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Posts Tagged ‘sciopero’

ColosseoROMA I cancelli del monumento serrati per tre ore per un’assemblea dei lavoratori, i centurioni consolano i turisti. La politica parte all’attacco dei sindacati. Renzi: “Sono contro l’Italia”.

C’ è l’aria stanca delle mattine romane,un caldo da estate piena e una gran fila che riempie il piazzale di fronte al Colosseo. Il simbolo di Roma è chiuso. I turisti sbuffano, non capiscono, alcuni vanno via. Altri sono confortati dai centurioni.Propriocosì, gli abusivi vestiti da legionari che strappano ai turisti selfieebanconotedai5euroin su: oggi il servizio pubblico lo fanno loro. Spiegano la situazione agli stranieri: i cancelli dell’Anfiteatro Flavio resteranno sbarrati per tre ore, per un’assemblea sindacale dei custodi.Ci sarebbe un cartello che avverte dei disagi, ma la traduzione in inglese è sbagliata: c’è scritto “from 8 am to 11pm”,dalle 8 di mattina alle 11 di sera. (altro…)

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Le piazze
ROMA – Il cinque maggio di Renzi-Napoleone si apre con un cordone di bambini che sventola rotoli di carta igienica. E’ la scuola pubblica – dicono – che va a rotoli. Dietro, in un mare di bandiere rosse, gialle, bianche, sfila l’orgoglio dei centomila prof. Tanti, tantissimi, nessuno si aspettava un corteo così folto, nella prima manifestazione sindacale unitaria da oltre sette anni. Renzi-Pinocchio, Renzi- orecchie-d’asino, Renzi&Giannini come la Gelmini. Ovunque il cartello “mai più Pd”, fischietti e “Bella ciao” nel caldo pazzesco dell’estate improvvisa, ma ad ogni slogan un pezzo della “buona scuola” di Renzi, “la riforma tradita”, cade giù in frantumi, lungo i muraglioni del Pincio che portano a piazza del Popolo piena a metà e invasa di palloncini blu. E blu è il simbolo della protesta, il fiocchetto appuntato sul petto: come si fa per le battaglie campali, quelle dei diritti civili.

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Scuola

SCIOPERO IN TUTTA ITALIA DI STUDENTI E INSEGNANTI: “RIFORMA SÌ, MA NON COSÌ”.

Docenti, studenti, genitori e lavoratori. Precari e di ruolo. Hanno marciato tutti insieme contro la “Buona scuola” di Renzi. In ogni angolo d’Italia. Da Aosta a Catania. Passando per Roma, Milano, Bari, Cagliari e Palermo. Sette piazze principali organizzate dai tre sindacati confederali (insieme a Gilda e Snals), altre decine e decine di cortei e sit-in spontanei in ogni regione del Paese. I Cobas hanno sfilato da soli, invece, in dodici città (la principale è Torino).   Secondo le stime dei sindacati, alla giornata di protesta hanno partecipato oltre 500 mila persone. (altro…)

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Matteo

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Sciopero

LA PROTESTA/MANIFESTAZIONI PER IL NUOVO CONTRATTO.

MILANO – Circa 30 mila manifestanti in quattro città e la chiusura di oltre il 95% degli sportelli — fonte sindacale — hanno decretato il grande successo dello sciopero nazionale dei bancari, indetto dalle otto sigle di categoria. Sul piatto, il rinnovo del contratto. «Se l’Abi continua così bisognerà coinvolgere il governo — ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, nel corso del comizio a Milano — e noi come Cgil, Cisl e Uil lo faremo, senza divisioni: siamo in piazza, siamo in tanti e torneremo, perché il contratto è il nostro obiettivo». Manifestazioni si sono tenute in quattro città: Ravenna, Roma e Palermo, oltre che Milano.

