Ma rispetto alla questione Campania sembra poco. Giovedì, in un’intervista all’Huffington Post, Roberto Saviano ha puntato il dito contro Renzi e partito. “Nel Pd c’è Gomorra”. Mica poco da parte dello scrittore-simbolo dell’anticamorra, che vive ancora sotto scorta. (altro…)

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CHISSÀ se Matteo Renzi o qualcuno dei suoi, benché legittimamente indaffarati, avrà il tempo e la voglia di leggere l’intervista di Alessandro De Angelis (Huffington Post) a Roberto Saviano sulle elezioni in Campania, e in specie sulla lista del Pd di De Luca. È una conversazione analitica, pacata, niente da spartire con gli sbraiti anti-sistema e/o la nevrosi manettara che traduce ogni atto politico in questione giudiziaria; ma proprio per questo dice, a proposito del Pd campano, la cosa più terribile che quel partito possa sentirsi dire nell’evo di Renzi: che è conservatore, che ripete le logiche immutabili e viziose della politica delle clientele e del voto di scambio. Che nello sforzo di accaparrarsi pacchetti di voti, fettine di società, si preferisce ignorare o rimandare ogni sostanziale resa dei conti con la malavita.

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SavianoRoberto Saviano
Per lo scrittore la primarie campane restano “un fallimento” “De Luca e Cozzolino nomi legati a vent’anni di sperperi”.
NAPOLI – Una scivolata nell’antipolitica? «No. Nessuna caduta nichilista. E non mi imbarazza il fatto che Beppe Grillo abbia condiviso il mio invito a non partecipare a queste primarie in Campania, che hanno riproposto la politica più vecchia. Ma certo siamo distanti su altre cose, con lui e il M5Stelle». Roberto Saviano non arretra, non corregge, non sfuma quelle parole che, ad urne appena aperte, hanno arroventato la polemica intorno ai gazebo e diviso il popolo del web. Ma mette un punto fermo: «Le primarie devono essere regolamentate per legge».

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Libri
Lettera aperta di Roberto Saviano all’autrice dell’“Amica geniale” “La tua partecipazione romperebbe gli equilibri di un gioco scontato”.
CARA Elena Ferrante, ti scrivo non conoscendoti di persona, ma come lettore, e credo sia il tipo di conoscenza che prediligi. Non mi ha mai incuriosito scovare chi si celasse dietro il tuo nome, perché sin da ragazzo ho sempre avuto le tue pagine a disposizione, e quello mi bastava e mi basta ancora per credere di conoscerti, di sapere chi sei. Una persona vicina e famigliare.
USO il tu non perché esser venuti fuori entrambi da terra napoletana mi faccia sentire in confidenza immediata con te, ma perché queste parole vogliono esser dirette, come se fossero pronunciate nel mezzo di un pranzo. Insomma, per non farla troppo lunga, ti scrivo perché vorrei invitarti a partecipare al premio Strega ben sapendo che non ci sarai, che non presenzierai, che non farai nulla per accompagnare il tuo L’amica geniale. Come autore mi sento fortunato e condivido la tua indifferenza alle logiche dei premi letterari, ma come lettore credo che la tua presenza allo Strega sarebbe un modo per fare finalmente quanto tanti auspicano da anni: mettere fine alle logiche di spartizione, fare in modo che anche altri editori possano aspirare al podio.

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SavianoNapoli, sei anni fa il proclama in aula in cui si additavano i nemici della cosca Lo scrittore: “Sono guappi di cartone che si nascondono dietro i legali”.
NAPOLI – L’avvocato è colpevole, i boss di Gomorra no. Una condanna, tre assoluzioni. Si chiude con una sentenza che fa discutere, il processo per le minacce mafiose lanciate, sei anni fa, dal palazzo di giustizia contro lo scrittore Roberto Saviano e la giornalista, oggi senatrice Pd, Rosaria Capacchione.
Clima teso e aula gremita quando, alle 17 di ieri, arriva il dispositivo. Un verdetto a due facce. La terza sezione penale del Tribunale di Napoli, presidente Aldo Esposito, condanna a un anno di carcere, pensa sospesa, il penalista Mi- chele Santonastaso, con l’accusa di intimidazioni aggravate dalla “finalità mafiosa”: è il legale che il 13 marzo 2008 lesse in Corte d’Assise d’appello l’istanza di remissione per spostare il processo Spartacus 2 contro il gotha dei casalesi. Santonastaso, sul quale pende una richiesta di carcere a 22 anni per associazione mafiosa in un altro processo a Santa Maria Capua Vetere, viene condannato anche al risarcimento del danno a favore delle parti civili, fra cui anche l’Ordine dei giornalisti della Campania.

