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Posts Tagged ‘scioperi’

fiumicino

Il racconto.

Un nuovo blocco per lo scalo romano: è il quarto in tre mesi e arriva in un momento di alta stagione in cui transitano 140.000 passeggeri al giorno. Una catena di eventi infausti che rischia di dirottare altrove compagnie e ricchezza e risvegliare la rivalità con Malpensa.

ROMA. Un incendio appiccato in tre punti della Pineta Coccia di Morto oscura all’altezza di Focene le piste uno e due di Fiumicino, e le sporca di detriti. Due piste su tre (una quarta viene utilizzata saltuariamente) alle 14,22, ieri pomeriggio, diventano inutilizzabili. Per lo scalo di Roma capitale, ora in alta stagione, 140 mila passeggeri al giorno, è l’ultimo blocco. Il quarto in tre mesi.
Pochi minuti e tutti i decolli sono sospesi: i tre terminal fermano gli imbarchi. Alle 15,45 la pista due torna praticabile, la “uno” non lo sarà fino al tramonto: i Canadair la devono sfiorare per raggiungere la pineta in fiamme. Alle 17 un nuovo allarme: altre sterpaglie in fiamme, cinque chilometri in linea d’aria, poco distante dal cancello 12, a nord della pista tre.

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Il calendario delle agitazioni contro le decisioni del governo Monti. Pressing sui partiti per cambiare il testo La Federfarma è pronta alla serrata, si muovono i Cobas delle Ferrovie e i legali. 

ROMA – Si comincia domani con i tassisti, 24 ore di stop con manifestazioni nelle principali città italiane. Il 26/27 sarà la volta delle Ferrovie, con i sindacati di base: ancora 24 ore di sciopero contro quello che viene considerato «un attacco al lavoro». Ma la rivolta delle categorie professionali contro il decreto sulle liberalizzazioni, varato venerdì dal governo, non finisce qui: Ferderfarma ha annunciato una possibile chiusura dei punti vendita per il primo febbraio, gli avvocati hanno proclamato sette giorni di stop, fissando i primi due per il 23 e 24 febbraio, e i benzinai di dieci giorni (in date ancora da definire). E infine da domani al 27 si fermano i tir. A differenza delle altre categorie coinvolte dalle liberalizzazioni, però, Trasportounito protesta perché giudica le misure insufficienti. (altro…)

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Domani si ricomincia dopo la pausa natalizia. E si riparte così come si era concluso il 2010: con le contestazioni da parte di studenti, insegnenti e personale Ata. Si comincia con i cosiddetti pulizieri.

SI TORNA in classe, tra le proteste. Nella maggior parte delle regioni italiane il rientro in aula è previsto per lunedì 10 gennaio e l’anno scolastico riprende esattamente come si era concluso nel 2010: scioperi e contestazioni da parte di studenti, insegnanti e personale Ata. I primi a scendere in piazza saranno i cosiddetti pulizieri (ex-lsu), il cui posto di lavoro è in pericolo per via del rinnovo del contratto con il ministero: in forza nelle scuole come bidelli, incroceranno le braccia il 10 e l’11 gennaio. Sarà poi la volta degli insegnanti aderenti ai Cobas, che si asterranno dalle lezioni il 28 gennaio.

Dopo il tourbillon di manifestazioni, flsh mob, cortei e occupazioni di novembre e dicembre gli studenti, che protestano contro l’approvazione della riforma Gelmini dell’università, promettono ancora battaglia. “Continueremo la nostra mobilitazione – spiega Giorgio Paterna, coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari – per raccogliere, come abbiamo fatto in questi mesi, lo sdegno verso un governo autoreferenziale e autoritario. Continueremo a mobilitarci nelle prossime settimane perché il futuro siamo noi, non loro, e questo Paese vogliamo riprendercelo e ridargli dignità e prospettive.

Nel 2011 si decide il destino di 14 mila ex lsu, impiegati come pulizieri nelle scuole. La maggior parte di questi (l’83%) lavora nelle istituzioni scolastiche delle regioni meridionali dell’Italia centrale e al rientro in classe dopo la pausa natalizia, lunedì e martedì prossimi, alunni e docenti potrebbero trovare aule e bagni non proprio pulitissimi. “In questi giorni, il ministero per il 2011 decide di continuare sulla strada degli appalti di pulizia nelle scuole ma con il nuovo appalto al ribasso, che porterà a un peggioramento del servizio e un disastro occupazionale con cassa integrazione, licenziamenti e riduzioni drastiche degli orari lavorativi e maggiori carichi di lavoro per i 14 mila ex lsu nelle scuole”, dichiara Carmela Bonvino, della federazione nazionale Usb lavoro privato, annunciando i due giorni di sciopero. (altro…)

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