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CamussoROMA – «Questa partita è solo agli inizi. Continueremo a lottare, a mobilitarci, a scioperare anche contro le aziende perché non può esserci uno che incassa e l’altro che subisce soltanto. Useremo la contrattazione e i ricorsi giudiziari in Italia e in Europa. Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per ribaltare un’idea recessiva del lavoro», dice Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. E questo è il piano d’azione della Cgil, il secondo tempo dello scontro con il governo sul Jobs act.
Camusso, lei ha parlato di “un abominio” nei confronti dei lavoratori a proposito della nuova formulazione dell’articolo 18. Perché?
«Perché il presupposto a queste norme è che i lavoratori abbiano sempre torto e le imprese sempre ragione. Eppure, come è noto, la visione in bianco e nero non funziona. Lo dimostra proprio il “caso Ilva” _: ma si può affidare la politica economica a chi riduce le aziende in quello stato?

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LandiniIl segretario Fiom Maurizio Landini.

Un grande successo, le nostre piazze uniscono il Paese mentre finora il governo le ha divise. Non è un caso se la gente non si sente rappresentata”. Maurizio Landini parla al ritorno dal corteo di Genova che è andato molto bene. Ha la voce roca, viziata dal comizio e dalle mille discussioni avute con i lavoratori. Ma accetta volentieri di commentare la giornata.   Com’è stato questo sciopero?   Un successo straordinario perché non solo si sono riempite tutte le piazze, ma c’è stata un’adesione alle iniziative e allo sciopero che ha riguardato non solo gli iscritti alla Cgil e alla Uil. Le piazze hanno confermato che la maggioranza di chi lavora, dei precari, anche degli studenti, non condivide le scelte del governo. E chiede ai sindacati di proseguire, di andare avanti.   Renzi dice che lui proseguirà dritto per la sua   strada.  (altro…)

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Lavoro
CGIL E UIL PARLANO DI ADESIONE AL 60%, PER CONFINDUSTRIA SI È FERMATO SOLO IL 10% IL PREMIER: “MASSIMO RISPETTO MA NON MI FACCIO IMPRESSIONARE”. POLETTI APRE AL DIALOGO

Al di là dei dati, dei numeri e delle piazze, lo sciopero generale di Cgil e Uil per chi lo ha promosso è stato un successo. I due sindacati lo hanno sancito con una nota congiunta in cui   comunicano “un’adesione media allo sciopero generale superiore al 60%, con una partecipazione nelle 54 piazze di oltre 1,5 milioni di persone”. “Sono molto soddisfatta ma è un risultato che ci carica di una grandissima responsabilità” il commento a caldo fatto da Susanna Camusso con i propri dirigenti. Soddisfazione che più tardi condividerà con l’altro leader che ha scommesso su questa giornata, il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo. Posizione che non sposta di una virgola l’atteggiamento di Matteo Renzi intervenuto al termine del Consiglio dei ministri: “Massimo rispetto per chi sciopera ma non mi faccio impressionare dalle piazze. C’è un paese da cambiare”.   LE PIAZZE, PERÒ, sono state molte, cinquantaquattro. Con molta gente – anche se meno del 1,5 milioni dichiarato – in particolare a Torino, Brescia, Padova, Napoli, Milano dove si è ricordata anche la strage di piazza Fontana. Alcuni scontri con la polizia si sono verificati a Torino, Milano, Roma e Bolgona, spesso a opera delle rappresentanze di centri sociali e dei movimenti sociali. Gli stessi che a Roma hanno tappezzato il ministero del Lavoro con le foto di Giuliano Poletti e Salvatore Buzzi con sopra scritto “Poletti dimettiti”. (altro…)

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Natangelo

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FassinaBersani anche questa volta non parteciperà: “A ciascuno il suo mestiere” I renziani avvertono: sacrosanto scioperare, ma non bloccare il Paese.

