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Posts Tagged ‘scuola’

Quest’anno, finalmente, il ruolo è mio: il tanto agognato e sudato tempo indeterminato nella scuola pubblica italiana, dopo anni di studio, concorsi e ostacoli d’ogni genere, è ora realtà. Ebbene, eccomi qui, felice ma al tempo stesso triste. Come mai? La risposta è semplice: la cattedra di musica, in realtà, non esiste!

Ad attendermi, contrariamente a quanto promesso da governi e uffici vari, non c’è alcuna cattedra, bensì un bel posto di potenziamento. Già vi starete chiedendo: cosa sarà mai il potenziamento?

 

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scuola-pubblica

Il governo ha approvato tutte le deleghe in sospeso della Buona Scuola. Fra queste, anche quella sul sistema di formazione iniziale e reclutamento dei docenti. In futuro ci sarà un unico momento di selezione con uno scritto sulla materia di insegnamento, uno con domande sulla didattica e un orale con colloquio in lingua straniera. Per il sostegno i test saranno addirittura quattro, con un terzo scritto sulle disabilità.

Tre prove, due scritte e una orale (addirittura quattro per il sostegno). Poi tre anni di tirocinio fra università e scuola, corsi e supplenze sottopagate. Infine la tanto sospirata assunzione, solo però dopo aver ricevuto l’ok del preside, il cui giudizio deciderà anche la posizione in graduatoria (e quindi la sede di destinazione). (altro…)

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immigrazioneNon so se usa ancora – spero di sì – ma quando eravamo ragazzi noi a scuola c’era una diffusa attenzione dei docenti per rendere la nostra generazione consapevole di ciò che era stato l’Olocausto. Non solo letture – Primo Levi e dintorni – ma anche film proiettati in aula magna, visite a mostre sul tema, qualche volta perfino gite di classe nei luoghi della memoria – tipo la Risiera di San Sabba.

Non credo di bestemmiare né di offendere le vittime dell’Olocausto se oggi dico che bisognerebbe iniziare a fare qualcosa di simile anche sulla questione dell’immigrazione: sulle condizioni di vita e poi di viaggio, spesso di morte, che affrontano gli esseri umani che poi vediamo qui, nelle nostre città. (altro…)

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scuola

I contribuenti sceglieranno liberamente la scuola da beneficiare che riceverà il 90% dell’erogazione: il 10% andrà in un fondo perequativo che sarà distribuito agli istituti che risultano destinatari di erogazioni liberali per un ammontare inferiore alla media nazionale.

Lo School Bonus nel 2017 diventa realtà. L’annunciato finanziamento dei privati a favore delle scuole, contestato dalle organizzazioni sindacali per l’ingerenza delle imprese nel sistema d’istruzione, con l’anno nuovo diventa possibile. Nei giorni scorsi l’Agenzia delle entrate con la risoluzione 155/E ha previsto il codice tributo (6873) con il quale sarà possibile per i soggetti titolari di reddito d’impresa effettuare un’erogazione in denaro destinata alle scuole. (altro…)

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disabili-scuola

Sostegno, un altro anno nero: cattedre coperte dai non specializzati. Mentre in molte zone gli abilitati sono disoccupati.

Il sistema incompiuto danneggia gli alunni disabili e le loro famiglie, ma anche i docenti, perché tutto è ancora basato sulle supplenze temporanee (su cui lo Stato risparmia). All’ultimo concorsone nella maggior parte delle Regioni c’erano meno candidati che posti messi a bando. Da qui il paradosso: al Nord i presidi disperati sono costretti a mandare in cattedra insegnanti senza il titolo di specializzazione. Al Sud docenti qualificati restano a casa e, a causa del blocco delle graduatorie, non si possono nemmeno spostare. Ecco le loro storie. (altro…)

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classe-scuola

Il piano è stato presentato nel dettaglio dal ministro all’Istruzione Giannini. Ogni docente avrà un portfolio personale. Non mancano le perplessità. L’ex sottosegretario Marco Dossi Doria: “Puntare sul digitale non basta”. La pedagogista Franca Pinto Minerva: “Trascurata la dimensione riflessiva”.

Tutti a scuola. Da quest’anno ogni docente tornerà sui banchi per formarsi. Non ci sarà un monte-ore obbligatorio ma tutti i maestri e i professori di ogni ordine e grado (750mila persone) dovranno partecipare alla formazione che sarà organizzata dalle singole scuole in rete all’interno degli ambiti territoriali. Il piano di formazione nazionale è stato presentato il 3 ottobre dal ministro dell’istruzione Stefania Giannini. In viale Trastevere puntano tutto su nove priorità: il digitale, le lingue, l’alternanza scuola lavoro, l’inclusione, la prevenzione del disagio giovanile e l’autonomia didattica. (altro…)

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Una scuola media di Bergamo impone ai genitori l’obbligo di ritirare i figli all’uscita e scoppia un putiferio retorico. I nostalgici rimpiangono i bei tempi andati in cui, a sentire loro, finanche i bimbi delle elementari tornavano a casa da soli danzando e fischiettando. Tromboni e trombette soffiano cattiverie gratuite sugli adolescenti: smettiamola di proteggerli e consegniamoli alla vita vera! I genitori in compenso sono furenti perché non hanno né tempo né voglia di andare a prendere dei ragazzini che si vergognano di loro, come loro si vergognavano dei genitori a quell’età. Persi tutti nei luoghi comuni, nessuno affronta il cuore della faccenda: per le leggi nostrane gli insegnanti sono responsabili di ciò che capita agli alunni lungo il tragitto fra scuola e casa, mentre in un mondo governato dal buon senso il loro ruolo dovrebbe cominciare quando si varca la soglia dell’istituto e finire quando la si oltrepassa in senso inverso. Il trasferimento va messo in carico alle famiglie, libere di dare o meno fiducia ai figli, ma senza più la possibilità di intentare causa ai professori, se lungo la strada il pupo si sbuccia un ginocchio.   (altro…)

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