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“NON ho la sensazione che la lotta alla mafia sia una priorità”, dice Roberto Saviano in coda al processo che lo vede semi-risarcito della sua vita da recluso. E come smentirlo? Non lo è mai davvero stata, una priorità, se non a sprazzi, quando il tallone di ferro delle cosche diventava intollerabile perfino per un popolo in buona parte colluso oppure pavido come il nostro. Quanto all’oggi, alle pigrizie e alle complicità ataviche si somma l’esigenza di una classe dirigente giovane e impaziente che ha fretta di dimostrare che il rinnovamento è dietro l’angolo, che l’Italia non è quel vecchio grumo putrido che si dice in giro, che ce la si può fare; e si capisce che il noir inevitabile dell’antimafia, quel tono grave e allarmato, con tutte le sue verità insanguinate, un poco sia di impiccio, in fin dei conti la lotta alla mafia è una lagna, una terribile interminabile teoria di delitti, protervia, violenza, sfruttamento. (altro…)

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Saviano

Rodotà: vogliono scaricare le loro incapacità sulla Costituzione. Zagrebelsky: in Italia diventa garanzia di corruzione.

BOLOGNA— Gustavo Zagrebelsky, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Roberto Saviano. Sono solo alcuni tra gli intellettuali e i costituzionalisti che si sono ritrovati ieri a Bologna per la manifestazione organizzata da “Libertà e Giustizia” in difesa della Carta, e trasformatasi subito in un secco e corale no (c’erano almeno 5mila persone) a qualsiasi tentazione presidenzialista, «che sia un presidenzialismo intero o solo “semi” ». Nel giorno in cui il vicepremier Angelino Alfano sente il profumo di una intesa col Pd sulle riforme istituzionali, la sinistra alza le barricate: «La Costituzione non è cosa vostra».
Una manifestazione, affollatissima a Bologna dove ha appena vinto il referendum in difesa dell’articolo 33 della Costituzione contro il finanziamento pubblico delle scuole private paritarie, che vorrebbe forse diventare anche il punto d’avvio di una nuova “Cosa” a sinistra. (altro…)

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https://www.youtube.com/watch?v=124-zgBXEUk

Nel giorno dove si festeggia il 25 aprile (con un intervento in trasmissione di Roberto Saviano ) e la giornata della liberazione dal nazifascismo, il dibattito politico è concentrato sulla formazione del nuovo governo e sulle spaccature dentro il PD. Il partito della non vittoria alle passate elezioni.

Nella copertina della puntata, Santoro ha difeso le celebrazioni di questa giornata (il 25 aprile è ancora vivo) e ha parlato della crisi dentro la sinistra citando una vecchia puntata di Samarcanda. Era il 1992, e nel quartiere delle Vallette a Torino si protestava contro la chiusura degli asili. Santoro mandò in quel quartiere Maurizio Torrealta, chiedendo alla gente di scendere in strada.
Il giornalista si trovò di fronte un mare di folla che gridava basta tasse, basta tagli alla scuola, nessuno ci rappresenta in politica. (altro…)

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Servizio Pubblico torna oggi con la puntata 25 aprile in diretta streaming e in diretta Tv su La7 a partire dalle ore 21.10. Gli ospiti di Michele Santoro saranno come sempre numerosi e oltre agli immancabili Marco Travaglio, Giulia Innocenzi, Sandro Ruotolo e Vauro, sotto i riflettori questa sera sarà anche lo scrittore Roberto Saviano.

Tra gli ospiti di questa sera di Servizio Pubblico spicca, come già accennato, lo scrittore Roberto Saviano, da poco tornato nelle librerie con Zero Zero Zero, che curerà una particolare esibizione tesa a ricordare la liberazione del nostro paese dal regime fascista. La puntata di oggi sarà quindi, come è facile intuire, piuttosto particolare data la coincidenza con la Festa della Liberazione. (altro…)

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saviano-voto

Lo scrittore condivide su Facebook alcune segnalazioni sospette.

Segnalazioni che lo scrittore Roberto Saviano condivide su Facebook e che, di certo, non fanno piacere. Storie davvero tutte italiane. Ad esempio, “a Quarto due kili di mozzarella per un voto.” Poi “a Roma mi segnalano l’offerta di alcuni pusher di offrire 50 euro di coca in cambio della prova del voto”.

DA cadoinpiedi.it

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SavianoDa biagioraucci.com

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Le reazioni.

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