ROMA – Cesare Damiano, il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio, che il 25 ottobre era sceso in piazza con la Cgil e la Fiom, oggi non ci sarà. «Ho lavorato al compromesso sul Jobs Act, il sindacato lo critica, devo essere coerente», spiega. Ma la dice lunga su quello che sta accadendo in casa dem. La sinistra del partito si è spaccata. Lo scontro con Renzi si è inasprito, ma riguarda solo una parte della minoranza del Pd.
Chi sarà oggi nelle piazze dello sciopero generale è in polemica aperta con il premier e le politiche economiche del governo.

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Sciopero

È la condanna dei segretari della Cgil. Essere eletti su una posizione moderata e poi capeggiare piazze radicali. Era accaduto a Luciano Lama, nel1984,conlascalamobile.Allo stesso Sergio Cofferati, riformistaepragmaticodirigentedei chimici poi a capo della più grande manifestazione sindacale di sempre. Oggi succede a Susanna Camusso, messa in minoranza dal “duro” Claudio Sabattini nella Fiom ribelle di inizio anni 90 e che oggi guiderà lo sciopero generale insieme a Maurizio Landini, figlioccio dello stesso Sabattini.   Come nel secolo scorso:   sembrano gli anni ‘60   Con il 12 dicembre 2014 torna lo sciopero generale vecchia maniera. Non il “mito” di cui parlava il rivoluzionario Georges Sorel. Nemmeno quello della grande spallata che accese gli entusiasmi del Maggio francese, nel 1969. E neanche quello capace di coinvolgere l’intera società francese, nell’inverno del 1995. (altro…)

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Siccome lo dice lui deve essere vero:

“Vedo due sindacati, Cgil e Uil, che faranno uno sciopero generale contro il nostro governo che ha dato gli 80 euro a chi guadagna meno, che dà la maternità a chi non l’aveva, che protegge i co.co.co. e i co.co.pro. Gli stessi sindacati si sono dimenticati di fare lo sciopero contro la Fornero e Monti. Contro di noi sì, e io lo rispetto, è la bellezza della democrazia, la bellezza del vivere in Italia”. 

I sindacati si permettono di scioperare contro il governo degli 80 euro, del tfr in busta paga, del demansionamento, che ha asfaltato l’articolo 18, che ha allungato il periodo di rinnovo di un contratto a termine (DL Poletti). (altro…)

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SindacatiDOPO LA CGIL ANCHE LA UIL PER IL BLOCCO. OGGI VERTICE PER CONVINCERE LA CISL.

La pratica dello sciopero generale non è più affare della sola Cgil. Ieri la Uil, che oggi avvia il proprio congresso nazionale ed eleggerà il nuovo segretario Carmelo Barbagallo, ha proclamato anch’essa lo sciopero generale. Una mossa in parte improvvisa, resa possibile dal cattivo esito dell’incontro avuto l’altroieri con la ministra Marianna Madia sul pubblico impiego. La sostanziale chiusura del governo sul contratto degli statali e l’indisponibilità della ministra a offrire sponde credibili ai sindacati, infatti, ha indotto non solo la mossa della Uil ma anche la Cisl, finora prudentissima sullo sciopero generale, a proclamare una mobilitazione nel solo settore del pubblico impiego. (altro…)

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scioperosocialeUn esercito di precari in Italia come mai si era visto; loro sono ormai la norma, non casi isolati o eccezioni, ma una regola che ha prodotto un popolo senza diritti. Ora alzano la testa per dire basta, i media spesso li snobbano. Il 14 novembre scendono in piazza…lo sciopero sociale è cominciato.

Il 14 novembre sarà una giornata fatta di diversi momenti e pratiche di sciopero e mobilitazione, articolati in tutto l’arco delle 24 ore. «L’obiettivo – dicono i precari dal loro blog scioperosociale.it – è quello di dare a tutte le lavoratrici e i lavoratori, da quelli dipendenti, ai precari, alle partite Iva, e anche tutte le studentesse e gli studenti, ai disoccupati la possibilità di esprimere il rifiuto della riforma del lavoro (Legge Poletti e Jobs Act), della “buona scuola di Renzi” e dello Sblocca Italia. (altro…)

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CamussoIRONIZZANO I RENZIANI, POI VALANGA SUL WEB: WEEKEND LUNGO CON L’8 DICEMBRE.

