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Posts Tagged ‘sciopero 28 gennaio’

«Sarebbe un atto di saggezza da parte della Fiat riaprire le trattative per trovare soluzioni condivise dai suoi dipendenti perché non è soltanto la Fiom che non è d’accordo. Questo modello sociale non ha il consenso di chi lavora in fabbrica e questo non aiuta la produzione». Lo ha detto il segretario generale della Fiom Maurizio Landini al termine delle assemblee tenute ieri all’interno dello stabilimento Fiat di Cassino presenti i dirigenti sindacali provinciali Arcangelo Compagnone e Donato Gatti e il segretario della Cgil Domenico De Santis.

«Queste assemblee – ha spiegato Landini – sono servite a preparare lo sciopero dei metalmeccanici del 28 gennaio che si terrà a Cassino con una manifestazione regionale. Non abbiamo intenzione di lasciare soli i lavoratori perché gli accordi di Pomigliano e Mirafiori violano le norme di legge e la costituzione. Il contratto che sarà proposto a Cassino non lo firmeremo e anzi metteremo in campo azioni giuridiche, sindacali e contrattuali necessarie».

Proprio ieri l’amministratore dellegato della Fiat Sergio Marchionne ha annunciato che dopo Pomigliano e Mirafiori il nuovo contratto investirà anche Melfi e Cassino. «Non c’è alternativa – ha spiegato il manager – perché non possiamo vivere in due mondi. Io spero che, visto l’accordo alla prova, non vorranno vivere nel secondo mondo nemmeno gli operai». Secondo Marchionne con il pieno utilizzo degli impianti sarà possibile anche aumentare i salari e portarli ai livelli di Francia e Germania.

Landini, però, si è detto scettico: «Sono favorevole ad applicare il modello tedesco ma i lavoratori tedeschi lavorano meno e hanno più diritti e salari più alti. In Italia non è così. Marchionne quando voleva comprare l’Opel ha dovuto presentare il piano industriale al presidente Merkel ricevendo una risposta negativa. È uno scandalo che il governo italiano non intervenga e le forze politiche stiano zitte. Marchionne non ha discusso con nessuno di questo piano. Il contratto va respinto e non va accettato perché in questo modo si cancellano i diritti e non si dà un futuro alla produzione e né alla qualità e alla competitività».

Per Landini: «L’accordo per Cassino va rinegoziato, noi non lo firmiamo e siamo pronti a contestarlo sul piano sindacale e giuridico”». «Il 28 gennaio – annunciano Compagnone e Gatti -sarà una giornata di mobilitazione. Dobbiamo difendere i diritti conquistati con anni di lotte dai lavoratori, va difesa la loro dignità».

All’uscita del primo turno ieri molti operai hanno detto: «Siamo per il no ma voteremo sì per il rischio di perdere il lavoro». E Landini ha aggiunto: «Molti lavoratori a Torino hanno votato sì perché ricattati ma far votare sotto ricatto non è libertà, non ci sono più regole».

Allo sciopero generale di otto ore sono previsti a Cassino circa duemila lavoratori metalmeccanici di tutta la regione. «L’accordo-capestro – ha detto Oreste Della Posta dell’associazione 20 Ottobre – penalizza pesantemente il lavoro già duro dei metalmeccanici. Va bocciato e rivisto».

il messaggero.it

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