Quando alla segreteria del Pd hanno appreso la data dello sciopero generale della Cgil, il 5 dicembre, hanno festeggiato. Lo scontro mediatico tra il “partito” e il sindacato è tornato di nuovo a livelli altissimi, inondando il web e creando un nuovo motivo di polemica che travalica il merito della protesta. A dare fiato alla contesta è stato Ernesto Carbone, neo-componente della segreteria del Partito democratico, renziano di fresca adesione: “Il 5 dicembre è un venerdì poi sabato, domenica e lunedì 8 dicembre che è festivo… il ponte è servito #Coïncidence”.
IL TWEET SI È COSÌ sommato ai tanti che si sono rincorsi in rete e che hanno visto l’indicazione della vigilia dell’Immacolata come una scelta di cattivo gusto. Tanto che, in serata, ha provato a ricucire il presidente del Pd, Matteo Orfini, sempre via Twitter: “Non condivido le ragioni dello sciopero della Cgil, ha scritto. Ma un lavoratore che sciopera sacrifica molto. Ironizzare sulla data è un’inutile offesa”. Anche la Cgil ha replicato. Prima con Maurizio Landini che, difendendo la data, ha bollato come “sciocchezze” le polemiche. (altro…)

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SabelliROMA – Non scioperano sul taglio delle ferie «perché sarebbe un autogol, la gente non capirebbe e sarebbe contro di noi». Ma sulla riforma della responsabilità civile non esitano. Se il testo resta quello del governo o peggiora, sarà sciopero perché, come dicono tanti dei 400 magistrati che si ritrovano nell’aula magna del palazzaccio, «è una misura che lede la nostra autonomia e indipendenza». La maggioranza (1.718 voti per via delle deleghe) batte la minoranza (230). Nel primo gruppo c’è la sinistra (Area), il centro (Unicost), ma pure una parte della destra (Mi). Nel secondo i movimentisti di Proposta B e, ironia del caso, il gruppo dei “ferriani” di Mi, quelli che per anni hanno avuto come riferimento il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, quando era il loro più votato segretario. Sciopero bianco subito perché «il taglio delle ferie senza contraddittorio è un vulnus» (Antonio Racanelli, Mi).
Il nome di Renzi non risuona mai.

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l'articolo 18La leader Cgil andrà in piazza con la Fiom e replica al premier: “Dove stavamo? A combattere le leggi contro il lavoro” Si prepara una mobilitazione generale puntando all’unità con Cisl e Uil. L’8 novembre manifestazione degli statali.
ROMA – «Dove eravamo noi? Eravamo a contrastare quelle leggi che in questi ultimi quindici anni hanno costruito l’apartheid nel mercato del lavoro, che hanno destrutturato e svalorizzato il lavoro. Ecco dove eravamo. E quelle leggi non le abbiamo fatte noi», dice Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. Lo dice al premier Renzi alla fine di una giornata che ha visto deflagrare lo scontrodiretto tra il presidente del Consiglio e la Cgil, il sindacato della sinistra.
Ora la Cgil si prepara a una lunga mobilitazione e a guidare l’opposizione sociale al governo Renzi. E appare davvero la riproposizione della sfida degli anni Ottanta tra Margaret Thatcher e i minatori inglesi di Arthur Scargill. Alla fine la proclamazione dello sciopero generale da parte della Cgil sembra quasi scontata.

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Tutti in piazza
ROMA – L’emendamento al Jobs Act del governo spiazza il Pd. In direzione martedì Renzi aveva detto: «Ne discuteremo, sul lavoro ci confronteremo». Ma ieri mattina la proposta del contratto a tutele crescenti e lo spettro dell’abolizione dell’articolo 18 erano sul tavolo della commissione Lavoro del Senato. Una doccia fredda. La sinistra dem è ormai in trincea. Al punto che stamani alle 8 è stata convocata a Palazzo Madama la riunione del gruppo. I democratici avevano chiesto ci fosse subito il ministro Giuliano Poletti, che però è impegnato a Livorno.
Il clima è teso, mai la spaccatura era stata così profonda nel partito, perché ne va del Dna del Pd. E intanto la Cgil leva gli scudi. Il segretario Susanna Camusso non esclude uno sciopero coinvolgendo Cisl e Uil: «L’articolo 18 è uno scalpo per i falchi dell’Unione europea». Non ci sono rassicurazioni che bastino.
Arrivano dal fronte renziano, precisazioni e distinguo.

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polizia“Non bastava lasciarli a piedi con le auto di servizio senza più benzina o senza più carta per le fotocopie, con divise lise, in coda con le famiglie alla mensa della Caritas. Il Governo ha deciso di lasciarli con meno soldi in tasca per il quinto anno consecutivo. Il blocco degli stipendi ai dipendenti della pubblica amministrazione, infatti, coinvolge anche poliziotti, carabinieri, finanzieri, forestali, operatori delle carceri, vigili del fuoco. Che non sono impiegati qualunque, ma garantiscono con la loro vita la sicurezza e l’ordine pubblico nelle nostre città e nel Paese. Contrastano il crimine organizzato, combattono i ladri di risorse pubbliche, rispondono alle telefonate di tutti i cittadini e li assistono. Fanno tutto ciò con le risorse che hanno, che sono poche. E non è una semplice questione di stipendi, di soldi, ma di dignità. Il vero valore che gli appartenenti alle forze dell’ordine offrono è mettere a rischio la propria vita. E la vita non ha prezzo. Renzie, di fronte alle loro proteste, li sbeffeggia “Certi sindacati fanno male a chi veste la divisa” ma senza di loro non potrebbe farsi vedere in giro a fare l’annunciatore, altro che “la mia scorta sono i cittadini“. Alfano ne critica i toni … i toni? vada lui ad affrontare la criminalità di strada che dilaga nel Paese, vincerebbe il premio di Leprotto dell’anno, più veloce di Usain Bolt. (altro…)

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Sciopero
LA RIVOLTA È IN DIVISA: POLIZIA IN SCIOPERO CONTRO RENZI
IL PREMIER ANNUNCIA LA CONVOCAZIONE MA DICE: “NON ACCETTERÒ RICATTI”.

POLIZIA ESERCITO MARINA FORESTALI MEDICI VIGILI DEL FUOCO.

Il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici (fino al 2020, dice il Def) scatena la furibonda reazione degli uomini in divisa, che annunciano il primo sciopero della storia repubblicana. Il premier corre ai ripari e li convoca, ma avverte: “Nessun ricatto”. La ministra Madia: “I soldi non ci sono”. Cgil, Cisl e Uil pronti a una manifestazione nazionale.

Lo schiaffo più esplicito viene dalle Forze dell’ordine. “Per la prima volta siamo costretti a scioperare” dicono i sindacati di Polizia e il Cocer Interforze che rappresenta i militari. Dichiarazione dura, a tratti inquietante, visto che si tratta di divise. Ma, in ogni caso, una sconfessione diretta della decisione del governo di bloccare ancora nel 2015, dopo un blocco che dura dal 2010, gli stipendi dei dipendenti pubblici. Non a caso Matteo Renzi cerca di correre ai ripari annunciando una imminente convocazione, ma facendo sapere di “non accettare ricatti”: proclamare gli scioperi quando ci sono tanti disoccupati “non è giusto”, dice il premier.   (altro…)

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